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ilcronista.eu, di
Gian Carlo Scotuzzi
Anno XIX - redazione@ilcronista.eu
 
3 agosto 2018

 

BERLINO

«Heil Rudolf Heß»

Anche il prossimo 18 agosto, come da trent’anni, i neonazisti tedeschi si radunano per commemorare il vice di Adolf Hitler e per reclamare «la punizione dei suoi assassini». Rudolf Heß morì nel 1987, strangolato da un cavo elettrico. Omicidio, sostengono i neonazisti. Suicidio, replica la versione ufficiale.
Heß era l’unico detenuto rimasto a Spandau, carcere alla periferia di Berlino allestito dagli Alleati per punirvi i capi nazisti condannati a Norimberga. Gli altri detenuti erano stati tutti liberati o erano morti. Heß aveva 94 anni. Era dietro le sbarre da 41. Ragioni umanitarie, oltre che politiche, avevano indotto i sovietici (gestori di Spandau insieme a francesi, inglesi e americani) a revocare il veto contro la sua liberazione. Dunque Heß, a oltre quattro decenni dalla fine della seconda guerra mondiale, non costituiva alcuna minaccia per la consolidata democrazia tedesca né per i Paesi che vinsero il nazismo. Allora perché ammazzarlo? E perché ancora oggi – a 73 anni dalla fine del conflitto! – il fantasma di Heß spinge le sinistre tedesche a mobilitarsi per impedire una commemorazione certo discubile, ma legale e portatrice di istanze che, giustamente bollate come disvalori dai vincitori, hanno comunque il diritto di essere esternate dai vinti?
Intendiamoci: è diatriba tra marginali. I neonazisti non sono mai riusciti a radunare più di 2.500 persone; molte meno i loro antagonisti, soprattutto comunisti che agli
Heil Heß scanditi dai neonazisti fanno eco con uno slogan creato per l’occasione: Heil Thälmann. Ernst Thälmann era un comunista ucciso dalla Wehrmacht il 18 agosto 1944 e computato tra i 56 milioni di morti della seconda guerra mondiale.
Eppure queste competizioni piazzaiole, che il senso delle proporzioni indurrebbe a relegare in un trafiletto di cronaca locale, sono pretesto per alimentare una rivisitazione della Storia che tracima il ghetto del revisionismo tradizionale per allargarsi a vasti strati intellettuali di tutta Europa. I quali continuano a interrogarsi su un episodio della guerra il cui mancato chiarimento è forse la causa del preteso assissinio di Heß: il suo misterioso volo in Scozia del 10 maggio 1941.
[…]

L’articolo è riservato.

 
 
1° agosto 2018

 

FASCISTI D’EUROPA

In pellegrinaggio nella Valle dei Golpisti

Manipoli d’italiani vacanzieri s’intruppano verso la Spagna, a genuflettersi dinanzi al più grande monumento alla criminalità, dedicato al dittatore Francisco Franco e ai suoi complici. E qui, ai piedi d’una croce di pietra alta 150 metri, culmine d’un sacrario edificato da 70 mila prigionieri politici – decimati a migliaia da stenti ed esecuzioni sommarie – e a cospetto delle tombe di Franco e del suo mentore, José Antonio Primo de Rivera, fondatore della Falange, assistono alla messa celebrata da monaci benedettini, Ordine grato a un regime fascista che ha sempre gratificato la connivente Chiesa cattolica di onori, ricchezze, potere.   
Rapporto dalla
Valle de los caídos, la più grande fossa comune del mondo, dopo quella cambogiana, e resoconto delle difficoltà che incontrano i democratici della Penisola per sfrattarvi i cadaveri dei due criminali e per convertire il luogo alla memoria delle vittime della dittatura. O per raderlo al suolo.

L’inchiesta è riservata.

 
 
25 luglio 2018

 

MERCENARI IN FUGA DALLA GIUSTIZIA SIRIANA

Caschi Bianchi rossi di sangue

Sponsorizzati da tutt’i governi atlantisti e dalla Caritas, osannati dai pennivendoli come benemeriti altruisti, i sedicenti «volontari della pace» si sono rivelati al soldo delle criminali operazioni belliche della NATO

L’inchiesta è riservata.

 
 
19 luglio 2018

 

DILAGA IL FENOMENO DEGLI AUTORI A PROPRIE SPESE

Romanzieri per gioco

Scrivono libri che nessuna impresa editoriale accetta di stampare. Allora diventano editori di se stessi, facendosi spennare da avvoltoi che ingrassano sull’illusione di quanti, privi del talento dello scrittore, vogliono diventarlo a tutt’i costi. Anche a quello di dissipare paccate di migliaia di euro; anche a quello di scadere nel ridicolo; anche a quello di scivolare in delusioni generatrici di depressioni; e persino a quello di subire una querela per diffamazione e di risarcire pingui danni.
Ecco il calvario, meritato e volontario, della folta schiera d’italiani afflitti da presunzione patologica: una miniera d’oro per stampatori senza scrupoli e psicoterapeuti.
Pertinente la Pubblicità Progresso:
Scrivi di meno, leggi di più.

L’inchiesta è riservata.

 
 
18 luglio 2018

 

UN CONVEGNO SUI DISVALORI CHE ORIENTANO L’ELETTORE MEDIO

«Io, soldi, famiglia»

L’immorale vessillo delle destre tradizionali (Dio, patria, famiglia), antagonista dell’evoluzione sociale basata sulla solidarietà e la fratellanza, è degenerato in trittico peggiore, inneggiante senza vergogna alla barbarie individualista. È una valanga d’inciviltà montata da una maggioranza di non-cittadini, irresponsabili mandanti di politici dediti al saccheggio dello Stato e al picconamento delle sue conquiste sociali; una maggioranza adoratrice di figli-sovrani, concepiti e disallevati come mera estensione d’un ego degenerato e in metastasi, invocato a esimente d’ogni nequizia. È contro questa massa interclassista di colpevoli indifferenti e di feroci tornacontisti che si scagliano gli amanti del progresso, ideale e materiale.
Tra le molte iniziative di civiltà, spicca quella sorta a Milano e che a settembre – prima tappa d’un percorso culturale e propositivo – illustrerà una disamina degli aggiornati strumenti di allocchimento popolare cui ricorre il Potere per conquistare voti e consumatori.

La partecipazione al convegno è selettiva.

 
 
1° luglio 2018

 

LA SCOMPARSA DI UN GRANDE COMBATTENTE PER LA LIBERTÀ DI TUTTI I POPOLI

Grazie di tutto

Domenico Losurdo
1941-2018

Stefano G. Azzarà, discepolo e curatore del blog di Losurdo, ne annuncia oggi la chiusura, comunicando che «i numerosi articoli su di lui scritti in questi giorni ed eventuali ricordi da parte degli amici e dei colleghi saranno pubblicati su domenicolosurdo.eu e su materialismostorico.it.
«La pubblicazione del numero 1/ 2018 di Materialismo Storico. Rivista di filosofia, storia e scienze umane, prevista per questi giorni, slitta a data da destinarsi. Il numero conterrà la relazione di Losurdo sulla Rivoluzione d’ottobre pronunciata al convegno di Urbino del novembre 2017.
«La Internationale Gesellschaft Hegel-Marx, della quale Losurdo era presidente e animatore, si sta muovendo per ricordarlo come lui avrebbe voluto: chi volesse contribuire con un saggio sul suo lavoro o sulle tematiche da lui praticate scriva a stefano.azzara@uniurb.it».

 
 

LA RELAZIONE INTRODUTTIVA AL SEMINARIO SUI MOVIMENTI MIGRATORI

L’USE a stelle e strisce

L’Unione Europea non è aggregato di nazioni indipendenti e sovrane. È federazione gestita da una Commissione non eletta dai popoli e sottomessa a Washington, che la tiene in briglia tramite la NATO. Unione degli Stati d’Europa, appunto, delegittimata da una Costituzione comune (o Trattato Europeo) mai sottoposta a referendum – salvo in due casi marginali tra cui non spicca l’Italia. In questo contesto di sudditanza alle armate e alla finanza transatlantiche si colloca la scelta d’infoltire la vecchia Europa di manodopera fresca e culturalmente arretrata da sostituire a quella autoctona, del resto ormai snerbata di consapevolezza politica e di aneliti di progresso sociale e distributivo. L’obiettivo è ricostruire il tessuto produttivo smantellato dalle delocalizzazioni dei decenni scorsi, definendo i ruoli delle regioni europee nella nuova divisione internazionale del lavoro. L’odierna tratta di moderni schiavi dall’Africa è camuffata da pietosi quanto sofferti e spettacolari salvataggi, ammanniti a opinioni pubbliche che la disperazione o il benessere, sfruttati da demagogie sapienti, hanno allocchito sino all’acrisia irreversibile.

Il testo è riservato agli invitati al seminario.

 
 
luglio 1999 - giugno 2018

 

ARRETRATI

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1973 - 2017

 

LIBRI

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lasmonda la smonda mafro obletter giancarlo scotuzzi hans defregger il cronista associazione giornalisti etici, Martha Fischer Gian Carlo Enrico Scotuzzi Gian Carlo E. Scotuzzi G.C. Scotuzzi G.C.S. GCS G.C.E.S. GCES