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15 aprile 2018

 

BOMBARDAMENTI USA-GRAN BRETAGNA-FRANCIA

 

Bere la tivù e benedire il macello dei siriani

 

di Gian Carlo Scotuzzi

 

Basterebbe il buonsenso del cui prodest per bollare l’attacco di USA-Francia-Gran Bretagna alla Siria come pretestuoso: perché mai Bashar al-Assad, in procinto di vincere la guerra di aggressione scatenatagli dalla medesima triade, avrebbe dovuto compromettere la vittoria spargendo gas nervino?
Ma lasciamo pure da parte il buonsenso: ci sono prove, documentate con atti ufficiali e testimonianze, a loro volte supportate da video e verificate, pubblicamente esibite e mondialmente diffuse, che acclarano in maniera inequivocabile come il preteso attacco al gas nervino nel quartiere Ghuta di Damasco non sia mai avvenuto.
È vero invece che i Caschi Bianchi, masnada di mercenari addestrati dalla Gran Bretagna e da anni inquadrati nelle brigate di terroristi che hanno impestato il Medioriente, si sono recati nella Ghuta e, dopo aver appiccato il fuoco ad alcuni edifici, alzandone colonne di fumo, sono corsi nelle strade urlando: «Scappate! Bombardano con il gas mortale!».
Intanto altri Caschi Bianchi, bell’e pronti con innaffiatoi, si bagnavano e docciavano a caso i passanti. Perché l’acqua? Perché il popolo siriano in passato ha patito sul serio attacchi al gas nervino, a opera di terroristi che se n’erano impratichiti in Libia, dove combattevano al soldo della NATO per abbattere il governo legittimo di Muhammar Gheddafi. Terminato il macello in Libia, i terroristi sono stati trasferiti dalla NATO in Siria, insieme alle loro bombe di gas. E in Siria, appunto, i terroristi sono stati comandati a fare il bis, di nuovo con un duplice esito: da un lato hanno accoppato un bel po’ di soldati e di civili fedeli ad Assad, dall’altro, trasferendo su Assad la responsabilità dell’attacco al gas, gli hanno rivoltato contro la comunità internazionale, che giustamente, se accetta di buon grado che i popoli dell’Africa e del Medioriente siano massacrati a centinaia di migliaia con bombe “normali” (che squartano e arrostiscono i corpi), inorridiscono alla notizia (falsa) di una cinquantina di corpi gassati. Anche di recente i mercenari della NATO ‒ Caschi Bianchi in primo piano ‒ hanno cercato di scatenare attacchi al gas nervino un paio di volte, sempre fallendo per merito dell’occhiuta vigilanza delle truppe di Assad, ben supportate da quelle di Vladimir Putin. E in entrambi i casi il governo di Damasco, temendo che Caschi Bianchi e compagnia brutta riuscissero nel loro intento, aveva addestrato la popolazione su come comportarsi in caso di attacco al gas: cominciando col fare subito una doccia. Ecco perché, quando i Caschi Bianchi, dinanzi all’impossibilità di scatenare un attacco vero, si sono risolti a simularlo, hanno avuto successo ricorrendo agli innaffiatoi: proprio perché il popolo associa la doccia improvvisata alla difesa contro il gas, dando per scontato che, se vedi qualcuno contrastare gli effetti del gas, il gas deve esserci.
È chiaro che questa messinscena è crollata in breve: il tempo di andare al prontosoccorso, dove i medici hanno escluso ogni avvelenamento. Ed è quanto è successo alla Ghuta, dove l’allarme è subito rientrato e i Caschi Bianchi, moderni untori manzoniani, sono stati smascherati.
Ma viviamo nel villaggio globale mediatico dominato dagli oligopoli. Qui non contano i fatti, bensì la rappresentazione che ne offrono i media. La verità è quella predicata dalle televisioni e dai giornali dominanti. Il resto è menzogna. Oppure è il niente, perché ciò che i giornali tacciono non è mai accaduto. Certo, esistono giornalisti ed editori onesti, ma sono rari e le loro voci sono flebili, quando non inudibili, in un’agora ecumenica rintronata dai giganteschi altoparlanti dei Padroni della Disinformazione, cioè della propaganda di guerra.
Così, per l’opinione pubblica mondiale l’attacco chimico alla Ghuta è un fatto incontestabile, è un crimine commesso da Assad e giustifica la spedizione punitiva di USA-Gran Bretagna-Francia. Questi Stati hanno subito colto il pretesto per batostare i nemici, cioè la Siria e la Russia, con il provvido benestare di elettori che, senza l’indignazione suscitata dai Caschi Bianchi, avrebbero riluttato ad approvare l’ennesima guerra.
Riassumendo: i Caschi Bianchi inscenano l’attacco nervino fasullo, i giornalisti lo prendono per autentico, l’opinione pubblica approva la ritorsione dell’Occidente, libero di (ri)scatenare l’ennesima guerra.
In questa reazione a catena le responsabilità dei giornalisti sono smaccate: se avessero fatto il loro mestiere con competenza e onestà avrebbero scoperto subito l’inesistenza dell’attacco al gas, così negando a USA & Soci il pretesto di partire in guerra. Invece i giornalisti si sono prestati a diffondere il falso, così degenerando a pennivendoli e, visti gli effetti delle loro menzogne, calzando virtualmente il casco militare: i pennivendoli devono essere considerati mercenari al soldo della NATO. Uno status bellico che, sia detto per inciso e con una vena d’invocazione di qualche forma di nemesi, li colloca nel mirino dei resistenti alla NATO.
Fin qui condivido l’analisi di Thierry Meyssan: sì, i pennivendoli sono colpevoli di aver contribuito in maniera determinante e diretta allo scatenamento della guerra. E insieme a loro e prima di loro sono colpevoli i padroni dei pennivendoli, cioè gli editori. Per cui i pennivendoli sono mercenari a doppio titolo: perché obbediscono acriticamente ai loro datori di lavoro nonché alla NATO, che sta sopra gli editori.
Ma sul banco del tribunale della Storia Meyssan omette di collocare il criminale maggiore e primigenio, senza il quale non sarebbe stato possibile inscenare il falso avvelenamento della Ghuta né bombardare gratuitamente i siriani. Questo supercriminale è il popolo sovrano. Cioè gli elettori, la cui benevolenza è indispensabile ai governi, alla NATO e agli editori (e a pagare lo stipendio ai pennivendoli). Dall’affondamento del Maine agli attentati dell’11 settembre 2001 alle favole delle armi di distruzione di massa attribuite a Saddam Hussein all’attacco contro la Siria dell’altro giorno, tutto queste rappresentazioni menzognere riescono a ingannare un popolo privo di autonomia critica, caricabile emozionalmente con notiziari hollywoodiani e scatenabile a piacere nella direzione voluta. Un popolo che s’illude d’indossare l’ermellino del sovrano quando gli calzano a pennello il grembiulino dello scolaro e il cappello dell’asino: non sa nulla, non vuol sapere nulla e, ahinoi, non è in grado di imparare nulla che lo doti di conoscenza autentica e di capacità di giudizio. Certamente i blablablà di RAISET ‒ come di ogni altro oligopolio mediatico ‒ che hanno propalato la favola del gassaggio della Ghuta andrebbero puniti a ideali sculacciate e comandati a fare altro mestiere; ma il teleutente medio, che li ha presi sul serio senza usare un briciolo di cervello, andrebbe preso a calci in culo.
Per cittadini autentici e probi essere governati da siffatto popolo sovrano, cioè da una maggioranza di elettori pilotabili come somari al basto mediatico, è peggio che essere governati da un sovrano singolo e illuminato.
Ci toccherà replicare la Rivoluzione Francese all’incontrario?

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