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STAMPA ESTERA
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DA MONDIALISATION.CA

La Francia complice di un crimine di massa in Yemen

di Bruno Guigue

Traduzione di Rachele Marmetti

 

Nell’indifferenza generale il Paese più povero del mondo arabo subisce l’orrore di un’aggressione straniera mortale. Bombardata giorno e notte, la popolazione è affamata dal blocco (aereo e marittimo). Gli abitanti dello Yemen sono 27 mlioni. Secondo l’ONU, 10 milioni hanno bisogno di aiuto umanitario urgente, 7 milioni sono minacciati dalla carestia e le vittime di un’epidemia di colera sono un milione. La penuria di carburante paralizza i trasporti, le reti idriche, elettriche, fognarie.
L’aviazione saudita non risparmia scuole, ospedali e luoghi di culto. Cerca di piegare il popolo yemenita seminando terrore. Non è una guerra contro combattenti, bensì un’impresa di demoralizzazione della popolazione, di distruzione totale, di abbattimento delle infrastrutture. L’azione combinata dei bombardamenti aerei e del blocco mira a mettere in ginocchio un’intera popolazione. Riad ha la pretesa di essere scesa in campo per difendere il governo legittimo. Ma allora perché imporre il blocco all’intero Paese?
Da marzo 2015 la coalizione [degli aggressori, ndt], capeggiata dai wahabiti, massacra civili, col pretesto di combattere una ribellione colpevole di essersi alleata con l’ex presidente Ali Abdallah Saleh, contro il suo successore, il pro-saudita Abd Rabbo Mansour Hadi. L’intervento ha causato oltre 10.000 vittime, ma non ha spostato le linee di forza. L’offensiva terrestre è fallita, la resistenza yemenita è feroce e il 9 novembre un missile ha sfiorato la capitale saudita. Centinaia di migliaia di bambini sono denutriti, in un Paese devastato dalle bombe e affamato dal blocco. Questa guerra non ha via d’uscita.
Eppure, la propaganda saudita la giustifica in nome della legalità internazionale. A settembre 2014 il movimento Ansarullah ha travolto la capitale Sana, a gennaio 2015 il presidente Mansour Hadi si è dimesso. Il successo inatteso ha preso in contropiede i sauditi e i loro compari occidentali. Decisi a intervenire, il 14 aprile 2015 hanno ottenuto dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU il voto della risoluzione 2216 di condanna della presa del potere da parte degli houthi e di legittimazione del presidente Hadi.
La risoluzione ONU ha fornito copertura giuridica a Riad per colpire senza troppi riguardi lo Yemen e battere la ribellione. Una perversione del diritto internazionale: carta bianca concessa al Paese arabo più ricco di annientare con le bombe il Paese più povero. È come se l’aggressore beneficiasse di una sorta di permesso di uccidere su larga scala, con la benedizione delle potenze occidentali che gli forniscono armi a volontà. La ribellione houthi viene invece sanzionata con l’embargo.
La coalizione non ha trovato le armi con cui massacra il popolo yemenita sotto l’albero di Natale. Sono armi occidentali. Le bombe sganciate sui bambini yemeniti sono di precisione rimarcabile. Complimenti! Il sistema di guida elettronico è francese. In virtù del loro raggio d’azione, gli F-35 sauditi possono colpire dove vogliono. Applausi! Gli aviocisterna sono francesi. Il blocco marittimo che affama la popolazione yemenita è tremendamente efficace. Evviva! La Marina francese vi partecipa. La storia ricorderà che Hollande e Macron hanno fatto crepare i bambini yemeniti.
Quanto vale la vita di questi poveri bimbi in confronto alla nostra meravigliosa industria della morte? La monarchia saudita è il primo cliente della Francia. Tra il 2010 e il 2016 Riad ha acquistato dalla Francia 9 miliardi di armi, ossia dal 15 al 20% delle esportazioni francesi. Con totale indifferenza, la Repubblica arma il braccio dell’assassino. Sono ormai due anni che Riad compie un crimine di massa di cui Parigi è complice. Nel 2011 la Francia ha distrutto la Libia in nome dei diritti dell’uomo. Nel 2017 partecipa alla distruzione dello Yemen in nome del fatturato. Orami la “patria dei diritti dell’uomo” non è che un mucchio di letame.
Curiosamente, il coro delle prefiche è irrintracciabile. È vero che non siamo in Siria. Non ci sono “caschi bianchi” esperti in falsificazione, né parlamentari ecologisti in giro, né sostenitori a oltranza dei diritti dell’uomo a firmare petizioni. Lo Yemen non interessa a nessuno a Saint-Germain-des-Près. È uscito dagli schermi radar della bobosfera [i bobo sono i borghesi pseudo-anticonformisti. Il termine è composto dalle prime sillabe di bourgeois – borghese – e bohéme, ndt]. Ma perché tanta indifferenza da parte delle anime pie sempre pronte ad affliggersi per le disgrazie planetarie? La propaganda occidentale ci fornisce immediatamente la risposta: gli houthi sono complici di Teheran. Poiché appartiene alla comunità sciita “zaydita”, il movimento Ansarullah sarebbe strumento delle ambizioni dell’Iran.
Eccolo dunque il crimine imperdonabile di questo Yemen ribelle. È dalla parte delle forze del male, scende a patti con i mullah. Gli houthi e i loro alleati ammirano lo Hezbollah libanese, sostengono la Siria sovrana, credono ancora nel nazionalismo arabo. È inammissibile. Ancor peggio, questi incorreggibili yemeniti non hanno mai mercanteggiato la loro solidarietà al popolo palestinese. Per gli imperialisti e i loro leccapiedi la ribellione vittoriosa a Sana è una scandalosa anomalia, una verruca da asportare dal paesaggio. È il Venezuela della penisola arabica. Non occorre cercare oltre le ragioni del calvario inflitto a questo coraggioso popolo.

 

ORIGINALE:
La France complice d’un crime de masse au Yémen

 

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