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Iniziativa riservata di informazione, cultura e politica a cura di Gian Carlo Scotuzzi
L'ACCESSO AI TESTI È CONSENTITO AI LETTORI ABILITATI. FANNO ECCEZIONE GLI ARTICOLI CONTRASSEGNATI DAL PALLINO.
30 SETTEMBRE 2016 BRESCIA

Si segnala l’inserimento, a correlazione dell’articolo Chi eredita un bottino rubato è giusto erediti anche le colpe del ladro, pubblicato l’8 settembre scorso, dell’articolo:

Perché i discendenti dei minatori non si fanno indennizzare dagli eredi dei padroni della miniera?

 
  LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DEI DISVALORI

O tutela della privatezza o barbarie

Chi si espone passivamente al Grande Fratello dicendo «io non ho niente da nascondere» o vende la propria sfera personale in cambio di un gadget, non è soltanto un ignorante o un egoista che delega a sconosciuti le scelte etiche che pertengono invece la responsabilità di ogni cittadino: è soprattutto un disertore dal fronte dell’impegno civile, reo di contribuire all’avvento irreversibile di un Impero del Profitto che sradica i valori umanistici fondanti la nostra società.

di Pi Mosca


ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE DEL 22 SETTEMBRE 2016:

• Le nostre vite non sono materia prima per l’industria dell’informatica

 
  IL FIORENTE MERCATO DEI FARMACI DA BANCO E DEI PARAFARMACI

Il paziente povero ignorato, quello solvente indotto a diventare medico di se stesso

Mentre i tagli alla Sanità condannano a sofferenza e a morte i malati poveri, una martellante campagna pubblicitaria, sostenuta da governo e imprese farmaceutiche, va all’assalto di chi ha soldi per pagarsi la sanità privata e lo convince a considerare la farmacia un emporio di panacee ed elisir di lunga vita. Come orientarsi in queste botteghe olezzanti incensi e ammiccanti come bancarelle di santuari miracolosi? Basta chiedere all’interessato bottegaio in camice, oppure prender per oro colato le balle degl’imbonitori televisivi. Inchiesta sul mito dell’autodiagnosi e della cosiddetta medicina alternativa, ossimoro elevato a rango universitario da sciagurata ministra berlusclona.

di Martha W. Fischer


 
29 SETTEMBRE 2016 RELIGIONI SUL CARRO DI CESARE

Il monarca vaticano si proclama pacifista ma benedice armi ed armigeri

Le cosiddette “autorità religiose” presidiano, aspersorio alla mano, ogni cerimonia di viatico alle cosiddette “missioni umanitarie” che camuffano guerre coloniali e benedicono armi di distruzione di massa, come le portaerei, implicitamente reputando le une e le altre provvidenziali strumenti del (loro) signore. Non pago, il capo dei cattolici romani integra i suoi preti nelle truppe coloniali, affinché le assolvano anche colà di gesta incompatibili con il Vangelo. 

di Mafro Obletter


REPETITA IUVANT?
ARTICOLI CORRELATI DELL’8 E 18 LUGLIO 2004

• I marinai che vanno a Riva Trigoso

Dio stramaledica i cappellani militari

 
28 SETTEMBRE 2016 MORTO IL GUERRAFONDAIO SIONISTA SHIMON PERES

Non ci doliamo

Era specializzato nel mercato nero delle armi e nel farsene svendere o regalare dagli USA. Ha violato i trattati di pace e ha trasformato di nascosto Israele in una potenza nucleare non dichiarata, facendosi passare la tecnologia della bomba dalla Francia, che a sua volta l’aveva avuta dagli americani. Ha sempre guidato o sostenuto governi persecutori dei palestinesi e incarceratori degli stessi israeliani rivendicanti il rispetto della legalità e delle verità, come nel caso dello scienziato Mordecai Vanunu, colpevole di aver rivelato al mondo l’esistenza dell’arsenale atomico clandestino.

 

ARTICOLI CORRELATI, DEL 10 MAGGIO E DEL 4 LUGLIO 2007:

Continua la persecuzione dello scienziato che svelò al mondo l’arsenale nucleare sionista

Nuovamente condannato lo scienziato che denuncia l’arsenale nucleare sionista

 
27 SETTEMBRE 2016 CERA UNA VOLTA LA CLASSE OPERAIA

Tute multietniche e mansuete

Nelle fabbriche del Norditalia, dove un tempo operai combattivi scioperavano compatti e ottenevano contratti integrativi coi fiocchi, oggi si tira a campare, con sindacati ridotti a lumicino moscio, impotenti dinanzi ad arretramenti occupazionali, normativi e retributivi imposti da padronato e da governi che pure si proclamano ‒ danno e beffa! ‒ di sinistra. L’importazione massiva di manodopera di colore, giovane e culturalmente e politicamente arretrata e per questo sostituita agli autoctoni obsoleti, ha propiziato il dilagare del lavoro nero e di una selva di contratti atipici che ottocentizzano una massa di dipendenti ormai mutila dei connotati di classe. Di questo passo il padronato non avrà più convenienza ad andare fino in Cina a spremere operai: avvilirà allo stesso modo quelli nostrani. La pandemia sociale dell’ipersfruttamento della manodopera dilaga anche nei Paesi europei di più resistente tradizione socialdemocratica, a cominciare dalla Germania, dove…

 

ARTICOLO CORRELATO, DA JUNGE WELT ODIERNO

Legale Lohnprellerei

Von Jana Frielinghaus

 
26 SETTEMBRE 2016 ESPEDIENTI DI POVERICRISTI DELLA POLITICA

Quanto rende l’happy hour alla cinese?

Dalle 17.30 all’ora di mettersi a tavola: dura lo spazio d’un aperitivo il dibattito su «Antimperialismo, lotta per la pace e per la cooperazione internazionale: il ruolo della Cina» organizzato per l’8 ottobre a Bologna dal Partito Comunista Italiano. Che senso ha? Quello intuibile dall’annuncio finale della locandina di presentazione: «Parteciperà inoltre un esponente dell’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia». Ecco come, invece di adoperarsi a far proseliti e di procurarsi strumenti adeguati a far politica seria, ci si contenta di riscuotere benevolenza dal più grande ‒ e generoso ‒ Paese del mondo, talmente incompreso in Italia da consolarsi con gli ossequi dei marginali.

 
22 SETTEMBRE 2016 ANALISI DEI MOVIMENTI DI SEDICENTE OPPOSIZIONE GOVERNATIVA

Illusionismo, sindrome senile dei comunisti mancati

Da oltre mezzo secolo non v’è progetto rivoluzionario che non preconizzi la caduta del capitalismo, sempre diagnosticato agli ultimi soffi e pronto a farsi abbattare dal sempre imminente assalto al Palazzo d’Inverno. Tale presunzione di caducità del nemico, ribadita anche recentemente da Samir Amin nell’articolo cui sotto rinviamo, alimenta anche in Italia rituali manifestazioni di entusiasmo, corroborando la convinzione che il passaggio da un’economia di mercato a una socialista, inscritto nel DNA del liberismo globalizzato, quasi prescinda dall’azione rivoluzionaria. Tanto “ottimismo della volontàˮ, mai così agli antipodi del “pessimismo dell’intelligenza”, rigenera, nei partiti che si proclamano antagonisti, quell’attesismo messianico da sempre alibi a molte diserzioni, a cominciare dalla rinuncia a predicare il comunismo e ad allevare dirigenti di ricambio capaci di analisi realistiche.

di Mafro Obletter


ARTICOLO CORRELATO DEL 24 AGOSTO 2016:

Automne du capitalisme, printemps des peuples?

par Samir Amin

 
21 SETTEMBRE 2016 AL MONASTERO LAICO DI SCHWARZESDORF

Prove tecniche di democrazia verace

Fruire in maniera piena ed efficace di una disputa fra più tesi implica conoscere il contesto in cui si collocano, implica capirle e soppesarle, implica raffrontarle e infine saper optare per quella reputata vera o migliore, argomentando la scelta. Ma affinché questa successione di comprensioni, riflessioni e giudizi abbia senso etico è indispensabile che relatori e auditori condividano, in premessa, una salda gerarchia valoriale e siano uniti da passione civile. La democrazia è dunque l’applicazione rigorosa di una formula dagli ingredienti definiti e non riducibili, pena diventare sinonimo di locuzioni sciagurate quali «tutto il popolo è sovrano» e «tutti sono cittadini uguali nei diritti e nei doveri», con le quali, nei fatti e nelle intenzioni dei callidi oligarchi plutocrati, s’inaridisce la partecipazione a rito. Ecco il resoconto del metodo democratico applicato in un chiostro invero assai esclusivo.

di Mafro Obletter

 
20 SETTEMBRE 2016 L’INFORMAZIONE DI MASSA È BUGIARDA

Gli italiani monolingua condannati all’ignoranza

Sui grandi eventi che fanno la storia e formano l’opinione degli elettori, i giornalisti obbediscono alle veline dei governi e dei potentati economici. A 15 anni dagli attentati dell’11 novembre perseverano a ribadire una versione ufficiale smentita da centinaia di autorevoli inchieste straniere, ultima quella dell’inglese Europhysics News del 24 agosto scorso; la Libia, aggredita e massacrata a fine di lucro dalle truppe NATO, è sempre dipinta come un mostro che andava tolto di mezzo; l’aggressione alla Siria continua a essere presentata come una missione umanitaria; le elezioni negli Stati Uniti, tradizionalmente disdegnate dal 60% degli elettori ‒ e comunque puramente consultive, giacché a scegliere il presidente sono i governatori e non i cittadini ‒ spiccano sulla stampa italiana come fulgido esempio di democrazia autentica. Sicché l’unico modo di informarsi correttamente è collazionare le fonti internazionali, sfruttando i buoni giornali prodotti oltre frontiera. Il che implica leggere almeno un paio di lingue straniere. Un’opzione esercitabile da meno del 5% degli italiani e concretamente esercitata da meno del 2%. Novantotto italiani su cento sono manipolati dai pennivendoli di regime.

di Teo Bondioni

 
19 SETTEMBRE 2016 COSTUME: LE VACANZE DEL CETO MEDIO-BASSO

Via dalla pazza terraferma per recludersi nel condominio galleggiante

Navi da crociera sempre più numerose, immense, iperaffollate. Vi si transuma lungo percorsi irti di stimoli alla spendita che generano esborsi multipli del prezzo d’imbarco. Tanta degenerazione del mitizzato viaggio in mare non suscita rigetto alcuno perché armatori e operatori turistici non vendono viaggi: spacciano sogni di viaggio. Il passeggero sbarca caricato degli stessi stimoli evocativi con i quali s’era imbarcato, illusoriamente appaganti, che rimuovono il ricordo di un’escursione triste, a volte angosciante, a volte al limite della truffa. E, quando non riesce a rimuovere la delusione, se ne vergogna, come se la leggerezza d’aver ceduto alla lusinga o subito il raggiro fosse una colpa. Così, invece di resocontare la crociera patita, favoleggia di quella cui aspirava. Rari sono i crocieristi che vanno a lamentarsi dalle associazioni a tutela dei consumatori, che del resto riluttano, per incapacità o tornaconto, a svolgere il loro compito.

di Pi Mosca

 
16 SETTEMBRE 2016 IMMIGRAZIONE IN EUROPA

Sbarcano più vittime o più disertori?

È indubbio che i morti di fame che ogni anno inondano l’Europa a centinaia di migliaia sono vittime, ai loro Paesi, di miserie sociali generate da governi quasi sempre corrotti e sempre al servizio del neocolonialismo imposto, con le bombe o l’armi economiche, dai padroni dell’Occidente, Italia compresa. Ma è parimenti innegabile che tali regimi marci sono stati preposti al potere e ci rimangono grazie anche alla diserzione di coloro che avrebbero dovuto combatterli, e che invece hanno preferito fuggire in Europa. I migranti odierni sono la replica, aggravata, delle miserande ma anche vili transumanze europee verso l’America.

di Mafro Obletter


ARTICOLO CORRELATO DEL 13 SETTEMBRE 2016:

Que peut-on attendre du Nord?

par Samir Amin

 
  MORTO CARLO AZEGLIO CIAMPI, EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Fu un presidente in sonno

Subì senza fiatare molti insulti alla Costituzione: dal golpe mediatico di Silvio Berlusconi all’entrata in guerra contro la Jugoslavia. Ecco un elenco delle malefatte più cospicue addebitabili a chi non seppe tutelare la sovranità nazionale, non garantì l’equilibrio tra i poteri dello Stato e condivise la responsabilità del degrado repubblicano.

di Teo Bondioni   

 
  INTERVISTA A UN EX ALPINO PENTITO

«A 74 anni ho trovato il coraggio di buttare la maledetta penna nera»

«Avevo 20 anni quando lo Stato mi recluse in una caserma del Friuli a subire le angherie di sadici compagni d’arme, degradati al nonnismo da ufficiali comandati a trasformarci in automi senza cervello. Mi addestrarono a sparare a un invasore che, dicevano, prima o poi sarebbe arrivato dalla Jugoslavia, feroce come gli Unni. All’epoca ero troppo ignorante per capire che il mio nemico vero stava in Italia, al governo e nelle banche e in Confindustria. Tornato a casa dopo 18 mesi, mi lasciai condizionare dai capoccia del paese a far l’alpino per finta. Ero timido e temevo di essere più che isolato: di essere vessato. Ero comandato a un raduno via l’altro, quasi sempre per far bisboccia, per il resto a sfilare in parate ridicole al ritmo del tamburo, a portare gagliardetti, ad ascoltare le prediche insensate di politici che però arrivavano sempre allo solito dunque: «Votatemi, perché agli alpini io ci voglio bene!» Quando non c’era da esibirsi nelle marce o da abbuffarsi o da raccogliere voti trovavano sempre un pretesto per farci mettere il cappello da ex alpino: ci tenevano occupati ad abbellire le nostre sedi, rendendole più capienti per più affollati – e redditizi – ranci, cioè magnate da obesi, e a costruire chiesette insensate su cime assurde.  Così, per  un quetovivere che adesso ho il coraggio di bollare pigrizia e viltà, ho portato il lercio cappello da ex alpino per oltre mezzo secolo, sempre sentendomi una via di mezzo tra il bambinone, il goliardo e l’impolitico. L’ho bruciato, il lercio cappello. La mia naja è finalmente finita sul serio e inizio a vivere da cittadino coerente e responsabile.»

Intervista registrata nei giorni scorsi a Bergamo, a margine di una sfilata di ex alpini, osservata dai rituali frequentatori del centro cittadino ed enfatizzata oltre decenza dai media di regime. Su richiesta dell’intervistato, alcuni nomi, nonché dettagli marginali del racconto, sono stati alterati allo scopo di non consentire l’identificazione dei personaggi. Lunghezza del testo completo: circa 11 mila battute.

 
15 SETTEMBRE 2016 MALASTAMPA AL SOLDO DELLA MALAPOLITICA

I battaglioni mobili dei pennivendoli

Sono costituiti da giornalisti regolarmente iscritti all’albo professionale e strapagati per declinare in maniera indipendente la funzione informativa, ma che invece seguono sindaci, presidenti di Regione, ministri, capi di governo e una sfilza di manager pubblici al mero scopo di tesserne sempre e comunque le lodi. La settimana scorsa il primo ministro Renzi è andato in Puglia a inaugurare un cavalcavia, subito elevato dal codazzo mediatico a «ponte dei record». Ogni giorno gli utenti di stampa scritta e tivù sono condannati a subire notiziari monocordi e rituali, elevanti i banali gesti dei politicanti a gesta sublimi. Ogni evento mediatizzabile, anche irrilevante, anche il più indegno di finire sui giornali e sullo schermo, è pretesto per mettere in vetrina il mandatario di turno. In una valle leghista si giunge a scarrozzare marchettari per immortalare l’inaugurazione in pompa magna di una rotatoria minuscola – eppure costata 500 mila euro. Ecco chi sono e come operano i flabelliferi di un politicume lazzarone, inetto  e in perenne campagna elettorale.

 
14 SETTEMBRE 2016 IL BILANCIO DEI PRIMI 22 ANNI DI TELECRAZIA ITALIANA

Il merito storico di Silvio Berlusconi

Comprò dal primo ministro Bettino Craxi la licenza di violare le legge che imponeva la riserva statale sull’emittenza televisiva nazionale; comprò da tutti i partiti politici, compresi quelli di estrema destra e di estrema sinistra, la licenza di candidarsi alle elezioni e di essere eletto in spregio alla Costituzione; ha imposto un modo di far politica suddito del suo monopolio mediatico; ha sormontato una condanna penale infamante (truffa allo Stato!) continuando a essere il referente di tutti i partiti e imponendo, a capo del governo, fiduciari con la casacca di partiti simulanti di essergli avversi. A disdoro di tante malefatte, Berlusconi può rivendicare la benemerenza storica di avere aggallato la venalità e la vigliaccheria di pessimi eletti, ma soprattutto di aver smascherato la vacuità di una democrazia fasulla e ipocrita, esito di elettori peggiori manipolabili a piacere.

di Pi Mosca

 
12 SETTEMBRE 2016 ANALISI DI UNA MENZOGNA CHE IMPERA DA TRE LUSTRI

Quel giorno che i golpisti di Washington demolirono le Torri,  spararono un missile sul Pentagono e sequestrarono Bush

I generalissimi del Pentagono mascherarono il colpo di Stato con una messinscena subito palese a ogni giornalista onesto e a ogni osservatore di buonsenso. Ma corruzione e minacce neutralizzarono i probi, mentre l’istigazione mediatica a sostituire l’autonomia critica con l’emozione chetarono popoli diseducati a guardare alla realtà come ai film di Hollywood. Non esistono inchieste giornalistiche che, per quanto serie e documentate – come quella di Thierry Meyssan – possano competere con i miracoli di Santa Velina, protettrice dei pennivendoli, e di Santa Piagnona, protettrice dei creduloni irredimibili con la lacrimuccia sempre in canna, che in una democrazia sono formalmente i mandanti delle menzogne giustificatrici del terrorismo istituzionale.


ARTICOLO CORRELATO:

• Dal 10 settembre 2001 a oggi
15 anni di crimini

di Thierry Meyssan

 
11 SETTEMBRE 2016 ECONOMIA DEI TRASPORTI

L’Unione Europea fa litigare tra loro i forzati dei TIR

Gli ex Paesi dell’Est invadono la Francia con autisti pagati molto meno di quelli francesi e questi si difendono accusando gli aggressori di praticare il dumping sociale e invocando la difesa del governo. Che non può prendersela sul serio con un’UE di cui fa parte e alla quale ha del resto devoluto la propria sostanziale sovranità nazionale, nonostante e contro l’esito del referendum che bocciò il Trattato Europeo.


ARTICOLO CORRELATO, DAL QUOTIDIANO FRANCESE LE MONDE DEL 1° LUGLIO 2016

• In Francia i camionisti stranieri non potranno essere pagati con uno stipendio inferiore a quello legale


ARTICOLO CORRELATO DELL’8 SETTEMBRE 2008

• «Così la maledetta Unione Europea mi ha lasciato sul lastrico»

 
  ESSEN: DAL 13 AL 16 SETTEMBRE IL 71° CONGRESSO DEI GIURISTI TEDESCHI

Biopapà e doppie mamme impongono un adeguamento del codice civile

Al cuore del programma la discussione dell’ineludibile riforma del diritto di famiglia, per adeguarlo alle esigenze delle forme di procreazione e allevamento dei figli quali si vanno affermando da un paio di lustri e che annunciano ulteriori evoluzioni. Il ricorso alla donazione di sperma e di ovuli, nonché all’utero in affitto, se hanno contribuito a più che dimezzare le adozioni, esigono una regolarizzazione che, lungi dal configurarsi come uno snaturamento e dunque un attacco alla famiglia, in realtà la soccorrono. Si sacrifica la componente tradizionale e formale per salvare quella sostanziale, essenziale al perpetuarsi del capitalismo.

di Teo Bondioni

 
10 SETTEMBRE 2016 BANGLADESH: ENNESIMA STRAGE BIANCA STAMANE ALLA PERIFERIA INDUSTRIALE DI DACCA

33 morti nell’esplosione di una fabbrica che lavora anche per la Nestlè

Oltre 70 i feriti, di cui molti gravissimi. All’origine della tragedia lo scoppio di una caldaia, in un opificio chimico che produce imballaggi. Soltanto nell’ultimo lustro centinaia di dipendenti, in maggioranza donne, sono bruciati a morte, anche a causa del sovraffollamento e della mancanza di impianti di prevenzione e sicurezza. Le fabbrichette dove si lavora in condizioni di moderna schiavitù e che non di rado sono impiantate da imprenditori europei e giapponesi, collocano il Bangladesh al secondo posto, dopo la Cina, nella lista dei Paesi che prosperano sullo sfruttamento criminale della manodopera, secondo l’osservatorio mondiale sulla schiavitù.

 

Tra i pochi giornali che hanno diffuso la notizia, il tedesco Die Zeit:

Bangladesch: Viele Tote nach Feuer in Verpackungsfabrik

In einer Fabrik bei Dhaka ist ein Kessel explodiert. Mindestens 29 Menschen kamen im Feuer um. Westliche Unternehmen wie Nestlé gehören zu den Kunden.

 

ARTICOLO CORRELATO DEL 10 AGOSTO SCORSO:

Quelli che vanno a fare gli schiavisti nel terzomondo


ARTICOLO CORRELATO DEL 24 APRILE 2013:

1.135 morti e oltre 1.500 feriti nel crollo dei laboratori tessili del Rana Plaza, vicino Dacca

 
  I MINACCIOSI PAVONI DI HANGZHOU

G20, venti di guerra

L’evento si spiega soprattutto con esigenze mediatiche: imporre a livello planetario l’agenda della globalizzazione. Il messaggio, rivolto ai Paesi esclusi come agli antagonisti di ogni latitudine, è: possiamo litigare su tutto tranne che sul primato dell’economia di mercato, imperniato sul dollaro; chi non s’inchina a questo dogma è un eretico avviato al rogo, come la reproba Corea del Nord. Il G20 è dunque una Norimberga perenne dove si ribadisce la gogna per chi preserva, o ambisse coltivare, ambizioni socialiste o alternative alla valuta dominante, dunque al predominio degli USA, modestamente condizionato dalla cooptazione di Russia e Cina in ruolo economicamente, militarmente e (quasi) ideologicamente subalterno.

DA RÉSEAU VOLTAIRE :

G20

di Thierry Meyssan

 
8 SETTEMBRE 2016 PROPOSTA DI RIFORMA DEL DIRITTO DI SUCCESSIONE

«Chi eredita un bottino rubato è giusto erediti anche le colpe del ladro»

È un’affermazione che collide con il principio della responsabilità penale, sempre personale. Ma anche le enormi fortune che, passando di genitori in prole e privilegiando anche quella che non ha meriti, stride con il principio delle uguali opportunità di partenza che devono essere offerte alle nuove generazioni. Resoconto di una disputa al monastero laico di Schwarzesdorf.

di Martha W. Fischer


ARTICOLO CORRELATO DEL 6 MARZO 2007:

• Perché i discendenti dei minatori non si fanno indennizzare dagli eredi dei padroni della miniera?

 
  SCENARI A MEDIO TERMINE

Dopo Berlusconi

Il sistema di potere avviato dall’imprenditore d’Arcore è frutto di doti personali, quali l’intuito, l’ardimento e la capacità di stringere discutibili alleanze, ed è cementato da un patto con tutt’i partiti per condividere le rendite consensuali generate dal suo impero mediatico. In mancanza di eredi all’altezza, tale impero è destinato a frazionarsi e di conseguenza a compromettere il consociativismo che sottende e quindi a ridisegnare la mappa della telecrazia, comunque irreversibilmente sostitutiva della democrazia.

di Teo Bondioni

 
7 SETTEMBRE 2016 LOMBARDIA

I bianchi inscenano un islam di comodo per oscurare gli islamici scomodi

Era già accaduto anni fa, a Milano, allorché i mussulmani s’accinsero a creare un loro partito con cui presentarsi alle elezioni amministrative: furono battuti sul tempo da un partito musulmano fasullo, messo in piedi da arabi al servizio dei poteri forti cittadini ed enfatizzato da compiacenti giornali e tivù, che invece censurarono gli islamici autentici. In queste settimane si prepara la replica: avuto sentore che i mussulmani politicamente consapevoli si organizzano per esercitare i diritti politici, i soliti maneggioni si preparano a neutralizzarli e allertano i loro servi, cioè sedicenti “mediatori culturali”, provocatori d’ogni risma e, ovviamente, pennivendoli di regime.

La manipolazione mediatica finalizzata a mettere la sordina al dissenso e a l’altoparlante al consenso, ancorché artificiale e falso, è ricorrente in Italia. Ecco due esempi storicamente tra i più grezzi eppure di consolidato successo, giusto biasimo alla preponderante acrisia del popolo sovrano.

2003: Così il Corsera lincia i mussulmani

2008: Un libro di comodo per bruciare un libro scomodo

 

 

 

 

 

 


 

6 SETTEMBRE 2016 BRASILE

Telenovela, miseria e 35 partiti politici quasi tutti all’assalto delle casse statali

L’opinione pubblica è catechizzata da tivù e giornali controllati da un centinaio di famiglie, mentre i politicanti d’ogni colore si accaparrano poltrone nella pubblica amministrazione e nelle società controllate dallo Stato, a cominciare dal colosso petrolifero Petrobras. Così i poveri diventano sempre più poveri e le ricchezze del Paese sempre più appannaggio di oligarchi corrotti e irresponsabili. In un’intervista odierna a Le Monde la destituita presidentessa Dilma Rousseff sostanzialmente conferma, in una smentita sua malgrado confessoria, la nostra analisi dell’altro giorno.


L’INTERVISTA A LE MONDE

Dilma Rousseff: « A destituirmi è stata l’oligarchia brasiliana»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5 SETTEMBRE 2016 LE ELEMENTARI DEI FIGLI DI STRARICCHI

Maestra a domicilio

Neppure le scuole private più esclusive bastano a soddisfare l’esigenza genitoriale di addestrare una prole ritenuta predestinata a consolidare il primato economico e sociale della famiglia e dunque a scalare le vette del successo. Di qui l’arruolamento dei migliori educatori e l’allestimento di un’aula domestica per un singolo allievo. Quanto ai docenti, sono schiera quelli che, professionalmente validi eppur vessati da ministero dell’Istruzione disastrato e incosciente, sono disposti a barattare il ruolo di educatori autentici con una pingue mercede e la regressione al mestiere dell’aio, precettore-servo dei locupleti rampolli d’antan.

di Martha W. Fischer

 
4 SETTEMBRE 2016 ANALISI DI UN MITO CREATO DA UNA CHIESA IN QUESTUA DI FEDELI E DI SOLDI, COMPLICI I GIORNALISTI PIGRI

Madre Teresa, prona a dittatori e criminali, nemica dei poveri

Volò ad Haiti per omaggiare il feroce despota Duvalier, che torturava e dissanguava il suo popolo; all’indomani della tragedia di Bophal, dove la multinazionale americana Unioncarbide gasò a morte migliaia di persone, predicò il perdono, cioè la rinuncia a chiedere il risarcimento dei danni e a punire i responsabili di un disastro colposo, da lei banalizzato a incidente dovuto a sfortuna; aprì monasteri e conventi in 120 Paesi, ovunque incassando donazioni faraoniche quanto segrete (soltanto sul conto del suo ufficio di New York furono scoperti 50 milioni di dollari), che mai furono utilizzati per aprire la benché minima struttura sanitaria, giacché si limitò ad assistere i moribondi con paliativi estranei alla scienza medica, mentre lei si curava nelle migliori cliniche private di tutto il mondo; fondatrice e timoniera di un Ordine ricchissimo, recitava la poverella, ruolo che riscuoteva donazioni e affascinava i media e nel quale non esitò a scadere nel ridicolo, come quando, non casualmente circondata da giornalisti, andò a un’udienza papalina in autobus e indossando veste miserrima, precisandone il prezzo. Ogni volta che ha preso la parola su qualche tema, si è sempre schierata a sostegno delle forze oscurantiste e reazionarie e contro i movimenti di emancipazione degli oppressi. Eppure rarissime sono le inchieste serie su tanto abuso della credulità popolare.

 
  PARALLELISMI STORICI

Recep Tayyip Erdogan come Adolf Hitler e Dilma Rousseff come Bettino Craxi

Il 27 febbraio 1933 il capo del nazismo indusse i seguaci a bruciare il Reichstag per trarvi pretesto all’abbattimento di quel che restava dello Stato di diritto; nel luglio scorso il presidente turco propiziò un golpe da burletta al fine di consolidare la dittatura e motivare una repressione di cui l’altro giorno, in tivù, il primo ministro Binali Yıldırım ha tirato le somme confessabili: oltre 75 mila passaporti confiscati, oltre 85 mila funzionari pubblici licenziati, oltre 4.500 associazioni messe fuorilegge, la liberazione di oltre 20 mila detenuti comuni per far posto ad altrettanti prigionieri, di cui solo una piccola parte è accusata di aver preso parte al golpe, il resto essendo oppositori politici. Negli anni Novanta l’ex primo ministro Bettino Craxi, condannato a più riprese per aver intascato tangenti, si dichiarò vittima d’un complotto. Disse che i finanziamenti illeciti erano indispensabili al funzionamento dei partiti e che dunque erano sacrosanti. Oggi l’ex presidente brasiliano si difende allo stesso modo: poiché ha incassato bustarelle al pari di molti colleghi di partito e d’opposizione, s’atteggia a capro espiatorio, giacché, argomenta, in un Paese dove il grosso dei politici è corrotto, la corruzione, per loro, è da ritenersi virtualmente legalizzata.

 
3 SETTEMBRE 2016 SCONVOLGENTE SERMONE DELL’ABATE DEL MONASTERO LAICO DI SCHWARZESDORF

«Scegli: o fai il genitore o fai l’elettore»

Questo l’assunto sviluppato dal predicatore: «Se il bene del figlio diventa l’obiettivo cui sacrificare l’intero mondo, padre e madre non possono scegliere i governanti ‒ e magari governare loro stessi ‒ giacché servire la comunità implica farsi carico in maniera equanime di tutte le sue componenti. Non ci si può attendere, da babbi e mamme degenerati nel ruolo belluino di feroce ed esclusiva difesa degli interessi della prole, né il perseguimento della giustizia sociale né l'appagamento di bisogni collettivi che sovrastano quelli della figliolanza». Logica la conseguenza argomentata dall’abate: la gestione della cosa pubblica va riservata a cittadini non zavorrati da esclusività affettive.

di Mafro Obletter

 
2 SETTEMBRE 2016 INCHIESTA SU BIZZARRIE CONTABILI IN ODOR DI CORRUZIONE

Perché la società finanziaria lombarda si fa amministrare da un ex muratore di 84 anni che vive nel Meridione?

E perché un impero economico di stazza nazionale è sorto su capitali di cui non ha mai giustificato la provenienza? E perché molti politicanti ereditano somme ingenti da “lontani parenti” o amici, tutti beneficati da conti aperti in paradisi fiscali? E perché molti investimenti in pubblicità coincidono con la costituzione di fondi neri oltre frontiera? Sono alcuni degli interrogativi cui uno Stato e un’opinione pubblica onesti, competenti e vigili dovrebbero dare risposta.

 
1° SETTEMBRE 2016 BRASILE: LA FALSA DEMOCRAZIA DEL PANEM ET CIRCENSES

Il parlamento dei corrotti rimpiazza il capo non abbastanza corrotto

Il sistema delle tangenti, con il quale politicanti e partiti scremano gli incassi dello Stato per comprarsi voti e ingrassare famiglia e amici, impera da sempre. Per vincere le elezioni, prima Luiz Lula e poi Dilma Rousseff si sono adattati a questo andazzo, cercando poi, una volta al governo, di conciliare progresso sociale e crescita economica, il che significa, in un’economia capitalista globalizzata, inchinarsi comunque ai diktat delle multinazionali del profitto. Forse si sono inchinati troppo poco. O forse valevano poco come manager e smistatori di tangenti. Quanto alla maggioranza povera del popolo sovrano, è divisa in tre schiere: quella che già rimpiange le briciole assistenziali incassate da Dilma e che il nuovo governo si appresta a negarle, quella che spera d’intascarne di più dal nuovo presidente, e quella che, non capendo chi le convenga sostenere, se ne sta a guardare.

 
27 AGOSTO 2016 MISTIFICAZIONI SUI MASSACRI ORDINARI DEL COLONIALISMO UMANITARIO SOSTENUTO DALLITALIA

Quando 400 mila morti pesano meno di poche centinaia

Così i politicanti, e i media al loro servizio, adottano opposti criteri per valutare le vittime di catastrofi naturali in gran parte inevitabili e le vittime di offensive belliche totalmente evitabili.

di Mafro Obletter

 

ARTICOLO SEGNALATO, SU WORLD SOCIALIST WEB SITE:

Turkey expands invasion of Syria

La Turquie poursuit son invasion de la Syrie

 

 

 

 

 

 

 

  LA TENDENZA A UN’INFORMAZIONE DI CLASSE

L’internet riservata agli ipersolventi. E quella destinata ai moderni calvinisti

La navigazione telematica diventa sempre più costosa, sia per le tariffe di accesso sia per i dispositivi elettronici di rapida obsolescenza. Ma gli oneri maggiori per l’utente derivano dalla consultazione di giornali e banche-dati di ottima qualità. Le migliori testate selezionano i lettori per censo: chi più paga, più legge articoli di vaglia, dunque più sa. Accanto e contro questa involuzione antiegalitaria e dunque antipopolare di stampo puramente mercantile, se ne sviluppa una seconda, parimenti elitaria ma di stampo idealista: la selezione dei lettori con criteri meritocratici, premessa all’aggregazione, alla formazione e al protagonismo sociale di cittadini etici.

di Pi Mosca

 
  TELECRAZIA CONTRO DEMOCRAZIA

L’ultimo golpe italiano compie 22 anni

Negli anni Settanta le mafie della Penisola investirono quote ingenti dei loro bottini in un progetto che avrebbe dato i primi frutti soltanto nel 1994, affascinando tutt’i politicanti dell’epoca: aggregarsi in stile massonico, formando un virtuale partito unico che, esasperando l’influenza dell’oligopolio televisivo sulle masse, se ne sarebbe aggiudicato l’irreversibile consenso. Ecco le tappe salienti di un’offensiva oligarchica che, con l’armi della lusinga, del ricatto e della corruzione nonché negando voce e visibilità mediatica agli oppositori autentici, ha rinnegato la Costituzione e regredito il popolo a suddito irredimibile. Ed ecco le discrete fucine dove si forgiano gli aspiranti abbattitori dei golpisti.

 
26 AGOSTO 2016 MISERIE ALL’ITALIANA

Piccolo terremoto, grande esibizionismo da catastrofe

«Paesi distrutti», titolano i giornali. In realtà sono crollati grumi di caseggiati decrepiti, in gran parte disabitati ed edificati in epoche d’inconsapevolezze tecniche antisismiche. Il numero delle vittime dell’ultima scossa è inferiore a quello dei lavoratori che ogni due mesi vengono uccisi sui luoghi di lavoro, quasi sempre per colpa di padroni che non rispettano le norme antinfortunistiche o impongono ritmi produttivi eccessivi; oppure è inferiore a quello dei pendolari  che nello stesso periodo muoiono in incidenti stradali, vittime di un individualismo logistico insensato che disdegna la saggia alternativa dei trasporti pubblici, soprattutto su rotaia; oppure il numero delle vittime del terremoto è frazione infima degli italiani poveri che mensilmente sono condannati a morte da sanità pubblica vieppiù esclusivamente prona ai solventi. Ma queste ciclopiche tragedie, che nel corso dei decenni sono montate a stazza genocidaria, lasciano indifferente un popolo che reagisce soltanto alle chiamate emozionali dei media di regime. Così anche l’ultimo terremoto ha inscenato il rituale copione: dirette televisive sul patetico, elevazione a eroi di soccorritori che fanno il loro dovere, teatrino di politicanti che sfilano a recitare banalità del tipo «Siamo solidali con i terremotati» e invece sono lì a incassare il valsente mediatico del dolore altrui. Dal terremoto di Messina del 28 dicembre 1908, che uccise da 50 a 100 mila persone in Sicilia e Calabria, e via via lungo la filastrocca di scosse letali che cadenza l’assestamento d’una Penisola edificata in gran parte in zone sismiche, l’Italia ha tremato svariate decine di volte sempre mostrando al mondo vicende di promesse non mantenute e di ricostruzioni mancate, fitte di ruberie politico-mafiose acclarate da raffiche di inchieste giudiziarie che non hanno rimediato alla sconcezza di baraccopoli eterne. Eppure bastano l’urlo d’una sirena o il magone recitato da un figurante televisivo o l’impudica esibizione di cadaveri e dolenti per suscitare nel popolino emozioni che negano valutazioni ragionate.

di Mafro Obletter

 
25 AGOSTO 2016 RETROSCENA DEL RECENTE ACCORDO BELLICO TRA MOSCA E TEHERAN

Il discreto e incessante scavo della talpa iraniana

Reduce da due mandati presidenziali che avevano suscitato speranze in molti rivoluzionari in tutto il mondo, Mahmud Ahmadinejad, il cui candidato era stato sconfitto dai quisling dell’Occidente colonialista, sembrava definitivamente uscito di scena, relegato all’insegnamento universitario. Il suo giornale telematico, edito esclusivamente in farsi, sembrava l’innocuo canto d’un cigno isolato. Invece Ahmadinejad ha vivificato di analisi, riflessioni, ideali e proposte una rete che avviluppa il meglio dell’intellighenzia del Paese e riverbera aspirazioni e speranze su strati sempre più vasti della popolazione. E, mentre condiziona il governo attuale, ne propizia il ricambio.

 

LE OFFENSIVE POLITICHE E CULTURALI DI
AHMADINEJAD CHE SCONVOLSERO L’IMPERO OCCIDENTALE

Quando Teheran scalzava l’egemonia del dollaro e sbugiardava i falsi storici codificati da Hollywood

di Pi Mosca

 

DOCUMENTI CORRELATI:

– 2005: La conferenza di Teheran Un mondo senza sionismo

– 2006: L’Iran inizia a vendere gas e petrolio in euro e organizza una Borsa degli idrocarburi alternativa a IPE e NYMEX

 
24 AGOSTO 2016

da A contre-nuit

MATERIALI PER IL CONVEGNO DI SETTEMBRE

• Les mythes fondateur de la politique américaine

par Roger Garaudy

Compendio storico alla relazione di Pi Mosca sull’antiamericanismo.

 

20 AGOSTO 2016 MALASANITÀ & MALACITTADINANZA

I medici che coltivano la miniera d’oro degli ipocondriaci e di coloro che non sanno invecchiare

Sfruttano le paure e l’ignoranza dei pazienti per appioppare accertamenti diagnostici e interventi chirurgici inutili e rischiosi, quando non dannosi; prospettano miracoli agli inguaribili e agli anziani, di cui alimentano l’illusione di contrastare la fisiologica decadenza, etichettandola come inceppo eliminabile o lenibile. Analisi di un fenomeno alimentato da simmetriche propensioni a malfare: di qui i cattivi terapeuti, di là solventi che barattano la sanità pubblica con il privilegio personale. Paradossalmente, rischia meno il paziente povero, disdegnato dai cacciatori di parcelle sontuose. In tanto squallore professionale ed etico brillano le stelle dei bravi medici e di ogni altro cittadino responsabile.

di Martha W. Fischer


ARTICOLI CORRELATI:


18 GIUGNO 2015

Dal tricolore alla bandiera bianca

Se il primo dei diritti del cittadino è quello alla vita, e se il diritto di vivere implica vivere da sani, allora la sanità è la prima emergenza italiana. Gli ospedali pubblici, gli ambulatori pubblici, i medici e gli infermieri pubblici sono a Caporetto. Sconfitti da un parlamento che nega le cure ai malati poveri, eppure democraticamente eletto da un popolo di furbi che, egoisticamente lasciando affondare il servizio sanitario nazionale, non si rende conto di affogare se stesso.



3 GIUGNO 2015

Dottore in buona sanità

Un medico di prontosoccorso, insofferente a una gestione ospedaliera finalizzata a far quattrini, si è messo in proprio come consulente dei malati. Li aiuta a scegliere gli ospedali e gli specialisti migliori, e a farsi curare al meglio, rapidamente e gratis.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

17 AGOSTO 2016 DEMOCRAZIE VIRTUALI

Analogie tra i golpe di De Gaulle, di Berlusconi, della Commissione Europea, del Pentagono e di Erdoğan

Popoli che subiscono i colpi di Stato, autentici o simulati che siano, non possono dirsi sovrani. E dunque non sono titolari di un potere che del resto non meritano. I golpisti hanno invece il sommo merito di smascherare la messinscena del suffragio universale, denudando i sedicenti cittadini dei panni di elettori e dunque di togliere ogni alibi alle masse pusillanimi.

 
16 AGOSTO 2016

 

DA RÉSEAU VOLTAIRE

La nuova dottrina strategica turca

Interpretando il colpo di Stato militare in Turchia come una manovra degli Stati Uniti contro Recep Tayyip Erdoğan, Thierry Meyssan propone una visione più vasta, integrando le dimissioni preventive di Ahmet Davutoğlu con la ripresa di relazioni commerciali con Israele, l’Iran e la Russia. In quest’ottica, anticipa quella che dovrebbe essere la nuova strategia turca.

di Thierry Meyssan


  CRISI D’IDENTITÀ DELLE TRUPPE ANTISOMMOSSA

Che noia, esser pagati per reprimere popoli che non si ribellano mai

A suo tempo il presidente Barack Obama richiamò in patria truppe dai fronti coloniali affinché si tenessero pronte a fronteggiare rivolte contro le iniziative inique del governo; la Commissione Europea s’è dotata da anni d’una milizia continentale che ha assorbito competenze e organici delle polizie nazionali, al fine di contrastare ribellioni contro i picconamenti degli Stati sociali e assistenziali. Precauzioni inutili, giacché di qua e di là dell’Atlantico coloro che erano temuti come cittadini coraggiosi e consapevoli si sono rivelati sudditi vilmente proni quanto colpevolmente indifferenti alla barbarie montante. Così i gendarmi, condannati a poltrire e consci di un’inutilità prodromo della disoccupazione, s’adattano a indossare i panni dei rivoltosi. Analisi di alcune operazioni sotto falsa bandiera spacciate dai media come attentati terroristici.

di Mafro Obletter

 
15 AGOSTO 2016 CONVEGNO DI SETTEMBRE

Materiali preparatori: Tesi aggiornate e prime relazioni

Volentieri ospitiamo questa comuncazione del Consiglio Abbaziale, esortando i lettori abilitati a non inviare alcun messaggio al Cronista.eu, ma ad avvalersi del canale loro riservato.

 
14 AGOSTO 2016 GLI ORDINI CHE PRESIDIANO IL DISORDINE

L’albo professionale come l’Indice dei reprobi

Si proclamano paladini della deontologia e mallevadori del valore e della probità degli associati. Ma spesso sono consorterie corporative, estranee all’etica, che svoglierebbero non pochi dall’aderirvi, se l’iscrizione all’Albo non fosse obbligatoria e per questo da taluni associata, come già l’iscrizione ai partiti autoritari d’anteguerra, a una sorta di Tessera del Pane. Rassegna degli Ordini preposti dai governi europei a garantire il buon esercizio dei liberi mestieri di rilevanza sociale.

di Pi Mosca

 
  LA FORZA TRANQUILLA DELL’ITALIA CHE IN TELEVISIONE NON SI VEDE

Progettare il futuro con  penna e calamaio

Macchine da scrivere meccaniche, stampanti non elettroniche, corrispondenza cartacea e recupero della calligrafia e persino studio della stenografia. Cellulari sempre più spesso spenti o poco usati. Abiura della televisione. Comunicazioni sobrie e ponderate. Reazioni esasperate motivate dagli eccessi delle azioni che le hanno provocate. Gli italiani ostili alle invadenze e alle ipermodernità che compromettono il sensorio turbando l’autonomia critica stanno reagendo recuperando stili di vita agli antipodi dell’esibizionismo,  del voyeurismo, del consumismo forsennato e deteriore. Viaggio nei fortini sociali che fanno resistenza al Grande Fratello e si estraniano dalle follie di quanti se ne lasciano fagocitare.

di Martha W. Fischer

 
  CONVEGNO AL MONASTERO DI SCHWARZESDORF

Un partito politico può aspirare a gestire la società come un monastero?

Il provocatorio quesito non vuole evocare le istituzioni totali del medioevo europeo, né quella prolungata dalla teocrazia tibetana sin quasi ai giorni nostri, ma proporre una declinazione della sovranità popolare all’insegna della competenza e della responsabilità individuali. La disputa, che si svolgerà soprattutto per relazioni e controrelazioni scritte, si svilupperà nell’arco di tre giorni. Il messaggio di presentazione è dell’abate della Comunità.

 
13 AGOSTO 2016 COMPETIZIONE ACCANITA TRA SFRUTTATORI DELLA CREDULITÀ POPOLARE

Oro, incenso e mitra

Investire in un nuovo luogo di culto senza il placet e la compartecipazione delle Chiese dominanti è rischioso, giacché implica scontrarsi con santuari e mecche radicati, che i gestori difendono con ogni mezzo. Ma se il colpo riesce, come a Medjugorje o nelle sigle evangeliche del Nord e del Sudamerica o nei templi del Sudest asiatico, il rendimento del capitale è iperbolico. Analisi di un settore economico in massima auge.

di Mafro Obletter

 
  LA PANDEMIA DEL PERIPATETISMO COMPULSIVO

Turisti, animali migratori

Spinti dalla noia o dalla depressione o dal desiderio di sensazioni belluine o dall'ansia di rifuggire una quotidianità sofferente, svolazzano di fuso in fuso alla ricerca del miglior paradiso terrestre al minor prezzo. Non sanno nulla dei luoghi in cui approdano o atterrano né vogliono sapere. Bivaccano in alberghi di lusso protetti da camuffati cavalli di Frisia presidiati da gendarmi e non gl’importa nulla delle tragedie dei popoli circostanti, che osservano senza vedere, con il distacco ebete e divertito di bimbi dinanzi a bancarelle di stranezze. Finché qualche movimento di liberazione locale presenta il conto.

 
12 AGOSTO 2016 ECONOMIA DEI TRASPORTI

Nuove Vie della Seta e Vie d’Acciaio ridisegnano il traffico merci

Complice il riscaldamento del pianeta, rompighiaccio russi s’aprono rotte polari che sminuiscono i transiti a Suez, a Panama e, in un futuro non lontano, quelli traverso il nuovo Canale del Guatemala, finanziato dai cinesi. I quali trasferiscono import ed export dai cargo attanagliati dagli Usa lungo le rotte del sudest asiatico ai binari che infittiscono il reticolo di collegamenti traverso l'Asia centrale, da Pechino ad Amburgo. E al Cremlino viene presentato il progetto che concreta il disegno di Lenin: un ponte ferroviario sullo Stretto di Bering. Ma le vestali della vecchia logistica non stanno a guardare e invocano l’intervento del Pentagono.

 
  LA CONQUISTA DEL DIRITTO ALLA SALUTE

Censiamo medici competenti e onesti. A beneficio di pazienti meritevoli

La sanità pubblica è allo sbando in tutta Europa e il popolo dei malati (attuali o potenziali) non vuole o non sa come porvi rimedio e garantirsi prevenzione, cura e assistenza adeguate. Neppure i soldi garantiscono più nulla, in conseguenza di troppi ospedali, medici e paramedici tesi al tornaconto e incapaci di ben operare. Il terrore di soccombere alla malasanità è dunque fondato e l’indifferenza del popolo dinanzi al picconaggio del diritto alla salute, mentre annuncia il sempre peggio, esime i samaritani autentici dal soccorrere tutti e sempre: la buona sanità sia appannaggio di chi se la merita, battendosi per essa. Su queste premesse vagisce la SORES, società di reciproco soccorso.

di Martha W. Fischer

 
  OLIMPIADI E DINTORNI

Gli untori dell’agonismo

In una società etica lo sport sarebbe inteso unicamente come complemento agli ottimali sviluppo e mantenimento psicofisici dell'organismo, dunque un aspetto della conquista del diritto alla salute. Invece l’ecumene dei disvalori degenera lo sport ad agonismo, cioè a competizione infantile e avvilente che svoglia atleti e spettatori dall’impegno civile e dalle tensioni autenticamente solidaristiche, offrendo ai governi masse di sudditi incapaci di evolvere in cittadini. Una forgia di automi, con l’aggravante di alimentarsi di risorse sottratte ai bisogni primari dei popoli e di crogiolarsi nella corruzione.

di Mafro Obletter


ARTICOLO CORRELATO DEL 6 FEBBRAIO 2007:

• La Giovanna che blandisce i tifosi-elettori

 
11 AGOSTO 2016 L’EUROPA DELLE COSTITUZIONI AL MACERO

La Grandeur des putschistes

Dal golpe di Charles De Gaulle del 1958 alle leggi liberticide di François Hollande: gli ultimi sessant’anni di storia francese sono cadenzati da insulti alla Carta fondamentale e dal ricorrente calpestio dei diritti umani in patria come nelle (ex) colonie. Una marcia verso la barbarie, a braccetto di altri gestori del Vecchio Continente e sotto la ferula dei gestori del Nuovo..

di Pi Mosca

INCHIESTA CORRELATA DI THIERRY MEYSSAN:


1 - IL COLPO DI STATO DEL 13 MAGGIO 1958

Quando lo stay-behind issò De Gaulle al potere

1958. La Francia della IV Repubblica s’impantana nella guerra d’Algeria. Il pericolo di un nuovo Fronte popolare nel territorio metropolitano, formato da radicali, socialisti e comunisti,  nonché il rischio che in Algeria il FLN prenda il potere, inducono gli americani a intervenire. Attuando il piano di un’agenzia americana, un reticolo clandestino costituito in buona parte da ex collaborazionisti e da militanti di estrema destra, organizzano un putchmilitare ad Algeri, la caduta della IV Repubblica e la conquista del potere assoluto da parte del generale De Gaulle.

 

2 - IL GOLPE DEI GENERALI DEL 21 APRILE 1961

Quando lo stay-behind voleva sostituire De Gaulle

L’opinione pubblica si aspetta che De Gaulle, innanzitutto, ristabilisca la pace in Algeria. “Il” generale si è implicitamente impegnato a tenere separata l’Algeria dalle altre colonie, consentendole di conservare lo statuto di Dipartimento francese. De Gaulle deve però rapidamente ridimensionare le proprie aspettative. A dispetto della loro portata, le operazioni militari sono destinate al fallimento. E, per di più, i riservisti del contingente e le loro famiglie non sono disposti a combattere per l’Algeria francese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10 AGOSTO 2016 EUROPÄISCHES LUMPENBÜRGERTUM

Quelli che vanno a fare gli schiavisti nel terzomondo

Accanto alle delocalizzazioni delle grandi imprese dal primomondo ai Paesi a basso costo di manodopera prospera un fenomeno integrativo: il veterocolonialismo, perpetrato da aziende parimenti multinazinali per il tramite di microimprenditori che lucrano esclusivamente su lavorazioni a bassissimo valore tecnologico aggiunto, in lager dove lo sfruttamento degli operai si connota di nuova schiavitù. Le voci dei sodalizi umanitari che denunciano le sofferenze degli schiavi non echeggiano su una stampa europea che, al contrario, aureola gli sfruttatori di benemerenze imprenditoriali se non addirittura sociali. Analisi di un fenomeno radicato e in massima auge, dilagante in comparti inediti.

di Hans Defregger

 
5 AGOSTO 2016 KLOSTERLEBEN

Studia et labora

Spuntano forme inedite di monasteri laici, modelli di connivenza avanzata il cui archetipo, di matrice italo-germanica, è nato in Sudtirolo. Sono chiostri dagli accessi selettivi e dagl’imperativi scientifici ed etici che ereticano ogni forma d’irrazionalità e d’individualismo. Aborrono verità rivelate, riti, penitenze e preci. Incontro con l’abate della Comunità di Schwarzesdorf.

 
20 LUGLIO 2016 CONVEGNO DI STUDIO SU QUANTO RESTA DEL COMUNISMO EUROPEO

I marxisti del terzo millennio? Manna ideologica del neocapitalismo globale

Gli elettori comunisti sono scomparsi, condannati dal bombardamento mediatico del potere a smorire di consunzione ideale; dirigenti e teorici, invece di accettare la sfida mediatica dedicandosi a contrastare il pensiero unico dominante e a inventare nuove forme di resistenza alla globalizzazione, nobilitano la resa al capitalismo elevandola a strumento ineludibile per condividerne il progresso tecnico-scientifico. Così finiscono col plaudere a paesi come la Cina, divenuto il primo esportatore mondiale di lavoro servile, e col riconoscere che a spingere l’homo œconomicus non può essere che la molla del tornaconto.

di Hans Defregger

 
15 LUGLIO 2016 I CONTENUTI PROGETTUALI DEL ROMANZO MATER HANNO ANIMATO DUE GRUPPI DI DISCUSSIONE

Dalla democrazia dei Greci a quella prossima ventura di Persepoli

di Mafro Obletter

I miei figli, questi sconosciuti

di Martha W. Fischer

 
2 LUGLIO 2016 LA LUNGA MARCIA DEL GIORNALISMO ETICO

Comunicazione erga omnes o mirata?

Il 2 luglio 1999 nasceva lantesignano del Cronista: La Smonda, «controgiornale etico aziendale» curato dal sottoscritto, dal 1987 al 2008 redattore dell’Arnoldo Mondadori Editore. Disamina delle tappe di una ricerca collettiva che ha esteso l’iniziale fiammella, accesa per affermare la deontologia professionale dei comunicatori, al bracere che oggi alimenta l’aspirazione a rifondare l’universo mediatico.

di Scot

 


 

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