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Gian Carlo Scotuzzi
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GLI ITALIANI CHE COMPRANO CASE ALL’ESTERO

Apolidi per interesse e vocazione

Si proclamano «cittadini del mondo» perché si sono fatti bicocche in Francia, in Spagna, negli Stati Uniti, in Brasile, in Kenya, a Ceylon… In realtà sono evasori fiscali o saccheggiatori delle casse dello Stato italiano o percettori di sontuose quanto immeritate prebende, i quali tutti, con la scusa d’abitare in molti luoghi, non svolgono i loro doveri civili in alcuno. Panoramica sulle legioni di eterni vacanzieri o d’impuniti ladroni che fanno grande il disonore dell’Italia sotto ogni latitudine…

 
 

 

PROGRESSO TECNOLOGICO E REGRESSO SOCIALE

Un secolo di lotte operaie per accorciare l’orario di lavoro. E pochi decenni per riallungarlo

A fine Ottocento, nel Torinese, le operaie-bambine soffrivano 16 ore al giorno con le dita nell’acqua quasi bollente a scuotere i bozzoli per cavarne il filo, con sommo profitto per industriali setaioli senza cuore. Nel 1899 una legge fissa la giornata massima lavorativa in 12 ore e vieta il lavoro notturno alle donne e ai bambini. Nel 1906 12 mila operaie e quattromila operai invadono il centro di Torino per chiedere le 10 ore. Le ottengono il 2 marzo alla FIAT, ma col trucco: si possono (devono) fare due ore di straordinario e anche più, sicché di fatto si va oltre le 12 ore! Il 20 febbraio la FIOM, il sindacato metalmeccanico della CGIL, sigla un accordo sulle 48 ore settimanali, riservato a pochissimi; viene generalizzato dal Duce con decreto regio del 1923 (convertito in legge nel 1925). Nel 1932 è Giovanni Agnelli, il presidente della FIAT, a perorare la riduzione d’orario, perché, dice, in questa maniera si aumenta l’occupazione, dunque l’esercito dei consumatori, dunque i potenziali acquirenti delle auto FIAT. Luigi Einaudi (che diverrà presidente della repubblica) lo avversa, sostenento che la disoccupazione fa bene alla disciplina degli occupati. Nei primi anni Settanta CGIL-CISL-UIL firmano un accordo sulle 40 ore, che viene applicato a scaglioni negli anni a venire ma che non diventerà mai legge. Poi si comincia a parlare di 35 ore. Qualche settore di punta ci va vicino, ma la pretesa di Fausto Bertinotti di fissare le 35 ore per legge fa cadere il governo che pure si proclama di sinistra. E a questo punto comincia la marcia a ritroso: la settimana lavorativa effettiva si dilata.
L’8 giugno 1999, auspice il governo di Massimo d’Alema, i metalmeccanici, pure considerati categoria di punta, firmano un contratto che prevede una riduzione d’orario di 8 ore l’anno. Dividendo per 48 settimane, fa 10 minuti a settimana, cioè 2 minuti al giorno: ma solo per coloro che svolgono lavori disagiati, cioè di sabato, domenica e notte. Altra perla: il monte straordinari sale a 200 ore l’anno nelle aziende con oltre 200 dipendenti, a 250 ore in quelle che ne hanno meno: cioè 5 ore e 20 minuti a settimana. Quindi l’orario di lavoro di fatto si allunga…
Cronologia di una battaglia di emancipazione progressivamente disertata dai lavoratori subalterni in tutta Europa, votando politici che – come il francese Fillon – ormai conquistano anche i voti popolari promettendo giornate e settimane di lavoro infinite. E i mandatari plaudono, per paura e perché schiavi di un tempolibero angosciante…

 
 

 

FRANCIA

Ricetta-tulipano contro gli astensionisti

In Olanda ha funzionato: è bastato elevare il candidato di estrema destra a divo-spauracchio televisivo per indurre elettori schifati dalla politicanza ad andare a bloccarlo alle urne. Nell’Esagono i padroni sperano basti mandare perennemente in onda la manfrina fra cinque candidati di destra, di cui Marine Le Pen nel ruolo d’infida estrema, per irretire di nuovo stuoli di antagonisti, così sfaldando il temutissimo Fronte del Rifiuto…

 

E IN COLONIA FERVE IL MERCATO DEI VOTI

In Guyana, per esempio

Oltre 250 mila persone, in gran parte autoctone, campano sui proventi, diretti e indiretti, della base spaziale, nonché delle provvidenze sociali e dei contributi largiti da governo metropolitano da sempre incline a coprire d’oro i denti cariati coloniali, riluttante a concedere l’indipendenza a lande che del resto si ostinano a non volerla. Ma la mannaia della globalizzazione arriva anche qui: l’ospedale pubblico della Croce Rossa svenduto a una clinica privata; 22% di disoccupati; 40% dei bimbi sotto la soglia di povertà; crescita demografica del 2,8% (per eccessi procreativi e immigrazione da plaghe ancora più misere): non resta che vendere il suffragio al candidato presidenziale che promette di più…

 
 

 

DA INITIATIVE COMMUNISTE, JOURNAL MENSUEL DU PÔLE DE RENAISSANCE COMMUNISTE EN FRANCE

• A che punto è la storiografia dell’URSS?

Quest’anno ricorre il centenario della Rivoluzione d’Ottobre. È certamente il momento giusto per chiedersi quale sia stata la vera storia dell’URSS e sottrarsi così alla propaganda anticomunista copia-incolla dei 70 anni di Guerra fredda.
Initiative Communiste ha intervistato Aymeric Monville, editore francese dello storico americano Grover Furr. Nel saggio
Krouchtchev a menti (prefazione di Domenico Losurdo) Furr esamina minuziosamente il Rapporto Krusciov, alla luce delle più recenti ricerche basate sugli archivi aperti dopo la caduta dell’URSS.

 
 

 

AI CAPEZZALI DELLE DEMOCRAZIE AGONIZZANTI

50 euro se vai a votare?

Negli anni Trenta i tedeschi pagavano il biglietto per assistere ai comizi di Adolf Hitler, che non ebbe bisogno di truccare le elezioni per stravincerle. Oggi è l’inverso: sono i comizianti a offrire trasferta e pranzo a camionate di perdigiorno se vogliono esibire in tivù piazze minimamente acclamanti; a New York i finanziatori della guerra civile contro Trump foraggiano i manifestanti 35 dollari per un’adunata di un paio d’ore, 50 dollari per una “spontanea” occupazione di piazza giornaliera. Televisioni, social network e giornali francesi orchestrano una campagna di massa per indurre elettori svogliati a scegliere tra una rosa di candidati tutti uguali, ai quali, durante l’ultimo confronto televisivo, è bastato un minuto e mezzo a testa per illustrare programmi incomprensibili nei loro sloganistici quanto fittizi antagonismi. Il passo successivo delle messinscene odierne orchestrate per impedire agli astensionisti di ulteriormente delegittimare le elezioni è stato delibato nei giorni scorsi a Roma, durante i preparativi delle celebrazioni dell’Unione Europea: non resta che pagare gli elettori.
Depositi la scheda nell’urna e ricevi una banconota frusciante, oppure – o magari in aggiunta – un biglietto della sontuosa lotteria nazionale allestita all’uopo. Il conto lo paga lo Stato, cioè tutti i sudditi, te compreso, cittadino-mercenario per un giorno…

 

NELL’AFRICA DELLA MISERIA NERA

«Cammino ore per andare a votare e ricevere in cambio una piadina farcita di carne, da dare alla mia bambina che non ne mangia mai»

 
 

 

BRESCIA

Qui ti ringiovaniscono di vent’anni

L’offerta è rivolta a un’utenza bisex, purché monetarimente assai dotata e razionalmente assai sprovveduta. Visita al laboratorio dei miracoli con vista sul Castello…

 

PARLA UNA DELLE NON-MIRACOLATE

«Ho fatto i 46, mio marito guarda le altre e così ho sborsato i primi 200 mila euro…»

 
 

 

GUERRE ASIMMETRICHE

Con l’auto in canna

Nel mondo ci sono quasi un miliardo di veicoli, la maggior parte dei quali circola in Occidente, dove centinaia di milioni di persone hanno la patente di guida ed eccellenti buone ragioni per odiare governi che le immiseriscono e che terrorizzano a morte in decine di Paesi in Oriente. Ogni anno gli automobilisti uccidono (o si uccidono) a svariate centinaia di migliaia, un po’ per imprudenza e molto in conseguenza dei pericoli insiti in un sistema di trasporto privato irrazionale e disumano, dunque intrinsecamente letale. Un sistema che ieri, a Londra, ci ha ammonito come gli automobilisti uccidano, oltre che per colpa, anche con dolo, prendendosela con elementi, scelti a casaccio, di quel Popolo Sovrano che, a rigor di democrazia, ritengono mandante dei crimini governativi. Ecco allora il Peuple des nantis accorgersi con orrore che, a disdoro del mastodontico apparato poliziesco e della corrosione dei diritti civili cui affida la propria tutela, è esposto inerme alla vendetta delle vittime degli eccessi del capitalismo globale. L’auto è l’arma perfetta dei disperati condannati a una non-vita che li induce a optare per una morte riscattatrice, ritenuta vita in quanto si eleva a un gesto di giustizia, ancorché di valenza sanguinaria risibile a cospetto dei terrorismi di Stato. Incapaci di replicare le organizzazioni politiche e sindacali che per oltre un secolo li ha difesi dal capitale, e ancor meno idonei a riaprire il cantiere per edificare una società a misura d’uomo, i moderni proletari, involuti a kamikaze su ruota, sono l’incubo dell’inciviltà dell’auto. Quella di ieri in Gran Bretagna è stata una ritorsione individuale, al pari di quelle commesse in Francia e in Germania; Dio e Allah non vogliano che i rispettivi kamikaze si organizzino…

 
 

 

LONDRA: ABBATTUTO A RIVOLTELLATE UNO SQUILIBRATO OMICIDA

Mors tua, delectatio mea

Alla guida di un’auto, l’uomo aveva investito passanti sul marciapiede, uccidendone subito uno e ferendone altri (di cui due moriranno in seguito), poi era andato a sbattere contro la cancellata del parlamento, indi aggredendo all’arma bianca i gendarmi e facendosene abbattere. Se invece di reagire come cani addestrati e di sparargli a morte come a un cane lo avessero catturato vivo, forse sapremmo le ragioni del gesto. Ma nel circo dell’antiterrorismo l’ordine è di vedere ovunque pericolosi attentatori e di sparare per uccidere. L’obiettivo di tanta legge marziale non è il terrorismo, di cui gli inglesi sono campioni nelle colonie, ma alimentare il teatro mediatico, pascendo spettatori che, senza dosi periodiche di sangue (e di sesso e di sport e di scemenze) andrebbero in crisi d’astinenza e, chissà, potrebbero rinsavire...

 
 

 

STATI UNITI D’AMERIKA

Torquemada abita in Massachusetts

Gli studenti di tutto il mondo – compreso qualche italiano figlio-di – sgomitano per entrare all’università di Harward. Soltanto il 5,6% ce la fa e paga una retta annua di 63 mila dollari. Soldi bruciati su un rogo censorio risalente all’anno di fondazione, il 1636, in sincronia con il rogo reale – appiccato a 25 chilometri dalla facoltà, a Salem – d’una ventina di donne accusate di stregoneria. Nell’anno di grazia odierno l’oscurantismo di uno dei più reputati (dai padri-di) atenei d’America si manifesta con la pretesa di editare un Indice dei siti proibiti. Il motivo? Proteggere una clientela tanto bempagante, ed evidentemente ritenuta acritica, dalle informazioni che collidono con quelle di regime, da Harward ritenute invece purissime. L’elenco delle fonti messe al bando è molto istruttivo, sia per le inclusioni sia per le omissioni…

 

Genitori a scuola

In una scuola media lombarda il Comune, che è ricco perché riscuote decime da importanti insediamenti produttivi, c’è un’aula...

 
 

 

DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 18 MARZO 2017

A proposito di Sotto i nostri occhi di Thierry Meyssan

In occasione della pubblicazione del libro Sous nos Yeux. Du 11-septembre à Donald Trump, l’autore ha concesso un’intervista su internet.

 
 

 

PROLIFERANO LE ASSOCIAZIONI E I SITI SINOFILI

Cina, ultima spiaggia per gli europei che sperano nel comunismo altrui perché incapaci di sviluppare il proprio

Del regime di Pechino vedono esclusivamente i fasti, identificati nella proprietà statale di alcuni settori dell’economia e nell’aspirazione a competere con il gigante USA, persino sul fronte militare, dove peraltro il distacco tecnologico è ventennale. Per contro, i flabelliferi di Xi Jinping chiudono gli occhi sulle derive produttive, sociali e finanziarie che, sotto il profilo dell’uguaglianza distributiva, del benessere collettivo e della salubrità ambientale collocano il più popoloso Paese del mondo in coda alle classifiche. Al punto che le imprese del Vecchio Continente continuano a migrare in Cina perché colà pagano meno tasse, pagano assai meno i dipendenti e possono inquinare molto di più che da noi.
Perché tanto enfatico squilibrio valutativo? La risposta è plurima: primo, per quanto arretrato e a volte simile al peggior capitalismo, il comunismo cinese è l’unico rimasto; secondo, i nostri rivoluzionari mancati, nonché scarsamente vocati, incapaci di aprire un fronte in patria ripiegano con l’adesione ideale a un fronte collocato a migliaia di chilometri; terzo, a parlar bene della Cina se ne riscuote la riconoscenza, in termini di viaggi e contributi a iniziative culturali, convegni e dibattiti raramente disinteressati e di buona qualità ma sempre gratificanti, anche in termini economici, per chi li organizza, purché si abbia l’accortezza d’invitare almeno un funzionario d’ambasciata e di dare un minimo di pubblicità all’evento. È una cortina adulatoria che offusca i sinologhi autentici e le loro sacrosante ragioni…

 

Il babbo di Nuvolari

Mercoledì scorso alla cascina Battifiocco fu commesso un crimine. Un testimone riferì ai gendarmi d’aver intravisto il colpevole salire su un’auto...

 
 

 

MANIPOLAZIONE DI MASSA

Le nuove raffinatezze di Hollywood

Benché le sale cinematografiche siano lungi dallo scomparire, il consumo domestico di film e prodotti affini registra incrementi da capogiro, al punto da indurre il potere ad affidare alla settima arte la preminenza nella creazione del consenso. Agli sceneggiatori, oltre ai soliti compiti di inculcare surrettiziamente i disvalori che intralicciano la globalizzazione capitalista, con i suoi corollari di colonialismo e di evanescenza di diritti civili, s’impone la delicata missione di (dis)educare lo spettatore a rassegnarsi all’irrazionalità, all’inverosimiglianza, all’incongruenza, insomma ad accettare che la narrazione sia avvoltolata nell’incomprensibilità. Ecco un’analisi delle pellicole che meglio rappresentano l’apertura di una stagione dalla favolistica più complessa e sofisticata mai imposta a un popolo mai così propenso ad accoglierla.

 

Il procacciatore

Milano, ambulatorio di medico ASL. Alle poltroncine allineate alla parete siamo seduti in sette. L’ottava viene occupata da un quarantenne in abiti proletari...

 
 

 

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: I NEFASTI DI UNA RIFORMA RIDICOLA

Il liceale è distaccato in azienda a fare fotocopie, il perito industriale a fare il lavoro degl’immigrati

La legge del governo Renzi che impone agli istituti superiori di prestare gli allievi agli imprenditori è al suo secondo anno di applicazione e coinvolge  oltre un milione di studenti. Risultati: i dirigenti scolastici brancolano nel grigio, incapaci di garantire esperienze professionali che arricchiscano i discenti e non si traducano in inutile perdita di lezioni in aula, mentre aumentano le segnalazioni di abusi: gli studenti sono comandati a svolgere mansioni ripetitive e alienanti, provvide soltanto ai datori che così risparmiano sulla manodopera…

 

DAL 2015

Così la Buona Scuola ha messo a sgobbo gli studenti

 
 

DALLA SCOZIA AI DROM FRANCESI FINO AL SUD-TIROLO

Quanto rende giocare alla lotta di liberazione nazionale

I marpioni dell’SNP, il partito indipendentista di Edimburgo, e dei Verdi profittano del Brexit per invocare un referendum sullo stacco dalla Gran Bretagna, benché abbiano perso l’ennesimo a settembre 2014 (55,3% di No). Quasi sincrona la scossa irredentista nel francofono Quebec, dove i fautori dell’autonomia dal Canada sono regolarmente sconfitti. Analoghe fiammate filastroccano le ex colonie francesi, dove la maggioranza dei discendenti dagli schiavi aborre la libertà da Parigi assai più di quanto ne lamenti la sudditanza. E così per decine di altre regioni in tutto il mondo, replicanti il medesimo meccanismo: minacciano di separarsi dalla madrepatria al mero scopo di negoziare migliori condizioni per rimanervi. Ma la finzione rischia ora d’incepparsi, un po’ perché, come ogni burla tirata per le lunghe, svoglia chi la subisce dal parteciparvi, e poi perché il frazionamento degli Stati è troppo ambito dagli USA perché questi rinuncino a propiziarlo. Di questo passo si dovrà raddoppiare il palazzo dell’ONU per far spazio alla folla di inquilini che avranno diritto a uno strapuntino…

 
 

 

PAESI DELL’EST

«Noi, immiseriti dal capitalismo e pentiti di aver abiurato il comunismo»

Viaggio tra i lavoratori che ebbero buone ragioni per abbattere regimi corrotti che abusarono del socialismo di Stato, ma che ora ne hanno di ottime per recuperare l’aspirazione al socialismo autentico. Proprio nel centenario della Rivoluzione d’Ottobre e dopo aver sperimentato il capitalismo per un quarto di secolo, generazioni di disillusi e di sconfitti ora sognano di bissare l’offensiva di Lenin…

 

ARTICOLO CORRELATO, DA INITIATIVE COMMUNISTE (FRANCIA)

E se, finalmente, ci confrontassimo in modo sereno sull’Ottobre 1917 e le sue conseguenze?

In vista del centesimo anniversario del 7 novembre 1917, in alcuni ambienti politico-mediatici, con l’avallo di alcuni universitari, ci si prepara a presentare una versione grossolanamente manichea degli avvenimenti, caratterizzata da accanimento anticomunista, antibolscevico e antisovietico.

Appello lanciato da Annie Lacroix-Riz, professore emerito di storia contemporanea all’Univesità Paris-VII, da Georges Gastaud, fisolofo, figlio di partigiano, e da Jean Salem, filosofo, professore all’Università Paris I Panthéon-Sorbonne.

 
 

UNIVERSITÀ DI MASSA CRITICA

Una sfilza di dottori inutili

Per giustificare che non lavorano o lavoricchiano in perdita  mediamente sino a 35 anni, stuoli di eterni giovani collezionano i titoli accademici più strampalati, dalle lauree brevissime ai master, che servono soprattutto come alibi a se stessi e ai genitori da cui si fanno mantenere. Viaggio tra le nuove professioni che un’infausta ministra berlusclona cominciò a sgranare, che i successori hanno proliferato e che nessuno eserciterà mai…

 

ARTICOLO CORRELATO: QUELLI CHE INVECE SANNO METTERE A FRUTTO I NUOVI SAPERI:

«Sono appassionato di cornamusa scozzese e così mi sono laureato in sociologia con una tesi sul contributo di questo strumento alla cultura popolare. E il mio nuovo lavoro...»

 
 

 

KENYA

Safari fotografico con scatti umanitari sui moribondi

Nella regione di Baringo tre milioni di persone sono allo stremo, per mancanza di cibo e acqua. È la conseguenza d’una carestia scatenata dalla siccità, a sua volta provocata dalle bizze climatiche (40° di temperatura alle 10 del mattino!) ed esasperata dalla mancata realizzazione di opere idrauliche da parte di governanti preoccupati soltanto di arricchire le proprie famiglie e di consentire di fare altrettanto alla borghesia che li elegge. Tutto inaridisce, il bestiame muore per mancanza di foraggio, la gente muore per mancanza di carne, di latte, di mais, che ha raggiunto il prezzo iperbolico (per le masse popolari) di 5 euro il chilo. Con i pingui contributi dell’ONU e di agenzie statunitensi interessate a controllare politicamente strati sociali suscettibili di ribellarsi, alcune organizzazioni umanitarie si promenano atteggiandosi a benefattori, scavando qua e là pozzi d’acqua simbolici, che subito inaridiscono, e immortalando l’inedia di bimbi scheletrici con il ventre gonfio. Cronaca di ordinario esibizionismo da catastrofe e di indifferenza di classi sociali ricche e obese, tutti spettatori-complici di un genocidio per fame che minaccia, in tutto il Paese, oltre 20 milioni di persone, colpevoli soltanto di non sapersi dotare di politici onesti e capaci...

 
 

ROMANIA

Sei elettori su dieci non sono andati a votare

Può continuare a proclamarsi democratico un sistema di governo rifiutato dalla maggioranza assoluta dei cittadini? Eppure, a giudicare dai filmati e dalle cronache diffusi da tutte le televisioni europee, sembrava che le masse popolari fossero ansiose di cacciare dal Palazzo personaggi corrotti e di rimpiazzarli con gente perbene. Ecco come la stampa, sostenitrice a oltranza del mito elettorale, enfatizza il “popolo sovrano” al punto da falsificare la cronaca…

 
 

 

I LAVORATORI DEL TERZIARIO SFOLTITI DALLA TECNOLOGIA

Bancari e cassiere di supermarket faranno la fine dei siderurgici

L’automazione si propaga ai servizi, che concernono il 70% dell’attività umana, con effetti devastanti sugli addetti: le mansioni più basse saranno svolte dalle macchine, ormai più convenienti persino della manodopera d’importazione, mentre quelle elevate implicheranno competenze ad alta selettività, appannaggio dei lavoratori dotati di attitudini decisionali, d’intelligenza sociale e di grande creatività. L’onda alta del digitale e dell’automazione, anticipata da vistose potature delle agenzie degli istituti di credito e della filiera turistica, dai viaggi agli alberghi, sommergerà in anche gran parte della grande distribuzione. Emblematico l’avamposto di AmazonGo a Seattle, dove i clienti entrano esibendo il cellulare dinanzi a un terminale, riempiono il carrello e alla cassa, invece di pagare, leggono la fattura sul medesimo cellulare. Tanta comodità richiede di sottoporsi alle telecamere di controllo durante tutto il percorso tra gli scaffali. Ecco lo scenario dei prossimi tre-quattro anni raccontato da studi previsionali realizzati in Francia e validi per i Paesi similari, a cominciare dall’Italia…

 
 

 

MEDIA E CIRCENSES

Perché Facebook, Twitter e simili sono letali per la democrazia

Sono un cortiletto d’aria concesso ai detenuti del carcere: ciò che vi si dice raramente o malamente trapela all’esterno e viene diffuso ai cortiletti adiacenti soltanto se i secondini sono d’accordo. Se un detenuto dice cose sgradite ai secondini, viene rimesso in cella, cioè zittito. I protocolli come Facebook e Twitter non appartengono alla comunità degli utenti, che anzi non ne hanno alcun controllo e che possono esserne banditi da un momento all’altro, senza avere il diritto di conoscere il motivo né di portarsi appresso il bagaglio personale (rubrica, archivio…), perché tutto ciò che si scrive sui social media appartiene indelebilmente ai gestori. I protocolli che, come Twitter, mettono a disposizione spazi minimi (poco più di un centinaio di battute dattilo!) impongono agli utenti un proto-linguaggio da età della pietra, consistente in balbettii, frasi puerili monche di coordinate e subordinate, inutilizzabili per esporre pensieri che esigano complessità di ragionamento compiuto. Scopo di questi protocolli non è consentire al maggior numero di persone di comunicare, bensì di illuderle di concorrere, per chiose stenografiche che si riducono ad assenso o dissenso o apprezzamento o svilimento, al dibattito autentico, che invece travalica l’orizzonte e le aspirazioni degli autori, paghi d’un surrogato da cavernicoli. Per questo al dilatarsi dei social media corrisponde il rattrappirsi delle accademie e della stampa seria, professionale, mentre il pattume editoriale cialtrone si adegua, sforzandosi di somigliare, per imbastardimento di stile espositivo e abiure etiche e deontologiche,  agli apparati trogloditi da cui viene fagocitato.
Ecco un’analisi sociologica delle regressioni intellettuali e morali, nonché degl’istinti ferini scatenati nella plebe dai social media, ostacoli che inceppano la missione di educatori e di giornalisti autentici…

 
 

 

REVISIONISMO DEMOCRATICO CONTRO NEGAZIONISMO FASCISTA

Quei dieci giorni che sconvolsero il mondo

In vista delle celebrazioni mondiali della vittoria socialista sovietica, i bombardieri mediatici d’ogni regime capitalista iniziano a stravolgerne la storia e a banalizzare l’eroismo di un popolo che, sfrattato lo zarismo e instaurato il socialismo, seppe svilupparlo e conservarlo contro 18 corpi di spedizione inviati a distruggerlo dalle plutocrazie di tutto il mondo, terrorizzate che il vento dell’Est potesse travolgere anche loro. La foga iconoclasta e falsificatrice si estende a coventrizzare tutto ciò che, dall’insediamento dei soviet ai giorni nostri, ovunque abbia pulsato e continui a palpitare di antagonismo allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e coltivi i valori della solidarietà e della giustizia sociale. La posta in palio, in questa guerra di resistenza alla Menzogna, non è soltanto la tutela della Verità, ma la possibilità di ereditare alle nuove generazioni gli strumenti conoscitivi indispensabili a contrastare la barbarie. Di qui l’appello-petizione, partito dalla Francia su iniziativa della storica Annie Lacroix-Riz e del filofoso Georges Gastaud, per un’analisi della Rivoluzione d’Ottobre scevra da preconcetti e strumentalizzazioni, ancorché, chiosiamo noi, aperta a tutti i revisionismi potenziali che ogni studio del passato non può escludere a priori.

 
 

DEMOCRAZIA E DROGA

L’elettore si defila, il cittadino si dimette ed entrambi fuggono dalla realtà

Il suffragio universale, soprattutto nella sua componente passiva, non è soltanto ingiusto, giacché attribuisce la sovranità dello Stato senza accertare meriti né competenze dei singoli beneficiati; è anche sempre più sgradito: in Europa è mediamente inutilizzato da quattro titolari su dieci. Tanta dissennatezza attributiva e tanta diserzione dal dovere di cogestire la cosa pubblica generano nei non-cittadini una corsa all’onirico tramite nocività, lecite e illecite, le quali dunque si connotano di strumento punitivo e selettivamente darwiniano. Dall’allocchimento elettronico all’alcol, dalla marijuana alla cocaina all’eroina ai sempre nuovi intrugli sintetici ecco come i lemming umani si mutilano degli attributivi creativi, partecipativi e socializzanti, nonché, in percentuali per il momento modeste, si autoelidono. Secondo l’Osservatorio francese delle tossicodipendenze...

 
 

 

VOYEURISMO ED ESIBIZIONISMO DI MASSA

Se la tivù è bugiarda, perché i social-network dovrebbero dire la verità?

Produttori e utenti condividono identica matrice: la vocazione al tornaconto e la riluttanza all’impegno sociale, cementate entrambe nell’aridità giustizialista. Un contesto amorale che spiega l’inscalfibilità delle grandi menzogne che, radicate nel XX secolo, contagiano il terzo millennio. Dalla sacralità del Processo di Norimberga alle missioni umanitarie alla messinscena dell’11 settembre 2001 al saccheggio delle casse pubbliche camuffato da ineluttabilità contabile…

 

ARTICOLO CORRELATO, DA LA NATION (SVIZZERA), EDIZIONE PER ABBONATI

Una frode chiamata post-verità

di di Jacques Perrin

 
 

MALASANITÀ PUBBLICA E SANITÀ TRUFFALDINA PRIVATA

L’altra faccia del turismo terapeutico è l’omissione di soccorso ai malati in patria

In Italia ogni anno oltre un milione di pazienti del Sud, colpevoli di aver eletto amministratori pubblici che hanno saccheggiato gli ospedali, migrano in quelli del Nord, dove finiscono nelle grinfie di cliniche e medici che a volte curano bene ma sempre spennano tanto. A livello internazionale, i locupleti infermi d’Europa non badano né a spese né a frontiere e puntano su strutture di eccellenza di cui i ceti demuniti ignorano persino l’esistenza, mentre per i ricchissimi c’è il Nordamerica. Ma il flusso migratorio che si sta gonfiando più in fretta parte dell’Africa, dove si concentra il 25% dei malati del mondo, curati dal 2% dei medici e dall’1% delle risorse sanitarie mondiali. Per le borghesie dei 54 Paesi del Continente Nero non è un problema andare a curarsi in India, calamita sanitaria emergente, anche perché le spese sono a carico dei bilanci statali, gonfi di risorse negate alla stragrande maggioranza povera della popolazione. Anche gl’italiani malati e con qualche soldo in tasca (ma non abbastanza da permettersi le cliniche e i medici privati europei) s’intruppano coi neri verso l’India, che accoglie annualmente 250 mila malati forestieri, alimentanti un mercato di 3 miliardi di dollari. Un business talmente promettente che il primo ministro Narendra Modi annuncia il varo della prenotazione on-line, comprensiva ovviamente del pagamento anticipato in dollari. La concorrenza degli ospedali indiani comincia a infastidire le cliniche italiane, che non possono competere con i costi e spesso neppure con attrezzature medicali e terapeutiche che non hanno nulla da invidiare a quelle in Italia, dove anzi si registrano cali qualitativi da codice penale. Per esempio, ecco quanto si spende per un intervento al ginocchio nell’Indra Prastha Apollo Hospital di Nuova Delhi: 6.500 dollari per l’intervento e una settimana di degenza, più mille dollari per una settimana in hotel, più ovviamente il viaggio. Provate a chiedere un preventivo a una clinica privata o al reparto solventi di un ospedale pubblico italiano e sarete sorpresi dalla differenza…
È un fatto che il turismo sanitario, ancorché conveniente e sempre più ineludibile per chi non può farsi curare nella propria regione o in Patria, è una miniera che si alimenta di governi che, come quello italiano, condannano al degrado e alla consunzione la sanità pubblica, sicurissimi che loro, i governanti e i loro amici, non ci finiranno mai.
Viaggio tra i quasi-poveracci costretti ad andare a comprarsi la guarigione in bunker climatizzati con vista su folle di miserabili…

 
 

 

STORIA CONTEMPORANEA

Si vis bellum, para hostes

Dall’indomani della Seconda Guera mondiale il Pentagono ha sempre avuto un assillo: foraggiare avversari adeguati a giustificare il proprio riarmo senza fine. Di qui il costante trasferimento di tecnologie militari ai (proclamati) maggiori nemici, cioè Unione Sovietica (Russia) e Cina, in modo da consentir loro di tenersi sempre soltanto un passo indietro rispetto agli Stati Uniti. Benché l’Unione Sovietica si dedicasse alla fisica nucleare sin dal 1932, il 29 agosto 1949 non sarebbe riuscita a far esplodere la prima bomba al plutonio se il Pentagono non le avesse passato i progetti per costruirla; idem per la prima bomba all’uranio, nel 1951. Il 16 ottobre 1964 la Cina non avrebbe esploso la prima atomica se la Casa Bianca, che era a conoscenza dei preparativi da due anni, non l’avesse lasciata fare, dando retta ai generali affaristi del Pentagono e opponendosi agli ottusi che invece avrebbero voluto distruggere i laboratori di Bautou. La politica del donare armi avanzate al nemico – purché sempre meno avanzate della proprie, ovvio – s’è estesa agli Stati amici suscettibili di creare zizzania tra gli alleati, così inducendoli a incrementare l’acquisto di armi made in USA. Accadde, per esempio, nei confronti della Francia nel 1958, quando il Pentagono passò sottobanco al presidente Charles De Gaulle il progetto dell’ordigno nucleare, nonché il materiale per costruirlo, che sarebbe esploso il 13 febbraio 1960. Per scongiurare che anche altri membri della NATO avanzassero richieste nucleari, USA e Francia finsero che quest’ultima avesse fatto tutto da sola e, per reggere la commedia, De Gaulle simulò di divorziare dalla NATO, dalla quale invece non uscì mai. Ai giorni nostri il ritardo tecnologico militare di Russia e Cina rispetto agli Stati Uniti è cospicuo al punto da indurre molti americani a chiedersi se valga la pena far tirare la cinghia ai quattro quinti della popolazione per mantenere una macchina da guerra tanto inutilmente soverchiante. Un quesito pericoloso per gli affari dei signori della guerra, subito disinnescato dal Pentagono con l’incremento di donazioni tecnologiche a russi e cinesi, sempre camuffate da colpacci spionistici o guizzi scientifici del nemico. Di qui la replica odierna del collaudato meccanismo: russi e cinesi esibiscono una panoplia fresca di vernice e spacciata come talmente innovativa da tenere in rispetto il grande avversario a stelle e strisce. Soltanto pochi esperti rilevano la beffa: i popoli da entrambe le parti della barricata, asserviti ai media, ci cascano. Da una parte della barrivata trovano ovvio che il “pacifista” Donald Trump incrementi il bilancio del Pentagono in misura mai vista dalla fine della Seconda guerra mondiale; dall’altra rilevano quanto valga la pena sacrificare il benessere collettivo e la giustizia sociale alla prioritaria, sacrosanta difesa dell’indipendenza nazionale.
Analisi dei rapporti di forza tra gli schieramenti e della solita incapacità valutativa degli elettori…

 
 

 

AUSTRIA

Esperimento per limitare l’importazione di lavoratori a basso costo

Ai gestori del Paese sette volte più piccolo e 14 volte meno politicamente corrotto dell’Italia è spiaciuto constatare che 140 mila connazionali hanno perso il lavoro. Colpa dei lavoratori dei Paesi dell’Est, che vengono a sostituire gli austriaci soprattutto nei settori della gastronomia, del commercio e delle costruzioni. Questi forestieri ruba-lavoro (180 mila, includendo anche quelli delle nuove imprese), sono triplicati in meno di dieci annni e il governo non può placcarli alla frontiera perché l’Unione Europea lo vieta, giusta (il)lode alla normativa che consente a ogni cittadino comunitario di cercar lavoro dove gli pare. Gl’invasori dell’Est (e le aziende dell’Est di cui sono al soldo) si contentano di compensi inferiori a quelli austriaci, per cui il lavoro lo trovano sempre e sempre a scapito degli austriaci, che dunque restano a bocca asciutta. È un’indecenza sociale contro cui si scaglia da sempre l’F, il partito di destra emarginato dal governo. Ma siccome a dicembre scorso questi emarginati sono andati a un pelo dal conquistare la presidenza della Repubblica (e ci sarebbero riusciti, se il vincitore  non avesse truccato la precedente elezione, provocandone l’annullamento), ecco che il governo ha deciso di disinnescare la crescente avversione popolare contro i ruba-lavoro. Così, il 21 febbraio scorso, con una legge che sta per diventare operativa, il governo s’è deciso a tutelare i propri disoccupati: per tre anni, le aziende che assumeranno dipendenti austriaci pagherano il 50% in meno di oneri contributivi e previdenziali, perché l’altra metà la sborsa il governo. Questo incentivo alla preferenza nazionale, come l’hanno battezzato oltr’Alpe, costerà alla comunità due miliardi di euro, ma darà lavoro a 180 mila austriaci.
Vien da chiedersi: perché non fare lo stesso in Italia? Risposta: perché nella Bengodi del lavoro nero sarebbe vano dimezzare gli oneri contributivi a chi non ne paga per niente…

 
 

AMERICA LATINA

Il petrolio sporca, puliti si muore di fame: ma c’è una via di mezzo

I governi dei Paesi esportatori di petrolio, una manna che alimenta le riforme sociali e solleva i ceti popolari dalla miseria, pagano da sempre un pedaggio altissimo all’inquinamento. Ma Rafael Correa Delgado, presidente uscente dell’Ecuador, ha dimostrato come le estrazioni, sottratte alla mera logica di profitto delle compagnie petrolifere straniere (senza i cui quattrini e senza le cui tecnologie non si cava nulla), si possono conciliare alla tutela e alla salubrità dell’ambiente. In dieci anni ha messo alla porta l’americana Texaco-Chevron, colpevole di devastazioni che hanno spinto gli ecuadoregni a chiedere e ottenere indennizzi ingenti. L’estrazione, ora pilotata dalla compagnia di Stato, avviene in forma mista, con la collaborazione della multinazionale cinese SINOPEC. Ecco le fasi e gli esiti del passaggio dalla subordinazione al colonialismo energetico al protagonismo energetico…

 

ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE ABBONATI DEL 5 MARZO 2017:

In Ecuador, la macchia indelebile del petrolio

L’Amazzonia occidentale piagata dalla più grande catastrofe petrolifera continentale della storia

di Simon Roger, inviato speciale a Lago Agrio

 
 

 

IRAN

Mahmud Ahmadinejad, tra offensiva politica e legittima difesa

Fu l’unico capo di Stato a tenere in rispetto l’egemonia valutaria degli Stati Uniti aprendo la prima borsa mondiale degli idrocarburi basata su un paniere di monete alternative al dollaro; vi furono interessati i maggiori operatori del settore, compresa l’ENI, che quando ci sono di mezzo i soldi è disposta ad abbracciare chiunque, anche i nemici degli Stati Uniti. Fu il primo – e unico – capo di Stato a perorare la comprensione corretta della storia per capire il presente e progettare il futuro senza ricommettere gli errori del passato: per questo organizzò a Teheran un convegno sulla Seconda guerra mondiale, durante il quale fu inevitabile revisionare il Processo di Norimberga. Fu il primo capo di Stato a revocare in dubbio la versione americana degli attentati  dell’11 settembre 2001, bollandoli come operazione di falsa bandiera finalizzata a giustificare l’invasione del Medioriente. Fu l’unico capo di Stato a conciliare sviluppo ed etica, infiammando una generazione di lindi servitori dello Stato. Nel 2013 la maggioranza degli iraniani, indotta dalle sirene mediatiche occidentali a barattare l’indipendenza politico-economica del Paese (implicante sviluppo energetico anche nucleare) contro un maggior consumismo, allontanò Ahmedinejad dalla presidenza, preferendogli il candidato pro-USA. Verificato che la resa energetica all’Occidente ha peggiorato, anziché migliorare, il potere d’acquisto della borghesia, questa sta rafforzando il fronte che non ha mai smesso di propugnare il ritorno alla presidenza di Ahmadinejad. La Guida Suprema, Seyyed Ali Khamenei, ostile a una politica di indipendenza dagli Stati Uniti, è corso ai ripari: prima ha direttamente ostracizzato la candidatura di Ahmadinejad, poi, indirettamente, quella di Hamid-Reza Baghaei (ex vicepresidente di Ahmadinejad), infine ha fatto la voce talmente grossa che qualche sostenitore di Ahmadinejad l’ha intesa come una minaccia e ha indotto quest’ultimo a difendersene con ogni mezzo. Anche con Twitter – l’esecrato cavallo di Troia made in USA che a suo tempo Ahmadinejad aveva messo al bando per contrastare la rivoluzione colorata organizzata da Washington – e anche scrivendo una lettera a Donald Trump. Ecco organici, alleanze e iniziative dei due poteri politico-religiosi che si contendono il potere a Teheran…

 
 

 

CINA

Il Paese dell’apartheid economico si candida ad alfiere del capitalismo mondiale

A 68 anni e a disdoro d’una rivoluzione che si proclamò e continua a proclamarsi comunista, il governo di Pechino consolida la discriminazione fra le proprie regioni: concede autonomie e privilegi a quelle virtuose nel declinare il capitalismo, mentre penalizza quelle dove il popolo è colpevole di non saper far tanti quattrini. Questa divisione fra la Cina dei ricchi e quella dei poveri è stata ribadita nei giorni scorsi durante la riunione del parlamento, camuffata dall’affermazione puramente parolaia secondo cui Taiwan, Stato capitalista da sempre militarmente al guinzaglio degli Stati Uniti, «è una provincia della Cina». Indi il consesso, il più alto mandatario della sovranità popolare, ha osannato il presidente Xi Jinping a motivo dei successi mietuti al raduno svizzero di Davos, dove i rappresentanti della globalizzazione sotto ferula USA hanno plaudito alla sua apostasia dei residui aneliti comunisti. Un riconoscimento che, coniugato al consolidato e crescente intreccio tra le multinazioni di stampo occidentale e quelle cinesi, induce Pechino a rivendicare maggior peso decisionale nella Yalta perenne dove si spartisce la colonizzazione del mondo. Analisi di una crescita economica che la sinistra europea insiste a ritenere estranea a ogni imperialismo e antagonista a quello made in USA

 
 

SESSISMO GLOBALIZZATO

Ikea cancella le donne dai cataloghi destinati agli Stati maschisti


ARTICOLO CORRELATO, DA JEUNE AFRIQUE DEL 3 MARZO 2017:

• Quand Ikea joue le jeu des islamistes et des juifs ultraorthodoxes

par Fawzia Zouari

 
 

 

IL MONDO A STELLE E STRISCE

La crociata ecumenica contro i posti di lavoro...

… è partita negli Stati Uniti, dove avanza a tappe forzate. Ieri era l’ultimo giorno di lavoro per 1.300 dipendenti della GM di Detroit, che da fine mese saranno senza reddito e senza assistenza sanitaria. E trovare un nuovo salario è arduo in una città che già conta 117 mila disoccupati. Eppure la tragedia non fa notizia sui giornali, nonostante un vistoso e scandaloso fatto di cronaca: Donald Trump ha cooptato nel governo l’amministratore delegato della GM, tra il plauso dell’AFL-CIO, il maggior sindacato americano, che ha ribadito il sostegno al nuovo presidente. A gennaio la fabbrica di automobili aveva licenziato 2.000 operai negli stabilimenti di Lansing e di Lordstown. Ieri il costruttore aeronautico Boeing, che l’anno scorso aveva ridotto la manodopera dell’8%, ha annunciato 1.800 prepensionamenti. Analoga a quella della GM la motivazione dei tagli addotta da Boeing: vendo meno aerei a causa della concorrenza dell’europea Airbus, la quale però il mese scorso ha annunciato 1.200 licenziamenti. Alla sciagura della disoccupazione si somma quella che incombe sui pensionati: oltre un milione rischiano di perdere l’assegno mensile a causa della cattiva gestione dei loro fondi-pensione. La tendenza allo sfoltimento degli organici e alla sostituzione di contratti di lavoro stabili con contratti precari dilaga in ogni Paese capitalista. Se negli USA il lavoro in affitto e i contratti ballerini sono il 40,4% dei nuovi assunti, nell’Unione Europea hanno superato, ormai dal 2010, il 50%. Nel Vecchio Continente i licenziamenti crescono a dismisura ma si notano sempre meno grazie ai sindacati – che li considerano un sacrificio indispensabile a una fantomatica ripresa – e alla censura dei media, che li sottacciono o, pur’essi, ne predicano la rassegnata accettazione in nome del progresso (sic). Mercoledì scorso la Cina, che l’anno scorso aveva licenziato 760 mila operai della siderurgia e delle miniere di carbone, ha reso noto il licenziamento di un altro mezzo milione.
Ovunque nel mondo i lavoratori dipendenti perdono redditi e diritti senza reagire, un po’ perché hanno consentito ai loro sindacati di degenerare in corporazioni di dirigenti ingrassati da governi e padronati, e molto perché, deprivati di riferimenti ideali e irretiti nell’allocchimento multimediale, sono regrediti all’inconsapevolezza dell’Ottocento, quando il sindacalismo (autentico) faceva i primi passi.
Escorso storico sulla miseranda e meritata fine d’una classe operaia troppo mitizzata…

 
 

 

L’ITALIA MEDIEVALE DEL TERZO MILLENNIO

Servi & padroni, stesso degrado etico e morale

Ci sono almeno due milioni di italiani ricchi che non hanno mai preso un autobus, che non hanno mai visto un medico della mutua né sono mai entrati in ospedali e ambulatori pubblici, che non hanno mai fatto la spesa in un supermercato, che non hanno mai fatto coda a uno sportello né tribolato con la burocrazia, che in treno e aereo prendono soltanto la prima classe, che abitano più dimore lussuose, che procurano ottimi posti di lavoro e rendite ai figli, che largheggiano in domestici fissi, che hanno patrimoni che li mettono al riparo da ogni imprevisto, insomma che godono spensieratezze e sommi privilegi, quasi sempre e quasi interamente dovuti a risorse indegnamente sottratte allo Stato o direttamente ai cittadini, munti quali pazienti o clienti o semplicemente vittime di raggiri. E all’estremo inferiore di questo Primo Stato di locupleti accaparratori tirano a campare 15 milioni di italiani in ambasce, condannati a lavoro da servi della zolla o peggio a non averne o con pensioni da fame, negletti dalla sanità e vieppiù rapinati da leggi e decreti e soprusi concepiti per drenare ulteriori risorse per i fasti degli inquilini dei piani altissimi. Eppure questi due opposti ceti, per quanto economicamente distanti, condividono medesima marcescenza morale ed etica. Con l’umiliazione, per i poverissimi, di essere formalmente titolari di una sovranità governativa che, grazie al numero, potrebbe riscattarli da tanta miseria materiale e spirituale; e con l’aggravante di rinunciare alla lotta di liberazione per pigrizia, ignoranza e malinteso tornaconto individuale.
Analisi del proletariato del 2017 e della sua estraneità ideale a quello pungolato 169 anni fa da Karl Marx…

 

«Volevo i soldi in Svizzera»

«Faccio l’infermiera in una clinica privata, dove ho trovato la strada giusta per farmi benvolere. Guadagno discretamente, sono separata da un marito violento che...

 
 

 

SIAMO TUTTI IN LIBERTÀ DI ESPRESSIONE VIGILATA

La dittatura dei Signori della Rete

Non è sovrano un popolo e non lo è uno Stato se non hanno il controllo delle autostrade dell’informazione. Irretiti dalla gratuità e paghi di un protagonismo ancorché condizionato dall’interesse e dalla benevolenza dei padroni privati del WEB, gli internauti, più che cadere nella trappola, se la costruiscono ogni giorno da soli. Il caso del condizionamento della campagna elettorale francese…


ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE:

• Google orienta la campagna elettorale francese

 
 

 

DA AL-WATAN (SIRIA), RIPRESO DA RÉSEAU VOLTAIRE

• Il congegno Clinton per screditare Donald Trump

Quest’articolo vuole essere un’allerta: a novembre 2016 è stato architettato un vasto sistema di agitazione e propaganda vòlto a distruggere la reputazione e l’autorità del presidente Donald Trump sin dal suo arrivo alla Casa Bianca. È la prima volta che una campagna di simile portata, scientificamente organizzata e con tali mezzi a disposizione, viene rivolta contro un presidente degli Stati Uniti. Sì, entriamo in un’era di post-verità, ma i ruoli non sono quelli che credete.

di Thierry Meyssan

 
 

GERMANIA

La destra, non il governo, ha lenito l’invasione di disoccupati extracomunitari

L’altr’anno il capo della Confindustria di Berlino chiese ad Angela Merkel 800 mila immigrati per far concorrenza agli operai autoctoni chetandone le pretese. A consuntivo 2015 ne ha ottenuti 890 mila. Ma intanto l’AFD, il partito subito bollato come xenofobo, ha coagulato consensi tali da candidarsi al governo. Per contrastarlo, Merkel ne ha in parte sposato le tesi sull’immigrazione, propiziando sottobanco la chiusura della Rotta dei Balcani e correndo a fare un accordo con il governo turco. Risultato: l’anno scorso gl’immigrati sono scesi a 280 mila, mentre le aggressioni ai forestieri non graditi sono salite a 3.500 (2.545 a persone, 998 a strutture, soprattutto incendi di centri di accoglienza), con 560 feriti. Contrariamente che in Italia, in Prussia la gramigna del buonismo irresponsabile non alligna…

 
 

 

FRANCIA-ITALIA

L’onta della casa in affitto

Nella città di Lille si sperimenta una formula di edilizia popolare analoga a quella che in Italia fallì nel 1962 (legge 18 aprile, numero 167) e in ogni successiva variante: la costruzione di alloggi a buon mercato su terreno pubblico. Ciò fa risparmiare al privato il costo dell’area, che incide dal 30 al 50% sul prezzo complessivo, ma gli concede soltanto l’uso dell’abitazione, la quale dovrà essere restituita alla collettività dopo un certo periodo di tempo, di solito 99 anni rinnovabili, dunque 198 anni. È evidente che, a cospetto dei criteri e dei materiali edili correnti, nonché della progressiva crescita degli standard abitativi, tra un paio di secoli questi alloggi saranno decrepiti o comunque inabitabili. Eppure l’Homo videns, involuzione contemporanea dell’Homo sapiens, si ritrova avvinto alla proprietà della zolla come i trogloditi delle capanne. Analisi di una mentalità accaparratrice primordiale che avvelena le convivenze del terzo millennio dell’èra volgare.

 

ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE PER ABBONATI:

Lille lance un office foncier contre la spéculation

Le dispositif permet aux revenus modestes d’accéder à la propriété et évite le retour du bien sur le marché privé.

par Isabelle Rey-Lefebvre

 

GENERAZIONI IRRESPONSABILI

Se l’usufrutto dei vecchi lascia a bocca asciutta gli eredi

In un mercato immobiliare peraltro fiacco perché riluttante a deprezzare i fabbricati, la nuda proprietà progredisce al ritmo del 25% annuo e rappresenta quasi un decimo delle compravendite complessive. A propellere il settore sono due spinte: primo, lo stato di bisogno degli anziani, che devono procurarsi i quattrini per pagare una sanità e un’assistenza sociale che la loro indifferenza verso la politica ha regalato alla speculazione privata; secondo, lo stimolo giustizialista a punire una discendenza che, colpevole quanto gli ascendenti di diserzione sul fronte dell’impegno civile, nega solidarietà persino ai parenti stretti. Viaggio nell’Italia che senesce male e nella gioventù che (im)matura peggio.

 
 

 

STATI UNITI D’AMERIKA

La dittatura impera dal 2001 ma la stampa dà tutta la colpa a Trump che comanda da un mese

Oltre 40 milioni di poveri senza assistenza sanitaria; la Costituzione sospesa dall’indomani del golpe dell’11 settembre, tuttora coperto dalla messinscena di attentati fatti in casa; legalizzazione della tortura e degli assassini in ogni parte del mondo… eppure nell’immaginario collettivo ecumenico gli USA sono il paradiso della libertà e del benessere per tutti. Soprattutto nella colonia italiana, dove televisioni e politicanti servili predicano il mito amerikano. Intanto le lobby che hanno insediato il nuovo inquilino della Casa Bianca cominciano ad apprezzare il suo predicar male e razzolar bene…


CORRELATO, DA LE MONDE, EDIZIONE PER ABBONATI, DEL 23 FEBBRAIO 2017:

• Chicago, anni di piombo

Con i 784 omicidi del 2016 la criminalità ha battuto ogni record dagli anni Novanta. I quartieri poveri a sud e a ovest sono i più interessati da infiniti regolamenti di conti tra bande rivali.

di Yves Eudes

 

• La bisaccia

«Ho 42 anni e la buona sorte m’ha sgravato d’un fardello che non avrei retto a lungo. È la seconda volta, nel corso degli ultimi nove anni, che  il destino si fa carico delle fragilità del mio carattere...

 
 

 

GERMANIA

Più facile fregare i lavoratori se il cancelliere si proclama socialista

I potentati economici valutano che Angela Merkel non sia più in grado di tenere a freno la rabbia dei milioni di tedeschi impoveriti dalla contrazione dello Stato sociale e dal peggioramento delle condizioni di lavoro. Per questo pensano di rimpiazzarla con il nuovo astro della SPD, Martin Schulz, personaggio molto apprezzato dal padronato per lo zelo profuso nel devastare il tessuto sociale tedesco a colpi di precariato e paghe ridotte, e nel condannare i greci alla disoccupazione e alla perdita di pensioni e assistenza sanitaria. Per imporre questo manutengolo a elettori ignoranti e dunque emotivamente influenzabili, i padroni tedeschi gli hanno offerto la loro panoplia mediatica, quasi santificandolo agli occhi del popolo. Letteralmente: Der Spiegel, settimanale laidamente liberale eppure letto anche da qualche poveraccio, per ben due volte in poche settimane ha messo Schulz in copertina; in una vi è effigiato con tanto di aureola e il titolo Sankt Martin. Così Schulz e il suo partito sono balzati da un declinante 20% dei consensi alla maggioranza relativa, superando i gradimenti della coalizione di governo. Per ulteriormente condizionare l’immaginario collettivo, i media di regime accostano Schulz al cancelliere socialdemocratico Helmut Schmidt, che negli anni Settanta avviò, con la benedizione del padronato, la svendita di diritti e redditi delle classi lavoratrici, associando nel governo una quindicina di burocrati del sindacato. Fu un crimine. Ma siccome i media, nel frattempo, hanno falsato la storia e santificato anche Schmidt, il popolo applaude oggi come allora a un vessillo che di rosso ha soltanto il colore. Intanto i burattinai di Schulz gestiscono direttamente la politica estera, preparandosi a cogliere i frutti del protezionismo di Trump, soprattutto in Cina: gli spazi da lui lasciati liberi li occuperanno i tedeschi. Il profitto non olet, né alle nari dei colonialisti di rincalzo, né a quelle dei cinesi, cui la fame di tecnologia occidentale offre l’alibi per sottoporre il comunismo a modificazioni genetiche.
Analisi dei nuovi scenari internazionali schiusi dal neoprotagonismo allemanno.

 

• Samantha

Suo padre, Debbio, s’era arricchito facendo l’assicuratore, tanto da comprarsi in pochi anni un appartamento di 145 metriquadri in un buon quartiere di Milano...

 
 

 

INGENUITÀ GOVERNATIVE E FOLLIE POPOLARI IN AMERICA LATINA

Telecrazia, antidoto al socialismo

Il colossale errore commesso da Hugo Chavez e perseverato dal successore Nicolas Maduro in Venezuela, nonché quello condiviso da Rafael Correa in Ecuador sono stati la mancata nazionalizzazione delle emittenti televisive private. Così lasciati in balia del martellamento mediatico controrivoluzionario, i venezuelani, deprivati del carisma trascinatore di Chavez, si sono lasciati attrarre dalle lusinghe onirico-consumistiche-disvaloriali delle sirene made in USA e alle ultime elezioni amministrative hanno tradito la rivoluzione bolivariana, votando al 56,3% gli oppositori di Maduro, destinato probabilmente a perdere le prossime elezioni presidenziali. È significativo che il primo febbraio scorso la Commissione nazionale per le telecomunicazioni del Venezuela (CONATEL) sia stata costretta a bloccare la messa in onda di una serie che denigra le imprese del defunto presidente Chavez, senza però poter impedire che i 60 episodi inondino di menzogne il resto del Sudamerica, ovunque contrastando l’ondata riformatrice che l’esempio venezuelano aveva suscitato. Situazione analoga in Ecuador, dove la diffamazione televisiva del governo di Rafael Correa a opera dei potentati mediatici sta mettendo in forse l’affermazione del suo successore, Lenin Moreno, che ha vinto il primo turno delle presidenziali con il 39,35% dei suffragi: non bastano a dare per scontata la sua affermazione al secondo turno, in programma il 2 aprile, contro un avversario delle destre, Guillermo Lasso, sostenuto dai media preponderanti. Eppure Rafael Correa lascia agli ecuadoregni un consuntivo statale coi fiocchi: una rete stradale invidiata da tutto il Sudamerica, scuole e ospedali eccellenti e a portata di ceti deboli, ha costruito otto centrali idroelettriche per poter esportare una quota maggiore dei 500 mila barili di petrolio estratti ogni giorno e che in parte sono ipotecati alla Cina a corrispettivo dei colossali investimenti che ha effettuato nel Paese; ha contenuto il debito pubblico al di sotto del 33% del PIL ‒ da far schiattare di vergogna i governi italiani! ‒ e tutto ciò nonostante danni per 2,8 miliardi di dollari provocati da un terremoto infinitamente più devastante di quello che ha messo in ginocchio l’Italietta… Ma non ci sono fatti che, per quanto positivi, possano competere con le menzogne dei padroni dei media.
Analisi e comparazioni di rivoluzioni socialiste alle prese con due nemici entrambi sottovalutati: i telecrati privati e il popolino che vi soccombe.

 
 

 

MEDIORIENTE

Ma la Siria è ancora un Paese indipendente?

Mercoledì scorso, alle tre del mattino, aerei F-16 americani, consegnati all’aviazione militare israeliana, hanno bombardato la regione montuosa di Qalamun che, a nord di Damasco, segna il confine con il Libano. Hanno distrutto una colonna di camion che forniva armi alle truppe che cercano di respingere i terroristi propiziati anche da Israele per abbattere il legittimo governo siriano.
È la seconda volta in poco più di quattro settimane che Israele invade la Siria per bombardarla. Il 13 gennaio aveva colpito con razzi l’aeroporto militare di Mezzeh. Oggi come allora Al Assad minaccia rappresaglie, ma di carta, giacché ha armi risibili a cospetto dei sionisti e del resto le sue stremate truppe sarebbero già state spazzate via da un pezzo senza il soccorrevole intervento dei russi, che però basta a scongiurare la sconfitta totale della Siria e nulla più: i russi non hanno impedito all’Occidente di spaccarla in una guerra civile che ha già provocato da 300 mila a 400 mila morti. Perché Putin rilutta a impedire che anche i siriani facciano fine analoga a quella che lasciò fare a jugoslavi e libici?
La risposta viene da lontano. L’internazionalismo russo è morto nel Palazzo di Livadija, a febbraio 1944, quando ‒ affiancati da alleati minori ‒ i sovietici, reali vincitori della guerra, e gli americani, che vi avevano contribuito poco ma che adesso avevano le atomiche per riscattarsi, si spartirono il mondo in zone d’influenza: di qua i capitalisti, di là i comunisti. Gli uni non mettano piede nel campo degli altri. A 73 anni dal Patto Est-Ovest di Livadija le cose non sono cambiate, al netto del collasso sovietico: i popoli oppressi, inclusi i siriani elettori di Al Assad, continuano a contare sulla liberazione del loro Paese da parte della Russia, supposta erede dell'URSS, mentre la Russia, che oggi, come allora l’URSS, non può liberare alcun popolo in casa dell’Occidente, investe sulla guerra civile siriana per negoziare migliori rapporti politici e mercantili con i Paesi del Medioriente e con gli Stati Uniti.
Né i siriani fiduciosi nei forestieri liberatori hanno tratto insegnamento dalle aggressioni coloniali recenti patite prima di loro da Jugoslavia e Libia, massacrate e smembrate senza che né Russia né Cina né Iran muovessero un dito.
Analisi di un’aggressione internazionale dove gli aggrediti pugnano poco ma invocano molto lo straniero...

 
 

 

TERRORISMO PADRONALE

«Sgobba, operaio, o ti rimpiazzo con un robot»

La minaccia non è mai pronunciata ma è implicita negli automi che, lungo le catene di montaggio, fagocitano umani con la tuta blu. Le uniche industrie dove la minaccia non funziona perché vi si producono manufatti reclamanti manodopera esclusivamente in carne e ossa sono quelle dove i pezzi da lavorare sono fissi e dunque i robot, non potendo girarci intorno, non sono utilizzabili. Come nell’industria aeronautica. Ed ecco che alcuni ricercatori francesi presentano un robot umanoide, che promette di camminare e articolarsi nei più svariati movimenti lavorativi al pari degli essere umani. Che adesso temono di perdere il lavoro come lo persero i colleghi che montavano le auto. Si tranquillizzino: questi mostri umanoidi saranno, forse, in grado di rimpiazzare un operaio specializzato tra una dozzina d’anni (e ben oltre prima che possano fare le badanti). Visita ai laboratori dove la scienza e la tecnica sono pilotate dal profitto…

 

• La fortuna di Tano

Tano aspetta la pensione tirando sera al soldo di ente parastatale, in un palazzo dalle mura bugnate e in fregio a un naviglio seppellito dalla strada. Ci lavora da 36 anni...

 
 

 

L’AFRICA CHE MUORE DI FAME

Calamità naturale? No, criminalità coloniale

Non sono le bizze climatiche a condannare milioni di poveri all’inedia e alle epidemie: è la ferocia delle multinazionali del profitto e delle oligarchie locali al loro servizio. Ai tempi della Grande Schiavitù, gli europei (e in misura minore gli asiatici) sequestrarono nel Continente Nero 200 milioni di persone, che al 90% morirono durante la cattura o nel viaggio verso i campi di lavoro del Nuovo Continente e del Medioriente. Da allora l’uomo bianco e i suoi ascari non hanno fatto che sacrificare vite ai loro profitti. E gli odierni benefattori omologati dai saccheggiatori svolgono il ruolo che un tempo fu dei missionari: avamposti, propagandisti e mallevadori del saccheggio…

 

CORRELATO, DA MONDIALISATION.CA DEL 19 FEBBRAIO 2017:

• La carestia, arma dei forti contro i deboli

di Bruno Guigue

 
 

FRANCIA

Il tribunale dà ragione al revisionista Robert Faurisson, ma non si può dire

I pennivendoli di tutta Europa, che da sempre enfatizzano i rinvii a giudizio del professore accusato di contestare alcuni esiti del Processo di Norimberga, tacciono quando viene assolto. È successo il 10 febbraio scorso: chiamata a pronunciarsi su articoli del 2013 e del 2014, in cui Faurisson sosteneva che nel campo di concentramento di Natzweiler-Struthof, in Alsazia, non è mai esistita alcuna camera a gas, la magistratura di Cusset non vi ha ravvisato estremi di reato. Se dunque in questo campo non è mai stato gasato alcun prigioniero, per la buona ragione che non vi fu mai una camera a gas, decenza imporrebbe che si smettesse di scarrozzarvi migliaia di visitatori a onorarvi le «vittime dello sterminio nazista». Invece no, le visite al «campo di sterminio» continuano a far riscuotere proventi turistici. E a Faurisson la stampa continua a negare il diritto di divulgare una verità ora riconosciuta anche in un’aula giudiziaria. Indagine sull’unico campo creato dai nazisti in Francia, per adibirvi i prigionieri allo coltivazione di una cava di granito rosa.

 

ARTICOLI CORRELATI:

• Non-lieu dans l’affaire de la fausse “chambre à gaz” et des faux “cadavres de gazés” du camp du Struthof

di Robert Faurisson

 
 

 

L’INTERNAZIONALE DEI GUERRAFONDAI

I bluff dei mercanti di morte

La Cina spende in armi un quarto degli USA; la Russia un decimo. La supremazia militare del gigante nordamericano è schiacciante, eppure tutti e tre stravolgono sia la minaccia dell’avversario sia la propria capacità aggressiva: gli USA per gonfiare il bilancio bellico (il “pacifista” Trump incrementa quello della Difesa 2017), gli altri per sbandierare al popolo progressi tecnologici supposti indispensabili ad acquisire tecnologia e a compensare la stasi o i demeriti sul piano sociale. Tutti per ingrassare la filiera del riarmo, che a consuntivo 2016 è tornata ai fasti della guerra fredda. Il traffico di ordigni è dominato al 33% dagli USA; seguono: Russia con il 23 e Cina con il 6,2, che sopravanza di poco Francia, Germania e Regno Unito. Quanto ai Paesi importatori, l’India svetta con il 13%, accaparrando armi soprattutto in chiave anticinese, alla faccia della sua partecipazione al BRICS. E l’Italia? Marginale nei raffronti industriali e mercantili ecumenici, vanta tuttavia un record di masochismo: a disdoro di casse pubbliche talmente sitibonde da indurre l’Unione Europea a vaticinarle un collasso alla greca, continua a svenarsi per sostenere la produzione americana dell’F35, l’aereo più dispensioso della storia, e a farlo volare nella propria flotta. Che il popolo sovrano sollevi lo sguardo al passaggio di questo aeroplano e finalmente si chieda: Come posso essere talmente stupido da mandare in parlamento gente che dissipa i miei soldi in queste insensatezze volanti? Analisi del business globale delle armi, fotografato dal SIPRI, l’Istituto di ricerca sulla pace di Stoccolma.

 

Caro Iseo

Agostino, insegnante nel Veronese, vorrebbe trasferirsi con moglie e figlio sulle sponde dell’Iseo, per stare vicino a mamma...

 
 

STAMPA ESTERA

DA WORLD SOCIALIST WEB SITE :

• Arizona, i gestori delle carceri, a corto di soldi, vogliono far pagare ai condannati a morte il veleno per giustiziarli

di Brad Dixon

 

DA JEUNE AFRIQUE:

• Africa: la sfida dei gruppi minerari cinesi

• Cina: minacciati 6 milioni di posti di lavoro nelle miniere e nella siderurgia

 
 

 

L’INTERNAZIONALE DELLA MENZOGNA

Ordine di scuderia ai pennivendoli: denigrare Trump e Assad

Negli Stati Uniti è in corso una guerra civile scatenata dalla lobby delle guerre coloniali, rappresentata da Hillary Clinton, contro un presidente che invece esprime interessi meglio serviti dal nazionalismo meno guerrafondaio. Donald Trump ha dalla sua i fatti, cioè la Costituzione, che legittima l’operato della Casa Bianca, ma i suoi avversari hanno dalla loro il monopolio dell’informazione, la quale, manipolata, può stravolgere i fatti. Così la canea televisiva accusa Trump di fare come i politici europei, cioè di essere in campagna elettorale permanente, a disdoro dell’attività di governo. Ma Trump ha il diritto di difendersi dalle accuse, nonché il dovere di comunicare al popolo quel che fa, e l’unico strumento di cui dispone per esercitare questo diritto-dovere è il podio presidenziale. Quanto al presidente siriano Bachar Al Assad, cui gli USA e l’Unione Europea hanno accecato le televisioni che trasmettevano all’estero, può difendersi dal bombardamento mediatico internazionale sfruttando le rare emittenti straniere che lo intervistano. Peccato che tali interviste siano condotte da giornalisti animati non già dall’obbligo deontologico di consentirgli di esprimersi, bensì dalla preoccupazione di provocarlo, di negargli la completa esposizione del suo punto di vista, di sedimentare nel lettore assunti fallaci. Come nel resoconto che sotto proponiamo.

 

DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 16 FEBBRAIO 2017:

• Bachar Al Assad intervistato dalle emittenti francesi Europe1 et TF1

di Bachar Al Assad
 

• Nella casa provvisoria del Signore

Gli affittuari del palazo dell’istituto di previdenza costretto a venderlo perché non ha più soldi hanno versato due euro al parroco per sedersi un paio d’ore nello stanzone che fa da chiesa in attesa sia edificata quella nuova...

 
 

 

L’ITALIA MEDIEVALE DEL TERZO MILLENNIO

In hoc signo perdis

Gli ex alpini invecchiano coprendo di cappelle, santelle e croci ogni cima, convinti che gli escursionisti vi ascendano per avvicinarsi a Dio; neppure un magistrato fedele allo Stato laico come Luigi Tosti è riuscito a scrostare i crocefissi dalle aule dei tribunali, che anzi ne hanno cacciato lui; ogni giorno le televisioni ci somministrano dosi di papismo e innalzano lodi ai miracolismi di qualche santuario; lo Stato paga insegnanti di religione cattolica persino negli asili… Insomma l’Italia laica è un’eccezione, anche se in passato ne vantò di virtuose, come le vittorie del divorzio e dell’aborto, peraltro ottenute a disdoro d’imperanti stili di vita estranei a ogni morale. Intanto in Francia, a pochi chilometri dalla Svizzera, un sindaco è costretto, da leggi e da magistrati autenticamente laici, a sfrattare una statua della Vergine, rea di occupare suolo pubblico…


ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE, EDIZIONE PER ABBONATI:

• Alta-Savoia, la Vergine della discordia

La laicità lo ha imposto: il Comune di Publier ha dovuto rimuovere una statua della Vergine collocata in un giardino pubblico.

di Lucie Soullier (inviata speciale a Publier, Alta-Savoia)

 

L’esame di Jasmine

Stasera ci sarà festa al campo. Perché oggi Jasmine, 16 anni, supererà l’esame finale, diventerà professionista. Dimostrerà di potercela fare da sola...

 
 

 

SIRIA

C’è la NATO a dirigere i terroristi che macellano la popolazione, ma tutt’i Paesi d’Europa, Italia compresa, fan finta di nulla

Si sta seppellendo nel dimenticatoio della Storia uno scandalo esploso il 16 dicembre scorso. In quel giorno l’esercito del presidente Bachar Al-Assad catturò, ad Aleppo Est, decine di ufficiali della NATO. Erano rintanati in un bunker, realizzato da Al Nusra (nome di Al Qaeda  in Siria), da dove coordinavano gli attacchi dei terroristi dell’IS contro i quartieri popolari della città. Lanciavano proietti d’ogni genere, anche quelli vietati dalla Convenzione di Ginevra, che bandisce i gas, più volte usati dai subordinati della NATO e poi attribuiti all’esercito siriano con la complicità di giornalisti proni. Il contingente più folto degli ufficiali catturati da Al-Assad era quello francese: 17. Benché questo arresto costituisca l’ennesima prova del coinvolgimento dei governi europei nell’aggressione terroristica a un Paese democratico che ha il solo torto di dissociarsi dalle guerre coloniali lanciate dagli USA, e benché abbia provocato l’immediata convocazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU, gli ufficiali-terroristi della NATO sono scomparsi dalle pagine dei giornali. Il che lascia prevedere la replica di quanto accadde il 20 febbraio 2012, quando una quarantina di ufficiali turchi e una ventina di ufficiali francesi, pure sorpresi a spalleggiare i terroristi in Siria, furono restituiti ai loro eserciti nazionali grazie all’intermediazione di Mikhaïl Fradkov (direttore dei servizi segreti russi), che li aveva consegnati all’ammiraglio Edouard Guillaud (capo di stato maggiore francese) alla frontiera con il Libano. La ragion di Stato ha ragioni che la ragione non conosce…

 

Il papà del campione

Dieci mesi prima che uno dei 26 tram modello Zagato, in servizio a Milano dal 2001 e costruito dalla canadese Bombardier, del peso a vuoto di 37, 9 tonnellate, saturo di 68 passeggeri a sedere e 194 in piedi...

 
 

 

GIUSTIZIA È SFATTA

Dal furto per bisogno all’esproprio proletario il passo è breve, signori della corte

Recita l’articolo 54 del codice penale: «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità». Cioè: se il tuo bambino malato ha bisogno di una medicina che il servizio sanitario non passa e non hai soldi per comprarla, hai il diritto-dovere di entrare in una farmacia e chiederla gratis al farmacista, e di rubargliela se non te la dà. Significa che se hai fame e non hai di che nutrirti perché non trovi un lavoro e non sai come procurarti cibo, e a maggior ragione se hai figli che implorano «papà ho fame», hai il diritto-dovere di entrare in un supermercato e di portarti via pane e formaggio. Significa che se il parlamento ha fatto leggi che consentono al tuo datore di lavoro di pagarti 800 euro al mese e che con questi soldi non trovi un alloggio per la tua famiglia, hai il diritto-dovere di occuparne uno sfitto. Significa che, sommando tutte queste ed altre violenze sociali che condannano te e una legione di poveracci nelle tue condizioni a far vita da ladro e occupante abusivo, siete tutti esposti alla tentazione ‒ Dio ve ne guardi! ‒ di cedere all’eversione e di prendervela con i farabutti che vi negano vita dignitosa e di battervi per una società che soddisfi i diritti primari di tutti…
Ed è proprio nel terrore che tutti voi disgraziati perdiate la pazienza e le staffe, che vi imbranchiate in qualche rivoluzione contro i riccastri, che i giudici a volte chiudono un occhio sulla microcriminalità dei disperati. Del resto non fanno fatica, abituati come sono a chiuderli spesso entrambi sulla grande criminalità della malapolitica e degli affari. Ed ecco che una corte di magistrati osa sfidare la disperazione degli oppressi e conferma la condanna di una donna a due mesi di carcere e a 400 euro di multa per tentato furto di sei tocchi di parmigiano. Lei si era difesa: «Avevo fame». Le hanno replicato i giudici, senza tema di metterlo per iscritto: «Potevi rivolgerti agli enti di assistenza dello Stato o alla Caritas». Una sentenza ch’è una manna. Non per la giustizia, ma per l’eversione… Indagine sulle lande di desolazione umana infiammabili alla rivolta.

 

 

Il bottiglione di vino

Mi chiamo Francesca, ho 25 anni, abito una valle verde di soldi e di Lega. Mio padre è operaio da straordinari obbligatori e da  malattie vietate, stipendio tutto compreso 1.100 euro, mamma è serva in una casa di signori...

 
 

 

DISINFORMAZIONE DI REGIME

«Ti lamenti del governo Gentilberluska? Consòlati pensando che agli americani è toccato Trump…»

Da anni i telegiornali del Minculpop antepongono la quotidianità degli Stati Uniti a quella italiana. Gli scopi sono plurimi: dirottare oltre Atlantico attenzione e voglia di rogo, nonché, dall’indomani della guerra civile scatenata dai poteri forti rappresentati da Hillary Clinton, per fare da cassa di risonanza alle veline dei ribelli, vogliosi d’assediare il neopresidente anche nelle relazioni estere. Così l’opinione pubblica del Belpaese, lungi dall’essere elevata a una visione internazionale ed equilibrata della politica, si ritrova gabbata e rintronata quanto quella degli Stati Uniti, con l’aggravante di perdere ulteriormente la bussola in casa propria. Ecco alcune prodezze dei politicanti nostrani e dei loro flabelliferi televisivi, tutti salmodianti invettive anti-Trump.

 

CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 14 FEBBRAIO 2017:

• Trump: business contro guerra

Thierry Meyssan ci esorta a osservare Donald Trump senza giudicarlo con i criteri usati dai suoi predecessori, ma sforzandoci di capire la logica che lo contraddistingue. E constata come il presidente degli Stati Uniti tenti di restaurare la pace e di rilanciare il commercio mondiale su nuove basi, totalmente diverse dall’attuale globalizzazione.

di Thierry Meyssan

 

Il loculo di Marta

Marta incassa pensione propria, d’impiegata, e quota di quella del marito, che fu medico di laute prebende. Mantiene agiatamente se stessa e la figlia Fiory, ultraquarantenne. Marta è preoccupata per il futuro della figlia, senza posto fisso...

 
 

 

SIMILIA SIMILIBUS

Gli italiani che vanno a regredire nel medioevo

Tra i ricchi imperversa la moda di comprar casa in Qatar, dove in estate la temperatura percepita sfiora i 50 gradi, dove non ci sono cittadini ma sudditi d’un monarca assoluto, dove l’86% dei due milioni e mezzo di abitanti sono proletari immigrati senza diritti e a volte costretti a lavoro forzato, dove la sharia sostituisce i codici, dove le adultere sono frustate all’osso, dove si buttano 500 milioni di dollari la settimana per ospitare il campionato mondiale di calcio 2022, baraonda di stadi e avventatezze architettoniche che grondano del sangue dei muratori… Ecco quel che le immobiliari e le agenzie viaggi tacciono e che né i turisti né gli acquirenti vogliono sapere.

 
 

 

IMPRENDITORIA IMMORALE O NEMESI?

Guadagnare istigando i pargoli dei ricchi a rimanere ignoranti

Un britannico ha fondato una società, Bonnenote, che fa i compiti a casa al posto degli studenti. Tariffe: 7 euro a pagina, cioè un totale giornaliero stimato in 60 euro. Convinto che gli svogliati con carta di credito gonfia siano legione ovunque, il callido è già sbarcato in Francia e fra sei mesi prevede di approdare  in Italia. Dove però scoprirà che gli italiani, quando si tratta di guazzare nel deplorevole, non sono secondi a nessuno. Ecco una disamina dello stuolo di furbastri che ingrassano sui fallimenti degli educatori…

 

CORRELATO, DAL QUOTIDIANO FRANCESE LES ECHOS DEL 10 FEBBRAIO 2017:

L’école confrontée à l’ubérisation des devoirs à la maison

par Marie-Christine Corbier

Une start-up lance pour la première fois en France un service d’aide à la rédaction des devoirs inspiré d’Uber. Le nouvel acteur vise aussi les cours en ligne.

 
 

 

ECONOMIA DEI TRASPORTI

In Europa il Pericolo Giallo sono i portacontainer sussidiati dallo Stato cinese

In un contesto di crisi generalizzata dal crollo delle spedizioni che ha schiacciato i noli anche da 20 mila a 5 mila dollari al giorno, fanno concorrenza alle compagnie di navigazione europee, decimate dai fallimenti. Il naufragio di alcuni operatori ha tirato a fondo anche le banche, che, essendo pubbliche o reputate «infallibili in nome dell’interesse collettivo», vengono soccorse dallo Stato… esattamente come in Cina. E mentre i privati pubblicizzano le perdite – senza intaccare i privatissimi profitti passati e futuri – puntano su una ripresa reputata imminente e commissionano nuove, gigantesche portacontainer… ai cantieri dell’Estremo Oriente, assai a buonmercato perché foraggiati dallo Stato. Analisi di un circolo vizioso globale dove i capitalisti, siano Doc o in casacca comunista, non perdono mai mentre i lavoratori subordinati ci rimettono sempre.


DA LE MONDE (EDIZIONE ABBONATI) DELL11 FEBBRAIO 2017:

Nel porto di Amburgo i marittimi si disilludono

La crisi che colpisce il trasporto marittimo mette in pericolo gli armatori tedeschi. Il moltiplicarsi dei fallimenti e delle insolvenze minaccia ora le banche.

di Cécile Boutelet

 
 

 

MEDIA EUROPEI

Le emittenti televisive sono degenerate a ripetitori e i giornali a fotocopie

Le campagne di stampa lanciate contro Donald Trump e gli altri politici che minacciano i Poteri Forti globalizzati confermano la subordinazione di editori e giornalisti a una sapiente regia ecumenica. Ma a far inorridire i probi dinanzi al rogo dei moderni eretici non sono i Torquemada occulti né i boia, bensì il popolino che acriticamente se ne riscalda.


ARTICOLO CORRELATO, DA R ÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO:

Chi utilizza la stampa e la giustizia contro Trump e Fillon?

Come non essere colpiti dalla somiglianza fra la campagna che vuole distruggere Trump e quella che prende di mira Fillon? Come non ravvisare che questi due uomini, con personalità e ideologie molto diverse, rappresentano una minaccia per i medesimi interessi?

di Thierry Meyssan

 

 

L’editore di Lisetta

Lisetta ci ha messo quasi dieci’anni, tra prima stesura e infinite revisioni, a far rilegare un manoscritto di 400 fogli a facciata unica, dunque di 200 pagine

 
 

 

DIRITTO E ROVESCIO DEL LAVORO

Aspettando Spartacus

Le legislazioni dei Paesi europei si allineano tendenzialmente a quella degli Stati Uniti: lavoratori non più arruolabili stabilmente ma affittabili. La manodopera interinale non può rivendicare diritti né ammalarsi né protestare né fare attività sindacale, pena il licenziamento, camuffato dal mancato rinnovo del contratto d’affitto. Questi moderni schiavi, colpevoli d’essersi lasciati svendere da sindacati in gran parte disertati e da politici eppur sempre votati, sono degenerati a massa plasmabile a piacere, paga di una subordinazione reputata una pacchia a cospetto della disoccupazione. Anche nella grande industria lo stuolo degli affittati raggiunge l’80% dei dipendenti, come nello stabilimento Renault-Nissan di Flins, vicino Parigi, di cui sotto viene riferito. Analisi di una classe sociale ove finalmente spuntano fomiti di rivolta che potrebbe evolvere in programma politico.


ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE (PER ABBONATI) DEL 9 FEBBRAIO 2017:

La Grande trasformazione di Renault-Flins, ora diventata fabbrica Nissan

Il sito industriale della regione parigina produrrà prevalentemente Nissan Micra. È una prima assoluta nella storia della Renault.

di Éric Béziat (Flins Yvelines, inviato speciale)

 

Mal di cuore

Filippo va dal medico della mutua. Dolori al petto, gli dice, mi manca il fiato al minimo sforzo, l’ultima volta che ho alzato un cartone di bottiglie sullo scaffale del magazzino sono stato male per oltre un’ora. Devi andare dal cardiologo, gli prescrive il medico...

 
 

 

MAGISTRATI D’ASSALTO, ULTIMA RISORSA DELLE DEMOCRAZIE AL COLLASSO

Ecco perché i giudici issano al rogo mediatico persone che, sino a prova contraria, sono da ritenersi innocenti  
 
Laura Codruța Kövesi, eroina della Manipulite rumena, esibisce indiziati e imputati ai fotografi calamitati dinanzi al suo ufficio. La berlina mediatica è la peggior pena inflitta a un questuante consensi, giacché gliene preclude. Ed è cilicio prematuro e perciò iniquo, essendo la presunzione d’innocenza pilastro irrinunciabile d’ogni civiltà giuridica. Dunque: dare in pasto i sospetti al branco dei paparazzi, pretestando dovere di cronaca, stride con i fondamenti della convivenza etica. Ma allora perché la signora Laura e tutt’i Di Pietro vi si abbandonano? Risposta: per disperazione. Spieghiamo: quando un giudice inquisisce politici disonesti, implicitamente tira le orecchie al popolo che li ha eletti. Se il popolo non coglie il monito e non caccia i politici bricconi, o peggio li rielegge, ne diventa complice, giusta lode al broccardo per cui ruba sia il ladro sia chi lo para. Nell’impossibilità di identificare per nome e cognome i mandanti della classe politica corrotta e dunque di chiamarli a correi, né potendo surrogarli nella sovranità elettorale, giusto tributo al principio della divisione dei poteri, e neppure rassegnandosi ad assistere inerme all’abdicazione del popolo sovrano, il giudice non può far altro che persistere a punzecchiarlo con gli unici stimoli idonei a scuotere le masse: lo spettacolo dell’autodafé. Chissà che, a forza di tifare per boia che arrostiscono politici rei, le masse non smettano di eleggerne! Analisi dell’infondatezza di tale speranza…

 
 

LA SUB-ITALIA CHE VOTA BERLUSKA E BERLUSKLONI

Dieci milioni di allocchi davanti alla tivù  

Come eterni fanciulli, gongolano al ritmo di canzonette e alle sfilate di marionette umane nella cui inconsistenza morale specchiano aspirazioni di ricchezza e sogni goderecci. Costituiscono la maggioranza del popolo sovrano. Libero di scegliere la diserzione dall’impegno civile e indifferente ai drammi sociali e al saccheggio dello Stato da parte di mandatari eletti con il raziocinio e la consapevolezza di bimbi. Dall’ignoranza e dal degrado morale all’azione il passo è lineare: negli anni Sessanta a Manerbio, nel Bresciano, una fanciulla di cinquant’anni si fece espellere dal seggio elettorale: esigeva di votare per John Kennedy, «perché ha una faccia tanto simpatica». Oggi a Carrara un infante di 31 anni fonda il partito Lista Trump per candidarsi a sindaco. Promette di cingere la città di mura per escludere gl’immigrati e altre repliche del governo americano. Nessuno chiama la neurodeliri. I sovrani d’Italia hanno sprecato mezzo secolo a vieppiù obnubilarsi e mandare in vacca la democrazia.

 

Tombe condominiali

Apprendo dal portiere che a pochi metri dal mio letto, nell’appartamento a fianco, è morta una madre di due figli. È successo due notti fa. Abitava qui da due anni, nell’alloggio che fu di un pensionato, deceduto di malattia senza che lo venissi a sapere, e con il quale, lungo quasi vent’anni, ho avuto rare occasioni di scambiare fuggevoli buongiorno e buonasera.
Avevo incontrato la donna e i figli qualche volta, in ascensore. Buongiorno, buonasera.
Settimane addietro, nell’interrato dei garage, un manutentore con le chiavi in mano mi ha chiesto quale fosse quello dell’architetto. Ignoravo che nel mio palazzo, fitto di 52 celle condominiali, abitasse un architetto. Né potevo saperlo: la bottoniera del citofono allinea pochi cognomi, nudi, senza prenome né qualifica professionale o titolo accademico; sugli altri bottoni soltanto numeri, a tutela di identità riservatissime. Il manutentore mi spiega trattarsi dell’architetto Tal dei Tali, «quello che ha adottato una bambina egiziana e la cui moglie è improvvisamente venuta a mancare l’estate scorsa…». Ovviamente ignoravo anche questo, dell’architetto. Ma come fa, un manutentore, che vedo per la prima volta e suppongo di passaggio, ad avere quel minimo di dimestichezza vicinale a noi negata? Diamine, un condominio non è la provincia di François Mauriac, non può essere un deserto senza solitudine! Questo palazzo di otto piani e quattro scale è la giustapposizione di focolari, si pulsa a muri appiccicati, se il mio contiguo di pianerottolo tiene la tivù troppo alta non riesco a concentrarmi nello studio che confina con il suo soggiorno, non possiamo essere completamenti sordi ai nostri rispettivi palpiti di umanità! Vero che in una metropoli i vicini non possono essere elevati a primi parenti, come accadeva nei villaggi atavici, ma in queste celle bunkerate la penuria di calore umano ci opprime d’algore letale…

 
 

 

ITALIA-ROMANIA

I giovani pescatori di gaglioffi sul Dambovita e quelli decrepiti sui Navigli

Prima di affidare la rinascita morale e politica del loro Paese, malato di indifferenza sociale e di corruzione, alla signora Laura Codruta Kövesi, emula di Antonio Di Pietro,  i rumeni dovrebbero informarsi sulla miseranda vacuità delle inchieste nostrane su Tangentopoli. Forse eviterebbero di ricalcare le ingenuità e le delusioni patite da italiani onesti ma che, riluttando all’impegno politico, lo delegarono a Mani Pulite, così lavandosi le loro. Ecco come l’ondata giustizialista sollevata a Milano da un pugno di magistrati condusse, con la loro (in)consapevole complicità, a un golpe dal quale non ci siamo ancora riscattati.


CORRELATO, DA LE MONDE ODIERNO (EDIZIONE ABBONATI)

In Romania una mobilitazione senza precedenti contro la corruzione

L’attivismo della procura per la lotta alla corruzione ha generato aspettative enormi, di cui le manifestazioni gigantesche degli ultimi giorni sono espressione.

di Mirel Bran, corrispondente da Bucarest, e Jean-Baptiste Chastand

 
 

 

 

STATI UNITI

Le democrazie dei Poteri Forti e dei Grandi Elettori

La campagna di stampa contro Trump sottende una battaglia tra i Grandi Elettori per la redistribuzione dei poteri e dunque delle ricchezze tra le dinastie che da sempre governano il Paese in nome del popolo. Il conflitto si connota di guerra civile ‒ allo stadio verboso-giudiziario, per ora ‒ e, in un contesto globalizzato, spinge i contestatori dell’esito elettorale ad arruolare alleati in tutto il mondo, nella convinzione che l’indebolimento mediatico di Trump nelle relazioni internazionali propizi il suo siluramento. E in Italia…


CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO:

L’avversione contro Donald Trump non è che propaganda di guerra

I nostri precedenti articoli sul presidente Donald Trump hanno suscitato vive reazioni nei nostri lettori, che si chiedono le ragioni per cui Thierry Meyssan dia prova di tanta ingenuità, malgrado gli ammonimenti della stampa internazionale e l’accumularsi di segnali negativi. Ecco la sua risposta, argomentata come d’abitudine.

di Thierry Meyssan

 
 

 

L’ITALIA IN BALIA DEGLI SCIACALLI SANITARI

Dieci milioni di malati da spremere

Tanti sono gli italiani afflitti da patologie, da quelle croniche e invalidanti a quelle guaribili ma che, poco o punto curate, negano un’esistenza normale. Le cure ricevute sono spesso proporzionate alla capacità di acquistare farmaci costosi e di pagare onorari a terapeuti privati in gran parte incapaci e quasi tutti cariati da sommo o esclusivo interesse per il denaro del paziente. La domanda inappagata di guarigione, o quantomeno di lenimento e di assistenza, è la prima emergenza nazionale. Eppure i politicanti, lungi dal soddisfarla, la negligono e peggio la enfiano tagliando risorse alla sanità pubblica e propiziando i crimini sociali di quella privata.

 
 

 

MEDIA

Giornali senza più giornalisti (umani)

Per ridurre i costi e produrre un’informazione più performante, precisa e politicamente controllata, gli editori sostituiscono i redattori con macchine, cioè con robot, oppure con cyborg, cioè con una sintesi uomo-macchina. Questi nuovi scriventi possono elaborare quantità sovrumane di dati, redigere articoli alla velocità della luce in tutte le lingue e rispondere a ogni richiesta di informazione da parte degli abbonati. I primi esperimenti risalgono al 2001, condotti dall’agenzia Reuters. Oggi le agenzie mondiali diffondono quotidianamente oltre ottomila articoli automatizzati. E domani…

 
 

 

L’ITALIA, LA SIRIA E GLI ALTRI

Esterofilia, malattia senile dell’internazionalismo

La Federazione degli Entusiasti è sodalizio trasversale a tutt’i partiti di sinistra, diffuso nei Paesi mediterranei, soprattutto in Italia, ove politicanti senza seguito e incapaci d’iniziative di resistenze al capitalismo in patria s’infiammano a quelle che stravedono oltre frontiera. È successo per la Grecia con Syriza, il partito sedicente rivoluzionario utilizzato dall’oligarchia per prostituire ancor più il Paese ai diktat della UE, impoverendo le masse, eppure acclamato dai comunisti italiani al punto che Rifondazione continua a vendere sul proprio sito la bandiera greca, esortandone l’esposizione sui balconi italiani. E ora succede in Siria, dove l’arrivo sul proscenio bellico della Russia induce gli entusiasti nostrani a vederla come restauratrice del legittimo governo di al-Assad, iscritto nella lista dei buoni per demerito dei cattivi. Benemerenza liberatrice viene estesa a Trump, beneficiario della regola machiavellica per cui “il nemico del nemico è un amico”: cioè: Trump è bene perché avversa la coppia Clinton-Obama, che è male in quanto autrice dell’invasione siriana. Ed ecco che il Partito degli Entusiasti scopre (scoprirà, si spera) che l’amico Trump è tutt’altro che nemico del nemico: il suo progetto di smembramento in quattro zone della Siria, di cui una da attribuire alla Russia, è peggiore di quello del suo predecessore. Eppure i sinistri italici…


ARTICOLO SEGNALATO, DA AL BINAA (LIBANO) DEL 20 FEBBRAIO 2017, TRADOTTO PER MONDIALISATION.CA DEL GIORNO SUCCESSIVO :

• Les « zones sécurisées » de Trump ou le nouveau plan de partition de la Syrie

par Amin Hoteit

 
 

 

UE-CINA

«Aiuto! I Gialli c’invadono!»

L’allarme viene dai giornali tedeschi usi a suscitare emozioni popolari e a riscuotere valsente: grida al «preoccupante acquisto», nel 2016, di 170 aziende europee (di cui 34 tedesche) da parte di multinazionali cinesi. Ma sono briciole, a cospetto delle 8.000 aziende allemanne che si sono installate in Cina, dove fanno affari per  60 miliardi di euro, contro gli 8 totalizzati dai cinesi in Germania. Analisi di un interscambio che, se indubbiamente trasferisce know-how a Pechino, compensa ampiamente il Vecchio Continente. Quanto all’Italia…

 
 

 

DAL BLOG DELL’AUTORE

La signora Sophie Portier e il processo che si terrà il 7  giugno 2017 per quanto ho affermato a Teheran nel... dicembre 2006!

di Robert Faurisson

 
 


TOGO

L’erede del dittatore investe sul candidato alla presidenza francese

Un quotidiano locale accusa il presidente Faure Gnassingbé di aver donato a Manuel Valls oltre sette milioni e mezzo di euro per la sua campagna elettorale. Una cifra cospicua anche in Francia, ma eccelsa nel Paese africano tra i più poveri del mondo, piagato per secoli da colonialismo feroce che esordì con la tratta degli schiavi e continuò sotto diverse bandiere forestiere, l’ultima quella francese, che vi sventolò sino agli anni Sessanta del secolo scorso. La fine del colonialismo non portò nulla di buono perché i servi degli ex colonialisti ne presero presto il posto. Nel 1963 Eyadéma Gnassigbé fece il primo colpo di Stato. A gennaio 1967 lo bissò e il 14 aprile si installò alla presidenza. Vi rimase per 38 anni, sino al 2005, quando lasciò lo scranno al figlio Faure, che l’anno scorso ha appunto riempito di soldi Valls, all’epoca primo ministro francese. Chissà se il beneficiato proverà mai rimorso per aver accettato tanto denaro ‒ se è vero che lo accettato ‒ dal capo di un popolo che vive al 33% sotto la soglia di povertà, che al 75% malcampa di un’agricoltura condotta con strumenti primordiali, che ha un reddito medio annuo di 300 euro, che deve pagare ogni briciolo di assistenza sanitaria, dal medico alle medicine, e i cui bambini, in un caso su tre, non possono neppure andare alle elementari… Sguardo su un popolo che l’indipendenza politica e la democrazia hanno lasciato nella polvere.


CORRELATO, DA LE TEMPS (TOGO) DEL 17 GENNAIO 2017:

• Manuel Valls e la valigetta della françafrique

 
 

 

IL MANUALE DEL PERFETTO COLPO DI STATO È SCRITTO IN ITALIANO

Hillary, se vuoi riuscire nel golpe vieni a scuola da Berluska

Nel 1994 il magnate televisivo italiano, legalmente incandidabile alle elezioni, strinse un patto scellerato con tutt’i partiti, compresi quelli estremi, associandoli in un colpo di Stato  basato sul consociativismo mediatico: garantì a ogni congiurato una porzione di visibilità sulle proprie reti private (e su quelle pubbliche che avrebbe gestito una volta al governo) in cambio dell’apostasia della Costituzione, che vieta appunto ai titolari di concessioni pubbliche, a maggior ragione televisive, di entrare in parlamento. Il patto funziona a tutt’oggi, perché i rari che ne sono esclusi, disarmati dei media, non hanno forza di denunciarlo. Per contro, la lobby statunitense ostile a quella che ha fatto eleggere Trump, e con il quale potrebbe benissimo trovare un compromesso politico-affaristico all’italiana, appunto, vuole un golpe non condiviso, stile 11 settembre 2001. Fallito quello pianificato il giorno dell’insediamento, quando bastò l’irruzione televisiva di un plotone di generali alle spalle di Trump, in evidente atteggiamento di sostegno al neopresidente, a dissuadere i congiurati, ora questi hanno tre opzioni: la prima è quella della cosiddetta Casa Nera, sorta di alternativa semiclandestina alla Casa Bianca, mirante a coordinare il boicottaggio delle iniziative, interne e internazionali, del neopresidente; la seconda è il ricorso alla rivoluzione colorata interna, sulla falsariga di quelle utilizzate all’estero, quasi sempre con successo, dalla banda Clinton-Obama; la terza è il prepensionamento funereo alla John Kennedy.
Analisi e prospettive della Seconda guerra civile americana, la prima nella quale il popolo ha ruolo meno che di comparsa: di spettatore passivo, cui è consentito capire poco o nulla e che del resto non fa soverchi sforzi per capire alcunché.


CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 24 GENNAIO 2016:

• Trump: un 11 settembre basta e avanza!

di Thierry Meyssan

 
 

 

TAV TORINO-LIONE

Quanti voti rende la condiscendenza verso gli ecologisti fasulli?

Dopo 27 anni di tentennamenti e sfruttamento populista dei No-TAV, a fine anno s’inizierà (forse) a costruire una banale galleria. Tanto traccheggiare ha gonfiato i costi di un’opera ecologica che ‒ al netto delle patologiche incrostazioni malapartitiche ‒ è di per sé socialmente progressista e ovvia perché destinata a liberare le strade da filastrocche di camion e auto, così riducendo l’inquinamento e gli oneri e i tempi del trasporto di persone e di merci. Ma, al di qua e al di là delle Alpi, stuoli di politicanti irresponsabili e di industriali passatisti hanno trovato e continuano a trovare tornaconto nell’alimentare un movimento di contestazione irrazionale, ignorante e antidemocratico sino alla violenza. Eppure, per quanto inconsistenti e contraddittorie, le argomentazioni dei No-TAV (di cui sotto proponiamo una scampolo di parte francese), continuano a corrompere mandatari popolari in disperata questua di consensi. Ecco una rassegna dei personalissimi e a volte inconfessabili interessi che alimentano l’ostracismo di grillini e Sinistra Italiana alla TAV, stoltamente contrappuntato da indifferenza verso la costruzione di sempre nuove autostrade.

 

CORRELATO, DAL SETTIMANALE FRANCESE MARIANNE DEL 23 GENNAIO 2017 :

TAV Lione-Torino: ecco perché non ha senso

Ci sono voluti cinque anni per smontare una a una le dimostrazioni semplicistiche che servono a mascherare la disinformazione e le menzogne di Stato…

di Daniel Ibanez

 
 

 

CHI SONO E COSA COMBINANO I NOVELLI CASCHI BIANCHI

Caschi Falsi d’Italia

Sono disoccupati arruolati da sodalizi religiosi per fare i volontari retribuiti nell’Oltremare vessato dal colonialismo NATO. La loro missione, sempre proclamata umanitaria, consiste nel fotografare e filmare accurate messinscene in cui le vittime dei colonialisti appaiono come terroristi, mentre i terroristi autentici sono presentati come vittime. Allo scopo di rendere più verosimili le inversioni di ruoli, accade che i volontari eccedano e, calzando i panni dei terroristi, ne commettano i crimini. Immagini e filmati così prodotti sono presi per autentici da televisioni e giornali atlantisti, col risultato che il grosso della pubblica opinione condivide le guerre coloniali, equiparandole alle sante crociate dei secoli bui. Ecco una lista delle strutture cattoliche che collaborano alla spaccio di questa manipolazione mediatica.


CORRELATO, DA STRETEDIPLO DEL 23 GENNAIO 2017:

E la Russia li denuncia all’ONU

 
 

 

MEDICI PRIVATI

Noi li manteniamo fino alla laurea, poi loro ci taglieggiano con parcelle malandrine

Addottorare un terapeuta costa allo Stato almeno 50 mila euro l’anno. Moltiplicato per sei anni di università totalizza 300 mila euro. Decenza vorrebbe che questa gente, che tanto ha beneficiato delle casse pubbliche, si sdebitasse contentandosi, almeno per qualche anno, dello stipendio della sanità pubblica, cioè rinunciasse a farsi pagare anche dai malati. Invece l’esosità, spesso declinata in prescrizioni e interventi ipercostosi e inutili quando non dannosi, fa premio su un minimo di riconoscenza sociale e deontologia professionale. Né vale l’esimente per cui il paziente è spesso peggiore di loro.
Indagine su un mestiere punteggiato da gente preparata, coscienziosa, e qualche volta generosa sino all’eroismo, ma folto anche di cialtroni che ammorbano d’ignoranza, incompetenza e palanchismo l’intera filiera sanitaria.

 
 

 

IL RADUNO DELLE DESTRE EUROPEE A COBLENZA

Spauracchi di salvataggio del capitale

Quando i veri padroni dello Stato sono insoddisfatti del cavallo che offre sella al governo, lo sostituiscono. Per quanto sostanzialmente fasulla, giacché espropriatrice della sovranità popolare a vantaggio delle oligarchie, non v’è democrazia che possa prescindere da un minimo di consenso popolare, pena doversi sobbarcare gli enormi costi dell’autoritarismo. Esasperati dall’invasione di folle d’immigrati che hanno catalizzato impoverimento di masse, smantellamento di servizi sociali e di diritti, nonché disoccupazione, i popoli europei minacciano di assaltare il Palazzo. Ne vengono dirottati dall’AFD, dal Front National e da similari sigle, leste ad adottare lo sloganismo dei cavalli che si candidano alla soma: votate noi, saremo governanti migliori, vi restituiremo lavoro, servizi sociali coi fiocchi, serenità ambientale. I padroni dello Stato colgono la palla al balzo e inducono i loro attuali cavalli a minacciare gli elettori: vedete cosa sta generando la vostra fobia verso gli immigrati e la vostra utopia di un’economia senza crisi? State risvegliando i fantasmi del passato: il fascismo è alle porte!
Se la minaccia funziona, bene, i sudditi riottosi rientrano nei ranghi: sempre meglio un presente in brache di tela che un futuro corrusco di falò appiccati da camice brune. Se va male, i padroni mercanteggiano con i nuovi cavalli il prezzo della sottomissione al basto.
Ecco gli scenari dell’annunciata rivoluzione gattopardesca innescata da Frauke Petry e cordata…

 

CORRELATO, DA LE MONDE, EDIZIONE PER ABBONATI

Le élite sconfitte dalle persone ordinarie

Le difficoltà delle classi popolari di fronte alla mondializzazione sono state a lungo sottaciute dall’establishment liberale. Questa l’analisi del filosofo conservatore inglese.

di Roger Scruton

 
 

 

POLITICA MONETARIA

Prove generali di svalutazione dell’euro

È uno scenario perseguito dalla lobby speculativo-finanziaria in combutta con i governi europei più indebitati. L’obiettivo è triplice: disinnescare il potenziale d’insolvenza, e dunque eversivo, rappresentato dall’abnorme indebitamento della media e piccola borghesia; secondo, impedire al debito pubblico di tracimare oltre il livello di bancarotta statale; terzo, realizzare la più colossale e criminale rapina ai danni dei pensionati, dei lavoratori a reddito fisso e di quanti, non allertati dall’accoppiata malavitosa, non fanno in tempo a trasformare gli euro in valute stabili o in beni-rifugio. Il colpaccio è propiziato dalle campagne di stampa sul collasso dei conti pubblici e dai venti di svalutazione del dollaro. Ecco come, partendo dall’analisi della crescente propensione delle famiglie a comprare a rate e a ricorrere al credito al consumo, e poi esaminando la selva sempre più fitta di enfiagioni borsistiche, si perviene a implosioni sociali che, ci fosse un partito comunista autentico, condurrebbero alla rivoluzione.

 
 

 

LE IRRAZIONALI E LIBERTICIDE SENTENZE DELLE SUPREME CORTI EUROPEE

Sei libero di ereticare, purché quasi nessuno ti dia retta

Il 17 gennaio i togati di Karlsruhe hanno respinto la richiesta del Bundesrat di mettere al bando l’NPD, partito di estrema destra, motivando che ogni progetto eversivo incapace di riscuotere consensi adeguati non può essere considerato una minaccia all’ordine costituito. Insomma l’NPD, con i suoi seimila iscritti e poco più dell’1% dei voti, è talmente marginale da consentire ai giudici di sfoggiare tolleranza democratica. Per converso, nel 1956 la Corte costituzionale tedesca aveva messo fuori legge il partito comunista (KPD), condannandone i dirigenti a molti anni di galera e al sequestro dei beni personali. Eppure erano comunisti che avevano subito la persecuzione dei nazisti e che dopo questa sentenza persero il lavoro e non ne ritrovarono più. Analogo fu, nel 1998, l’orientamento della Corte di Strasburgo, che legittimò il golpe con cui i militari turchi sfrattarono dal governo il  Refah Partisi, elettoralmente vincitore ma loro sgradito. Sono orientamenti che subordinano la libertà di tutti al tornaconto delle oligarchie al potere, dunque criteri estranei al diritto. Eppure imperanti in tutti gli Stati ‒ dall’Algeria agli Stati Uniti ‒ dove le cose che conviene fare hanno la meglio su quelle che è giusto fare. Analisi e commento.  

 
 

ECONOMIA MONETARIA

Dovremo pagare alla banca la custodia del nostro denaro

L’ondata di messa fuori legge delle banconote di grosso taglio, che in India s’è tradotta in una rapina statale ai ceti poveri, si estenderà a ogni biglietto di pagamento e sommergerà tutto il mondo, inclusi i Paesi sedicenti comunisti. L’imposizione della  valuta elettronica come unico mezzo di transazione, obbligando tutti i cittadini ad aprire un conto corrente, viene presentata come strumentale alla lotta contro i capitali di provenienza criminale. In realtà è soprattutto un espediente per consentire alle banche di rapinare legalmente i correntisti loro praticando interessi negativi, così ribaltando il rapporto con i clienti: saranno costoro a sborsare interessi sui loro depositi! La trama di questo progetto giugulatorio viene tessuta da anni dai membri d’un sodalizio internazionale di stampo massonico basato a circa mezzo chilometro dalla Casa Bianca, braccio finanziario del capitalismo ecumenico, contro il quale non si erge neppure la Cina, perché ne fa parte. Ecco come opera e quali sconvolgimenti sociali provoca.

 
 

SIRIA

Senza il soccorrevole, ancorché interessato, intervento della Russia, gli USA vi avrebbero replicato il genocidio vietnamita, indi l’avrebbero fatta a pezzi da distribuire ai loro alleati

Le (in)caute rivelazioni del segretario di Stato americano sulla strategia di colonizzazione del Medioriente sono indubbiamente un episodio della virtuale guerra civile in corso a Washington. Ma, come cascame produttivo, ci denudano i retroscena di un’offensiva coloniale di annientamento nella quale si sono lasciati irretire gli Stati europei più proni agli Stati Uniti. Compresa, nel suo infimo e dunque di sguincio, anche l’Italia...

 

ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 17 GENNAIO 2017:

Le confessioni del criminale John Kerry

di Thierry Meyssan

 
 

 

LA MAGISTRATURA ACCUSA TRE CARABINIERI DI OMICIDIO PRETERINTENZIONALE

Della vicenda di Stefano Cucchi forse ammazzato dai gendarmi sappiamo tutto. Delle altre, ordinarie violenze sui detenuti, quasi nulla

I cronisti di nera e giudiziaria sono testimoni privilegiati nonché vigilanti professionalmente preposti a scovare, osservare e informarne la pubblica opinione d’ogni incrinatura nell’impalcatura garantista su cui si regge il godimento dei diritti civili. Il giornalista che assiste a un pestaggio da parte del braccio armato dello Stato, o ne viene comunque a conoscenza, ha il dovere di riferirne. Ma la stampa nostrana è arida di giornalisti di vaglia; ridonda invece di amanuensi e replicanti, proni a ogni mostrina del Potere, sordi e ciechi e afasici ogni volta che gli fa comodo, tesi ad accaparrarsi pingue pagnotta, abiurando impegno deontologico. Il calvario di Stefano Cucchi, che i magistrati sospettano ammazzato di botte dagli statali che l’arrestarono e venuto alla ribalta mediatica grazie esclusivamente alla pervicacia della sorella Ilaria, è l’eccezione alla regola: il Quarto Potere contribuisce alla degenerazione barbarica che contagia gran parte degli altri tre. Ecco i casi più ricorrenti dei quotidiani colpevoli silenzi imputabili a scribacchini e teleblablà.

 
 

 

DISEQUILIBRIO DEL TERRORE E PROPAGANDA

Per la stampa filoamericana è normale che gli USA piazzino bombe nucleari a poche decine di chilometri dalla Cina. Mentre si allarma se la Cina ne installa ai propri confini

Il contenzioso sul Mar Cinese Meridionale, dove il naviglio da guerra statunitense spadroneggia da sempre e dove Pechino rivendica il dominio sulle isole che gli appartengono ‒ premessa del diritto all’autodifesa efficace ‒ è presentato all’opinione pubblica occidentale come la pretesa della repubblica cinese a conquistare il mondo. Eppure, contabilità militare alla mano, i missili made in USA assediano le democrazie dell’Estremo Oriente allo stesso modo in cui accerchiano la Russia in Europa, con una preponderanza, in termini di potenziale distruttivo, di 3 a 1. Ma per i sudditi dell’Occidente, acalculici oltre che colpevolmente distratti, non contano né i numeri né i fatti, bensì le emozioni generate da un apparato mediatico che rari cittadini, dotati di autonomia critica,  ardiscono contrastare.

 

ARTICOLI CORRELATI, DA LE MONDE (ABBONATI) DEL 15 GENNAIO 2017:

Mar della Cina, pescatori-soldati al servizio di Pechino

Vezzeggiati da Pechino, onorati nel 2013 da una visita del presidente Xi Jinping, l’isola di Hainan e i suoi pescatori sono una pedina importante nella strategia cinese per il controllo degli arcipelaghi di Paracel e Spratleys.

di Brice Pedroletti

Una base “segreta” di sottomarini nella baia di Yalong

 
 

L’ITALIA DELLA DISPERAZIONE E DEL MALAFFARE

Dilaga il mendicantato

Il fenomeno ha due propellenti distinti. Il primo è la povertà crescente: si enfiano le schiere di senza-reddito e senza-patrimonio ereditato, nonché di esclusi da ogni consesso solidaristico, che sono costrette a umiliarsi tendendo la mano a sconosciuti per raggranellare di che sopravvivere. Ma la quota preponderante di questuanti è formata da bande assiemate o quantomeno dirette dalla criminalità organizzata. Questi mendici, territorialmente e gerarchicamente inquadrati, pagati a percentuale, sono indotti dai protettori a esplorare nuove forme di questua ‒ con scorribande in ambiti un tempo loro preclusi, come i negozi, i supermercati e gli ingressi condominiali ‒ nonché a praticare forme inedite di condizionamento psicologico del questuato, che sconfinano nella minaccia implicita di aggressione o di rappresaglia. Indagine in alcune città-campione della Lombardia.

 
 

 

GUERRE COLONIALI

Nel 2016 gli USA hanno sganciato 26.171 bombe su sette Paesi

Nel 2014 erano state 23.144. Le vittime sono: Siria (12.192 ordigni), Iraq (12.095), Afghanistan (1.337), Libia (496), Yemen (34), Somalia (12), Pakistan (3).

 
 

 

EX-JUGOSLAVIA

«Il Kosovo è Serbia»

Questa scritta su un treno partito da Belgrado e diretto nella regione kosovara ha scatenato oggi le ire dei separatisti e indotto il governatore a mandare blindati e polizia in assetto di guerra a bloccare il convoglio, peraltro prudenzialmente fatto rientrare nella capitale dal capo del governo. A nove anni dall’invasione del Kosovo da parte della NATO, che bombardò la popolazione anche con proiettili all’uranio impoverito (che continuano a uccidere di cancro), le truppe di occupazione non sono ancora riuscite a mutilare la Serbia di una regione che gli Stati Uniti ambiscono trasformare in Stato-fantoccio allo scopo di meglio proteggervi la base militare di Bondsteel, il più grande avamposto americano in Europa. Ecco una cronologia aggiornata dei crimini commessi in Kosovo da truppe coloniali partecipate anche dall’Italia e dai loro mercenari dell’UCK, rei, fra il tant’altro, di aver sventrato almeno 500 prigionieri (serbi, zingari e albanesi) allo scopo di commerciarne gli organi. Trapiantati in pazienti di molti Paesi mediterranei…

 
 

 

GUERRA ECONOMICA

Le imprese italiane che tifano per Trump

Le sanzioni volute dagli USA contro la Russia innescarono ritorsioni che hanno danneggiato, fra gli altri Paesi esportatori verso l’Est, anche l’Italia. Viaggio tra i lavoratori che, virtualmente licenziati dalla pretenziosa offensiva contro il governo Putin, ora sperano nel neopresidente americano ‒ che ha annunciato la fine del boicottaggio antirusso ‒ per riprendersi il salario.

 
 

 

ECONOMIA DEI TRASPORTI

Nono anno di crisi per i portacontainer

Partendo dai presupposti sbagliati secondo cui la quota delle merci che viaggiano via mare (ora del 70%) sarebbe aumentata a ritmi sostenuti e che le navi giganti avrebbero incrementato i profitti, le compagnie di navigazione si sono indebitate per accaparrarsi scafi capaci di esasperare i risparmi di scala, con portate di 20 mila TEU e oltre.  Ma la domanda è rimasta fiacca, in armonia con le predizioni degli analisti (massime il Baltic Dry Index), e i noli restano sotto la linea di galleggiamento contabile, asfissiando fondi d’investimento e banche. Risultato: centinaia di bastimenti medio-piccoli avviati alla demolizione; molti container restano a terra, inutilizzati, e quelli che s’imbarcano viaggiano quasi a sbafo. Indagine su un comparto mercantile che declina al meglio la riluttanza alla pianificazione dello sviluppo e alla concertazione tra operatori propria della selvaggia globalizzazione capitalista, dove peraltro svolgono ruolo di primedonne società statali che si richiamano al comunismo.

 
 

 

GUERRE DELL'INFORMAZIONE

Se l’opinione pubblica persevera a credere ai giornalisti venduti e ai falsi umanitari diventa complice dei crimini che essi coprono

La stampa atlantista mente in maniera grossolana e ripetitiva, mentre la dipendenza delle ONG dai reparti militari è vieppiù palese: eppure rari sono coloro che denunciano la messinscena e fanno stecca in un coro popolare che, quando non è allocco, è in malafede. Ecco una rassegna dei casi più eclatanti di abuso della credulità popolare, contrappesati dal tornaconto e dalla vigliacchieria degli abusati.



ARTICOLO CORRELATO, DA SPUTNIK FRANCE DEL 6 GENNAIO 2017:

Manipolazioni mediatiche: ieri la Serbia, oggi la Siria

L’arresto di Ramush Haradinaj, ex primo ministro del Kosovo ed ex comandante dell’UCK, con l’accusa di crimini di guerra, ci fornisce l’occasione di ritornare sulla campagna mediatica che ha accompagnato il conflitto in Kosovo. Un conflitto che presenta sorprendenti analogie con la guerra in Siria, anche al di là dell’aspetto mediatico.

di Maxime Perrotin

 
 

 

BRASILE: IN UNA SETTIMANA MASSACRATI 105 DETENUTI

Stipati come sarde in scatola, affamati, violentati, torturati e, se protestano, uccisi

Di destra o sinistra, i governi del Paese affrontano la povertà generata dalle multinazionali e dalla borghesia ladrona sempre allo stesso modo: 620.000 incarcerati, di cui il 40% in attesa di giudizio, in prigioni che potrebbero ospitarne al massimo 350.000, sempre più appaltate a gestori privati, ai quali il ministero della Giustizia garantisce per contratto il 90% di occupazione dei posti, di fatto il tutto-esaurito. Dietro le sbarre imperano le vessazioni di sfruttatori che fanno lavorare i detenuti come schiavi e che tengono sottomessi evocando il macello compiuto dalla polizia di Stato nel 1992, quando nel carcere Carandiru di San Paolo furono giustiziati a freddo 111 detenuti esasperati. Eppure le condizioni detentive sono talmente insopportabili che, nell’ultima settimana, sono scoppiate molte rivolte, le più sanguinose nella galere Anisio Jobin di Manaus (56 morti) e nel penitenziario agricolo Monte Cristo  di Boa Vista (33 morti). Il presidente Michel Temer, al pari dei predecessori, giustifica tanta detenzione letale con la necessità di combattere i cartelli della droga. In realtà gli arresti mirano a spegnere focolai di rivolta suscettibili di evolvere in rivoluzioni contro uno dei regimi più corrotti del mondo. Eppure il Brasile è membro dei BRICS, il cartello dei sedicenti Paesi progressisti. Resoconto sulle nefandezze di uno Stato di polizia.

 
 

 

VENEZUELA

I peones creduloni e ingrati  pagano con la miseria la loro dissennatezza elettorale

Nelle ultime elezioni la maggioranza del popolo, che pure da anni coglieva i frutti delle riforme socialiste avviate da Chavez e continuate da Maduro, s’è lasciato irretire dalla propaganda delle televisioni, quasi tutte nelle mani dei partiti proni a Washington, e ha preferito questi ultimi. Così il presidente, reo soltanto di non possedere il carisma del predecessore e non idoneo ad appagare le aspettative di elettori cresciuti a favole e telenovelas, s’è trovato assediato da un parlamento a maggioranza reazionaria, che ha cominciato a smantellare le riforme progressiste e ha piombato vasti strati popolari nell’indigenza più nera. Ecco il resoconto del sopravvento annunciato dell’ignoranza e dell’irresponsabilità sulla tensione etica e l’impegno civile.


ARTICOLO SEGNALATO, DA SPUTNIK DEL 4 GENNAIO 2017:

Why Venezuela's 'Bolivarian Revolution' Is Now Teetering on the Brink

 
 

 

ETICA DELLA SCIENZA

Se il robot studia da Spartaco

Sviluppando l’intelligenza artificiale, l’umanità lancia una sfida a se stessa: riuscirà a scongiurare la rivolta delle macchine e di divenirne schiava? È una prospettiva che Stephen Hawking ha sottratto alla fantascienza molto tempo fa e che oggi ‒ compiendo 75 anni ‒ conferma. Questione di secoli e i robot avranno un cervello superiore a quello umano. Un esperimento odierno: negli Stati Uniti hanno inserito 16 mila microcircuiti in un robot, cui hanno dato da studiare un sillabario formato esclusivamente da dieci milioni di video di Youtube. Risultato: il robot non s’è limitato ad assimilare le immagini, ma ha imparato a elaborare deduzioni logiche. Per esempio, se gli mostri un gatto lo riconosce, anche se nessuno gli ha mai detto cos’è. Connessi o innestati nell’uomo, questi supercervelli artificiali, dalla memoria e dalla velocità elaborativa prodigiose, già anticipano, con i cyborg che alleviano l’uomo dalle fatiche e dai rischi e dalle malattie, l’avvento di esseri viventi che irridono l’evoluzione naturale della specie. Per cui il dubbio di Hawking diventa: scontata l’emarginazione, se non la caducità, dell’uomo contemporaneo, il Pianeta sarà gestito da uomini-macchina o da macchine-uomini? Ecco una panoramica delle ricerche scientifiche più filosoficamente inquietanti.


ARTICOLO SEGNALATO, DALLA FAZ ODIERNA:

Künstliche Intelligenz: was wird der Mensch?

 
 

 

CINA

Partito da Yiwu il primo treno merci per Londra

Gestito da China Railways Cooperation, attraversa sette Paesi, oltre a quelli di partenza e di arrivo: Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia, Germania, Belgio e Francia. Il valore del carico è 4 milioni di euro: una pochezza che dice quanto l’altra sfida che attende il governo di Pechino, in parallelo con quella delle vie della seta, sia di produrre merci tecnologicamente più avanzate e dunque a maggior valore aggiunto. Il nuovo collegamento diretto, inaugurato il 2 gennaio e lungo circa 13.500 chilometri,  trasporta 200 container a convoglio, contro i quasi 20 mila di una nave cargo di ultima generazione. In compenso, il viaggio in ferrovia dura (in attesa dell’alta velocità) 18 giorni, contro il mese impiegato dalla rotta marittima.

 
 

ALBANIA

Le colpe dell’Italia nell’imbarbarimento del Paese campione di povertà in Europa, ma campione mondiale di marijuana

Grande un po’ più della Sicilia e con una popolazione pari a quella del Napoletano, il minuscolo Stato è l’esito di sudditanza endemica allo straniero: dall’occupazione italiana del 1939 a quella tedesca del 1943, dall’incombenza russa e poi cinese sino alla farsa elettorale del 1991, sincrona al collasso dell’URSS, e poi di nuovo sotto il giogo dei saccheggiatori italici. Quest’anno il partito socialista del primo ministro Edi Rama richiede il voto a un popolo dedito soprattutto alla coltivazione illegale di cannabis, materia prima della marijuana, che vale 5 miliardi di euro e circa la metà del PIL. Questo flusso di droga, che all’origine frutta 100-200 euro al chilo, finisce soprattutto in Italia, dove i mercanti nostrani ne incassano 1.500. Edi Rama simula di contrastare tanta manna esibendosi in spettacolari sequestri e distruzioni di piante di cannabis, che, lungi dall’intaccare una coltura intensiva che anzi negli ultimi anni si è moltiplicata per cinque, servono giusto a chetare l’opinione pubblica perbenista e a consentire alla polizia d’intascare tangenti del 20%.  Quanto al governo italiano, si conferma nel tradizionale ruolo neocolonialista…

 
 

 

SIRIA

Ennesimo crimine di guerra della NATO: avvelenati gli acquedotti

Le sedicenti ONG umanitarie pagate da Germania, Danimarca, Francia, Stati Uniti, Olanda, Giappone e Gran Bretagna hanno rivendicato l’ammorbamento dei pozzi che alimentano Damasco, che lascia senz’acqua 5,6 milioni di persone. Non paghe, hanno minacciato di sparare sui tecnici riparatori. Da 15 giorni il governo distribuisce periodicamente taniche da 50 litri di acqua non potabile ad ogni famiglia, ma per quella da bere bisogna ricorrere alle bottiglie di minerale.


ARTICOLI CORRELATI :


DA RÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO :

Una “ONG umanitaria” priva dell’acqua 5,6 milioni di civili


DA MOON OF ALABAMA DEL 3 GENNAIO 2017 :

US/UK Paid "White Helmets" Help Blocking Water To 5 Million Thirsty Syrians

 
 

 

UNO DEI CINQUE MOSCHETTIERI DEI BRICS SI RIVELA UN BANDITO PRONO AGLI USA

Così l’India acclamata dai sinistri mondiali ha rubato i risparmi ai poveri

Su istigazione dei finanzieri statunitensi, l’8 novembre scorso il primo ministro Narendra Modi ha messo fuori legge due tipi di banconote rappresentativi dell’80% del circolante, con effetto immediato. Tempo per recuperare i soldi versando le vecchie valute in un conto bancario: poco più di un mese, considerando i festivi. Ma oltre la metà degli indiani non ha un conto in banca e comunque le lunghe code agli sportelli hanno reso impossibile a molti di accedervi. Risultato: i poveri hanno perso l’80% dei loro soldi.  Ecco chi sono i registi di questa colossale rapina di Stato e perché hanno potuto delinquere nell’impunità e tra l’indifferenza dei politici eletti dalle stesse vittime.


ARTICOLO CORRELATO, DAL BLOG DI NORBERT HÄRING, 1° GENNAIO 2017:

A well-kept open secret: Washington is behind India’s brutal experiment of abolishing most cash

• Ein gut gehütetes offenes Geheimnis: Washington steckt hinter Indiens brutalem Bargeld-Experiment

 
 

NUOVE GENERAZIONI DA INCUBO

I fanciulli di face-neanderthal

Regrediscono verso i primati, quanto meno dal punto di vista degli attributi cerebrali e valoriali che invece si rafforzano e sviluppano nell’uomo etico e proiettato verso il futuro: la conoscenza, l’autonomia critica, la capacità di contestualizzare, la tensione ideale, la condivisione delle sorti di tutto il genere umano, la solidarietà, la capacità di plasmare il divenire secondo progetti ragionati, lo spirito di sacrificio.  Invece i figli di genitori abbrutiti dal consumismo deteriore e dall’egotismo familiare zavorrano, con la loro indifferenza sociale e la loro amoralità, il progresso civile. Queste generazioni manifestano la loro pochezza e le loro crudeltà su face-book e similari prosceni, dove balbettano insensatezze e asinerie che si esaurirebbero in discarica se una peggiore classe politica non le accogliesse, non le amplificasse e non le sfruttasse a fini di consenso. Ecco un viaggio istruttivo nel sottomondo su cui si radica la democrazia del terzo millennio.

 
 

 

MITI E RISORSE DELLE NUOVE RESISTENZE AL CAPITALISMO GLOBALE

La fionda di Maometto

Così battezzata in analogia funzionale con quella biblica di Davide e nata dalla fantasia di uno scrittore marginale, alimenta gli aneliti giustizialisti dei sopravvissuti ai massacri compiuti dalle truppe coloniali della NATO nella ex Jugoslavia, in Africa e in Asia. Arma individuale e discreta, è silenziosamente letale a una distanza superiore a quella di un fucile da cecchino, pesa due chili e si camuffa da libro o da altri oggetti al di sopra di ogni sospetto. Ecco come l’idea di un singolo vindice s’è propagata a sogno di legioni di oppressi…

 
 

 

TURCHIA

Erdogan come Moro negli anni Settanta: condannato a morte dagli USA

Nel 1978 la CIA indusse le Brigate Rosse a sequestrare e uccidere il dirigente democristiano, reo non già di coinvolgere maggiormente il PCI nella gestione del potere ‒ obiettivo del resto auspicato anche da Washington e da anni perseguito dalla NATO con la cosiddetta strategia della tensione ‒ ma di farlo senza la gradualità e le modalità che il padrone americano esigeva. La manipolazione dei brigatisti autentici e l’arruolamento di quelli venali fu propiziata dai gendarmi statali infiltrati nelle Brigate Rosse, mentre il sequestro ‒ come altri fatti d’arme di quel periodo, compreso l’omicidio di Moro ‒ furono pure opera di militari professionisti, spesso sconosciuti alla stessa organizzazione terrorista. Se togliere di mezzo Moro fu relativamente facile, giacché della sua scomparsa si giovarono tutt’i partiti politici, assassinare Erdogan, anch’egli reo di non applicare pedissequamente le direttive degli USA, presenta qualche difficoltà, a causa della sua abilità nel ribaltare alleanze e schierarsi con i nemici dell’ex amico: la Russia e l’Iran… Ecco i futuri scenari possibili.


ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO:

• La virata della Turchia

Il presidente Vladimir Putin ha annunciato d’aver concluso un accordo con la Turchia per un cessate-il-fuoco in Siria. Eppure la Turchia è stata sinora il principale sostegno operativo degli jiadisti. Come si spiega tale colpo di scena?  Il presidente Ergodan riuscirà a far scivolare il proprio Paese dall’influenza statunitense verso quella della Russia ? E quali sono le cause e le conseguenze di questa grande svolta ?

di Thierry Meyssan

 

LA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE MONDIALE

Il flagello delle madri-coniglie

I virtuosismi previsionali demografici si rivelano aridi se non coniugati alle capacità di governare il cambiamento. Un terzo della popolazione mondiale vive nell’indigenza per colpa di una procreazione lasciata al caso e di una produzione e distribuzione delle ricchezze pilotate dal tornaconto della parte esigua ‒ e moralmente peggiore ‒ dell’umanità. Ogni anno decine di milioni di persone continuano a morire di fame e centinaia di milioni sono asservite alla moderna schiavitù. S’impongono dunque una procreatica responsabile e un modello di sviluppo economico capaci di perseguire l’equilibrio tra bisogni e risorse, gli uni e le altre riscritti alla luce dell’etica e dei supremi valori assunti a bussola del cammino umano. Ecco alcune riflessioni suggerite dal rendiconto e dalle proiezioni del Deutschen Stiftung Weltbevölkerung, edizione 2017.

 
 

 

COSTUME

Quelle messe riservate ai ricchi, dove si simula di piangere i ricchi che furono per decidere i ricchi che saranno

Sin dal Medioevo i signori del denaro hanno profittato di cerimonie funebri per stringere alleanze affaristiche. Un’abitudine rinverdita negli ultimi decenni del secolo scorso in Lombardia: l’appuntamento più esclusivo, ambito e di costosa partecipazione s’è consolidato in un’abbazia dell’hinterland milanese. Ha cadenza annuale e simula il rimpianto d’un estinto ormai divenuto sconosciuto alla maggioranza dei dolenti. Qui si aggiornano gli assetti di potere economico condizionanti l’Italia intera e, di riflesso, una buona porzione della Mitteleuropa. Su scala ridotta e con ambizioni ed esiti locali, ultimamente il rito della Borsa Funebre ha attecchito in altre città del Norditalia, adeguandosi ai rigorosi canoni di riservatezza e di censo codificati dall’adunanza medeghina, ma connotandosi di mondanità provincialotta e, se non fosse per le tragedie sociali indotte, alquanto patetica. Ecco l’irriverente cronaca di uno di questi raduni in gramaglie firmate.

 
 

 

LA CINA E LE VIE DELLA SETA

Sono in arrivo treni carichi di disoccupazione

Le ferrovie in costruzione collegheranno le industrie della costa cinese, dove gli oneri di produzione sono compressi da esasperato sfruttamento della manodopera, ad Amburgo e poi sino a Madrid ‒ 13 mila chilometri! ‒ in una settimana, mentre ora, per nave, ce ne vogliono tre. E a costi ridotti del 30%. Le fabbriche del Vecchio Continente saranno ulteriormente sfoltite o decimate negli organici. Quelle sopravvissute, e arruolanti preferibilmente immigrati giovani a rimpiazzo di autoctoni maturi, assembleranno pezzi importati. L’acciaio cinese inonderà il Vecchio Continente a prezzi immiseriti anche dalle sovvenzioni statali, scalzandovi gli altiforni e distruggendo altri posti di lavoro… È lo scenario schiuso dal progetto viario che da tre anni Pechino persegue con un investimento da un miliardo di dollari: (forse) ridimensionerà il predominio globale degli USA a vantaggio della Cina e degli altri 64 Paesi coinvolti nella rivoluzione viaria, ma per i poveri e i subalterni del mondo saranno (sicuramente) ulteriori dolori…

 
 

 

SOMMARIO

 
 

 

SOMMARI SEMESTRALI

 

 

PRODUZIONE CARTACEA

 
lasmonda la smonda mafro obletter giancarlo scotuzzi hans defregger il cronista associazione giornalisti etici, Martha Fischer