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Gian Carlo Scotuzzi
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GUERRE COLONIALI

Nel 2016 gli USA hanno sganciato 26.171 bombe su sette Paesi

Nel 2014 erano state 23.144. Le vittime sono: Siria (12.192 ordigni), Iraq (12.095), Afghanistan (1.337), Libia (496), Yemen (34), Somalia (12), Pakistan (3).

 
 

 

EX-JUGOSLAVIA

«Il Kosovo è Serbia»

Questa scritta su un treno partito da Belgrado e diretto nella regione kosovara ha scatenato oggi le ire dei separatisti e indotto il governatore a mandare blindati e polizia in assetto di guerra a bloccare il convoglio, peraltro prudenzialmente fatto rientrare nella capitale dal capo del governo. A nove anni dall’invasione del Kosovo da parte della NATO, che bombardò la popolazione anche con proiettili all’uranio impoverito (che continuano a uccidere di cancro), le truppe di occupazione non sono ancora riuscite a mutilare la Serbia di una regione che gli Stati Uniti ambiscono trasformare in Stato-fantoccio allo scopo di meglio proteggervi la base militare di Bondsteel, il più grande avamposto americano in Europa. Ecco una cronologia aggiornata dei crimini commessi in Kosovo da truppe coloniali partecipate anche dall’Italia e dai loro mercenari dell’UCK, rei, fra il tant’altro, di aver sventrato almeno 500 prigionieri (serbi, zingari e albanesi) allo scopo di commerciarne gli organi. Trapiantati in pazienti di molti Paesi mediterranei…

 
 

 

GUERRA ECONOMICA

Le imprese italiane che tifano per Trump

Le sanzioni volute dagli USA contro la Russia innescarono ritorsioni che hanno danneggiato, fra gli altri Paesi esportatori verso l’Est, anche l’Italia. Viaggio tra i lavoratori che, virtualmente licenziati dalla pretenziosa offensiva contro il governo Putin, ora sperano nel neopresidente americano ‒ che ha annunciato la fine del boicottaggio antirusso ‒ per riprendersi il salario.

 
 

 

ECONOMIA DEI TRASPORTI

Nono anno di crisi per i portacontainer

Partendo dai presupposti sbagliati secondo cui la quota delle merci che viaggiano via mare (ora del 70%) sarebbe aumentata a ritmi sostenuti e che le navi giganti avrebbero incrementato i profitti, le compagnie di navigazione si sono indebitate per accaparrarsi scafi capaci di esasperare i risparmi di scala, con portate di 20 mila TEU e oltre.  Ma la domanda è rimasta fiacca, in armonia con le predizioni degli analisti (massime il Baltic Dry Index), e i noli restano sotto la linea di galleggiamento contabile, asfissiando fondi d’investimento e banche. Risultato: centinaia di bastimenti medio-piccoli avviati alla demolizione; molti container restano a terra, inutilizzati, e quelli che s’imbarcano viaggiano quasi a sbafo. Indagine su un comparto mercantile che declina al meglio la riluttanza alla pianificazione dello sviluppo e alla concertazione tra operatori propria della selvaggia globalizzazione capitalista, dove peraltro svolgono ruolo di primedonne società statali che si richiamano al comunismo.

 
 

 

GUERRE DELL'INFORMAZIONE

Se l’opinione pubblica persevera a credere ai giornalisti venduti e ai falsi umanitari diventa complice dei crimini che essi coprono

La stampa atlantista mente in maniera grossolana e ripetitiva, mentre la dipendenza delle ONG dai reparti militari è vieppiù palese: eppure rari sono coloro che denunciano la messinscena e fanno stecca in un coro popolare che, quando non è allocco, è in malafede. Ecco una rassegna dei casi più eclatanti di abuso della credulità popolare, contrappesati dal tornaconto e dalla vigliacchieria degli abusati.



ARTICOLO CORRELATO, DA SPUTNIK FRANCE DEL 6 GENNAIO 2017:

Manipolazioni mediatiche: ieri la Serbia, oggi la Siria

L’arresto di Ramush Haradinaj, ex primo ministro del Kosovo ed ex comandante dell’UCK, con l’accusa di crimini di guerra, ci fornisce l’occasione di ritornare sulla campagna mediatica che ha accompagnato il conflitto in Kosovo. Un conflitto che presenta sorprendenti analogie con la guerra in Siria, anche al di là dell’aspetto mediatico.

di Maxime Perrotin

 
 

 

BRASILE: IN UNA SETTIMANA MASSACRATI 105 DETENUTI

Stipati come sarde in scatola, affamati, violentati, torturati e, se protestano, uccisi

Di destra o sinistra, i governi del Paese affrontano la povertà generata dalle multinazionali e dalla borghesia ladrona sempre allo stesso modo: 620.000 incarcerati, di cui il 40% in attesa di giudizio, in prigioni che potrebbero ospitarne al massimo 350.000, sempre più appaltate a gestori privati, ai quali il ministero della Giustizia garantisce per contratto il 90% di occupazione dei posti, di fatto il tutto-esaurito. Dietro le sbarre imperano le vessazioni di sfruttatori che fanno lavorare i detenuti come schiavi e che tengono sottomessi evocando il macello compiuto dalla polizia di Stato nel 1992, quando nel carcere Carandiru di San Paolo furono giustiziati a freddo 111 detenuti esasperati. Eppure le condizioni detentive sono talmente insopportabili che, nell’ultima settimana, sono scoppiate molte rivolte, le più sanguinose nella galere Anisio Jobin di Manaus (56 morti) e nel penitenziario agricolo Monte Cristo  di Boa Vista (33 morti). Il presidente Michel Temer, al pari dei predecessori, giustifica tanta detenzione letale con la necessità di combattere i cartelli della droga. In realtà gli arresti mirano a spegnere focolai di rivolta suscettibili di evolvere in rivoluzioni contro uno dei regimi più corrotti del mondo. Eppure il Brasile è membro dei BRICS, il cartello dei sedicenti Paesi progressisti. Resoconto sulle nefandezze di uno Stato di polizia.

 
 

 

VENEZUELA

I peones creduloni e ingrati  pagano con la miseria la loro dissennatezza elettorale

Nelle ultime elezioni la maggioranza del popolo, che pure da anni coglieva i frutti delle riforme socialiste avviate da Chavez e continuate da Maduro, s’è lasciato irretire dalla propaganda delle televisioni, quasi tutte nelle mani dei partiti proni a Washington, e ha preferito questi ultimi. Così il presidente, reo soltanto di non possedere il carisma del predecessore e non idoneo ad appagare le aspettative di elettori cresciuti a favole e telenovelas, s’è trovato assediato da un parlamento a maggioranza reazionaria, che ha cominciato a smantellare le riforme progressiste e ha piombato vasti strati popolari nell’indigenza più nera. Ecco il resoconto del sopravvento annunciato dell’ignoranza e dell’irresponsabilità sulla tensione etica e l’impegno civile.


ARTICOLO SEGNALATO, DA SPUTNIK DEL 4 GENNAIO 2017:

Why Venezuela's 'Bolivarian Revolution' Is Now Teetering on the Brink

 
 

 

ETICA DELLA SCIENZA

Se il robot studia da Spartaco

Sviluppando l’intelligenza artificiale, l’umanità lancia una sfida a se stessa: riuscirà a scongiurare la rivolta delle macchine e di divenirne schiava? È una prospettiva che Stephen Hawking ha sottratto alla fantascienza molto tempo fa e che oggi ‒ compiendo 75 anni ‒ conferma. Questione di secoli e i robot avranno un cervello superiore a quello umano. Un esperimento odierno: negli Stati Uniti hanno inserito 16 mila microcircuiti in un robot, cui hanno dato da studiare un sillabario formato esclusivamente da dieci milioni di video di Youtube. Risultato: il robot non s’è limitato ad assimilare le immagini, ma ha imparato a elaborare deduzioni logiche. Per esempio, se gli mostri un gatto lo riconosce, anche se nessuno gli ha mai detto cos’è. Connessi o innestati nell’uomo, questi supercervelli artificiali, dalla memoria e dalla velocità elaborativa prodigiose, già anticipano, con i cyborg che alleviano l’uomo dalle fatiche e dai rischi e dalle malattie, l’avvento di esseri viventi che irridono l’evoluzione naturale della specie. Per cui il dubbio di Hawking diventa: scontata l’emarginazione, se non la caducità, dell’uomo contemporaneo, il Pianeta sarà gestito da uomini-macchina o da macchine-uomini? Ecco una panoramica delle ricerche scientifiche più filosoficamente inquietanti.


ARTICOLO SEGNALATO, DALLA FAZ ODIERNA:

Künstliche Intelligenz: was wird der Mensch?

 
 

 

CINA

Partito da Yiwu il primo treno merci per Londra

Gestito da China Railways Cooperation, attraversa sette Paesi, oltre a quelli di partenza e di arrivo: Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia, Germania, Belgio e Francia. Il valore del carico è 4 milioni di euro: una pochezza che dice quanto l’altra sfida che attende il governo di Pechino, in parallelo con quella delle vie della seta, sia di produrre merci tecnologicamente più avanzate e dunque a maggior valore aggiunto. Il nuovo collegamento diretto, inaugurato il 2 gennaio e lungo circa 13.500 chilometri,  trasporta 200 container a convoglio, contro i quasi 20 mila di una nave cargo di ultima generazione. In compenso, il viaggio in ferrovia dura (in attesa dell’alta velocità) 18 giorni, contro il mese impiegato dalla rotta marittima.

 
 

ALBANIA

Le colpe dell’Italia nell’imbarbarimento del Paese campione di povertà in Europa, ma campione mondiale di marijuana

Grande un po’ più della Sicilia e con una popolazione pari a quella del Napoletano, il minuscolo Stato è l’esito di sudditanza endemica allo straniero: dall’occupazione italiana del 1939 a quella tedesca del 1943, dall’incombenza russa e poi cinese sino alla farsa elettorale del 1991, sincrona al collasso dell’URSS, e poi di nuovo sotto il giogo dei saccheggiatori italici. Quest’anno il partito socialista del primo ministro Edi Rama richiede il voto a un popolo dedito soprattutto alla coltivazione illegale di cannabis, materia prima della marijuana, che vale 5 miliardi di euro e circa la metà del PIL. Questo flusso di droga, che all’origine frutta 100-200 euro al chilo, finisce soprattutto in Italia, dove i mercanti nostrani ne incassano 1.500. Edi Rama simula di contrastare tanta manna esibendosi in spettacolari sequestri e distruzioni di piante di cannabis, che, lungi dall’intaccare una coltura intensiva che anzi negli ultimi anni si è moltiplicata per cinque, servono giusto a chetare l’opinione pubblica perbenista e a consentire alla polizia d’intascare tangenti del 20%.  Quanto al governo italiano, si conferma nel tradizionale ruolo neocolonialista…

 
 

 

SIRIA

Ennesimo crimine di guerra della NATO: avvelenati gli acquedotti

Le sedicenti ONG umanitarie pagate da Germania, Danimarca, Francia, Stati Uniti, Olanda, Giappone e Gran Bretagna hanno rivendicato l’ammorbamento dei pozzi che alimentano Damasco, che lascia senz’acqua 5,6 milioni di persone. Non paghe, hanno minacciato di sparare sui tecnici riparatori. Da 15 giorni il governo distribuisce periodicamente taniche da 50 litri di acqua non potabile ad ogni famiglia, ma per quella da bere bisogna ricorrere alle bottiglie di minerale.


ARTICOLI CORRELATI :


DA RÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO :

Una “ONG umanitaria” priva dell’acqua 5,6 milioni di civili


DA MOON OF ALABAMA DEL 3 GENNAIO 2017 :

US/UK Paid "White Helmets" Help Blocking Water To 5 Million Thirsty Syrians

 
 

 

UNO DEI CINQUE MOSCHETTIERI DEI BRICS SI RIVELA UN BANDITO PRONO AGLI USA

Così l’India acclamata dai sinistri mondiali ha rubato i risparmi ai poveri

Su istigazione dei finanzieri statunitensi, l’8 novembre scorso il primo ministro Narendra Modi ha messo fuori legge due tipi di banconote rappresentativi dell’80% del circolante, con effetto immediato. Tempo per recuperare i soldi versando le vecchie valute in un conto bancario: poco più di un mese, considerando i festivi. Ma oltre la metà degli indiani non ha un conto in banca e comunque le lunghe code agli sportelli hanno reso impossibile a molti di accedervi. Risultato: i poveri hanno perso l’80% dei loro soldi.  Ecco chi sono i registi di questa colossale rapina di Stato e perché hanno potuto delinquere nell’impunità e tra l’indifferenza dei politici eletti dalle stesse vittime.


ARTICOLO CORRELATO, DAL BLOG DI NORBERT HÄRING, 1° GENNAIO 2017:

A well-kept open secret: Washington is behind India’s brutal experiment of abolishing most cash

• Ein gut gehütetes offenes Geheimnis: Washington steckt hinter Indiens brutalem Bargeld-Experiment

 
 

NUOVE GENERAZIONI DA INCUBO

I fanciulli di face-neanderthal

Regrediscono verso i primati, quanto meno dal punto di vista degli attributi cerebrali e valoriali che invece si rafforzano e sviluppano nell’uomo etico e proiettato verso il futuro: la conoscenza, l’autonomia critica, la capacità di contestualizzare, la tensione ideale, la condivisione delle sorti di tutto il genere umano, la solidarietà, la capacità di plasmare il divenire secondo progetti ragionati, lo spirito di sacrificio.  Invece i figli di genitori abbrutiti dal consumismo deteriore e dall’egotismo familiare zavorrano, con la loro indifferenza sociale e la loro amoralità, il progresso civile. Queste generazioni manifestano la loro pochezza e le loro crudeltà su face-book e similari prosceni, dove balbettano insensatezze e asinerie che si esaurirebbero in discarica se una peggiore classe politica non le accogliesse, non le amplificasse e non le sfruttasse a fini di consenso. Ecco un viaggio istruttivo nel sottomondo su cui si radica la democrazia del terzo millennio.

 
 

 

MITI E RISORSE DELLE NUOVE RESISTENZE AL CAPITALISMO GLOBALE

La fionda di Maometto

Così battezzata in analogia funzionale con quella biblica di Davide e nata dalla fantasia di uno scrittore marginale, alimenta gli aneliti giustizialisti dei sopravvissuti ai massacri compiuti dalle truppe coloniali della NATO nella ex Jugoslavia, in Africa e in Asia. Arma individuale e discreta, è silenziosamente letale a una distanza superiore a quella di un fucile da cecchino, pesa due chili e si camuffa da libro o da altri oggetti al di sopra di ogni sospetto. Ecco come l’idea di un singolo vindice s’è propagata a sogno di legioni di oppressi…

 
 

 

TURCHIA

Erdogan come Moro negli anni Settanta: condannato a morte dagli USA

Nel 1978 la CIA indusse le Brigate Rosse a sequestrare e uccidere il dirigente democristiano, reo non già di coinvolgere maggiormente il PCI nella gestione del potere ‒ obiettivo del resto auspicato anche da Washington e da anni perseguito dalla NATO con la cosiddetta strategia della tensione ‒ ma di farlo senza la gradualità e le modalità che il padrone americano esigeva. La manipolazione dei brigatisti autentici e l’arruolamento di quelli venali fu propiziata dai gendarmi statali infiltrati nelle Brigate Rosse, mentre il sequestro ‒ come altri fatti d’arme di quel periodo, compreso l’omicidio di Moro ‒ furono pure opera di militari professionisti, spesso sconosciuti alla stessa organizzazione terrorista. Se togliere di mezzo Moro fu relativamente facile, giacché della sua scomparsa si giovarono tutt’i partiti politici, assassinare Erdogan, anch’egli reo di non applicare pedissequamente le direttive degli USA, presenta qualche difficoltà, a causa della sua abilità nel ribaltare alleanze e schierarsi con i nemici dell’ex amico: la Russia e l’Iran… Ecco i futuri scenari possibili.


ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO:

La virata della Turchia

Il presidente Vladimir Putin ha annunciato d’aver concluso un accordo con la Turchia per un cessate-il-fuoco in Siria. Eppure la Turchia è stata sinora il principale sostegno operativo degli jiadisti. Come si spiega tale colpo di scena?  Il presidente Ergodan riuscirà a far scivolare il proprio Paese dall’influenza statunitense verso quella della Russia ? E quali sono le cause e le conseguenze di questa grande svolta ?

di Thierry Meyssan


ORIGINALE :

Le retournement de la Turquie


LA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE MONDIALE

Il flagello delle madri-coniglie

I virtuosismi previsionali demografici si rivelano aridi se non coniugati alle capacità di governare il cambiamento. Un terzo della popolazione mondiale vive nell’indigenza per colpa di una procreazione lasciata al caso e di una produzione e distribuzione delle ricchezze pilotate dal tornaconto della parte esigua ‒ e moralmente peggiore ‒ dell’umanità. Ogni anno decine di milioni di persone continuano a morire di fame e centinaia di milioni sono asservite alla moderna schiavitù. S’impongono dunque una procreatica responsabile e un modello di sviluppo economico capaci di perseguire l’equilibrio tra bisogni e risorse, gli uni e le altre riscritti alla luce dell’etica e dei supremi valori assunti a bussola del cammino umano. Ecco alcune riflessioni suggerite dal rendiconto e dalle proiezioni del Deutschen Stiftung Weltbevölkerung, edizione 2017.

 
 

 

COSTUME

Quelle messe riservate ai ricchi, dove si simula di piangere i ricchi che furono per decidere i ricchi che saranno

Sin dal Medioevo i signori del denaro hanno profittato di cerimonie funebri per stringere alleanze affaristiche. Un’abitudine rinverdita negli ultimi decenni del secolo scorso in Lombardia: l’appuntamento più esclusivo, ambito e di costosa partecipazione s’è consolidato in un’abbazia dell’hinterland milanese. Ha cadenza annuale e simula il rimpianto d’un estinto ormai divenuto sconosciuto alla maggioranza dei dolenti. Qui si aggiornano gli assetti di potere economico condizionanti l’Italia intera e, di riflesso, una buona porzione della Mitteleuropa. Su scala ridotta e con ambizioni ed esiti locali, ultimamente il rito della Borsa Funebre ha attecchito in altre città del Norditalia, adeguandosi ai rigorosi canoni di riservatezza e di censo codificati dall’adunanza medeghina, ma connotandosi di mondanità provincialotta e, se non fosse per le tragedie sociali indotte, alquanto patetica. Ecco l’irriverente cronaca di uno di questi raduni in gramaglie firmate.

 
 

 

LA CINA E LE VIE DELLA SETA

Sono in arrivo treni carichi di disoccupazione

Le ferrovie in costruzione collegheranno le industrie della costa cinese, dove gli oneri di produzione sono compressi da esasperato sfruttamento della manodopera, ad Amburgo e poi sino a Madrid ‒ 13 mila chilometri! ‒ in una settimana, mentre ora, per nave, ce ne vogliono tre. E a costi ridotti del 30%. Le fabbriche del Vecchio Continente saranno ulteriormente sfoltite o decimate negli organici. Quelle sopravvissute, e arruolanti preferibilmente immigrati giovani a rimpiazzo di autoctoni maturi, assembleranno pezzi importati. L’acciaio cinese inonderà il Vecchio Continente a prezzi immiseriti anche dalle sovvenzioni statali, scalzandovi gli altiforni e distruggendo altri posti di lavoro… È lo scenario schiuso dal progetto viario che da tre anni Pechino persegue con un investimento da un miliardo di dollari: (forse) ridimensionerà il predominio globale degli USA a vantaggio della Cina e degli altri 64 Paesi coinvolti nella rivoluzione viaria, ma per i poveri e i subalterni del mondo saranno (sicuramente) ulteriori dolori…

 
 

 

SOMMARIO

 
 

 

SOMMARI SEMESTRALI

 

 

PRODUZIONE CARTACEA

 
lasmonda la smonda mafro obletter giancarlo scotuzzi hans defregger il cronista associazione giornalisti etici, Martha Fischer