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Gian Carlo Scotuzzi
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L’INTERNAZIONALE DELLA MENZOGNA

Ordine di scuderia ai pennivendoli: denigrare Trump e Assad

Negli Stati Uniti è in corso una guerra civile scatenata dalla lobby delle guerre coloniali, rappresentata da Hillary Clinton, contro un presidente che invece esprime interessi meglio serviti dal nazionalismo meno guerrafondaio. Donald Trump ha dalla sua i fatti, cioè la Costituzione, che legittima l’operato della Casa Bianca, ma i suoi avversari hanno dalla loro il monopolio dell’informazione, la quale, manipolata, può stravolgere i fatti.  Così la canea televisiva accusa Trump di fare come i politici europei, cioè di essere in campagna elettorale permanente, a disdoro dell’attività di governo. Ma Trump ha il diritto di difendersi dalle accuse, nonché il dovere di comunicare al popolo quel che fa, e l’unico strumento di cui dispone per esercitare questo diritto-dovere è il podio presidenziale. Quanto al presidente siriano Bachar Al Assad, cui gli USA e l’Unione Europea hanno accecato le televisioni che trasmettevano all’estero, può difendersi dal bombardamento mediatico internazionale sfruttando le rare emittenti straniere che lo intervistano. Peccato che tali interviste siano condotte da giornalisti animati non già dall’obbligo deontologico di consentirgli di esprimersi, bensì dalla preoccupazione di provocarlo, di negargli la completa esposizione del suo punto di vista, di sedimentare nel lettore assunti fallaci. Come nel resoconto che sotto proponiamo.

 

DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 16 FEBBRAIO 2017:

• Bachar Al Assad intervistato dalle emittenti francesi Europe1 et TF1

di Bachar el-Assad
 

 

• Nella casa provvisoria del Signore

Gli affittuari del palazo dell’istituto di previdenza costretto a venderlo perché non ha più soldi hanno versato due euro al parroco per sedersi un paio d’ore nello stanzone che fa da chiesa in attesa sia edificata quella nuova...

 
 

 

L’ITALIA MEDIEVALE DEL TERZO MILLENNIO

In hoc signo perdis

Gli ex alpini invecchiano coprendo di cappelle, santelle e croci ogni cima, convinti che gli escursionisti vi ascendano per avvicinarsi a Dio; neppure un magistrato fedele allo Stato laico come Luigi Tosti è riuscito a scrostare i crocefissi dalle aule dei tribunali, che anzi ne hanno cacciato lui; ogni giorno le televisioni ci somministrano dosi di papismo e innalzano lodi ai miracolismi di qualche santuario; lo Stato paga insegnanti di religione cattolica persino negli asili… Insomma l’Italia laica è un’eccezione, anche se in passato ne vantò di virtuose, come le vittorie del divorzio e dell’aborto, peraltro ottenute a disdoro d’imperanti stili di vita estranei a ogni morale. Intanto in Francia, a pochi chilometri dalla Svizzera, un sindaco è costretto, da leggi e da magistrati autenticamente laici, a sfrattare una statua della Vergine, rea di occupare suolo pubblico…


ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE, EDIZIONE PER ABBONATI:

• Alta-Savoia, la Vergine della discordia

La laicità lo ha imposto: il Comune di Publier ha dovuto rimuovere una statua della Vergine collocata in un giardino pubblico.

di Lucie Soullier (inviata speciale a Publier, Alta-Savoia)

 

L’esame di Jasmine

Stasera ci sarà festa al campo. Perché oggi Jasmine, 16 anni, supererà l’esame finale, diventerà professionista. Dimostrerà di potercela fare da sola...

 
 

 

SIRIA

C’è la NATO a dirigere i terroristi che macellano la popolazione, ma tutt’i Paesi d’Europa, Italia compresa, fan finta di nulla

Si sta seppellendo nel dimenticatoio della Storia uno scandalo esploso il 16 dicembre scorso. In quel giorno l’esercito del presidente Bachar Al-Assad catturò, ad Aleppo Est, decine di ufficiali della NATO. Erano rintanati in un bunker, realizzato da Al Nusra (nome di Al Qaeda  in Siria), da dove coordinavano gli attacchi dei terroristi dell’IS contro i quartieri popolari della città. Lanciavano proietti d’ogni genere, anche quelli vietati dalla Convenzione di Ginevra, che bandisce i gas, più volte usati dai subordinati della NATO e poi attribuiti all’esercito siriano con la complicità di giornalisti proni. Il contingente più folto degli ufficiali catturati da Al-Assad era quello francese: 17. Benché questo arresto costituisca l’ennesima prova del coinvolgimento dei governi europei nell’aggressione terroristica a un Paese democratico che ha il solo torto di dissociarsi dalle guerre coloniali lanciate dagli USA, e benché abbia provocato l’immediata convocazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU, gli ufficiali-terroristi della NATO sono scomparsi dalle pagine dei giornali. Il che lascia prevedere la replica di quanto accadde il 20 febbraio 2012, quando una quarantina di ufficiali turchi e una ventina di ufficiali francesi, pure sorpresi a spalleggiare i terroristi in Siria, furono restituiti ai loro eserciti nazionali grazie all’intermediazione di Mikhaïl Fradkov (direttore dei servizi segreti russi), che li aveva consegnati all’ammiraglio Edouard Guillaud (capo di stato maggiore francese) alla frontiera con il Libano. La ragion di Stato ha ragioni che la ragione non conosce…

 

Il papà del campione

Dieci mesi prima che uno dei 26 tram modello Zagato, in servizio a Milano dal 2001 e costruito dalla canadese Bombardier, del peso a vuoto di 37, 9 tonnellate, saturo di 68 passeggeri a sedere e 194 in piedi...

 
 

 

GIUSTIZIA È SFATTA

Dal furto per bisogno all’esproprio proletario il passo è breve, signori della corte

Recita l’articolo 54 del codice penale: «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità». Cioè: se il tuo bambino malato ha bisogno di una medicina che il servizio sanitario non passa e non hai soldi per comprarla, hai il diritto-dovere di entrare in una farmacia e chiederla gratis al farmacista, e di rubargliela se non te la dà. Significa che se hai fame e non hai di che nutrirti perché non trovi un lavoro e non sai come procurarti cibo, e a maggior ragione se hai figli che implorano «papà ho fame», hai il diritto-dovere di entrare in un supermercato e di portarti via pane e formaggio. Significa che se il parlamento ha fatto leggi che consentono al tuo datore di lavoro di pagarti 800 euro al mese e che con questi soldi non trovi un alloggio per la tua famiglia, hai il diritto-dovere di occuparne uno sfitto. Significa che, sommando tutte queste ed altre violenze sociali che condannano te e una legione di poveracci nelle tue condizioni a far vita da ladro e occupante abusivo, siete tutti esposti alla tentazione ‒ Dio ve ne guardi! ‒ di cedere all’eversione e di prendervela con i farabutti che vi negano vita dignitosa e di battervi per una società che soddisfi i diritti primari di tutti…
Ed è proprio nel terrore che tutti voi disgraziati perdiate la pazienza e le staffe, che vi imbranchiate in qualche rivoluzione contro i riccastri, che i giudici a volte chiudono un occhio sulla microcriminalità dei disperati. Del resto non fanno fatica, abituati come sono a chiuderli spesso entrambi sulla grande criminalità della malapolitica e degli affari. Ed ecco che una corte di magistrati osa sfidare la disperazione degli oppressi e conferma la condanna di una donna a due mesi di carcere e a 400 euro di multa per tentato furto di sei tocchi di parmigiano. Lei si era difesa: «Avevo fame». Le hanno replicato i giudici, senza tema di metterlo per iscritto: «Potevi rivolgerti agli enti di assistenza dello Stato o alla Caritas». Una sentenza ch’è una manna. Non per la giustizia, ma per l’eversione… Indagine sulle lande di desolazione umana infiammabili alla rivolta.

 

 

Il bottiglione di vino

Mi chiamo Francesca, ho 25 anni, abito una valle verde di soldi e di Lega. Mio padre è operaio da straordinari obbligatori e da  malattie vietate, stipendio tutto compreso 1.100 euro, mamma è serva in una casa di signori...

 
 

 

DISINFORMAZIONE DI REGIME

«Ti lamenti del governo Gentilberluska? Consòlati pensando che agli americani è toccato Trump…»

Da anni i telegiornali del Minculpop antepongono la quotidianità degli Stati Uniti a quella italiana. Gli scopi sono plurimi: dirottare oltre Atlantico attenzione e voglia di rogo, nonché, dall’indomani della guerra civile scatenata dai poteri forti rappresentati da Hillary Clinton, per fare da cassa di risonanza alle veline dei ribelli, vogliosi d’assediare il neopresidente anche nelle relazioni estere. Così l’opinione pubblica del Belpaese, lungi dall’essere elevata a una visione internazionale ed equilibrata della politica, si ritrova gabbata e rintronata quanto quella degli Stati Uniti, con l’aggravante di perdere ulteriormente la bussola in casa propria. Ecco alcune prodezze dei politicanti nostrani e dei loro flabelliferi televisivi, tutti salmodianti invettive anti-Trump.

 

CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 14 FEBBRAIO 2017:

• Trump: business contro guerra

Thierry Meyssan ci esorta a osservare Donald Trump senza giudicarlo con i criteri usati dai suoi predecessori, ma sforzandoci di capire la logica che lo contraddistingue. E constata come il presidente degli Stati Uniti tenti di restaurare la pace e di rilanciare il commercio mondiale su nuove basi, totalmente diverse dall’attuale globalizzazione.

di Thierry Meyssan

 

Il loculo di Marta

Marta incassa pensione propria, d’impiegata, e quota di quella del marito, che fu medico di laute prebende. Mantiene agiatamente se stessa e la figlia Fiory, ultraquarantenne. Marta è preoccupata per il futuro della figlia, senza posto fisso...

 
 

 

SIMILIA SIMILIBUS

Gli italiani che vanno a regredire nel medioevo

Tra i ricchi imperversa la moda di comprar casa in Qatar, dove in estate la temperatura percepita sfiora i 50 gradi, dove non ci sono cittadini ma sudditi d’un monarca assoluto, dove l’86% dei due milioni e mezzo di abitanti sono proletari immigrati senza diritti e a volte costretti a lavoro forzato, dove la sharia sostituisce i codici, dove le adultere sono frustate all’osso, dove si buttano 500 milioni di dollari la settimana per ospitare il campionato mondiale di calcio 2022, baraonda di stadi e avventatezze architettoniche che grondano del sangue dei muratori… Ecco quel che le immobiliari e le agenzie viaggi tacciono e che né i turisti né gli acquirenti vogliono sapere.

 
 

 

IMPRENDITORIA IMMORALE O NEMESI?

Guadagnare istigando i pargoli dei ricchi a rimanere ignoranti

Un britannico ha fondato una società, Bonnenote, che fa i compiti a casa al posto degli studenti. Tariffe: 7 euro a pagina, cioè un totale giornaliero stimato in 60 euro. Convinto che gli svogliati con carta di credito gonfia siano legione ovunque, il callido è già sbarcato in Francia e fra sei mesi prevede di approdare  in Italia. Dove però scoprirà che gli italiani, quando si tratta di guazzare nel deplorevole, non sono secondi a nessuno. Ecco una disamina dello stuolo di furbastri che ingrassano sui fallimenti degli educatori…

 

CORRELATO, DAL QUOTIDIANO FRANCESE LES ECHOS DEL 10 FEBBRAIO 2017:

L’école confrontée à l’ubérisation des devoirs à la maison

par Marie-Christine Corbier

Une start-up lance pour la première fois en France un service d’aide à la rédaction des devoirs inspiré d’Uber. Le nouvel acteur vise aussi les cours en ligne.

 
 

 

ECONOMIA DEI TRASPORTI

In Europa il Pericolo Giallo sono i portacontainer sussidiati dallo Stato cinese

In un contesto di crisi generalizzata dal crollo delle spedizioni che ha schiacciato i noli anche da 20 mila a 5 mila dollari al giorno, fanno concorrenza alle compagnie di navigazione europee, decimate dai fallimenti. Il naufragio di alcuni operatori ha tirato a fondo anche le banche, che, essendo pubbliche o reputate «infallibili in nome dell’interesse collettivo», vengono soccorse dallo Stato… esattamente come in Cina. E mentre i privati pubblicizzano le perdite – senza intaccare i privatissimi profitti passati e futuri – puntano su una ripresa reputata imminente e commissionano nuove, gigantesche portacontainer… ai cantieri dell’Estremo Oriente, assai a buonmercato perché foraggiati dallo Stato. Analisi di un circolo vizioso globale dove i capitalisti, siano Doc o in casacca comunista, non perdono mai mentre i lavoratori subordinati ci rimettono sempre.


DA LE MONDE (EDIZIONE ABBONATI) DELL11 FEBBRAIO 2017:

Nel porto di Amburgo i marittimi si disilludono

La crisi che colpisce il trasporto marittimo mette in pericolo gli armatori tedeschi. Il moltiplicarsi dei fallimenti e delle insolvenze minaccia ora le banche.

di Cécile Boutelet

 
 

 

MEDIA EUROPEI

Le emittenti televisive sono degenerate a ripetitori e i giornali a fotocopie

Le campagne di stampa lanciate contro Donald Trump e gli altri politici che minacciano i Poteri Forti globalizzati confermano la subordinazione di editori e giornalisti a una sapiente regia ecumenica. Ma a far inorridire i probi dinanzi al rogo dei moderni eretici non sono i Torquemada occulti né i boia, bensì il popolino che acriticamente se ne riscalda.


ARTICOLO CORRELATO, DA R ÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO:

Chi utilizza la stampa e la giustizia contro Trump e Fillon?

Come non essere colpiti dalla somiglianza fra la campagna che vuole distruggere Trump e quella che prende di mira Fillon? Come non ravvisare che questi due uomini, con personalità e ideologie molto diverse, rappresentano una minaccia per i medesimi interessi?

di Thierry Meyssan

 

 

L’editore di Lisetta

Lisetta ci ha messo quasi dieci’anni, tra prima stesura e infinite revisioni, a far rilegare un manoscritto di 400 fogli a facciata unica, dunque di 200 pagine

 
 

 

DIRITTO E ROVESCIO DEL LAVORO

Aspettando Spartacus

Le legislazioni dei Paesi europei si allineano tendenzialmente a quella degli Stati Uniti: lavoratori non più arruolabili stabilmente ma affittabili. La manodopera interinale non può rivendicare diritti né ammalarsi né protestare né fare attività sindacale, pena il licenziamento, camuffato dal mancato rinnovo del contratto d’affitto. Questi moderni schiavi, colpevoli d’essersi lasciati svendere da sindacati in gran parte disertati e da politici eppur sempre votati, sono degenerati a massa plasmabile a piacere, paga di una subordinazione reputata una pacchia a cospetto della disoccupazione. Anche nella grande industria lo stuolo degli affittati raggiunge l’80% dei dipendenti, come nello stabilimento Renault-Nissan di Flins, vicino Parigi, di cui sotto viene riferito. Analisi di una classe sociale ove finalmente spuntano fomiti di rivolta che potrebbe evolvere in programma politico.


ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE (PER ABBONATI) DEL 9 FEBBRAIO 2017:

La Grande trasformazione di Renault-Flins, ora diventata fabbrica Nissan

Il sito industriale della regione parigina produrrà prevalentemente Nissan Micra. È una prima assoluta nella storia della Renault.

di Éric Béziat (Flins Yvelines, inviato speciale)

 

Mal di cuore

Filippo va dal medico della mutua. Dolori al petto, gli dice, mi manca il fiato al minimo sforzo, l’ultima volta che ho alzato un cartone di bottiglie sullo scaffale del magazzino sono stato male per oltre un’ora. Devi andare dal cardiologo, gli prescrive il medico...

 
 

 

MAGISTRATI D’ASSALTO, ULTIMA RISORSA DELLE DEMOCRAZIE AL COLLASSO

Ecco perché i giudici issano al rogo mediatico persone che, sino a prova contraria, sono da ritenersi innocenti  
 
Laura Codruța Kövesi, eroina della Manipulite rumena, esibisce indiziati e imputati ai fotografi calamitati dinanzi al suo ufficio. La berlina mediatica è la peggior pena inflitta a un questuante consensi, giacché gliene preclude. Ed è cilicio prematuro e perciò iniquo, essendo la presunzione d’innocenza pilastro irrinunciabile d’ogni civiltà giuridica. Dunque: dare in pasto i sospetti al branco dei paparazzi, pretestando dovere di cronaca, stride con i fondamenti della convivenza etica. Ma allora perché la signora Laura e tutt’i Di Pietro vi si abbandonano? Risposta: per disperazione. Spieghiamo: quando un giudice inquisisce politici disonesti, implicitamente tira le orecchie al popolo che li ha eletti. Se il popolo non coglie il monito e non caccia i politici bricconi, o peggio li rielegge, ne diventa complice, giusta lode al broccardo per cui ruba sia il ladro sia chi lo para. Nell’impossibilità di identificare per nome e cognome i mandanti della classe politica corrotta e dunque di chiamarli a correi, né potendo surrogarli nella sovranità elettorale, giusto tributo al principio della divisione dei poteri, e neppure rassegnandosi ad assistere inerme all’abdicazione del popolo sovrano, il giudice non può far altro che persistere a punzecchiarlo con gli unici stimoli idonei a scuotere le masse: lo spettacolo dell’autodafé. Chissà che, a forza di tifare per boia che arrostiscono politici rei, le masse non smettano di eleggerne! Analisi dell’infondatezza di tale speranza…

 
 

LA SUB-ITALIA CHE VOTA BERLUSKA E BERLUSKLONI

Dieci milioni di allocchi davanti alla tivù  

Come eterni fanciulli, gongolano al ritmo di canzonette e alle sfilate di marionette umane nella cui inconsistenza morale specchiano aspirazioni di ricchezza e sogni goderecci. Costituiscono la maggioranza del popolo sovrano. Libero di scegliere la diserzione dall’impegno civile e indifferente ai drammi sociali e al saccheggio dello Stato da parte di mandatari eletti con il raziocinio e la consapevolezza di bimbi. Dall’ignoranza e dal degrado morale all’azione il passo è lineare: negli anni Sessanta a Manerbio, nel Bresciano, una fanciulla di cinquant’anni si fece espellere dal seggio elettorale: esigeva di votare per John Kennedy, «perché ha una faccia tanto simpatica». Oggi a Carrara un infante di 31 anni fonda il partito Lista Trump per candidarsi a sindaco. Promette di cingere la città di mura per escludere gl’immigrati e altre repliche del governo americano. Nessuno chiama la neurodeliri. I sovrani d’Italia hanno sprecato mezzo secolo a vieppiù obnubilarsi e mandare in vacca la democrazia.

 

Tombe condominiali

Apprendo dal portiere che a pochi metri dal mio letto, nell’appartamento a fianco, è morta una madre di due figli. È successo due notti fa. Abitava qui da due anni, nell’alloggio che fu di un pensionato, deceduto di malattia senza che lo venissi a sapere, e con il quale, lungo quasi vent’anni, ho avuto rare occasioni di scambiare fuggevoli buongiorno e buonasera.
Avevo incontrato la donna e i figli qualche volta, in ascensore. Buongiorno, buonasera.
Settimane addietro, nell’interrato dei garage, un manutentore con le chiavi in mano mi ha chiesto quale fosse quello dell’architetto. Ignoravo che nel mio palazzo, fitto di 52 celle condominiali, abitasse un architetto. Né potevo saperlo: la bottoniera del citofono allinea pochi cognomi, nudi, senza prenome né qualifica professionale o titolo accademico; sugli altri bottoni soltanto numeri, a tutela di identità riservatissime. Il manutentore mi spiega trattarsi dell’architetto Tal dei Tali, «quello che ha adottato una bambina egiziana e la cui moglie è improvvisamente venuta a mancare l’estate scorsa…». Ovviamente ignoravo anche questo, dell’architetto. Ma come fa, un manutentore, che vedo per la prima volta e suppongo di passaggio, ad avere quel minimo di dimestichezza vicinale a noi negata? Diamine, un condominio non è la provincia di François Mauriac, non può essere un deserto senza solitudine! Questo palazzo di otto piani e quattro scale è la giustapposizione di focolari, si pulsa a muri appiccicati, se il mio contiguo di pianerottolo tiene la tivù troppo alta non riesco a concentrarmi nello studio che confina con il suo soggiorno, non possiamo essere completamenti sordi ai nostri rispettivi palpiti di umanità! Vero che in una metropoli i vicini non possono essere elevati a primi parenti, come accadeva nei villaggi atavici, ma in queste celle bunkerate la penuria di calore umano ci opprime d’algore letale…

 
 

 

ITALIA-ROMANIA

I giovani pescatori di gaglioffi sul Dambovita e quelli decrepiti sui Navigli

Prima di affidare la rinascita morale e politica del loro Paese, malato di indifferenza sociale e di corruzione, alla signora Laura Codruta Kövesi, emula di Antonio Di Pietro,  i rumeni dovrebbero informarsi sulla miseranda vacuità delle inchieste nostrane su Tangentopoli. Forse eviterebbero di ricalcare le ingenuità e le delusioni patite da italiani onesti ma che, riluttando all’impegno politico, lo delegarono a Mani Pulite, così lavandosi le loro. Ecco come l’ondata giustizialista sollevata a Milano da un pugno di magistrati condusse, con la loro (in)consapevole complicità, a un golpe dal quale non ci siamo ancora riscattati.


CORRELATO, DA LE MONDE ODIERNO (EDIZIONE ABBONATI)

In Romania una mobilitazione senza precedenti contro la corruzione

L’attivismo della procura per la lotta alla corruzione ha generato aspettative enormi, di cui le manifestazioni gigantesche degli ultimi giorni sono espressione.

di Mirel Bran, corrispondente da Bucarest, e Jean-Baptiste Chastand

 
 

 

 

STATI UNITI

Le democrazie dei Poteri Forti e dei Grandi Elettori

La campagna di stampa contro Trump sottende una battaglia tra i Grandi Elettori per la redistribuzione dei poteri e dunque delle ricchezze tra le dinastie che da sempre governano il Paese in nome del popolo. Il conflitto si connota di guerra civile ‒ allo stadio verboso-giudiziario, per ora ‒ e, in un contesto globalizzato, spinge i contestatori dell’esito elettorale ad arruolare alleati in tutto il mondo, nella convinzione che l’indebolimento mediatico di Trump nelle relazioni internazionali propizi il suo siluramento. E in Italia…


CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO:

L’avversione contro Donald Trump non è che propaganda di guerra

I nostri precedenti articoli sul presidente Donald Trump hanno suscitato vive reazioni nei nostri lettori, che si chiedono le ragioni per cui Thierry Meyssan dia prova di tanta ingenuità, malgrado gli ammonimenti della stampa internazionale e l’accumularsi di segnali negativi. Ecco la sua risposta, argomentata come d’abitudine.

di Thierry Meyssan

 
 

 

L’ITALIA IN BALIA DEGLI SCIACALLI SANITARI

Dieci milioni di malati da spremere

Tanti sono gli italiani afflitti da patologie, da quelle croniche e invalidanti a quelle guaribili ma che, poco o punto curate, negano un’esistenza normale. Le cure ricevute sono spesso proporzionate alla capacità di acquistare farmaci costosi e di pagare onorari a terapeuti privati in gran parte incapaci e quasi tutti cariati da sommo o esclusivo interesse per il denaro del paziente. La domanda inappagata di guarigione, o quantomeno di lenimento e di assistenza, è la prima emergenza nazionale. Eppure i politicanti, lungi dal soddisfarla, la negligono e peggio la enfiano tagliando risorse alla sanità pubblica e propiziando i crimini sociali di quella privata.

 
 

 

MEDIA

Giornali senza più giornalisti (umani)

Per ridurre i costi e produrre un’informazione più performante, precisa e politicamente controllata, gli editori sostituiscono i redattori con macchine, cioè con robot, oppure con cyborg, cioè con una sintesi uomo-macchina. Questi nuovi scriventi possono elaborare quantità sovrumane di dati, redigere articoli alla velocità della luce in tutte le lingue e rispondere a ogni richiesta di informazione da parte degli abbonati. I primi esperimenti risalgono al 2001, condotti dall’agenzia Reuters. Oggi le agenzie mondiali diffondono quotidianamente oltre ottomila articoli automatizzati. E domani…

 
 

 

L’ITALIA, LA SIRIA E GLI ALTRI

Esterofilia, malattia senile dell’internazionalismo

La Federazione degli Entusiasti è sodalizio trasversale a tutt’i partiti di sinistra, diffuso nei Paesi mediterranei, soprattutto in Italia, ove politicanti senza seguito e incapaci d’iniziative di resistenze al capitalismo in patria s’infiammano a quelle che stravedono oltre frontiera. È successo per la Grecia con Syriza, il partito sedicente rivoluzionario utilizzato dall’oligarchia per prostituire ancor più il Paese ai diktat della UE, impoverendo le masse, eppure acclamato dai comunisti italiani al punto che Rifondazione continua a vendere sul proprio sito la bandiera greca, esortandone l’esposizione sui balconi italiani. E ora succede in Siria, dove l’arrivo sul proscenio bellico della Russia induce gli entusiasti nostrani a vederla come restauratrice del legittimo governo di al-Assad, iscritto nella lista dei buoni per demerito dei cattivi. Benemerenza liberatrice viene estesa a Trump, beneficiario della regola machiavellica per cui “il nemico del nemico è un amico”: cioè: Trump è bene perché avversa la coppia Clinton-Obama, che è male in quanto autrice dell’invasione siriana. Ed ecco che il Partito degli Entusiasti scopre (scoprirà, si spera) che l’amico Trump è tutt’altro che nemico del nemico: il suo progetto di smembramento in quattro zone della Siria, di cui una da attribuire alla Russia, è peggiore di quello del suo predecessore. Eppure i sinistri italici…


ARTICOLO SEGNALATO, DA AL BINAA (LIBANO) DEL 20 FEBBRAIO 2017, TRADOTTO PER MONDIALISATION.CA DEL GIORNO SUCCESSIVO :

• Les « zones sécurisées » de Trump ou le nouveau plan de partition de la Syrie

par Amin Hoteit

 
 

 

UE-CINA

«Aiuto! I Gialli c’invadono!»

L’allarme viene dai giornali tedeschi usi a suscitare emozioni popolari e a riscuotere valsente: grida al «preoccupante acquisto», nel 2016, di 170 aziende europee (di cui 34 tedesche) da parte di multinazionali cinesi. Ma sono briciole, a cospetto delle 8.000 aziende allemanne che si sono installate in Cina, dove fanno affari per  60 miliardi di euro, contro gli 8 totalizzati dai cinesi in Germania. Analisi di un interscambio che, se indubbiamente trasferisce know-how a Pechino, compensa ampiamente il Vecchio Continente. Quanto all’Italia…

 
 

 

DAL BLOG DELL’AUTORE

La signora Sophie Portier e il processo che si terrà il 7  giugno 2017 per quanto ho affermato a Teheran nel... dicembre 2006!

di Robert Faurisson

 
 


TOGO

L’erede del dittatore investe sul candidato alla presidenza francese

Un quotidiano locale accusa il presidente Faure Gnassingbé di aver donato a Manuel Valls oltre sette milioni e mezzo di euro per la sua campagna elettorale. Una cifra cospicua anche in Francia, ma eccelsa nel Paese africano tra i più poveri del mondo, piagato per secoli da colonialismo feroce che esordì con la tratta degli schiavi e continuò sotto diverse bandiere forestiere, l’ultima quella francese, che vi sventolò sino agli anni Sessanta del secolo scorso. La fine del colonialismo non portò nulla di buono perché i servi degli ex colonialisti ne presero presto il posto. Nel 1963 Eyadéma Gnassigbé fece il primo colpo di Stato. A gennaio 1967 lo bissò e il 14 aprile si installò alla presidenza. Vi rimase per 38 anni, sino al 2005, quando lasciò lo scranno al figlio Faure, che l’anno scorso ha appunto riempito di soldi Valls, all’epoca primo ministro francese. Chissà se il beneficiato proverà mai rimorso per aver accettato tanto denaro ‒ se è vero che lo accettato ‒ dal capo di un popolo che vive al 33% sotto la soglia di povertà, che al 75% malcampa di un’agricoltura condotta con strumenti primordiali, che ha un reddito medio annuo di 300 euro, che deve pagare ogni briciolo di assistenza sanitaria, dal medico alle medicine, e i cui bambini, in un caso su tre, non possono neppure andare alle elementari… Sguardo su un popolo che l’indipendenza politica e la democrazia hanno lasciato nella polvere.


CORRELATO, DA LE TEMPS (TOGO) DEL 17 GENNAIO 2017:

• Manuel Valls e la valigetta della françafrique

 
 

 

IL MANUALE DEL PERFETTO COLPO DI STATO È SCRITTO IN ITALIANO

Hillary, se vuoi riuscire nel golpe vieni a scuola da Berluska

Nel 1994 il magnate televisivo italiano, legalmente incandidabile alle elezioni, strinse un patto scellerato con tutt’i partiti, compresi quelli estremi, associandoli in un colpo di Stato  basato sul consociativismo mediatico: garantì a ogni congiurato una porzione di visibilità sulle proprie reti private (e su quelle pubbliche che avrebbe gestito una volta al governo) in cambio dell’apostasia della Costituzione, che vieta appunto ai titolari di concessioni pubbliche, a maggior ragione televisive, di entrare in parlamento. Il patto funziona a tutt’oggi, perché i rari che ne sono esclusi, disarmati dei media, non hanno forza di denunciarlo. Per contro, la lobby statunitense ostile a quella che ha fatto eleggere Trump, e con il quale potrebbe benissimo trovare un compromesso politico-affaristico all’italiana, appunto, vuole un golpe non condiviso, stile 11 settembre 2001. Fallito quello pianificato il giorno dell’insediamento, quando bastò l’irruzione televisiva di un plotone di generali alle spalle di Trump, in evidente atteggiamento di sostegno al neopresidente, a dissuadere i congiurati, ora questi hanno tre opzioni: la prima è quella della cosiddetta Casa Nera, sorta di alternativa semiclandestina alla Casa Bianca, mirante a coordinare il boicottaggio delle iniziative, interne e internazionali, del neopresidente; la seconda è il ricorso alla rivoluzione colorata interna, sulla falsariga di quelle utilizzate all’estero, quasi sempre con successo, dalla banda Clinton-Obama; la terza è il prepensionamento funereo alla John Kennedy.
Analisi e prospettive della Seconda guerra civile americana, la prima nella quale il popolo ha ruolo meno che di comparsa: di spettatore passivo, cui è consentito capire poco o nulla e che del resto non fa soverchi sforzi per capire alcunché.


CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 24 GENNAIO 2016:

• Trump: un 11 settembre basta e avanza!

di Thierry Meyssan

 
 

 

TAV TORINO-LIONE

Quanti voti rende la condiscendenza verso gli ecologisti fasulli?

Dopo 27 anni di tentennamenti e sfruttamento populista dei No-TAV, a fine anno s’inizierà (forse) a costruire una banale galleria. Tanto traccheggiare ha gonfiato i costi di un’opera ecologica che ‒ al netto delle patologiche incrostazioni malapartitiche ‒ è di per sé socialmente progressista e ovvia perché destinata a liberare le strade da filastrocche di camion e auto, così riducendo l’inquinamento e gli oneri e i tempi del trasporto di persone e di merci. Ma, al di qua e al di là delle Alpi, stuoli di politicanti irresponsabili e di industriali passatisti hanno trovato e continuano a trovare tornaconto nell’alimentare un movimento di contestazione irrazionale, ignorante e antidemocratico sino alla violenza. Eppure, per quanto inconsistenti e contraddittorie, le argomentazioni dei No-TAV (di cui sotto proponiamo una scampolo di parte francese), continuano a corrompere mandatari popolari in disperata questua di consensi. Ecco una rassegna dei personalissimi e a volte inconfessabili interessi che alimentano l’ostracismo di grillini e Sinistra Italiana alla TAV, stoltamente contrappuntato da indifferenza verso la costruzione di sempre nuove autostrade.

 

CORRELATO, DAL SETTIMANALE FRANCESE MARIANNE DEL 23 GENNAIO 2017 :

TAV Lione-Torino: ecco perché non ha senso

Ci sono voluti cinque anni per smontare una a una le dimostrazioni semplicistiche che servono a mascherare la disinformazione e le menzogne di Stato…

di Daniel Ibanez

 
 

 

CHI SONO E COSA COMBINANO I NOVELLI CASCHI BIANCHI

Caschi Falsi d’Italia

Sono disoccupati arruolati da sodalizi religiosi per fare i volontari retribuiti nell’Oltremare vessato dal colonialismo NATO. La loro missione, sempre proclamata umanitaria, consiste nel fotografare e filmare accurate messinscene in cui le vittime dei colonialisti appaiono come terroristi, mentre i terroristi autentici sono presentati come vittime. Allo scopo di rendere più verosimili le inversioni di ruoli, accade che i volontari eccedano e, calzando i panni dei terroristi, ne commettano i crimini. Immagini e filmati così prodotti sono presi per autentici da televisioni e giornali atlantisti, col risultato che il grosso della pubblica opinione condivide le guerre coloniali, equiparandole alle sante crociate dei secoli bui. Ecco una lista delle strutture cattoliche che collaborano alla spaccio di questa manipolazione mediatica.


CORRELATO, DA STRETEDIPLO DEL 23 GENNAIO 2017:

E la Russia li denuncia all’ONU

 
 

 

MEDICI PRIVATI

Noi li manteniamo fino alla laurea, poi loro ci taglieggiano con parcelle malandrine

Addottorare un terapeuta costa allo Stato almeno 50 mila euro l’anno. Moltiplicato per sei anni di università totalizza 300 mila euro. Decenza vorrebbe che questa gente, che tanto ha beneficiato delle casse pubbliche, si sdebitasse contentandosi, almeno per qualche anno, dello stipendio della sanità pubblica, cioè rinunciasse a farsi pagare anche dai malati. Invece l’esosità, spesso declinata in prescrizioni e interventi ipercostosi e inutili quando non dannosi, fa premio su un minimo di riconoscenza sociale e deontologia professionale. Né vale l’esimente per cui il paziente è spesso peggiore di loro.
Indagine su un mestiere punteggiato da gente preparata, coscienziosa, e qualche volta generosa sino all’eroismo, ma folto anche di cialtroni che ammorbano d’ignoranza, incompetenza e palanchismo l’intera filiera sanitaria.

 
 

 

IL RADUNO DELLE DESTRE EUROPEE A COBLENZA

Spauracchi di salvataggio del capitale

Quando i veri padroni dello Stato sono insoddisfatti del cavallo che offre sella al governo, lo sostituiscono. Per quanto sostanzialmente fasulla, giacché espropriatrice della sovranità popolare a vantaggio delle oligarchie, non v’è democrazia che possa prescindere da un minimo di consenso popolare, pena doversi sobbarcare gli enormi costi dell’autoritarismo. Esasperati dall’invasione di folle d’immigrati che hanno catalizzato impoverimento di masse, smantellamento di servizi sociali e di diritti, nonché disoccupazione, i popoli europei minacciano di assaltare il Palazzo. Ne vengono dirottati dall’AFD, dal Front National e da similari sigle, leste ad adottare lo sloganismo dei cavalli che si candidano alla soma: votate noi, saremo governanti migliori, vi restituiremo lavoro, servizi sociali coi fiocchi, serenità ambientale. I padroni dello Stato colgono la palla al balzo e inducono i loro attuali cavalli a minacciare gli elettori: vedete cosa sta generando la vostra fobia verso gli immigrati e la vostra utopia di un’economia senza crisi? State risvegliando i fantasmi del passato: il fascismo è alle porte!
Se la minaccia funziona, bene, i sudditi riottosi rientrano nei ranghi: sempre meglio un presente in brache di tela che un futuro corrusco di falò appiccati da camice brune. Se va male, i padroni mercanteggiano con i nuovi cavalli il prezzo della sottomissione al basto.
Ecco gli scenari dell’annunciata rivoluzione gattopardesca innescata da Frauke Petry e cordata…

 

CORRELATO, DA LE MONDE, EDIZIONE PER ABBONATI

Le élite sconfitte dalle persone ordinarie

Le difficoltà delle classi popolari di fronte alla mondializzazione sono state a lungo sottaciute dall’establishment liberale. Questa l’analisi del filosofo conservatore inglese.

di Roger Scruton

 
 

 

POLITICA MONETARIA

Prove generali di svalutazione dell’euro

È uno scenario perseguito dalla lobby speculativo-finanziaria in combutta con i governi europei più indebitati. L’obiettivo è triplice: disinnescare il potenziale d’insolvenza, e dunque eversivo, rappresentato dall’abnorme indebitamento della media e piccola borghesia; secondo, impedire al debito pubblico di tracimare oltre il livello di bancarotta statale; terzo, realizzare la più colossale e criminale rapina ai danni dei pensionati, dei lavoratori a reddito fisso e di quanti, non allertati dall’accoppiata malavitosa, non fanno in tempo a trasformare gli euro in valute stabili o in beni-rifugio. Il colpaccio è propiziato dalle campagne di stampa sul collasso dei conti pubblici e dai venti di svalutazione del dollaro. Ecco come, partendo dall’analisi della crescente propensione delle famiglie a comprare a rate e a ricorrere al credito al consumo, e poi esaminando la selva sempre più fitta di enfiagioni borsistiche, si perviene a implosioni sociali che, ci fosse un partito comunista autentico, condurrebbero alla rivoluzione.

 
 

 

LE IRRAZIONALI E LIBERTICIDE SENTENZE DELLE SUPREME CORTI EUROPEE

Sei libero di ereticare, purché quasi nessuno ti dia retta

Il 17 gennaio i togati di Karlsruhe hanno respinto la richiesta del Bundesrat di mettere al bando l’NPD, partito di estrema destra, motivando che ogni progetto eversivo incapace di riscuotere consensi adeguati non può essere considerato una minaccia all’ordine costituito. Insomma l’NPD, con i suoi seimila iscritti e poco più dell’1% dei voti, è talmente marginale da consentire ai giudici di sfoggiare tolleranza democratica. Per converso, nel 1956 la Corte costituzionale tedesca aveva messo fuori legge il partito comunista (KPD), condannandone i dirigenti a molti anni di galera e al sequestro dei beni personali. Eppure erano comunisti che avevano subito la persecuzione dei nazisti e che dopo questa sentenza persero il lavoro e non ne ritrovarono più. Analogo fu, nel 1998, l’orientamento della Corte di Strasburgo, che legittimò il golpe con cui i militari turchi sfrattarono dal governo il  Refah Partisi, elettoralmente vincitore ma loro sgradito. Sono orientamenti che subordinano la libertà di tutti al tornaconto delle oligarchie al potere, dunque criteri estranei al diritto. Eppure imperanti in tutti gli Stati ‒ dall’Algeria agli Stati Uniti ‒ dove le cose che conviene fare hanno la meglio su quelle che è giusto fare. Analisi e commento.  

 
 

ECONOMIA MONETARIA

Dovremo pagare alla banca la custodia del nostro denaro

L’ondata di messa fuori legge delle banconote di grosso taglio, che in India s’è tradotta in una rapina statale ai ceti poveri, si estenderà a ogni biglietto di pagamento e sommergerà tutto il mondo, inclusi i Paesi sedicenti comunisti. L’imposizione della  valuta elettronica come unico mezzo di transazione, obbligando tutti i cittadini ad aprire un conto corrente, viene presentata come strumentale alla lotta contro i capitali di provenienza criminale. In realtà è soprattutto un espediente per consentire alle banche di rapinare legalmente i correntisti loro praticando interessi negativi, così ribaltando il rapporto con i clienti: saranno costoro a sborsare interessi sui loro depositi! La trama di questo progetto giugulatorio viene tessuta da anni dai membri d’un sodalizio internazionale di stampo massonico basato a circa mezzo chilometro dalla Casa Bianca, braccio finanziario del capitalismo ecumenico, contro il quale non si erge neppure la Cina, perché ne fa parte. Ecco come opera e quali sconvolgimenti sociali provoca.

 
 

SIRIA

Senza il soccorrevole, ancorché interessato, intervento della Russia, gli USA vi avrebbero replicato il genocidio vietnamita, indi l’avrebbero fatta a pezzi da distribuire ai loro alleati

Le (in)caute rivelazioni del segretario di Stato americano sulla strategia di colonizzazione del Medioriente sono indubbiamente un episodio della virtuale guerra civile in corso a Washington. Ma, come cascame produttivo, ci denudano i retroscena di un’offensiva coloniale di annientamento nella quale si sono lasciati irretire gli Stati europei più proni agli Stati Uniti. Compresa, nel suo infimo e dunque di sguincio, anche l’Italia...

 

ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 17 GENNAIO 2017:

Le confessioni del criminale John Kerry

di Thierry Meyssan

 
 

 

LA MAGISTRATURA ACCUSA TRE CARABINIERI DI OMICIDIO PRETERINTENZIONALE

Della vicenda di Stefano Cucchi forse ammazzato dai gendarmi sappiamo tutto. Delle altre, ordinarie violenze sui detenuti, quasi nulla

I cronisti di nera e giudiziaria sono testimoni privilegiati nonché vigilanti professionalmente preposti a scovare, osservare e informarne la pubblica opinione d’ogni incrinatura nell’impalcatura garantista su cui si regge il godimento dei diritti civili. Il giornalista che assiste a un pestaggio da parte del braccio armato dello Stato, o ne viene comunque a conoscenza, ha il dovere di riferirne. Ma la stampa nostrana è arida di giornalisti di vaglia; ridonda invece di amanuensi e replicanti, proni a ogni mostrina del Potere, sordi e ciechi e afasici ogni volta che gli fa comodo, tesi ad accaparrarsi pingue pagnotta, abiurando impegno deontologico. Il calvario di Stefano Cucchi, che i magistrati sospettano ammazzato di botte dagli statali che l’arrestarono e venuto alla ribalta mediatica grazie esclusivamente alla pervicacia della sorella Ilaria, è l’eccezione alla regola: il Quarto Potere contribuisce alla degenerazione barbarica che contagia gran parte degli altri tre. Ecco i casi più ricorrenti dei quotidiani colpevoli silenzi imputabili a scribacchini e teleblablà.

 
 

 

DISEQUILIBRIO DEL TERRORE E PROPAGANDA

Per la stampa filoamericana è normale che gli USA piazzino bombe nucleari a poche decine di chilometri dalla Cina. Mentre si allarma se la Cina ne installa ai propri confini

Il contenzioso sul Mar Cinese Meridionale, dove il naviglio da guerra statunitense spadroneggia da sempre e dove Pechino rivendica il dominio sulle isole che gli appartengono ‒ premessa del diritto all’autodifesa efficace ‒ è presentato all’opinione pubblica occidentale come la pretesa della repubblica cinese a conquistare il mondo. Eppure, contabilità militare alla mano, i missili made in USA assediano le democrazie dell’Estremo Oriente allo stesso modo in cui accerchiano la Russia in Europa, con una preponderanza, in termini di potenziale distruttivo, di 3 a 1. Ma per i sudditi dell’Occidente, acalculici oltre che colpevolmente distratti, non contano né i numeri né i fatti, bensì le emozioni generate da un apparato mediatico che rari cittadini, dotati di autonomia critica,  ardiscono contrastare.

 

ARTICOLI CORRELATI, DA LE MONDE (ABBONATI) DEL 15 GENNAIO 2017:

Mar della Cina, pescatori-soldati al servizio di Pechino

Vezzeggiati da Pechino, onorati nel 2013 da una visita del presidente Xi Jinping, l’isola di Hainan e i suoi pescatori sono una pedina importante nella strategia cinese per il controllo degli arcipelaghi di Paracel e Spratleys.

di Brice Pedroletti

Una base “segreta” di sottomarini nella baia di Yalong

 
 

L’ITALIA DELLA DISPERAZIONE E DEL MALAFFARE

Dilaga il mendicantato

Il fenomeno ha due propellenti distinti. Il primo è la povertà crescente: si enfiano le schiere di senza-reddito e senza-patrimonio ereditato, nonché di esclusi da ogni consesso solidaristico, che sono costrette a umiliarsi tendendo la mano a sconosciuti per raggranellare di che sopravvivere. Ma la quota preponderante di questuanti è formata da bande assiemate o quantomeno dirette dalla criminalità organizzata. Questi mendici, territorialmente e gerarchicamente inquadrati, pagati a percentuale, sono indotti dai protettori a esplorare nuove forme di questua ‒ con scorribande in ambiti un tempo loro preclusi, come i negozi, i supermercati e gli ingressi condominiali ‒ nonché a praticare forme inedite di condizionamento psicologico del questuato, che sconfinano nella minaccia implicita di aggressione o di rappresaglia. Indagine in alcune città-campione della Lombardia.

 
 

 

GUERRE COLONIALI

Nel 2016 gli USA hanno sganciato 26.171 bombe su sette Paesi

Nel 2014 erano state 23.144. Le vittime sono: Siria (12.192 ordigni), Iraq (12.095), Afghanistan (1.337), Libia (496), Yemen (34), Somalia (12), Pakistan (3).

 
 

 

EX-JUGOSLAVIA

«Il Kosovo è Serbia»

Questa scritta su un treno partito da Belgrado e diretto nella regione kosovara ha scatenato oggi le ire dei separatisti e indotto il governatore a mandare blindati e polizia in assetto di guerra a bloccare il convoglio, peraltro prudenzialmente fatto rientrare nella capitale dal capo del governo. A nove anni dall’invasione del Kosovo da parte della NATO, che bombardò la popolazione anche con proiettili all’uranio impoverito (che continuano a uccidere di cancro), le truppe di occupazione non sono ancora riuscite a mutilare la Serbia di una regione che gli Stati Uniti ambiscono trasformare in Stato-fantoccio allo scopo di meglio proteggervi la base militare di Bondsteel, il più grande avamposto americano in Europa. Ecco una cronologia aggiornata dei crimini commessi in Kosovo da truppe coloniali partecipate anche dall’Italia e dai loro mercenari dell’UCK, rei, fra il tant’altro, di aver sventrato almeno 500 prigionieri (serbi, zingari e albanesi) allo scopo di commerciarne gli organi. Trapiantati in pazienti di molti Paesi mediterranei…

 
 

 

GUERRA ECONOMICA

Le imprese italiane che tifano per Trump

Le sanzioni volute dagli USA contro la Russia innescarono ritorsioni che hanno danneggiato, fra gli altri Paesi esportatori verso l’Est, anche l’Italia. Viaggio tra i lavoratori che, virtualmente licenziati dalla pretenziosa offensiva contro il governo Putin, ora sperano nel neopresidente americano ‒ che ha annunciato la fine del boicottaggio antirusso ‒ per riprendersi il salario.

 
 

 

ECONOMIA DEI TRASPORTI

Nono anno di crisi per i portacontainer

Partendo dai presupposti sbagliati secondo cui la quota delle merci che viaggiano via mare (ora del 70%) sarebbe aumentata a ritmi sostenuti e che le navi giganti avrebbero incrementato i profitti, le compagnie di navigazione si sono indebitate per accaparrarsi scafi capaci di esasperare i risparmi di scala, con portate di 20 mila TEU e oltre.  Ma la domanda è rimasta fiacca, in armonia con le predizioni degli analisti (massime il Baltic Dry Index), e i noli restano sotto la linea di galleggiamento contabile, asfissiando fondi d’investimento e banche. Risultato: centinaia di bastimenti medio-piccoli avviati alla demolizione; molti container restano a terra, inutilizzati, e quelli che s’imbarcano viaggiano quasi a sbafo. Indagine su un comparto mercantile che declina al meglio la riluttanza alla pianificazione dello sviluppo e alla concertazione tra operatori propria della selvaggia globalizzazione capitalista, dove peraltro svolgono ruolo di primedonne società statali che si richiamano al comunismo.

 
 

 

GUERRE DELL'INFORMAZIONE

Se l’opinione pubblica persevera a credere ai giornalisti venduti e ai falsi umanitari diventa complice dei crimini che essi coprono

La stampa atlantista mente in maniera grossolana e ripetitiva, mentre la dipendenza delle ONG dai reparti militari è vieppiù palese: eppure rari sono coloro che denunciano la messinscena e fanno stecca in un coro popolare che, quando non è allocco, è in malafede. Ecco una rassegna dei casi più eclatanti di abuso della credulità popolare, contrappesati dal tornaconto e dalla vigliacchieria degli abusati.



ARTICOLO CORRELATO, DA SPUTNIK FRANCE DEL 6 GENNAIO 2017:

Manipolazioni mediatiche: ieri la Serbia, oggi la Siria

L’arresto di Ramush Haradinaj, ex primo ministro del Kosovo ed ex comandante dell’UCK, con l’accusa di crimini di guerra, ci fornisce l’occasione di ritornare sulla campagna mediatica che ha accompagnato il conflitto in Kosovo. Un conflitto che presenta sorprendenti analogie con la guerra in Siria, anche al di là dell’aspetto mediatico.

di Maxime Perrotin

 
 

 

BRASILE: IN UNA SETTIMANA MASSACRATI 105 DETENUTI

Stipati come sarde in scatola, affamati, violentati, torturati e, se protestano, uccisi

Di destra o sinistra, i governi del Paese affrontano la povertà generata dalle multinazionali e dalla borghesia ladrona sempre allo stesso modo: 620.000 incarcerati, di cui il 40% in attesa di giudizio, in prigioni che potrebbero ospitarne al massimo 350.000, sempre più appaltate a gestori privati, ai quali il ministero della Giustizia garantisce per contratto il 90% di occupazione dei posti, di fatto il tutto-esaurito. Dietro le sbarre imperano le vessazioni di sfruttatori che fanno lavorare i detenuti come schiavi e che tengono sottomessi evocando il macello compiuto dalla polizia di Stato nel 1992, quando nel carcere Carandiru di San Paolo furono giustiziati a freddo 111 detenuti esasperati. Eppure le condizioni detentive sono talmente insopportabili che, nell’ultima settimana, sono scoppiate molte rivolte, le più sanguinose nella galere Anisio Jobin di Manaus (56 morti) e nel penitenziario agricolo Monte Cristo  di Boa Vista (33 morti). Il presidente Michel Temer, al pari dei predecessori, giustifica tanta detenzione letale con la necessità di combattere i cartelli della droga. In realtà gli arresti mirano a spegnere focolai di rivolta suscettibili di evolvere in rivoluzioni contro uno dei regimi più corrotti del mondo. Eppure il Brasile è membro dei BRICS, il cartello dei sedicenti Paesi progressisti. Resoconto sulle nefandezze di uno Stato di polizia.

 
 

 

VENEZUELA

I peones creduloni e ingrati  pagano con la miseria la loro dissennatezza elettorale

Nelle ultime elezioni la maggioranza del popolo, che pure da anni coglieva i frutti delle riforme socialiste avviate da Chavez e continuate da Maduro, s’è lasciato irretire dalla propaganda delle televisioni, quasi tutte nelle mani dei partiti proni a Washington, e ha preferito questi ultimi. Così il presidente, reo soltanto di non possedere il carisma del predecessore e non idoneo ad appagare le aspettative di elettori cresciuti a favole e telenovelas, s’è trovato assediato da un parlamento a maggioranza reazionaria, che ha cominciato a smantellare le riforme progressiste e ha piombato vasti strati popolari nell’indigenza più nera. Ecco il resoconto del sopravvento annunciato dell’ignoranza e dell’irresponsabilità sulla tensione etica e l’impegno civile.


ARTICOLO SEGNALATO, DA SPUTNIK DEL 4 GENNAIO 2017:

Why Venezuela's 'Bolivarian Revolution' Is Now Teetering on the Brink

 
 

 

ETICA DELLA SCIENZA

Se il robot studia da Spartaco

Sviluppando l’intelligenza artificiale, l’umanità lancia una sfida a se stessa: riuscirà a scongiurare la rivolta delle macchine e di divenirne schiava? È una prospettiva che Stephen Hawking ha sottratto alla fantascienza molto tempo fa e che oggi ‒ compiendo 75 anni ‒ conferma. Questione di secoli e i robot avranno un cervello superiore a quello umano. Un esperimento odierno: negli Stati Uniti hanno inserito 16 mila microcircuiti in un robot, cui hanno dato da studiare un sillabario formato esclusivamente da dieci milioni di video di Youtube. Risultato: il robot non s’è limitato ad assimilare le immagini, ma ha imparato a elaborare deduzioni logiche. Per esempio, se gli mostri un gatto lo riconosce, anche se nessuno gli ha mai detto cos’è. Connessi o innestati nell’uomo, questi supercervelli artificiali, dalla memoria e dalla velocità elaborativa prodigiose, già anticipano, con i cyborg che alleviano l’uomo dalle fatiche e dai rischi e dalle malattie, l’avvento di esseri viventi che irridono l’evoluzione naturale della specie. Per cui il dubbio di Hawking diventa: scontata l’emarginazione, se non la caducità, dell’uomo contemporaneo, il Pianeta sarà gestito da uomini-macchina o da macchine-uomini? Ecco una panoramica delle ricerche scientifiche più filosoficamente inquietanti.


ARTICOLO SEGNALATO, DALLA FAZ ODIERNA:

Künstliche Intelligenz: was wird der Mensch?

 
 

 

CINA

Partito da Yiwu il primo treno merci per Londra

Gestito da China Railways Cooperation, attraversa sette Paesi, oltre a quelli di partenza e di arrivo: Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia, Germania, Belgio e Francia. Il valore del carico è 4 milioni di euro: una pochezza che dice quanto l’altra sfida che attende il governo di Pechino, in parallelo con quella delle vie della seta, sia di produrre merci tecnologicamente più avanzate e dunque a maggior valore aggiunto. Il nuovo collegamento diretto, inaugurato il 2 gennaio e lungo circa 13.500 chilometri,  trasporta 200 container a convoglio, contro i quasi 20 mila di una nave cargo di ultima generazione. In compenso, il viaggio in ferrovia dura (in attesa dell’alta velocità) 18 giorni, contro il mese impiegato dalla rotta marittima.

 
 

ALBANIA

Le colpe dell’Italia nell’imbarbarimento del Paese campione di povertà in Europa, ma campione mondiale di marijuana

Grande un po’ più della Sicilia e con una popolazione pari a quella del Napoletano, il minuscolo Stato è l’esito di sudditanza endemica allo straniero: dall’occupazione italiana del 1939 a quella tedesca del 1943, dall’incombenza russa e poi cinese sino alla farsa elettorale del 1991, sincrona al collasso dell’URSS, e poi di nuovo sotto il giogo dei saccheggiatori italici. Quest’anno il partito socialista del primo ministro Edi Rama richiede il voto a un popolo dedito soprattutto alla coltivazione illegale di cannabis, materia prima della marijuana, che vale 5 miliardi di euro e circa la metà del PIL. Questo flusso di droga, che all’origine frutta 100-200 euro al chilo, finisce soprattutto in Italia, dove i mercanti nostrani ne incassano 1.500. Edi Rama simula di contrastare tanta manna esibendosi in spettacolari sequestri e distruzioni di piante di cannabis, che, lungi dall’intaccare una coltura intensiva che anzi negli ultimi anni si è moltiplicata per cinque, servono giusto a chetare l’opinione pubblica perbenista e a consentire alla polizia d’intascare tangenti del 20%.  Quanto al governo italiano, si conferma nel tradizionale ruolo neocolonialista…

 
 

 

SIRIA

Ennesimo crimine di guerra della NATO: avvelenati gli acquedotti

Le sedicenti ONG umanitarie pagate da Germania, Danimarca, Francia, Stati Uniti, Olanda, Giappone e Gran Bretagna hanno rivendicato l’ammorbamento dei pozzi che alimentano Damasco, che lascia senz’acqua 5,6 milioni di persone. Non paghe, hanno minacciato di sparare sui tecnici riparatori. Da 15 giorni il governo distribuisce periodicamente taniche da 50 litri di acqua non potabile ad ogni famiglia, ma per quella da bere bisogna ricorrere alle bottiglie di minerale.


ARTICOLI CORRELATI :


DA RÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO :

Una “ONG umanitaria” priva dell’acqua 5,6 milioni di civili


DA MOON OF ALABAMA DEL 3 GENNAIO 2017 :

US/UK Paid "White Helmets" Help Blocking Water To 5 Million Thirsty Syrians

 
 

 

UNO DEI CINQUE MOSCHETTIERI DEI BRICS SI RIVELA UN BANDITO PRONO AGLI USA

Così l’India acclamata dai sinistri mondiali ha rubato i risparmi ai poveri

Su istigazione dei finanzieri statunitensi, l’8 novembre scorso il primo ministro Narendra Modi ha messo fuori legge due tipi di banconote rappresentativi dell’80% del circolante, con effetto immediato. Tempo per recuperare i soldi versando le vecchie valute in un conto bancario: poco più di un mese, considerando i festivi. Ma oltre la metà degli indiani non ha un conto in banca e comunque le lunghe code agli sportelli hanno reso impossibile a molti di accedervi. Risultato: i poveri hanno perso l’80% dei loro soldi.  Ecco chi sono i registi di questa colossale rapina di Stato e perché hanno potuto delinquere nell’impunità e tra l’indifferenza dei politici eletti dalle stesse vittime.


ARTICOLO CORRELATO, DAL BLOG DI NORBERT HÄRING, 1° GENNAIO 2017:

A well-kept open secret: Washington is behind India’s brutal experiment of abolishing most cash

• Ein gut gehütetes offenes Geheimnis: Washington steckt hinter Indiens brutalem Bargeld-Experiment

 
 

NUOVE GENERAZIONI DA INCUBO

I fanciulli di face-neanderthal

Regrediscono verso i primati, quanto meno dal punto di vista degli attributi cerebrali e valoriali che invece si rafforzano e sviluppano nell’uomo etico e proiettato verso il futuro: la conoscenza, l’autonomia critica, la capacità di contestualizzare, la tensione ideale, la condivisione delle sorti di tutto il genere umano, la solidarietà, la capacità di plasmare il divenire secondo progetti ragionati, lo spirito di sacrificio.  Invece i figli di genitori abbrutiti dal consumismo deteriore e dall’egotismo familiare zavorrano, con la loro indifferenza sociale e la loro amoralità, il progresso civile. Queste generazioni manifestano la loro pochezza e le loro crudeltà su face-book e similari prosceni, dove balbettano insensatezze e asinerie che si esaurirebbero in discarica se una peggiore classe politica non le accogliesse, non le amplificasse e non le sfruttasse a fini di consenso. Ecco un viaggio istruttivo nel sottomondo su cui si radica la democrazia del terzo millennio.

 
 

 

MITI E RISORSE DELLE NUOVE RESISTENZE AL CAPITALISMO GLOBALE

La fionda di Maometto

Così battezzata in analogia funzionale con quella biblica di Davide e nata dalla fantasia di uno scrittore marginale, alimenta gli aneliti giustizialisti dei sopravvissuti ai massacri compiuti dalle truppe coloniali della NATO nella ex Jugoslavia, in Africa e in Asia. Arma individuale e discreta, è silenziosamente letale a una distanza superiore a quella di un fucile da cecchino, pesa due chili e si camuffa da libro o da altri oggetti al di sopra di ogni sospetto. Ecco come l’idea di un singolo vindice s’è propagata a sogno di legioni di oppressi…

 
 

 

TURCHIA

Erdogan come Moro negli anni Settanta: condannato a morte dagli USA

Nel 1978 la CIA indusse le Brigate Rosse a sequestrare e uccidere il dirigente democristiano, reo non già di coinvolgere maggiormente il PCI nella gestione del potere ‒ obiettivo del resto auspicato anche da Washington e da anni perseguito dalla NATO con la cosiddetta strategia della tensione ‒ ma di farlo senza la gradualità e le modalità che il padrone americano esigeva. La manipolazione dei brigatisti autentici e l’arruolamento di quelli venali fu propiziata dai gendarmi statali infiltrati nelle Brigate Rosse, mentre il sequestro ‒ come altri fatti d’arme di quel periodo, compreso l’omicidio di Moro ‒ furono pure opera di militari professionisti, spesso sconosciuti alla stessa organizzazione terrorista. Se togliere di mezzo Moro fu relativamente facile, giacché della sua scomparsa si giovarono tutt’i partiti politici, assassinare Erdogan, anch’egli reo di non applicare pedissequamente le direttive degli USA, presenta qualche difficoltà, a causa della sua abilità nel ribaltare alleanze e schierarsi con i nemici dell’ex amico: la Russia e l’Iran… Ecco i futuri scenari possibili.


ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO:

• La virata della Turchia

Il presidente Vladimir Putin ha annunciato d’aver concluso un accordo con la Turchia per un cessate-il-fuoco in Siria. Eppure la Turchia è stata sinora il principale sostegno operativo degli jiadisti. Come si spiega tale colpo di scena?  Il presidente Ergodan riuscirà a far scivolare il proprio Paese dall’influenza statunitense verso quella della Russia ? E quali sono le cause e le conseguenze di questa grande svolta ?

di Thierry Meyssan

 

LA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE MONDIALE

Il flagello delle madri-coniglie

I virtuosismi previsionali demografici si rivelano aridi se non coniugati alle capacità di governare il cambiamento. Un terzo della popolazione mondiale vive nell’indigenza per colpa di una procreazione lasciata al caso e di una produzione e distribuzione delle ricchezze pilotate dal tornaconto della parte esigua ‒ e moralmente peggiore ‒ dell’umanità. Ogni anno decine di milioni di persone continuano a morire di fame e centinaia di milioni sono asservite alla moderna schiavitù. S’impongono dunque una procreatica responsabile e un modello di sviluppo economico capaci di perseguire l’equilibrio tra bisogni e risorse, gli uni e le altre riscritti alla luce dell’etica e dei supremi valori assunti a bussola del cammino umano. Ecco alcune riflessioni suggerite dal rendiconto e dalle proiezioni del Deutschen Stiftung Weltbevölkerung, edizione 2017.

 
 

 

COSTUME

Quelle messe riservate ai ricchi, dove si simula di piangere i ricchi che furono per decidere i ricchi che saranno

Sin dal Medioevo i signori del denaro hanno profittato di cerimonie funebri per stringere alleanze affaristiche. Un’abitudine rinverdita negli ultimi decenni del secolo scorso in Lombardia: l’appuntamento più esclusivo, ambito e di costosa partecipazione s’è consolidato in un’abbazia dell’hinterland milanese. Ha cadenza annuale e simula il rimpianto d’un estinto ormai divenuto sconosciuto alla maggioranza dei dolenti. Qui si aggiornano gli assetti di potere economico condizionanti l’Italia intera e, di riflesso, una buona porzione della Mitteleuropa. Su scala ridotta e con ambizioni ed esiti locali, ultimamente il rito della Borsa Funebre ha attecchito in altre città del Norditalia, adeguandosi ai rigorosi canoni di riservatezza e di censo codificati dall’adunanza medeghina, ma connotandosi di mondanità provincialotta e, se non fosse per le tragedie sociali indotte, alquanto patetica. Ecco l’irriverente cronaca di uno di questi raduni in gramaglie firmate.

 
 

 

LA CINA E LE VIE DELLA SETA

Sono in arrivo treni carichi di disoccupazione

Le ferrovie in costruzione collegheranno le industrie della costa cinese, dove gli oneri di produzione sono compressi da esasperato sfruttamento della manodopera, ad Amburgo e poi sino a Madrid ‒ 13 mila chilometri! ‒ in una settimana, mentre ora, per nave, ce ne vogliono tre. E a costi ridotti del 30%. Le fabbriche del Vecchio Continente saranno ulteriormente sfoltite o decimate negli organici. Quelle sopravvissute, e arruolanti preferibilmente immigrati giovani a rimpiazzo di autoctoni maturi, assembleranno pezzi importati. L’acciaio cinese inonderà il Vecchio Continente a prezzi immiseriti anche dalle sovvenzioni statali, scalzandovi gli altiforni e distruggendo altri posti di lavoro… È lo scenario schiuso dal progetto viario che da tre anni Pechino persegue con un investimento da un miliardo di dollari: (forse) ridimensionerà il predominio globale degli USA a vantaggio della Cina e degli altri 64 Paesi coinvolti nella rivoluzione viaria, ma per i poveri e i subalterni del mondo saranno (sicuramente) ulteriori dolori…

 
 

 

SOMMARIO

 
 

 

SOMMARI SEMESTRALI

 

 

PRODUZIONE CARTACEA

 
lasmonda la smonda mafro obletter giancarlo scotuzzi hans defregger il cronista associazione giornalisti etici, Martha Fischer