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Gian Carlo Scotuzzi
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COLONIALISMO MEDIATICO USA

Fuori i nomi delle centinaia di pennivendoli italiani al servizio della NATO

Con i nostri soldi l’Unione Europea paga uno stuolo di funzionari, guidato dalla nostra connazionale Federica Mogherini, per rifornire bisettimanalmente la stampa nazionale delle versioni degli avvenimenti grate all’Alleanza Atlantica. Parole d’ordine: censurare le malefatte dei padrone amerikano e della Commissione Europea, nonché infangare l’operato della Russia e degli altri Stati sgraditi a Washington.


ARTICOLO SEGNALATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO:

La campagne de l’Otan contre la liberté d’expression

par Thierry Meyssan

 
 

L’ITALIETTA E IL GIOCO DELL’OCA

È già pronto il clone del clone Renzi

Sei elettori su dieci hanno bocciato il governo e nello stesso tempo ne hanno giubilato il suo creatore e pilastro mediatico, Berluska. Silurare una maggioranza parlamentare e la sua espressione esecutiva serve a niente se gli antagonisti non hanno pronti uomini e programmi di ricambio. Non si esce dalla fogna della sudditanza alla Commissione Europea e della corruzione continuando a seguire i soliti pifferai magici. O ci si decide a varare un partito di competenti e di onesti, o ci si ritrova più arretrati della casella di partenza…

 
 

 

ITALIETTA

Alla festa di Ref & Rendum come allo stadio

Obnubilati da sei mesi di martellante campagna elettorale, inconsapevoli o immemori d’essere sudditi di partiti golpisti e di essere chiamati a difendere o aggiornare una Costituzione abrogata dal Trattato Europeo, milioni di elettori-tifosi si godono la brividosa attesa del fischio finale. Ecco una raffica di interviste rivelatorie…

 

IRAN E TURCHIA

Anche imprese italiane tra i grandi elemosinieri dei governi antipopolari

A tutela e a caccia di contratti di fornitura, di appalti e di fabbriche da alimentare con manodopera a buon mercato, i nostri connazionali aborrono l’avvento di regimi progressisti, se non proprio rivoluzionari. Così, ad Ankara si foraggia la banda Erdogan, mentre a Teheran si versano cospicui contributi ai contras democratici che a suo tempo provocarono la caduta del presidente Mahmoud Ahmadinejad, di cui paventano il ritorno.

 
 

 

IRAN

Il Congresso degli USA e Trump scatenano le schiere di Mahmoud Ahmadinejad

Emarginato dalla vittoria del partito amerikano del primo ministro Hassan Rohani, l’ex presidente è ritenuto l’uomo migliore per difendere il Paese dalla rinnovata guerra economica scatenata dalle sanzioni e da quella missilistica prospettata dai proclami guerrafondai del futuro ministro della Difesa, il generale James Mattis, da sempre assertore della riduzione dell’Iran a colonia, come ai tempi in cui la CIA organizzò l’estromissione del primo ministro Mohammad Mossadeq per rimpiazzarlo con lo scià-fantoccio Mohammad Reza Pahlavi. E l’ayatollah Alì Khamenei, che nei mesi scorsi esortò Ahmadinejad a non presentarsi alle elezioni del 2017 pena l’incolumità personale, ora comincia a preoccuparsi della propria. Ecco i venti di rivalsa che, nelle università e nelle caserme di Teheran, gonfiano le vele della rivoluzione incompiuta…

 

DISINFORMAZIONE E POTERE

I puntelli mediatici delle democrazie imperiali

Anche il più illiberale e despota dei regimi abbisogna del consenso di buona parte della pubblica opinione. Per conquistarla, o quantomeno per disinnescarne fomiti contestativi, i governi le innestano e continuamente ravvivano e periodicamente aggiornano le cosiddette Menzogne Fondamentali: sacralità presidiate dalle condanne all’oblio mediatico e persino al carcere. Al fine di corroborare le grandi bugie, i nemici della verità simulano di rivelare le piccole, così appagando quella “voglia di scandaliˮ con la quale la plebe sublima la propria irrilevanza politica.  Ecco una rassegna dei tabù che il grosso dell’intellighenzia non osa intaccare e delle astuzie cui si ricorre per imporli. Dall’inchiesta di Seymour Hersh, che accreditò la favola dell’esecuzione di Osama Bin Laden (ufficialmente ucciso il 2 maggio 2011, in realtà morto di malattia a dicembre 2001) col pretesto di contestare aspetti marginali del resoconto governativo, sino all’odierna farsa referendaria italiana, un polverone salottiero che maschera due obiettivi: primo, l’istituzione della campagna elettorale permanente come ulteriore strumento di condizionamento delle masse; secondo, l’ennesimo saccheggio delle casse dello Stato…

 
 

STATI UNITI

L’ultimo rantolo di Obama: regala al Pentagono assassini più efficienti ed ecumenici

Ha firmato la razionalizzazione degli assassini legali, che d’ora in poi non agiranno più scoordinati, agli ordini delle singole Armi della Difesa e delle agenzie governative, ma delinqueranno nei ranghi di un unico reparto centralizzato, battezzato Joint Special Operations Command (JSOC). L’obiettivo è aumentare produttività e rapidità: i mastini dello JSOC faranno fuori molti più nemici (dei generali e dei loro padrini politici ‒ o viceversa ‒ non già del popolo americano), senza il minimo inghippo burocratico né politico né confinario, nel senso che potranno fare il tiro al bersaglio ovunque nel mondo e anche contro i loro connazionali, all’interno degli Stati Uniti. Ecco come si connota il più funzionale battaglione di boia con licenza di terrorizzare il mondo intero, eseguendo sentenze di morte non pronunciate da alcun giudice.

 

ARTICOLO CORRELATO, DA WORLD SOCIALIST WEB SITE DEL 2 DICEMBRE 2016:

Obama estende la portata mondiale degli squadroni della morte

di Patrick Martin

 
 

 

COMMISSIONE EUROPEA

Con i soldi negati ai malati, ai disoccupati e ai poveri, anche l’Italia aumenta lo shopping di armi. Almeno sino al 2020

Ieri ennesimo blitz antipopolare della Comunità, congrega di personaggi non eletti dal popolo che imperano su un parlamento ahinoi eletto da popoli: con una grida indiscussa e non discutibile ha imposto agli Stati d’incrementare subito di 500 milioni l’anno gli investimenti in tecnologie militari: ma è soltanto una prima tranche, giacché gli investimenti nel settore sono considerati «illimitati» e non incidono sul deficit di bilancio. Significa che, mentre il governo Renzi-Berlusconi taglia le spese sanitarie e riduce le pensioni esponendole al logorio dell’inflazione (negata, ancorché palese nell’incremento nei prezzi), destina crescenti risorse nazionali ai signori della guerra. Persino i finanziamenti a progetti culturali come Erasmus saranno condizionati a ricerche sulle tecnologie belliche. Eppure i sinistri parlamentari europei non eccepiscono alcunché e la stampa padronale censura la notizia...


ARTICOLO SEGNALATO, DA WORLD SOCIALIST WEB SITE ODIERNO:

• European Union Commission plans multi-billion weapons fund

by Christoph Vandreier

 
 

 

VENTI DI GUERRA E DI RESE INCONDIZIONATE

Se il postcomunista nostrano è un «timido» innocuo e lo Zio Tom in colonia pensa di riscattarsi facendo il negriero, chi s’oppone alla nuova schiavitù?

Commento all’analisi di Samir Amin che dà per scontata l’implosione del capitalismo globalizzato.


• L’elezione di Donald Trump
    

di Samir Amin

 

CORRUMPE ET IMPERA

Vieni nel club dei samaritani, farai il turista gratis

Non soltanto i grossi partiti e i grassi sodalizi castali, ma anche partitelli pseudorivoluzionari, sindacati e associazioni di volontariato sono degenerati ad agenzie viaggi a beneficio dei dirigenti. Raduni internazionali e proclamati seminari di studi sono pretesti per viaggetti e vacanze a spese delle casse comuni. E sono anche alibi a un tirare-a-campare fitto esclusivamente di appelli solidaristici a beneficio dei Buoni e di anatemi avverso i Cattivi. Così chetata la coscienza e millantato impegno, i dirigenti riscuotono il plauso di sodali non migliori di loro, oltre che la tangibile riconoscenza dei timonieri autentici del capitalismo. Rassegna di alcune scampagnate senzafrontiere spacciate come tappe dell’emancipazione degli oppressi…

 
 

 

LA SUPERMONETA DELLE PLUTOCRAZIE

In Trump we trust

Il neopresidente promette di arricchire i ricchi e fa presa sugli egoismi che permeano ogni strato sociale, compresi i più miserandi da sempre corteggiati dai democratici. Una miscela di disivoltura affaristica, di populismo e di proclami dissacratori che, assorbendo l’araldo più schietto ed efficiente della sovrastruttura industrial-militare, minaccia di squassare gran parte dell’ecumene.


ARTICOLOI CORRELATO:

• La riforma dell’intelligence secondo il generale Flynn

Thierry Meyssan ritiene che il generale Flynn si appresti a rivoluzionare il mondo dell’intelligence statunitense, abbandonando tutte le riforme successive all’11 settembre. Si tratterebbe di porre fine all’ossessione per le prigioni segrete e gli assassinii mirati per tornare all’essenza dei servizi d’intelligence: comprendere e anticipare l’evoluzione del mondo.

di Thierry Meyssan

 
 

 

FRANCIA-ITALIA-GERMANIA: LA FIERA DEI MANOSCRITTI A SCHWARZESDORF

Quelli che scrivono un libro in copia unica

Lo recano come una reliquia o un biglietto della lotteria a questo mercatino informale, fitto di bancarelle di manoscritti, quasi tutti sfogatoi di semianalfabeti o diari-appelli di disperati marginali, e guatano gli editori sagaci che fiutano quello suscettibile di generare tirature remunerative. Ma il grosso dei visitatori è costituito da scrittori professionisti dalla fantasia inaridita, saccheggiatori della creatività altrui. Soprattutto le filiere hollywoodiane, divoratrici compulsive di idee per alimentare la più grande fabbrica dei sogni, spediscono qui i loro ladri di sceneggiature…

 
  WIKIPEDIA

Fate la carità al padrone che vi lascia dare un’occhiata all’enciclopedia che migliaia di volontari in tutto il mondo gli tengono aggiornata gratis

Come ogni anno sotto Natale, il quinto gigante mondiale del web ‒ dopo Google, Youtube, Facebook e il cinese Baidu ‒ forte di un patrimonio di 92 milioni di dollari, sollecita donazioni a un’utenza orfana di fonti pubbliche, imparziali, scientificamente verificate e affidabili, e quindi costretta a ripiegare sull’unica che si ritrova: privata e di parte. Ma a chi vanno questi soldi, una volta riversati nel calderone della casamadre Wikimedia, negli Stati Uniti, e come vengono spesi? Per capire il meccanismo di quest’impresa che condiziona il sapere e quindi le convinzioni di centinaia di migliaia di internauti, dai bambini delle elementari in su, siamo partiti dalla sua più grande propaggine estera, che sta a Berlino e che quest’anno prevede di raccattare 8,6 milioni di euro…

 
 

 

LE VESTALI DELLO STATO E LA PLEBE

«Usi a obbedir tacendo» a chi?

È da sempre tributo ai carabinieri, che astutamente simulano di goderne sino ad appropriarsene, giacché tale aforisma, quando riferito al braccio armato e prettamente esecutore dello Stato, è sinonimo d’encomio. In realtà, in settant’anni anni di storia repubblicana l’Arma, oltre a servire i supremi poteri, ha sempre svolto anche ruolo di primattrice supplente, discretamente stimolando ‒ e forse qualche volta surrogando ‒ gli organi dello Stato ogniqualvolta questi demeritavano, o assistendoli nei riassetti di vertice più delicati. La Benemerita fu sciolta dal governo D’Alema II con la legge 78 del 31 marzo 2000 allo scopo di riversarne gli elementi migliori in una gendarmeria europea su cui i singoli governi hanno vago dominio indiretto. Questo processo di disarmo dell’Italia anche sul piano interno si avvia oggi a un epilogo cui taluno inneggia come a passaggio obbligato verso una partecipazione corale e autentica dei popoli alla costruzione dell’Europa. Blasfemia: la mancanza di democrazia autentica non è colpa dei carabinieri, senza i quali anzi il Paese verserebbe in condizioni peggiori. Per cui, in Italia, l’epiteto ‒ stavolta in senso negativo ‒ di “obbediente senza fiatare” va con esclusiva ed estrema pertinenza aggiudicato alla maggioranza del popolo, cioè a quella componente sociale che la psicologia di massa definisce «plebe politicamente incapace d’intendere e volere, riluttante a comprendere, ad acculturarsi, che sragiona entro le coordinate del divertimento, del tornaconto, dei legami familiari; un magma belluino infiammabile con scariche emozionali; pilotabile a piacere verso l’astensionismo elettorale o partiti reclamizzati come marche commerciali; insomma, un popolo che può essere tutto, fuorché sovrano». 
Ecco un’eloquente cronologia.

 

RICORSI STORICI: L’ITALIA RIVENDICA IL SUO POSTICINO NEL MONDO

Il dolore dei legionari non ha tempo

Ottant’anni fa il Duce adunò folle di giovani e maturi gagliardi, animosi di pugna e di gloria. Sillabò dal balcone: «Dall’altra parte del Mediterraneo si stendono immense terre ubertose e assolate, che per il fatto d’essere in Africa, bagnata dal Mare Nostrum, non possono essere che nostre. Sono percorse da sottopopoli scalzi, che noi abbiamo il supremo dovere morale di civilizzare e di metter ad opra proficua dell’impero. Volete voi, fascisti di civilissima razza lattea, ardenti di gloria e pecunio, partire alla redenzione dei nostri possedimenti d’Oltremediterraneo?» Assenso tonitruante ed entusiasta. Partirono. Nel preparare lo zaino ai legionari, mamme e sergenti d’antiche campagne ammonirono: «Attenti, i civilizzandi a volte riluttano a farsi civilizzare e diventano belve, ostili a farsi spappolare dalle italiche granate o arrostire dai lanciafiamme.» Viatici subito dispersi al vento della fregola di conquista. A centinaia i legionari furono spiedati dalle lance degli autoctoni e altri furono sbrindellati dal fuoco amico e bruciati dai ritorni di fuoco dei lanciafiamme. Mamme, mogli, fidanzate, figli, commilitoni e generali piansero quei valorosi, caduti sul fronte della civilizzazione.
Ai giorni nostri, in un ospedale della Padania gli stessi dolenti, aggiornati d’anagrafe, piangono l’ennesimo missionario umanitario arso dalle radiazioni dei proietti all’uranio maneggiati a mani nude e lanciati a macellare folle di disumani riluttanti a farsi umanizzare.

 
 

 

L’ITALIA CHE IN TIVÙ NON SI VEDE

Nasce il borgo condominiale

In Lombardia si sperimenta una forma di convivenza di vicinato all’insegna del risparmio economico, dell’efficienza, della prevenzione d’ogni conflitto anche psicologico, del reciproco soccorso e della piacevolezza. Il prezzo è piuttosto salato: regole di condotta presidiate da sanzioni economiche e restrittive del godimento dei servizi comuni, con espulsione degl’inosservanti recidivi. È un’organizzazione sociale che funziona perché imperniata sul tornaconto concreto, sulla disciplina imposta da un’autorità indiscussa e sulla rinuncia a ogni ipocrisia, a cominciare dal richiamo alla solidarietà sociale, che, se non è spontanea, si traduce in un’invocazione che la nega. Vi accompagno in una visita virtuale, l’unica consentita da residenti ringhiosi mastini della loro riservatezza e della loro tranquillità.

 
 

 

GIUSTIZIA: SEMPRE MEGLIO ROMANZATA CHE NEGATA

Il terminator made in Italy si chiama gioia e non lascia tracce né movente

Gi.oia: fusione di giudice e boia. Tale si professa il protagonista dell’ultimo racconto giallo di Samuele Nossi: un cacciatore di manigoldi che non perde tempo in esposti alla magistratura: indaga, sentenzia ed esegue la pena. Una trama trita e ritrita, cui nessuno avrebbe dato pondo se non fosse che l’assassino creato da Nossi, personaggio di pura fantasia bacata, sembra aver trovato quantomeno un imitatore. Ed ecco che i cadavre de plume emanano fetore che testimoni pur attendibili reputano autentico. Metamorfosi di un manoscritto da ardere, giacché utilizzabile come manuale dai troppi candidati al ruolo di giustiziere della notte…

 
 

 

L’ITALIETTA DEGL’IRRESPONSABILI

I giullari Ref & Rendum alla corte del popolo sovrano

Da sei mesi i media di regime mandano in onda una telenovela agonistica dove guelfi d’una riforma del nulla simulano pugna contro ghibellini d’una resistenza al nulla. Una sceneggiata che frutta consensi a entrambi gli schieramenti: al governo che, passate le leve del comando alla Commissione Europea, può permettersi una perenne e dorata campagna elettorale, e alla sedicente opposizione, che altrimenti non saprebbe che fare. La plebe, al solito, è divisa: metà si gode la chiassata al Circo Massimo e il brivido sull’incertezza dell’esito, l’altra bivacca sull’Aventino.

 
 

 

L’ITALIA DEGL’INFIMI SCHERMI

Al capezzale delle emittenti regionali

Mentre le reti nazionali abbrutiscono nel provincialismo, nell’intrattenimento, nella volgarità e nel saccheggio a beneficio dei clan di partito e del nepotismo castale, tutti questi infausti elementi diagnostichi si esasperano a livello periferico. Disdegnate ‒ al pari delle emittenti nazionali ‒ a beneficio dei nuovi dispositivi elettronici, le locali si frammentano ulteriormente in una galassia di antenne zonali che corteggiano inserzionisti e padrini, mendicando ascolti in ambiti sempre più angusti. Tanto dissesto, avvisaglia di collasso, prepara il terreno alla semina di media alternativi. Eccoli.

 
 

 

USA-GERMANIA: LA RICANDIDATURA DI ANGELA MERKEL

La loro agente a Berlino

Ha umiliato la Bundeswehr facendola ascara del colonialismo del Pentagono e addossandone gli oneri allo Stato, come è accaduto con i sottomarini lancia-atomiche venduti dalla Thyssen ad Israele, pagati dal contribuente tedesco; ha creato disoccupazione trasferendo risorse dall’industria alla finanza speculativa, così impoverendo molti concittadini e mostruosamente arricchendo un esiguo clan di speculatori internazionali; ha simulato un’abnorme domanda di manodopera da parte della Germania allo scopo di ammortizzare l’onda migratoria sollevata dai bombardamenti NATO… A disdoro d’un prolisso elenco di malefatte, il peggior capo di governo che la Germania abbia avuto ora briga un quarto mandato. Presentandosi agli elettori come diga contro il dilagare di Frauke Petry, modesta paladina dell’identità nazionale coralmente dipinta, da un circo mediatico quasi monopolizzato da Merkel, come l’annunciatrice del Quarto Reich…  


ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 25 GENNAIO 2007:

• La signora dei dossier segreti

Il sorprendente percorso politico dell’ex responsabile della propaganda comunista della Repubblica Democratica Tedesca.

di Thierry Meyssan

 
 

 

VERSO UN MULTILINGUISMO DI CLASSE?

Die Intelligenzija über alles in der Welt

Gli strati linguistici transnazionali inizieranno a sedimentarsi in Europa, indi nel resto del mondo, finché, in ogni latitudine e prescindendo dalle nazionalità, si affermeranno tre diverse globalizzazioni linguistiche. L’affaristica si esprimerà in un inglese sempre più conciso, cangiante e deculturato; l’intellighenzia userà il tedesco classico e raffinato; la piccola e media borghesia si pasceranno, in Europa e colonie, del francese, altrove del cinese. Chi non padroneggerà questi idiomi regredirà nel dizionario nazionale, sempre più povero e sempre più surrogato da immagini elettroniche. Sono le previsioni formulate dal gruppo di intellettuali che, muovendo dallo sfascio comunicazionale dell’Europa delle 24 lingue ufficiali, ha analizzato le interazioni fra una Babele socialmente autistica e le istanze di internazionalismo provenienti dalle diverse classi sociali. Uno scenario che, fra il resto, sconvolgerà l’esercizio della democrazia e imploderà la galassia mediatica.

 
 

 

ECONOMIA DEI TRASPORTI

Teleferica sì, ma solo per divertirsi

Cabinovie e simili si vanno estendendo, ma il loro sviluppo è prevalente in campo turistico e, in particolare, nell’ascensione di vette ed eremi altrimenti arduamente o per niente accessibili. Eppure il loro utilizzo più sensato e promettente è quello sostitutivo e integrativo del trasporto pubblico di superficie nelle metropoli intasate dal traffico privato o densamente edificate per essere tracciate dai tram o dove la metropolitana sarebbe troppo onerosa. Per esempio, nella capitale boliviana si prende la funivia al posto del tram e in Cina questo mezzo di trasporto economico, ecologico e rapido dilaga nei vecchi come nei nuovi centri abitati. Per contro, il viaggiare sospesi non piace in Nordamerica e in Europa, dove l’idolatria dell’auto ‒ spesso associata a paura del vuoto ‒ ha sempre contrastato un congruo ramificarsi di trasporti pubblici elettrici, addirittura ostracizzando le teleferiche. Un debole segno d’inversione di tendenza viene da Brest, dove oggi s’inaugura una cabinovia a scavalco del fiume che separa la città. Ma gli oltranzisti dell’auto avrebbero preferito un terzo ponte. Analisi di una riluttanza alla mobilità collettiva e di pigrizie abitudinarie alimentate da interessi privati...

 
 

 

TELECRAZIA

Tecniche di condizionamento di elettori-bambini

Il successo di Trump, inaspettato soltanto per  i media di basso conio, cioè quasi tutti, fornisce ulteriore addendo alla formula manipolatoria sperimentata dai burattinai della farsa democratica: per far vincere un candidato cattivo gliene si contrappone uno peggiore; per indurre a votare Sì al referendum gli si mostrano sondaggi che dànno vincente il No e si sconta lo spirito del bastian contrario che cova in ogni suddito ‒ speculare all’istinto del pavido, che tifa per i vincenti e che funzionò sino a ieri ‒ sensibile soltanto agli stimoli emozionali compensativi dei requisiti essenziali che ogni cittadino dovrebbe possedere per esercitare la sovranità popolare ma spesso non ha: un minimo di intelligenza, un minimo di conoscenza, un minimo di capacità di giudizio e tanta onestà. Ecco una rassegna dei trucchi, dei sotterfugi e delle piccinerie della campagna referendaria italiana.

 
  STATI UNITI: A SCUOLA DI DEGRADO MEDIATICO

I grandi investigatori che scoprono l’ovvio e lo elevano a somma rivelazione

La dietrologia fuoriluogo e il sensazionalismo sono un estremo del giornalismo embedded, l’altro essendo la riduzione a complottismo delle indagini serie che acclarano le malefatte del regime e le menzogne della propaganda. Così, nel sedicente paradiso della stampa libera, dove quella dominante trova fisiologico che ogni settimana la Casa Bianca rediga la lista dei nemici da assassinare in ogni parte del mondo e che a Guantanamo la tortura sia routine, ecco un’inchiesta denunciare un «misterioso grattacielo senza finestre che, nel cuore di New York», ci spia tutti quanti. L’edificio è lì dal 1974, si proclama un bunker per tutelare archivi elettronici in caso di attacco nucleare. In tempo di pace è un centro di elaborazione delle telefonate mondiali gestito dalla AT&T in simbiosi con FBI e NSA: ma quali gangli vitali per la sicurezza e la difesa non lo sono? Eppure oggi lo spaccio di questo segreto di Pulcinella viene encomiato anche in Europa come contributo alla verità...

 

ARTICOLO SEGNALATO: DA THE INTERCEPT DEL 16 NOVEMBRE 2016:

• The NSA’s Spy Hub in New York, Hidden in Plain Sight

by Ryan Gallagher, Henrik Moltke

 
 

 

MEDICINA

Basta Lourdes, meglio i miracolanti in camice bianco?

Avanzano anche in Europa i cacciatori di malati senzasperanza. Le terapie sono discutibili. Ma chi è piagato dalla sofferenza e terrorizzato da morte annunciata non ha molta voglia di discutere. In Italia…

 

ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE SCIENCE ET TECHNO DEL 15 NOVEMBRE 2016

• Così le cliniche illegali propongono terapie con cellule staminali

Negli Stati Uniti, in Svizzera, in Giappone, cliniche illegali sfruttano la disperazione dei pazienti proponendo trattamenti la cui innocuità ed efficacia non sono provate.

di Catherine Mary

 
  EDITORI DA SBARCO

Stampano giornali pubblicitari per decantare, in Cina, il made in Italy

Tirature mirabolanti e profitti garantiti: a saldare il conto sono i politici italiani ‒ dispensatori di soldi nostri ‒ e solo in piccola parte gli inserzionisti. Un provvido sfogo per imprenditori incapaci di farsi carico del rischio aziendale in patria, ma capacissimi a mettervi all’incasso le adulatorie scorribande all’estero.

 
 

 

USA-RUSSIA

Il Pentagono testa la duttilità di Trump

Sotto la regia della NATO, la Polonia pianifica di formare entro due anni un esercito paramilitare di 53 mila volontari, inquadrato da soldati di carriera. Il modello è quello dell’esercito semiclandestino assiemato a partire dal 2012 e spedito due anni dopo a realizzare il colpo di Stato in Ucraina, sotto l’indiretto ma palese comando di ufficiali e politici USA, a cominciare dall’ambasciatrice plenipotenziaria locale. Stavolta non si tratta più di invadere l’Ucraina, già saldamente asservita, ma di provocare la confinante Russia, invocando la necessità di difendersene ma in realtà con l’obiettivo di sfumare ogni prospettiva di pacifica convivenza Trump-Putin, lesiva del tornaconto dei guerrafondai.
Il Pentagono saggia così la tempra del neoeletto presidente degli Stati Uniti: se questi non indurrà quello uscente a fermare la provocazione dei polacchi, i falchi a stelle e strisce concluderanno che alla Casa Bianca sta per insediarsi un inquilino che, al pari dei precedenti e di quella mancata, non darà loro filo da torcere. Ma qualcuno sta già pagando il prezzo di questa verifica: immediata la reazione di Putin, che ha messo finalmente a sgobbo la portaerei
Amiral Kuznetsov, che da troppe settimane si dondolava nel Mediterraneo, scatenando sull’ISIS (cioè sull’esercito mercenario foraggiato dal Pentagono) un bombardamento talmente massiccio che il presidente siriano Al-Assad ha rifornito gli ospedali di risorse extra per fronteggiarne i danni collaterali.


ARTICOLO SEGNALATO, DA DIE ZEIT DEL 14 NOVEMBRE 2016:

• Paramilitär: Polen plant zivile Kampfgruppe gegen Russland

 
  DOGGING

Esibizionismi orgiastici di cuori solitari e di anime inquiete

La propensione a fare sesso in pubblico, dinanzi a e con sconosciuti, s’è diffusa soprattutto nei Paesi nordici, di radicata disinibizione, e sta permeando, per osmosi imitativa e liberatoria, le lande mediterranee. In Italia più che altrove si connota dei tratti aggiuntivi o esasperati della trasgressione, del voyeurismo e dell’aggressività da disperati. Nello specifico della Lombardia, Piemonte e Veneto, dove abbiamo approfondito l’indagine, il fenomeno è prevalente appannaggio dei ceti poveri, che così compensano la loro esclusione censuaria dalle perversioni delle classi agiate.

 
 

 

L’ITALIA DEI BILINGUISMI

Parlare austriaco rende. Fingere di parlare francese pure

Comparazione fra opposti modi di riscuotere rendite lessicali: dal verace Südtirol, che ha trovato il modo di farsi mantenere da coloro che lo invasero cent’anni fa e poi lo vessarono per decenni, ripagandoli con il rifiuto di ogni integrazione etico-culturale, alla Valle d’Aosta, dove l’autonomia amministrativa ha il mero senso di una regalia politico-clientelare non dissimile da quella concessa alla Sicilia. Ecco come sudtirolesi e valdostani si preparano alla prospettata riforma delle Regioni.

 
 

 

STATI UNITI: ANALISI DI UNA DEMOCRAZIA DIMEZZATA E INVOLUTA, QUASI L' ITALIA

Gli autentici Grandi Elettori sono i profilatori

Quale che sia il dispositivo elettronico che stiamo usando, dal pc allo smartphone, un robot registra cosa clicchiamo e quanto tempo tratteniamo una videata, per cui aggiorna continuamente il nostro profilo psicologico e comsumeristico, registrando i nostri gusti, i nostri modi di pensare, le nostre predilezioni, i nostri desideri e le nostre paure. E dopo averci appiccicato questa etichetta, ci classifica in un gruppo omogeneo. Il fine del robot, cioè di chi lo gestisce, è propiziare i nostri acquisti facendoci sempre trovare bell’e pronte le merci e i servizi che siamo indotti a privilegiare. Il guaio di questa schiavitù economica, già di per sé tragica, è che diventa ipertragica quando siamo chiamati a farci un’opinione politica e quindi a scegliere chi votare. Così come, nel supermercato virtuale, ci ritroviamo sempre dinanzi agli scaffali dei nostri prodotti preferiti e dunque accanto a consumatori simili a noi, allo stesso modo ci ritroviamo ad applaudire candidati e partiti che riflettono la nostra essenza, debitamente schedata dal robot. Risultato: abbiamo sempre l’impressione di condividere i gusti prevalenti, compresi quelli politici, espressi dalla maggioranza della popolazione. L’essere parte del gregge può essere gratificante e ritrovarsene sbrancato può condurre allo smarrimento. È quel che è accaduto agli elettori di Hilary Clinton: quando si sono scoperti minoranza (sul piano dell’esito finale, se non dei voti popolari) se la sono presa con il robot, reo di non averli avvertiti per tempo da che parte stava deviando il gregge.


ARTICOLO CORRELATO, DAL FRANCESE RUE89-OBS DELL'11 NOVEMBRE 2016:

• No, Facebook non ha fatto eleggere Trump

Sono in molti a criticare Facebook, accusandolo di essere responsabile dell’elezione di Trump. Ciò significa disconoscere quello che accade veramente in un’elezione ed è anche un comodo modo per non guardare in faccia la realtà del voto a Trump.

di Claire Richard ed Emilie Brouze

 
  L’ITALIA INGEGNOSA: IL LAGO D’ISEO

In quest’acque il pesce è scarso eppur la rete è pingue

Il quarto bacino della Lombardia è inquinato e sarebbe arduo camparci esercitando la raccolta ittica, anche per la concorrenza delle provenienze adriatiche. Per contro, il penso può esser lieve, a volte persino dopolavoristico o addirittura virtuale, e la riconoscenza concreta verso quanti esercitano le nobili arti dell’irretire e dell’adescare si declina nei modi più fantasiosi, spesso più redditizi per i benefattori che per i beneficati.

 
  L’ITALIA INGEGNOSA: BRESCIA

Il Creso della Valtrompia indorato dal Sol Levante

Chiede soldi ai banchieri cinesi e li presta ai cinesi immigrati a Brescia perché si comprino casa dai bresciani, cui propone alloggi vacanzieri ‒ da lui  stesso realizzati ai Tropici sempre con soldi cinesi ‒ ove si trasferiranno a godere la pensione. Poi, quando i bresciani tornano dai Tropici dopo aver scoperto che laggiù non hanno adeguata assistenza sanitaria, rivende loro le case che i cinesi immigrati sono costretti a svendergli a causa degli esosi interessi sui prestiti concessi da Creso. Fatevi un giro su quest’ottovolante speculativo mai concepito prima da mente lombarda, grondante lacrime e profitti da capogiro.

 
  TELEVISIONE

In fuga dal banalgiornale

Conduttori semianalfabeti intronizzati per diritto di casta e meriti di portaborse, notizie marginali e prive di senso, pettegolezzi da barsport, eventi importanti riferiti male perché capiti peggio, esibizionismo festaiolo in cui primeggia sempre l’intervistatore a scapito dell’intervistato, pedissequa replica all’infinito delle veline del potere: Rai, Mediaset e satelliti sobillano la consunzione di quel che resta del diritto alla corretta informazione di ex cittadini ridotti a consumatori-elettori. Né conforta questo sorpasso storico: il tempo giornaliero trascorso dagli infratrentenni dinanzi ai nuovi dispositivi cronofagi (smartphone, tablet…) ha superato quello trascorso dinanzi alla tivù.

 
 

 

IL GROSSO DELLA STAMPA ITALIANA È DA MACERO

Il logoro patentino di strilloni, copisti e scribacchini

Il direttore di un corso di formazione per comunicatori etici espone i cinque buoni motivi per sopprimere l’Ordine dei giornalisti. E illustra la sua fucina valdostana, dove si sperimenta il lessico delle testate a venire.

 
 

 

CINA

Il padre della patria arruolato a testimonial del novello socialismo capitalista

Il capo dello Stato, Xi Jinping, pretesta il 150° della nascita dell’artefice della repubblica, Sun Yat-sen, per esaltarne la sagacia con la quale sfruttò le categorie sociali ed economiche dell’Occidente al fine di conquistare l’indipendenza del Paese; e per giustificare l’odierna Lunga Marcia verso lande vocate al libero mercato e al profitto individuale, disvalori irreversibili. Cogliendo i frutti di un modello di sviluppo ormai da molti anni complementare a quello degli Stati Uniti, i dirigenti di Pechino aggiornano le relazioni con la nuova America affaristica di Donald Trump: per esempio, alcune fabbriche si ritrasferiranno dalla Cina agli USA, ma i cinesi vi conserveranno opime carature… Analisi di politiche commerciali simmetriche e gattopardesche.

 
 

 

RICERCA SCIENTIFICA E OSCURANTISMO

Toghe e falsari presidiano la Storia imbalsamata

Dalla persecuzione contro il revisionista Copernico, l’imposizione delle Vulgate di regime ha attraversato l’Illuminismo per consolidarsi, nell’éra contemporanea, nella propaganda di guerra prolungata negli interstizi tra conflitti dichiarati. A terzo millennio inoltrato, lungi dallo svaporare al calore della stamburata libertà di pensiero e di divulgazione, l’Inquisizione laica imperversa. Per contro, il revisionismo, consustanziale in ogni storiografo serio, non arretra: un convegno, svoltosi nei giorni scorsi presso l’Abbaye de Thoronet, ha abbozzato un bilancio delle sue vittorie sui codificatori di menzogne.

 
 

 

FRANCIA

Esasperati dalla burocrazia e incapaci di fronteggiare la sfida di un’evoluzione elettronica i cui fini sono decisi altrove, alcuni insegnanti propongono il manifesto del neoluddismo

Undici mesi fa una quindicina di docenti, riuniti in un paesino delle Alpi, hanno cominciato a progettare una rivolta contro l’offensiva del complesso industriale che vuole ridurre a merce anche la filiera che trasmette sapere, e contro un’amministrazione pubblica che gli è prona. Risultato: la chiamata a un fronte del rifiuto di ardua praticabilità. Il bilancio all’oggi...

• Appello di Beauchastel

Una giornata nella scuola digitale.

 
  ALLA RICERCA DELLA PRIVATEZZA PERDUTA

Questa palestra odora di società carbonara

L’eccesso dei controlli burocratici, dalle schedature alla videosorveglianza, dall’archiviazione di tutto ciò che diciamo e scriviamo e facciamo alla manipolazione e neutralizzazione d’ogni palpito non ortodosso: tutto ciò ha suscitato svariate resistenze all’informatizzazione del cittadino, virtualmente tatuato dal codice a barre. Una di tali manifestazioni di rifiuto è l’informale allungarsi d’una catena di spazi e iniziative che si proclamano ludici e ricreativi, ma che covano intraprese culturali e affermazioni di stili di vita autenticamente liberi. Già potenzialmente antagonisti al sistema, questi atleti atipici sono a un passo dall’azione sociale e politica, nella quale prima o poi sfoceranno. Visita guidata a un loro rendez-vous.

 

SEGNALAZIONE DI ARTICOLO CORRELATO, DAL FRANCESE RUE89 DEL 25 OTTOBRE 2016:

Un samedi avec ceux qui refusent les ordis et l’informatisation de nos vies

 
 

 

LOMBARDIA: AVANZA IL PARTITO DEI SUPERELETTORI

«Ho tre figli minorenni, dunque voto quattro volte»

L’idea del voto plurale o plurimo è coeva del voto esclusivo, figlio della pseudodemocrazia censuaria codificata nella Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti, dove l’uguaglianza era lusso compatibile con la schiavitù. Un paio di decenni orsono rigermogliò  a Brescia, dove un impiegato curiale fece scandalo rivendicando al capofamiglia tanti diritti di voto quanti fossero i figli in minore età. Oggi, a cospetto di una democrazia abusata e quasi maggioritariamente disdegnata da un astensionismo che aspira a divenire maggioranza (a volte riuscendovi, come accadde in Sicilia), pullulano le istanze di revisione d’una formula partecipativa fallita; tra queste, la rivendicazione di un peso elettorale calibrato alla prole – del resto declinazione politica del voto plurimo introdotto, in economia, nel diritto societario – appare meno blasfema. E i sodalizi rappresentativi delle famiglie numerose tornano all’attacco…

 
  FESTE ARMATE

Retori e bugiardi celebrano i massacri della prima parte della Seconda Guerra dei Trent’anni (1915-1945)

I braccianti o gli operai mandati al macello non sapevano sottrarsi a questa alternativa: obbedire, e rischiare fortemente di farsi ammazzare dal nemico che gli stava davanti, oppure disertare, così facendosi sicuramente ammazzare dal plotone d’esecuzione alle spalle. Non avevano né la cultura né il coraggio per puntare il moschetto verso i potentati economici che giocavano alla guerra per gonfiarsi il portafogli. Cent’anni dopo, i discendenti di quei fantaccini vanno, con analoghe teste e coraggio ma senza costrizioni né soverchi rischi, a fare la guerra umanitaria a popoli esteri già vinti e affamati. Analisi dei disvalori alimentati dai falsificatori della storia e dai manipolatori del presente per nobilitare colonialismi vecchi e nuovi.

 
 

 

FRANCIA

Soltanto rari giornali di destra avversano la schedatura generalizzata

Come in Italia: i poteri forti affidano a governi cosiddetti di sinistra il lavoro sporco, cioè l’erosione dei diritti civili e delle conquiste sociali, perché le masse subalterne, convinte di essere tutelate da un governo ritenuto "loro", ne accettano acriticamente l'operato. Comunque, per precauzione, meglio tenerle all’oscuro delle porcherie peggiori, o quantomeno minimizzarle...

ARTICOLO CORRELATO, DA LE NOUVEL OBSERVATEUR ON-LINE DEL 2 NOVEMBRE 2016:

Quattro falsi buoni motivi per schedare 60 milioni di francesi

Il nuovo archivio elettronico che riunisce le informazioni personali di quasi tutti i francesi non ha una valida motivazione.

di Boris Manenti

 
 

 

FRANCIA

Tutti al guinzaglio del novello Roi Soleil

Mentre il grosso dei francesi si godeva il ponte vacanziero, il 31 ottobre il governo ha deciso di schedarli tutti. Con un decreto, varato alla chetichella e tra la benevola indifferenza di tutt’i partiti che si professano vestali delle libertà civili, ha dato il via libera ai TES (Titres électroniques sécurisés), cioè alla sistematica rilevazione biometrica di 60 milioni di persone. Nella bancadati centralizzata e gestita dall’esecutivo, saranno stivati ed elaborati nomi, cognomi, fotografie, indirizzi, impronte digitali, caratteristiche fisiche come il colore degli occhi, firme, numeri di telefono… insomma tutto ciò che consente a tutti i funzionari statali di identificare e localizzare ogni cittadino in ogni momento e di sapere che cosa sta facendo, anche a sua insaputa. Sono soltanto alcuni aspetti del potenziale rivelatorio e manipolatorio dei TES, che qualcuno vorrebbe replicare in Italia.



ARTICOLO CORRELATO, DA LE NOUVEL OBSERVATEUR ON-LINE DEL 1° OTTOBRE 2016:

La schedatura di 60 milioni di francesi dovrebbe essere meritevole di un dibattito parlamentare

Il governo ha fatto passare, con discrezione, un decreto che istituisce un massiccio archivio elettronico dei dati biometrici dei francesi. Un arretramento delle libertà civili.

di Pascal Riché

Testo ufficiale del provvedimento, versione in vigore al 2 novembre 2016, liberamente consultabile su Legifrance - Le service public de la diffusion du droit:

Décret n° 2016-1460 du 28 octobre 2016 autorisant la création d'un traitement de données à caractère personnel relatif aux passeports et aux cartes nationales d'identité

 
 

 

RAFFORZANO I VENTI DI SACCHEGGIO DELLE FIINANZE PUBBLICHE

L’Internazionale dei Generali batte cassa in USA, Russia, Cina e rispettivi Paesi satelliti, Italia compresa

Da mesi la stampa mondiale, fedele esecutrice di spartiti scritti da governi vieppiù condizionati dal Partito Armato, spara a raffica scenari d’imminenti guerre potenzialmente nucleari ed ecumeniche. Vi si accosta l’assai probabile ingresso alla Casa Bianca di una subordinata diretta del Pentagono alle crescenti tensioni confinarie e logistiche Est-Ovest. Vi si espongono le prodezze tecnologiche belliche raggiunte da Russia e Cina, elevandole a rango di minaccia in danno del Paese che, comparazioni numeriche alla mano, resta di gran lunga il più forte del mondo, peraltro protetto da oceani presidiati da dieci portaerei giganti, a cospetto delle due portaerei di stazza media possedute, una a testa, da russi e cinesi. Il prosieguo del raffronto disegna il siderale distacco evolutivo tra le panoplie  dei rispettivi schieramenti. Ma allora perché comandare i musici di regime a suonare tanto allarmismo? Sotto lo stamburamento mediatico covano in realtà tre obiettivi: preparare i contribuenti di ogni Paese a rassegnarsi a ulteriori, gravosi esborsi per foraggiare le pretese crescenti dell’industria della guerra; secondo, indurli ad accettare, in nome di un’emergenza proclamata estrema, il trasferimento di ulteriori poteri dai civili ai militari; terzo, …



ARTICOLO CORRELATO, DA QUER-DENKEN.TV DEL 13 SETTEMBRE 2016:

La Russia e la Cina si preparano alla guerra – stavolta ai confini dell’America

Per la prima volta nella loro storia gli Stati Uniti rischiano di ritrovarsi il nemico in casa: è lo scenario schiuso da un’esercitazione militare russa che ha coinvolto 120 mila uomini.

di Niki Vogt

 
 

 

I VETTURINI DELL’ITALIA ORGANIZZANO IL CAMBIO DI CAVALLO

La Finenvest è vicina

Il necrologio del loro trainatore più popolare scandirà l’ufficializzazione d’un assetto cui lavorano da molti mesi, cioè da quando l’evoluzione tecnologica dei media – dunque la coltura del consenso e il diserbo del dissenso – e il saccheggio delle casse statali da parte di politicanti incapaci e ladroni impongono il ricorso a strumenti e a gestori nuovi. Il tutto sotto la ferula di colonialisti che in casa loro s'accingono a ulteriormente degenerare il palazzo del governo a mera succursale del Pentagono. Ecco una rassegna degli scenari possibili.

 
 

 

L’EUROPA DELLE DISCRIMINAZIONI RAZZIALI

Il Code Noir edizione 2016

Tre secoli fa la Francia spiccava tra gli Stati negrieri per il varo di un Codice che sanciva tutele pur minime per gli schiavi, foglia di fico formale a barbarie sostanziale. Oggi le carceri d’Europa brulicano soprattutto di prigionieri immigrati, in gran parte colpevoli – quando lo sono – di quei reati minori che marchiano gli emarginati e che, se commessi da bianchi benestanti, costano al più un’ammenda. Eppure gli europei teledipendenti sono indotti a credere che le vittime dell’immigrazione forzata, generata dalle guerre coloniali della NATO, non sono i discendenti degli schiavi, bensì loro, i candidi discendenti degli schiavisti.

 

ARTICOLI CORRELATI, DAL QUOTIDIANO LE MONDE DEL 21 E DEL 23 OTTOBRE 2016, EDIZIONE PER ABBONATI:

Perché i figli dell’immigrazione finiscono in carcere

Elementi socio-economici, discriminazioni, procedure giudiziarie abbreviate: tutti fattori che, sommati, fanno aumentare il rischio per questi piccoli delinquenti di finire, prima o poi, in prigione.

di Jean-Baptiste Jacquin

Con le statistiche su base etnica si corre il rischio che i pregiudizi si radichino ancora di più

Concentrare l’attenzione sulle origini etniche permette di ignorare la realtà della diseguaglianza fra ricchi e poveri di fronte alla giustizia.

di Hervé Le Bras

 
 

FALCE E MARTELLO QUOTATI ALLA BORSA DI NEW YORK

Non sono gli USA il nemico numero uno della Cina comunista: è il popolo cinese che, a forza d’essere indotto alla pratica strumentale del capitalismo per ammodernare il comunismo, ora si ritrova capitalista sul serio

L’economia cinese è complementare a quella statunitense: produzione industriale a basso costo in Cina e trasferimento del surplus in America, puntellandovi un debito pubblico che, senza i soldi di Pechino (e di altri soci d’affari, come il Giappone), da un pezzo avrebbe condotto il governo USA alla bancarotta. I lavoratori cinesi svolgono, a beneficio degli Stati Uniti, ruolo evocativo di quello che Adolf Hitler avrebbe voluto imporre agli Untermenschen dei conquistandi Paesi dell’Est: produttori di merci sottocosto. La differenza, fra gli anni Quaranta e gli odierni, è che con i nuovi schiavi d’Oriente la sferza non serve: si asserviscono da soli, indotti dal miraggio del consumismo capitalista, reclamizzato innanzitutto dai tralignanti epigoni di quello che fu il partito comunista marxiano: quando si esorta il popolo ad arricchirsi, si spalancano le porte agli investitori-sfruttatori stranieri e si rivendica una via capitalista al socialismo, è logico ritrovarsi con un popolo teso esclusivamente all’accaparramento individuale, e al diavolo solidarietà, giustizia sociale e via elencando. Un popolo su cui non si può fare affidamento in una guerra di resistenza a un’ipotetica offensiva definitiva del Pentagono. I dirigenti cinesi ne sono consapevoli e si adeguano agl’imperativi del capitalismo globale, dissimulando la resa col fiacco sostegno alle lotte anti-NATO nel Mediterraneo e in Medioriente: la Cina abbandonò la Libia al suo destino e oggi non si svena per difendere la Siria… Cronologia di una virata ideologica epocale.

 
 

 

USA: MEDICINA, MEDIA E SOLDI

Monsieur Lapalisse Lepeureux, pediatra

L’Accademia Americana dei Pediatri, che ne associa 60 mila e vanta 86 anni di attività, ha organizzato un simposio a San Francisco, adunando i migliori oratori della categoria. Obiettivo: analizzare gli effetti dei video portatili (come smartphone e tablet) sulla salute psicofisica del bambino. E hanno scoperto che l’abuso di questi strumenti elettronici può nuocere. Una banalità ch’è nulla a cospetto dei rimedi suggeriti ai genitori. Per esempio: educate il vostro bimbo a usarli con giudizio. Roba da matti, dite? No: è lo stile cauteloso d’un sodalizio che – come laggiù fanno quasi tutti, del resto – applica il motto delle squadre agonistiche e dei politicanti caccia-voti: evitare di farsi nemici. L’Accademia non vuole crearsene tra i produttori di video né tra quei genitori che considerano i video delle babysitter. L’Accademia non vuole irritare neppure i genitori che, anche negli Stati Uniti, mutilano i genitali esterni delle loro bambine in ossequio a religione atavica. E ha attaccato la legge che vieta questa pratica e che induce i genitori barbari a rivolgersi a chirurghi oltre frontiera. Se proprio proprio vogliono mutilare le figlie, argomentano i pediatri americani, è meglio lasciarglielo fare qui negli USA, dove noi medici mutiliamo in condizioni di sicurezza sanitaria.
Eppure, nei giorni  scorsi, i giornali europei hanno riferito del simposio di San Francisco in termini entusiastici, elevando le banalità a preziosi consigli scientifici e negligendo elementi di valutazione dei consiglieri…

 
  IL MIITO E IL BUSINESS DELLA POLIZIA PREDITTIVA

Per disinnescare crimini futuri si arrestano i soliti poveracci che, al presente, non hanno fatto nulla

Callide società di software hanno trovato il modo di mettere a frutto l’esasperazione popolare provocata dalla microcriminalità e l’onda emotiva suscitata da fantascienze come il film Minority Report per spacciare programmi capaci di individuare i cittadini destinati a delinquere. È un nonsenso scientifico, giacché il comportamento umano non è prevedibile; ed è un insulto al cardine della giustizia, secondo il quale nessuno può essere punito per un reato che non ha commesso. Ma la predizione di polizia è una ciambella di salvataggio per gli investigatori che non sanno fare il loro mestiere e per i politici desiderosi di chetare gli elettori reclamanti «un colpevole a ogni prezzo», anche a quello di picconare lo Stato di diritto. Gli esperimenti di polizia predittiva sin qui condotti sono falliti, a cominciare da quello di Chicago, durato tre anni: i crimini sono aumentati, anche perché il software magico ha condotto all’arresto di torme di innocenti, lasciando i veri colpevoli a spasso. Un esperimento minore, condotto a Trento, ha invece suscitato il cauto entusiasmo di enti pubblici e dei loro cantori mediatici, ma, conoscendo bene gli uni e gli altri, ci permettiamo dubitare del loro schietto ottimismo. Analisi delle due esperienze.

 
 

 

FRANCIA

Sorpreso ad allestire crimini contro la Siria all’ombra di un castello
della Loira, l’esercito pretesta un’esercitazione di guerra chimico-nucleare.
La stampa di regime finge di credergli

Le cosiddette operazioni sotto falsa bandiera sono crimini commessi segretamente da uno Stato allo scopo di attribuirli al nemico e così suscitare nella pubblica opinione l’indignazione indispensabile a sostenere rappresaglie e aggressioni militari alla luce del sole. Il 22 ottobre scorso, a Saumur, tre militari sono stati sorpresi mentre, in una grotta alla periferia cittadina, s'addestravano a svolgere – o forse preparavano sul serio – un’operazione clandestina: avevano arredato un finto rifugio terroristico, ambientato in Siria, per filmarvi la rivendicazione di chissà quale crimine di guerra. C’erano un gruppo elettrogeno, apparecchi di ripresa televisiva e registrazione, divise, bandiere di Daesh (l’esercito di sabotatori della Repubblica Siriana creato l’8 aprile 2013 da Obama in ambito CIA e addestrato dalla Francia), maschere antigas, tute mimetiche, armi, giornali in lingua araba e quant’altro. I ragazzi che hanno sorpreso e indotto alla fuga i tre militari li hanno scambiati per terroristi autentici e hanno chiamato la polizia, la quale, all’oscuro di quel che combinavano i colleghi dell’esercito, ha fatto scattare l’allarme antiterrorismo. Chiarito l’equivoco, il governo si è giustificato così: era un’esercitazione del nostro reparto NBCR (specializzato nella guerra nucleare, batteriologica, radiologica e chimica), acquartierato appunto a Saumur. Una scusa talmente contraddetta dagli arredi del teatro di posa (bandiere di Daesh, giornali arabi, impianto video…) da scatenare indagini giornalistiche e indurre i cittadini dotati di un minimo di autonomia critica a dubitarne. Invece, salvo virtuose eccezioni, stampa e popolo hanno abbozzato. Analisi di incompetenze, indifferenze, diserzioni e complicità rivelatorie.

 
  MILANO

Piace al sindaco sinistro il monaco guerrafondaio unto dalla CIA

Fuggito dalla Cina nel 1959, con i soldi della CIA il signor Tenzin Gyatso, detto Dalai Lama, ha sempre cercato di promuovere nel Tibet una rivolta armata: altro che alfiere del pacifismo! Il suo obiettivo è sempre stato e continua a essere quello del governo degli Stati Uniti: provocare la secessione del Tibet, cioè mutilare la Cina di un quarto del suo territorio, a beneficio di un Grande Tibet colonizzato da Washington. È questo il merito autentico che gli Stati Uniti, il Comitato del Nobel per la Pace (controllato dagli USA) e tutti i governi filoamericani, dal Vaticano a Palazzo Chigi, tributano al signor Gyatso. Nei giorni scorsi il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha accolto il signor Gyatso con sommi onori, suscitando le proteste dei comunisti cinesi ma non di quelli meneghini...

 
 

 

NARRATIVA ALTRA: UNA FIABA INEDITA

L’altare val bene una messa in scena

C’era una volta, in epoca remota, un signorotto che aveva conquistato il feudo col sostegno di quanti gli invidiavano la grande ricchezza e i sollazzi connessi, a cominciare dai favori di belle fanciulle. Succede che il nostro ammala e i chirurghi, per salvarlo, gli sacrificano la funzionalità dell’attributo che i suoi sostenitori ritengono prioritario su tutto, persino su cervello e anima. Il nostro perde la facoltà di generare, di amoreggiare e perde persino il desiderio sessuale. Se la notizia di tanto collasso genitale dilagasse, il nostro si ritroverebbe dileggiato e abbandonato da sostenitori che sragionano, appunto, con i genitali. Allora il nostro vincola al segreto quanti, per ragioni sanitarie e per contiguità intima, sono al corrente della sua menomazione; poi, consapevole di come non vi sia denaro bastevole a suggellare segreto tanto sapido, ne disinnesca l’eventuale violazione. Come? Con una sceneggiata, in cui lui recita il ruolo del mandrillo talmente depravato da attirare gli strali del magistrato. Meglio essere accusato di troppi peccati – calcola – piuttosto che venire compatito per non poterne commettere più.
La favola è banale e da basso impero, ma si riscatta nel finale con una morale alta…

 
 

 

VIDEOCRATES DELENDI SUNT

Le telegogne

Marchingegni elettronici, conduttori venduti e scorrettezze da bisca clandestina: ecco gli strumenti con i quali un proprietario di rete televisiva avvantaggia i politicanti al proprio soldo e penalizza sino al linciaggio gli avversari. Dal contraddittorio truccato Trump-Clinton alle sceneggiate urlate sulle emittenti italiche, ecco una rassegna di colpi bassi che mettono al tappeto gente che un poco se lo merita: sia l’ospite masochista e illuso di poter competere ad armi pari con il videocrate e i suoi famigli, sia il pubblico sciocco, disposto a lasciarsi ingannare in cambio di un tozzo di divertimento.

 
  LE PIAGHE DEGLI ENTI PREVIDENZIALI

Se il fondo pensione senesce più dei pensionati

I bilanci di molti istituti sono afflitti da triplice morbo: incassano minori contributi perché il numero dei lavoratori regolarmente assicurati cala; i vitalizi e le prestazioni erogate aumentano perché la popolazione invecchia; le spese gestionali sono abnormi, gonfiate ‒ nei casi estremi ‒ da mediocri amministratori, da pessimi cogestori superflui quanto incompetenti. E su tanto marasma vigilano, quando lo fanno, tutori pubblici la cui efficienza trova riscontro, in termini di prevenzione e terapia, nella cagionevole salute delle intraprese loro affidate.

 
 

 

CONTRIBUTO IN VISTA DEL NOSTRO CONVEGNO DI NOVEMBRE SULLA PROCREATICA

Crescete e demoltiplicatevi

È impossibile pianificare il reperimento e la distribuzione delle risorse senza una previsione anche quantitativa dei bisogni a venire. Ergo: per progettare un futuro dove nessuno sia privato del necessario è indispensabile calibrare sin da ora il numero delle bocche che dovremo sfamare. Prescindere da questa premessa, essenza e fine primario d’una società egalitaria, equivale a condannare le future generazioni ad affidarsi al Caso, cioè a stagnare in quella condizione di fatalismo, irrazionalità e dolosa incoscienza nella quale gli idolatri della Provvidenza condannano da sempre i ceti più deboli.

 
 

 

LIBRI

I fili invisibili dei burattinai globali

È uscito ieri in Francia l’annunciato saggio che analizza l’operato del tecnoliberismo, ritenuto negare la dignità e l’integrità umane. L’autore dimostra come i giganti dell’economia dei dati fondino il loro modello sulla captazione di tutti i flussi dell’esistenza, minacciando di compromettere la natura presente e futura della civiltà. Una realtà e una peggior prospettiva che impongono a ogni cittadino etico di fare resistenza.
(Eric Sadin,
La silicolonisation du monde. L’irrésistible expansion du libéralisme numérique, L’Echappée, 256 pp, 17 euro.)

 

ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE DEL 22 SETTEMBRE 2016:

• Le nostre vite non sono materia prima per l’industria dell’informatica

di Eric Sadin

 
 

 

IL MERCATO DEGLI SCRITTORI-FANTASMA

Raccontare le vite altrui

Reso popolare da film e pubblicità indiretta, il cosiddetto negro o ghost-writer, cioè l’autore di libri che rimane anonimo a beneficio dell’autore fittizio, è a volte uno scrittore di vaglia che dà parole e sentimento a personaggi meritevoli di essere divulgati e che hanno il solo torto di non saper scrivere. Ma spesso il narratore nell’ombra è un pennivendolo che appaga le aspirazioni di vacui dall’unica benemerenza di avere i quattrini per comprarsele. Viaggio nella dilagante sub-editoria delle autobiografie e delle “biografie autorizzate”, un supermercato dove i reduci da esistenze tragicamente normali e gli sconfitti al tramonto si fanno confezionare i ricordi di gesta fantasiose. E dove i malfattori coprono di belletti le loro nequizie.  

 
 

 

ALIENAZIONE E IRRESPONSABILITÀ GENERANO NUOVE FORME DI SFRUTTAMENTO DELL’UOMO

In Francia il volontariato ha fatto sparire 700 mila posti di lavoro. E in Italia?

Non si può chiamarlo per quello che è, cioè lavoro gratuito, perché questo è illegale. Ma la sostanza è che sempre più vaste categorie sociali, dai disoccupati ai consumatori ai cittadini tutti, sono invogliati, quando non obbligati, a erogare prestazioni non retribuite. Muovendo da un’inchiesta di Le Monde, mettiamo a nudo le ipocrisie e le costrizioni che mascherano la disfatta della coscienza civile e dei sodalizi che si professano tutori dei lavoratori dipendenti.

 

L’ARTICOLO DI LE MONDE ODIERNO:

L’ipocrisia del lavoro gratuito

di Valérie Segond


ARTICOLO CORRELATO DEL 10 MARZO 2016:

I buoni samaritani e gli avvoltoi

Tra le svariate decine di milioni di europei dediti al volontariato c’è di tutto: eroi schivi e specchiati donatori, ma anche pompieri che appiccano il fuoco per lucrare sullo spegnimento; ambulantini che guatano la morte del ferito per segnalarla alle pompe funebri e incassar provvigione; soccorritori civili formalmente disinteressati ma che costano all’ente pubblico il valsente di due stipendi… Viaggio in una landa dove, accanto ad aiole fiorite di splendide buone azioni, olezzano i truogoli di profittatori d’ogni sorta.

 
 

 

IL BRICS E LE ISTITUZIONI FINANZIARIE DEL CAPITALISMO MONDIALE

Scalpita per andarsene allo scopo di rimanere meglio dov’è

L’ultimo vertice di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, svoltosi il 15 e 16 ottobre a Goa, ha confermato che la proclamata ricerca di un’alternativa autentica alla Banca Mondiale (di cui tutti e cinque i Paesi partecipano e cui attingono) è illusoria: il presidente della Cina e peso massimo del gruppo, Xi Jinping, ha richiamato all’ordine mondiale imperniato sul dollaro e a quel massimo liberismo globale già canonizzato dal «cinesi, arricchitevi» dell’apostata Deng Xiaoping. Benché il BRICS rappresenti quasi un quarto del PIL mondiale, non fabula più, come in passato, di paniere di valute alternativo alla moneta statunitense né di ossigenare la sua Nuova Banca di Sviluppo, che l’anno scorso ha erogato prestiti per 900 milioni di dollari, a cospetto dei 64,2 miliardi distribuiti ‒ tra prestiti, doni e partecipazioni ‒ dalla Banca Mondiale. Le nuove e schiette parole d’ordine di questo sodalizio, che pure continua a infiammare i facili entusiasmi dei comunisti di tutto il mondo, replicano la vulgata della globalizzazione antisocialista: urgono riforme statali che lubrifichino il flusso ecumenico degli investimenti e abbattano protezionismi. Insomma, il capitalismo non è più «il treno scassato ch’è meglio deragli», ma locomotiva certo perfettibile ma affidabile ed esclusiva, dunque amica: i nemici del BRICS sono altri. Quali, compagno Jinping? Risposta: i disastri naturali, i cambiamenti climatici, le malattie infettive, il terrorismo.
Analisi di un fallimento annunciato.

 
  NARRATIVA VISIONARIA

Arriva l’intellettuale nomade

Ecco come l’evoluzione sociale e la proposizione di nuovi modelli esistenziali confermano le intuizioni di un romanzo dalla conturbante progettualità.

 
  DALLE REGIONI GERARCHICHE AI CETI SENZA CONFINE

La Linea Gotica ha perso la bussola

Nord e Sud esprimono trasversalità sociali che, soprattutto nel primomondo, prescindono in gran parte dalla geografia economica.

 
  CONDIZIONAMENTI DI MASSA E DEMAGOGIA

Chi sminuisce il sistema-Berlusconi

I politicanti che s’associarono al golpe mediatico in cambio della perpetuità della rielezione propria o dei propri famigli ora percepiscono che il presenzialismo televisivo non basta più: incombe la concorrenza di altri manipolatori elettronici, pilotati da multinazionali basate allestero, dove le consorterie affaristiche italiane hanno scarso pondo.

 
  CONSUMERISMO

Adescare clienti a domicilio

L’integrazione televisione-internet, grazie allo sviluppo dei video bidirezionali e all’involuzione delle profilazioni on-line, schiude frontiere di caccia inedite ai professionisti della marchetica. Con ricadute profittevoli nei settori contermini della sorveglianza e del condizionamento socio-politico. Ecco gli esiti di un’indagine condotta in Lombardia dal bresciano CRISBAM, Centro Ricerche Sociali del Basso Mella.

 
 

 

AFFINITÀ TRA REFERENDUM COLOMBIANO E ITALIANO

Colpevole indifferenza e boicottaggio ragionato

Il 2 ottobre scorso il 63% dei colombiani ha affossato, ignorandolo, un preteso accordo di pace che in realtà prefigura la prosecuzione, con altri mezzi, di 52 anni di guerra civile. Molti hanno disertato le urne per incoscienza: «qui si mobilita più gente per una partita di calcio che per un referendum», ha chiosato un dirigente comunista. Molti altri hanno scientemente asfissiato un’intesa che minacciava di sconvolgere il ciclo produttivo della cocaina, più lucrosa del caffè. Dinanzi alla scelta tra padella e brace, i colombiani hanno preferito tenere il portafogli alla larga dai fornelli. Analoga la situazione in Italia, con la consultazione popolare del 4 dicembre: è meglio tenere l’attuale assetto statale, marcio ma dai meccanismi collaudati, o volturarlo in un rimedio che potrebbe rivelarsi, agli onesti, peggiore del male e, ai disonesti, il ribaltamento di mangiatoie, clientele e corruttele dimestiche quanto proficue? Questo nostro sondaggio conferma quanto sia fondata la previsione, in entrambi gli schieramenti referendari,  che la partita amichevole Sì-No si concluda con l’unica catastrofe temuta: l’affermarsi d’un astensionismo oltre i livelli di guardia.

 
 

 

IL CONTROLLO DELLE MASSE NELLE PROVINCE ESTREME: BERGAMO

Recrea et impera

Nugoli di sodalizi appagano ogni settimana la voglia di protagonismo, di leccornie e di calca da parte di un popolino che altrimenti non saprebbe come occupare il tempo libero e che coglie ogni pretesto per sfuggire all’angoscia provocata dalla pochezza di servizi pubblici primari, ‒ dalla sanità all’assistenza sociale ‒ e da un lavoro frustrante, malpagato o addirittura inesistente. Così, torme di podisti, maratoneti e marciatori scarpinano su e giù da Città Bassa a Città Alta e folle di famigliole smarrite transumano dinanzi a bancarelle che esitano beveraggi, cibarie e vacuità. È una ritualità sostanzialmente asociale e deprimente, indotta e celebrata dai media di regime, dalle tivù ai gazzettini cartacei, cui i rari estranei alla baraonda hanno con pertinenza affibbiato il nomignolo di Oca di Bergamo, casualmente assonante con il quotidiano chiesastico e servile della città. Poi, a ogni scadenza elettorale, l’ubriacatura collettiva presenta il conto e la regia dei circenses incassa dividendo, facendo eleggere i mandatari da essa designati, con una ripetitività che, alle ultime comunali, s’è elevata a miracolo: la maggioranza del popolo, compreso quello sedicente di sinistra, ha insediato sindaco un dirigente della Fininvest, al quale il berlusclone Renzi aveva fatto indossare la casacca del PD. Ecco un primo bilancio d’una gestione comunale clownesca che, appunto, fa tanto divertire i povericristi.

 
 

 

FAVORITI DA LEGGI CHE AUTORIZZANO IL FIORIRE DI COOPERATIVE FASULLE

Padroni bastardi: per sfruttare di più il dipendente lo costringono a fingersi loro socio

Il malvezzo, storicamente fiorito nelle Regioni Rosse, con la benedizione del PCI, è dilagato nel resto della Penisola, propiziato da tutt’i partiti, che hanno così snaturato un istituto alle origini (e ancor oggi, ove autentico) benemerito e che fu una conquista delle classi subalterne. Adesso e quasi ovunque, «essere in cooperativa» significa formalmente «essere padroni di se stessi» ma di fatto equivale a essere discriminati rispetto ai lavoratori delle imprese non-cooperative, cioè equivale a guadagnare meno, faticare di più e godere di minori se non nulle tutele sindacali, giacché si può essere licenziati in ogni momento con pretesti banali; chi riesce a resistere sino alla pensione si ritrova con mensilità da fame. Se queste sono le sbarre della prigione cooperativistica, ci si chiede perché mai i soci-dipendenti non le seghino. Perché non si ribellano, non si organizzano in un sindacato serio e non impongono al socio-padrone di gettare la maschera e di pagarli e trattarli come si deve? La risposta, come emerge da questa nostra inchiesta, sta in una miscela di codardia, d’ignoranza, di rassegnazione e di quella presunzione di furbizia individualmente tornacontista che induce gli sfruttati a disdegnare ogni iniziativa sociale e politica emancipatrice e solidale. Tanta resa alla speculazione delle cooperative trucccate, implicante complicità nell’erogazione di servizi non ottimali, si connota, in settori quali la sanità, l’assistenza e la scuola, di crimine contro la collettività.

 
 

 

MALCOSTUME ITALICO

Farmacisti, notai, giornalisti, eccetera: i mestieri che non dovrebbero tramandarsi di genitore in figlio

La legge impone allo Stato di rinnovare le concessioni di servizi pubblici nel primario rispetto dell’interesse collettivo, cioè con criteri selettivi equanimi che conducano alla scelta dei candidati migliori, disdegnando meccanismi evocativi del diritto ereditario di stampo medievale. Rigore analogo dovrebbe valere per l’accesso alle professione liberali di rilevanza pubblica, come il giornalismo. Invece si risolve tutto in famiglia. La riprova di tanto nepotismo? Per esempio, date un’occhiata alle targhe d’ottone dei notai, alle insegne sulle farmacie o alle firme sui giornali o fluenti nei sottopancia televisivi: i cognomi si ripetono. Sembra di vivere in un malPaese di vassalli e principini, dove la casta degl’incassatori di prebende degenera in schiatta condannata a consumersi come in un maso chiuso. E – giusta lode alla nemesi sociale e all’applicazione estensiva della legge di Bateson – a inaridirvi.

 
 

 

CRONACA ALTRA

Qui è buona creanza chiedere dove si va, mai da dove si viene

Rendiconto di un pomeriggio nella sala d’attesa dell’improvvisata stazione di Derniero, in Val d’Aosta. Ogni giorno irraggia centinaia di miniautobus verso mete remote eppure neglette dalle ferrovie e dalle autolinee turistiche. Vi s’incontrano i viaggiatori più disparati, per esperienza, per lingua, per censo e per cultura. Tutti accomunati dalla gran voglia di essere gentili, di sorridere e di raccontarsi, come a verificare – per come le confidenze progettuali, dal sapore di déjà-vu e di déjà-dit, impattano nell’interlocutore – di avere comprato il biglietto per la destinazione giusta. È toccante come estranei si scaldino alla condivisione di progetti similari e si confortino di conversazioni casuali quanto perseguite. Purché nessuno, parlando al passato o voltandosi indietro, faccia stecca nel coro: è di rigore l’abito futuro.

 
 

 

IPOCRISIE E LICENZE DELLA BORGHESIA DANAROSA

I discreti studi medici e legali dove si risolvono i problemi indicibili

Sono infrattati oltre frontiera e protetti da targhe professionali asettiche. I loro clienti? Figli e nipoti e genitori di persone inguaribili che, non decidendosi a morire, minacciano di prosciugare eredità o di rovinare l’esistenza ai sani; poi signore e ragazze di famiglie troppo cospicue per rovinarsi la reputazione con un aborto in patria; poi condannati eccellenti che preferiscono una contumacia dorata alla galera in patria; poi imprenditori fallendi che simulano sequestri per scremare il patrimonio destinato ai creditori; poi somari che comprano lauree nei paradisi accademici per fare il dentista o altro mestiere lucroso in Italia… L’elenco dei servizi è prolisso e i clienti sono legione. Ecco, in un resoconto che si proclama fantastico (altra bugia scansa-guai?), come funziona e quanto costa il supermarket delle nequizie sostanziali avvoltolate in legalità formali.

 
 

 

REFERENDUM CONFERMATIVO DEL 4 DICEMBRE 2016

Giocatori e tifosi nell’amichevole Sì-No

La riforma costituzionale su cui il 4 dicembre prossimo si pronunceranno gli italiani votanti (solitamente meno del 60% degli elettori) non è peggiore delle similari che l’hanno preceduta, tutte redatte all’insegna del pressappochismo ed esito di mercanteggiamenti fra il tornaconto dei politicanti in parlamento e soprattutto dei potentati esterni, quando non anche esteri. Ma gli argomenti addotti dal Partito del No, giuridicamente improponibili in un agone estraneo al Diritto, diventano grotteschi quando s’ergono a paladini d’una Costituzione che, mai realizzata nei pochi tratti che formalmente la nobilitano, è da sempre oltraggiata nei fatti da tutt’i governi, compresi quelli formati dai partiti sedicenti di sinistra. Ecco una cronistoria dei crimini di lesa costituzionalità, sino agli estremi del golpe, commessi con la complicità, o quantomeno con la desistenza, di tutti i partiti parlamentari ‒ nessuno escluso ‒ in 68 anni di storia repubblicana. Il che dimostra come la posta in palio, in questo referendum,  non sia la tutela d’una sbandierata quanto inesistente sovranità popolare, ma piuttosto l’accaparramento d’interessi di bottega.

 
 

 

GUERRE COLONIALI

Bugiarda e consapevole di mentire, da tre lustri l’Italia continua a spedire soldati a terrorizzare l’Afghanistan con la scusa di difenderci dal terrorismo

Il 27 aprile 1978 i comunisti prendevano il potere a Kabul: abolirono la decima ai latifondisti; requisirono i terreni incolti per distribuirli ai contadini poveri e ai braccianti; lottarono contro le costrizioni di un islam medievale che imponeva matrimoni combinati e burka; concessero il voto alle donne; misero un freno al saccheggio del Paese da parte delle multinazionali. Troppo: i gendarmi USA e i loro alleati spedirono truppe a corrompere e sobillare e armare un popolo al 90% analfabeta e che all'85% campava di agricoltura e pastorizia a livelli di sussistenza. I colonialisti riuscirono a innescare la guerra civile. Il governo comunista chiese aiuto all'URSS, che dopo dieci anni si ritirò per dedicarsi completamente (e invano) a contrastare il golpe che gli USA stavano fomentando a Mosca. Non paghi, USA & Soci nel 2001 realizzarono in Afghanistan una nuova aggressione, che peraltro progettavano dal 1999 (dunque due anni prima degli attentati dell’11 settembre 2001, con cui pretestarono l’invasione) e da allora non fanno che martoriare l’Afghanistan, complice anche l’Italia. La quale ha trovato, anche in questa guerra coloniale spacciata per missione umanitaria, un terreno d’intesa politica senza confini: dai governi di Berlusconi a quelli di Prodi a quelli di D'Alema (partecipati anche dai comunisti di Oliviero Diliberto) e sino a quello di Renzi, la guerra all’Afghanistan ha sempre trovato tutti d’accordo. Intanto le aziende dei Paesi aggressori fanno pingui affari. Compresa una multinazionale italiana, come riferisce l'inchiesta di Le Monde cui sotto rinviamo.

 

ARTICOLO CORRELATO DAL QUOTIDIANO FRANCESE LE MONDE DEL 4 OTTOBRE 2016:

Ecco come l’industria del talco finanzia i talebani e lo Stato islamico

I gruppi jihadisti impongono dazi sulle colossali entrate prodotte dall’estrazione della polvere bianca, poi esportata in tutto il mondo.

di Julien Bouissou

 
  LA REALTÀ CONFERMATIVA DELLA NARRATIVA VISIONARIA

I fornitori di capri espiatori

Allo stesso modo in cui, quando il potere lo esige, al termine dell’interrogatorio l’imputato silente «a domanda risponde», ecco che si trova un innocente da sostituire a un colpevole troppo ricco per non essere innocente. Una novella di sette anni fa, liberamente ispirata a fatti di cronaca, si specchia in scenari odierni.

 

RACCONTO CORRELATO:

Il vivaio

Dalla raccolta In attesa di spegnere la luce, di Gian Carlo Scotuzzi, Milano, ottobre 2009.

 
 

 

PARLANO LE BADANTI DEL MOVIMENTO PER IL RITORNO AI PAESI DELL’EST

«Per metà della vita, in Ucraina, ho sognato l’avvento del capitalismo. Trascorro l’altra metà in Italia a sognare di tornarci per abbatterlo.»

«Le televisioni straniere mi mostravano un Occidente dove tutti erano felici perché avevano tutto, mentre noi avevamo poco. Mi sono lasciata lusingare e ho lasciato che picconassero il comunismo. Così mi sono ritrovata con niente, costretta ad abbandonare marito e figli per emigrare in Italia a pulire il culo a vecchi senza pubblica assistenza e senza soldi per pagarsi badanti italiane. Da due mesi ci stiamo unendo per dire basta al nostro sfruttamento e rientrare in Ucraina a fare i conti con chi l’ha tradita.»

Interviste collettive realizzate a Bergamo e Brescia il 4 e 5 settembre. Alcuni nomi di persone e di luoghi, nonché dettagli marginali, sono stati alterati su richiesta delle interessate, riluttanti a farsi identificare.

 
 

 

AGGIORNAMENTO

L’incontro sulla Cina inizia alle 16.30, non alle 17.30

Il 27 settembre scorso abbiamo pubblicato l'articolo Quanto rende l'happy hour alla cinese? in cui ironizzavamo sulla durata del dibattito Antimperialismo, lotta per la pace e per la cooperazione internazionale - Il ruolo della Cina, in programma l'8 ottobre a Bologna, concentrato appunto nello spazio di un aperitivo. Dal sito del Partito Comunista Italiano rileviamo oggi che, nella locandina di presentazione di tale incontro, l’orario d'inizio, precedentemente annunciato alle 17.30, è anticipato di un’ora.

 
  MANGANELLARE IN NOME DEL PENSIERO UNICO

L’antifascismo tra intolleranza, tornaconto e folclore

L’avversione alle ideologie totalitarie è essa stessa un’ideologia, speculare a quelle che proclama di combattere, e tutte devono avere diritto di esternazione in un consesso fondato sulla libertà di esprimere opinioni, di fissare scale valoriali, di proporre gestioni dell’esistente e progetti di società futura. Eppure l’estrema sinistra occidentale nega al fascismo il diritto di opinione e lo condanna come un crimine. Noi pensiamo invece che il fascismo – specularmente al comunismo – diventa illecito penale soltanto quando passa dalle parole ai fatti, cioè vìola il diritto positivo, ovviamente ove tale diritto non collida con i canoni irrinunciabili del diritto naturale. Questo assunto autenticamente libertario, che dovrebbe essere irrinunciabile per ogni consesso etico, è respinto sia dal liberalismo di matrice statunitense sia dal socialismo di ascendenza sovietica. Il risultato: una raffica di leggi negatrici dei diritti umani, dai Patriot Act alla Legge Gayssot agl’infiniti strali che, un po’ in tutto il mondo e col pretesto di sanzionare l’apologia di reato, reprimono il dissenso. Così l’antifascismo, e l’anticomunismo che gli è speculare, sono degenerati a moda e a servilismo bempensante.  Indagine sul rifiorire delle correnti “anti-“ e sulla consunzione di quelle “pro-“.

 

ARTICOLI CORRELATI DEL 12 MARZO E DEL 25 LUGLIO 2016, DA BERGAMO:

– Qui antifascismo fa rima con infantilismo

Un grumo di sodalizi sedicenti antagonisti al municipio raccoglie 1.500 firme per indurre il sindaco a revocare la cittadinanza onoraria della città concessa a Benito Mussolini il 23 maggio 1924. Anche la Bergamasca soffre di piaghe e ingiustizie sociali ben più meritevoli di mobilitazione, che però lasciano indifferenti questo genere di antifascisti, incagliati sull’autoritarismo di oltre novant’anni fa.


– «La pastasciutta antifascista della famiglia Cervi»

La ricetta per un’adunata celebrativo-culinaria di successo: un organizzatore callido, la benevolenza della Coop, la benedizione dell’ANPI e una buona dose di propensione popolare alla tavolata allegra: il gioco, cioè l’apolitica della resistenza a un nemico che non c'è più, è fatto.

 
 

COSTUME

I figli di papà che fingono di lavorare all’estero

Un’agenzia offre un servizio riservato quanto inconfessabile. Esempio: Enricalberto fa il mantenuto a Londra. Ma babbo si vergogna ad avere un figlio lazzarone. Si rivolge all’agenzia, che trova un impiego a Enricalberto. Stipendio sontuoso, companycar. Ma è tutto fasullo. A fine mese è infatti babbo a pagare il conto: stipendio, benefit e compenso all’agenzia.

 
 

 

RIFORMA DEL DIRITTO DI SUCCESSIONE

De cuius delendi sunt

In vista del nostro convegno di novembre, ecco due interventi che vanno al cuore del dibattito.


– «Delinquo per il bene di mio figlio, che merita di essere privilegiato»

L’eredità è un cancro sociale che prescinde dai crimini che l’hanno accumulata e nega alle nuove generazioni il diritto di competere su basi di parità. È inoltre il fine dichiarato e l’esimente invocato per generare la povertà, connotata con i tratti della colpa o dell’oscuro disegno della divina provvidenza compensatrice nell’aldilà


– È arduo estirpare i morbi del nepotismo e dell’eredità senza prima eliminare la famiglia

Il che implica inoltrarsi in riflessioni visionarie e in progetti scientifici più che inaccessibili alla quasi totalità del popolo eppur sovrano: l’aspirazione a sostituire la triade padre-madre-figli con sistemi di allevamento della prole rispondenti alle esigenze di una comunità autenticamente etica ed egalitaria.

 
 

 

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DEI DISVALORI

O tutela della privatezza o barbarie

Chi si espone passivamente al Grande Fratello dicendo «io non ho niente da nascondere» o vende la propria sfera personale in cambio di un gadget, non è soltanto un ignorante o un egoista che delega a sconosciuti le scelte etiche che pertengono invece la responsabilità di ogni cittadino: è soprattutto un disertore dal fronte dell’impegno civile, reo di contribuire all’avvento irreversibile di un Impero del Profitto che sradica i valori umanistici fondanti la nostra società.


ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE DEL 22 SETTEMBRE 2016:

• Le nostre vite non sono materia prima per l’industria dell’informatica

 
  IL FIORENTE MERCATO DEI FARMACI DA BANCO E DEI PARAFARMACI

Il paziente povero ignorato, quello solvente indotto a diventare medico di se stesso

Mentre i tagli alla Sanità condannano a sofferenza e a morte i malati poveri, una martellante campagna pubblicitaria, sostenuta da governo e imprese farmaceutiche, va all’assalto di chi ha soldi per pagarsi la sanità privata e lo convince a considerare la farmacia un emporio di panacee ed elisir di lunga vita. Come orientarsi in queste botteghe olezzanti incensi e ammiccanti come bancarelle di santuari miracolosi? Basta chiedere all’interessato bottegaio in camice, oppure prender per oro colato le balle degl’imbonitori televisivi. Inchiesta sul mito dell’autodiagnosi e della cosiddetta medicina alternativa, ossimoro elevato a rango universitario da sciagurata ministra berlusclona.

 
 

 

RELIGIONI SUL CARRO DI CESARE

Il monarca vaticano si proclama pacifista ma benedice armi ed armigeri

Le cosiddette “autorità religiose” presidiano, aspersorio alla mano, ogni cerimonia di viatico alle cosiddette “missioni umanitarie” che camuffano guerre coloniali e benedicono armi di distruzione di massa, come le portaerei, implicitamente reputando le une e le altre provvidenziali strumenti del (loro) signore. Non pago, il capo dei cattolici romani integra i suoi preti nelle truppe coloniali, affinché le assolvano anche colà di gesta incompatibili con il Vangelo. 


REPETITA IUVANT?
ARTICOLI CORRELATI DELL’8 E 18 LUGLIO 2004

• Gli ex-marinai che vanno a Riva Trigoso

Dio stramaledica i cappellani militari

 
 

 

MORTO IL GUERRAFONDAIO SIONISTA SHIMON PERES

Non ci doliamo

Era specializzato nel mercato nero delle armi e nel farsene svendere o regalare dagli USA. Ha violato i trattati di pace e ha trasformato di nascosto Israele in una potenza nucleare non dichiarata, facendosi passare la tecnologia della bomba dalla Francia, che a sua volta l’aveva avuta dagli americani. Ha sempre guidato o sostenuto governi persecutori dei palestinesi e incarceratori degli stessi israeliani rivendicanti il rispetto della legalità e delle verità, come nel caso dello scienziato Mordecai Vanunu, colpevole di aver rivelato al mondo l’esistenza dell’arsenale atomico clandestino.

 

ARTICOLI CORRELATI, DEL 10 MAGGIO E DEL 4 LUGLIO 2007:

Continua la persecuzione dello scienziato che svelò al mondo l’arsenale nucleare sionista

Nuovamente condannato lo scienziato che denuncia l’arsenale nucleare sionista

 
 

 

CERA UNA VOLTA LA CLASSE OPERAIA

Tute multietniche e mansuete

Nelle fabbriche del Norditalia, dove un tempo operai combattivi scioperavano compatti e ottenevano contratti integrativi coi fiocchi, oggi si tira a campare, con sindacati ridotti a lumicino moscio, impotenti dinanzi ad arretramenti occupazionali, normativi e retributivi imposti da padronato e da governi che pure si proclamano ‒ danno e beffa! ‒ di sinistra. L’importazione massiva di manodopera di colore, giovane e culturalmente e politicamente arretrata e per questo sostituita agli autoctoni obsoleti, ha propiziato il dilagare del lavoro nero e di una selva di contratti atipici che ottocentizzano una massa di dipendenti ormai mutila dei connotati di classe. Di questo passo il padronato non avrà più convenienza ad andare fino in Cina a spremere operai: avvilirà allo stesso modo quelli nostrani. La pandemia sociale dell’ipersfruttamento della manodopera dilaga anche nei Paesi europei di più resistente tradizione socialdemocratica, a cominciare dalla Germania, dove…

 

ARTICOLO CORRELATO, DA JUNGE WELT ODIERNO

Legale Lohnprellerei

Von Jana Frielinghaus

 
 

 

ESPEDIENTI DI POVERICRISTI DELLA POLITICA

Quanto rende l’happy hour alla cinese?

Dalle 17.30 all’ora di mettersi a tavola: dura lo spazio d’un aperitivo il dibattito su «Antimperialismo, lotta per la pace e per la cooperazione internazionale: il ruolo della Cina» organizzato per l’8 ottobre a Bologna dal Partito Comunista Italiano. Che senso ha? Quello intuibile dall’annuncio finale della locandina di presentazione: «Parteciperà inoltre un esponente dell’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia». Ecco come, invece di adoperarsi a far proseliti e di procurarsi strumenti adeguati a far politica seria, ci si contenta di riscuotere benevolenza dal più grande ‒ e generoso ‒ Paese del mondo, talmente incompreso in Italia da consolarsi con gli ossequi dei marginali.

 
 

 

ANALISI DEI MOVIMENTI DI SEDICENTE OPPOSIZIONE GOVERNATIVA

Illusionismo, sindrome senile dei comunisti mancati

Da oltre mezzo secolo non v’è progetto rivoluzionario che non preconizzi la caduta del capitalismo, sempre diagnosticato agli ultimi soffi e pronto a farsi abbattare dal sempre imminente assalto al Palazzo d’Inverno. Tale presunzione di caducità del nemico, ribadita anche recentemente da Samir Amin nell’articolo cui sotto rinviamo, alimenta anche in Italia rituali manifestazioni di entusiasmo, corroborando la convinzione che il passaggio da un’economia di mercato a una socialista, inscritto nel DNA del liberismo globalizzato, quasi prescinda dall’azione rivoluzionaria. Tanto “ottimismo della volontàˮ, mai così agli antipodi del “pessimismo dell’intelligenza”, rigenera, nei partiti che si proclamano antagonisti, quell’attesismo messianico da sempre alibi a molte diserzioni, a cominciare dalla rinuncia a predicare il comunismo e ad allevare dirigenti di ricambio capaci di analisi realistiche.


ARTICOLO CORRELATO DEL 24 AGOSTO 2016:

Automne du capitalisme, printemps des peuples?

par Samir Amin

 
 

 

AL MONASTERO LAICO DI SCHWARZESDORF

Prove tecniche di democrazia verace

Fruire in maniera piena ed efficace di una disputa fra più tesi implica conoscere il contesto in cui si collocano, implica capirle e soppesarle, implica raffrontarle e infine saper optare per quella reputata vera o migliore, argomentando la scelta. Ma affinché questa successione di comprensioni, riflessioni e giudizi abbia senso etico è indispensabile che relatori e auditori condividano, in premessa, una salda gerarchia valoriale e siano uniti da passione civile. La democrazia è dunque l’applicazione rigorosa di una formula dagli ingredienti definiti e non riducibili, pena diventare sinonimo di locuzioni sciagurate quali «tutto il popolo è sovrano» e «tutti sono cittadini uguali nei diritti e nei doveri», con le quali, nei fatti e nelle intenzioni dei callidi oligarchi plutocrati, s’inaridisce la partecipazione a rito. Ecco il resoconto del metodo democratico applicato in un chiostro invero assai esclusivo.

 
 

 

L’INFORMAZIONE DI MASSA È BUGIARDA

Gli italiani monolingua condannati all’ignoranza

Sui grandi eventi che fanno la storia e formano l’opinione degli elettori, i giornalisti obbediscono alle veline dei governi e dei potentati economici. A 15 anni dagli attentati dell’11 novembre perseverano a ribadire una versione ufficiale smentita da centinaia di autorevoli inchieste straniere, ultima quella dell’inglese Europhysics News del 24 agosto scorso; la Libia, aggredita e massacrata a fine di lucro dalle truppe NATO, è sempre dipinta come un mostro che andava tolto di mezzo; l’aggressione alla Siria continua a essere presentata come una missione umanitaria; le elezioni negli Stati Uniti, tradizionalmente disdegnate dal 60% degli elettori ‒ e comunque puramente consultive, giacché a scegliere il presidente sono i governatori e non i cittadini ‒ spiccano sulla stampa italiana come fulgido esempio di democrazia autentica. Sicché l’unico modo di informarsi correttamente è collazionare le fonti internazionali, sfruttando i buoni giornali prodotti oltre frontiera. Il che implica leggere almeno un paio di lingue straniere. Un’opzione esercitabile da meno del 5% degli italiani e concretamente esercitata da meno del 2%. Novantotto italiani su cento sono manipolati dai pennivendoli di regime.

 
 

 

COSTUME: LE VACANZE DEL CETO MEDIO-BASSO

Via dalla pazza terraferma per recludersi nel condominio galleggiante

Navi da crociera sempre più numerose, immense, iperaffollate. Vi si transuma lungo percorsi irti di stimoli alla spendita che generano esborsi multipli del prezzo d’imbarco. Tanta degenerazione del mitizzato viaggio in mare non suscita rigetto alcuno perché armatori e operatori turistici non vendono viaggi: spacciano sogni di viaggio. Il passeggero sbarca caricato degli stessi stimoli evocativi con i quali s’era imbarcato, illusoriamente appaganti, che rimuovono il ricordo di un’escursione triste, a volte angosciante, a volte al limite della truffa. E, quando non riesce a rimuovere la delusione, se ne vergogna, come se la leggerezza d’aver ceduto alla lusinga o subito il raggiro fosse una colpa. Così, invece di resocontare la crociera patita, favoleggia di quella cui aspirava. Rari sono i crocieristi che vanno a lamentarsi dalle associazioni a tutela dei consumatori, che del resto riluttano, per incapacità o tornaconto, a svolgere il loro compito.

 
 

 

IMMIGRAZIONE IN EUROPA

Sbarcano più vittime o più disertori?

È indubbio che i morti di fame che ogni anno inondano l’Europa a centinaia di migliaia sono vittime, ai loro Paesi, di miserie sociali generate da governi quasi sempre corrotti e sempre al servizio del neocolonialismo imposto, con le bombe o l’armi economiche, dai padroni dell’Occidente, Italia compresa. Ma è parimenti innegabile che tali regimi marci sono stati preposti al potere e ci rimangono grazie anche alla diserzione di coloro che avrebbero dovuto combatterli, e che invece hanno preferito fuggire in Europa. I migranti odierni sono la replica, aggravata, delle miserande ma anche vili transumanze europee verso l’America.


ARTICOLO CORRELATO DEL 13 SETTEMBRE 2016:

Que peut-on attendre du Nord?

par Samir Amin

 
  MORTO CARLO AZEGLIO CIAMPI, EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Fu un presidente in sonno

Subì senza fiatare molti insulti alla Costituzione: dal golpe mediatico di Silvio Berlusconi all’entrata in guerra contro la Jugoslavia. Ecco un elenco delle malefatte più cospicue addebitabili a chi non seppe tutelare la sovranità nazionale, non garantì l’equilibrio tra i poteri dello Stato e condivise la responsabilità del degrado repubblicano.

 
  INTERVISTA A UN EX ALPINO PENTITO

«A 74 anni ho trovato il coraggio di buttare la maledetta penna nera»

«Avevo 20 anni quando lo Stato mi recluse in una caserma del Friuli a subire le angherie di sadici compagni d’arme, degradati al nonnismo da ufficiali comandati a trasformarci in automi senza cervello. Mi addestrarono a sparare a un invasore che, dicevano, prima o poi sarebbe arrivato dalla Jugoslavia, feroce come gli Unni. All’epoca ero troppo ignorante per capire che il mio nemico vero stava in Italia, al governo e nelle banche e in Confindustria. Tornato a casa dopo 18 mesi, mi lasciai condizionare dai capoccia del paese a far l’alpino per finta. Ero timido e temevo di essere più che isolato: di essere vessato. Ero comandato a un raduno via l’altro, quasi sempre per far bisboccia, per il resto a sfilare in parate ridicole al ritmo del tamburo, a portare gagliardetti, ad ascoltare le prediche insensate di politici che però arrivavano sempre allo solito dunque: «Votatemi, perché agli alpini io ci voglio bene!» Quando non c’era da esibirsi nelle marce o da abbuffarsi o da raccogliere voti trovavano sempre un pretesto per farci mettere il cappello da ex alpino: ci tenevano occupati ad abbellire le nostre sedi, rendendole più capienti per più affollati – e redditizi – ranci, cioè magnate da obesi, e a costruire chiesette insensate su cime assurde.  Così, per  un quetovivere che adesso ho il coraggio di bollare pigrizia e viltà, ho portato il lercio cappello da ex alpino per oltre mezzo secolo, sempre sentendomi una via di mezzo tra il bambinone, il goliardo e l’impolitico. L’ho bruciato, il lercio cappello. La mia naja è finalmente finita sul serio e inizio a vivere da cittadino coerente e responsabile.»

Intervista registrata nei giorni scorsi a Bergamo, a margine di una sfilata di ex alpini, osservata dai rituali frequentatori del centro cittadino ed enfatizzata oltre decenza dai media di regime. Su richiesta dell’intervistato, alcuni nomi, nonché dettagli marginali del racconto, sono stati alterati allo scopo di non consentire l’identificazione dei personaggi. Lunghezza del testo completo: circa 11 mila battute.

 
 

 

MALASTAMPA AL SOLDO DELLA MALAPOLITICA

I battaglioni mobili dei pennivendoli

Sono costituiti da giornalisti regolarmente iscritti all’albo professionale e strapagati per declinare in maniera indipendente la funzione informativa, ma che invece seguono sindaci, presidenti di Regione, ministri, capi di governo e una sfilza di manager pubblici al mero scopo di tesserne sempre e comunque le lodi. La settimana scorsa il primo ministro Renzi è andato in Puglia a inaugurare un cavalcavia, subito elevato dal codazzo mediatico a «ponte dei record». Ogni giorno gli utenti di stampa scritta e tivù sono condannati a subire notiziari monocordi e rituali, elevanti i banali gesti dei politicanti a gesta sublimi. Ogni evento mediatizzabile, anche irrilevante, anche il più indegno di finire sui giornali e sullo schermo, è pretesto per mettere in vetrina il mandatario di turno. In una valle leghista si giunge a scarrozzare marchettari per immortalare l’inaugurazione in pompa magna di una rotatoria minuscola – eppure costata 500 mila euro. Ecco chi sono e come operano i flabelliferi di un politicume lazzarone, inetto  e in perenne campagna elettorale.

 
 

 

IL BILANCIO DEI PRIMI 22 ANNI DI TELECRAZIA ITALIANA

Il merito storico di Silvio Berlusconi

Comprò dal primo ministro Bettino Craxi la licenza di violare le legge che imponeva la riserva statale sull’emittenza televisiva nazionale; comprò da tutti i partiti politici, compresi quelli di estrema destra e di estrema sinistra, la licenza di candidarsi alle elezioni e di essere eletto in spregio alla Costituzione; ha imposto un modo di far politica suddito del suo monopolio mediatico; ha sormontato una condanna penale infamante (truffa allo Stato!) continuando a essere il referente di tutti i partiti e imponendo, a capo del governo, fiduciari con la casacca di partiti simulanti di essergli avversi. A disdoro di tante malefatte, Berlusconi può rivendicare la benemerenza storica di avere aggallato la venalità e la vigliaccheria di pessimi eletti, ma soprattutto di aver smascherato la vacuità di una democrazia fasulla e ipocrita, esito di elettori peggiori manipolabili a piacere.

 
 

 

ANALISI DI UNA MENZOGNA CHE IMPERA DA TRE LUSTRI

Quel giorno che i golpisti di Washington demolirono le Torri,  spararono un missile sul Pentagono e sequestrarono Bush

I generalissimi del Pentagono mascherarono il colpo di Stato con una messinscena subito palese a ogni giornalista onesto e a ogni osservatore di buonsenso. Ma corruzione e minacce neutralizzarono i probi, mentre l’istigazione mediatica a sostituire l’autonomia critica con l’emozione chetarono popoli diseducati a guardare alla realtà come ai film di Hollywood. Non esistono inchieste giornalistiche che, per quanto serie e documentate – come quella di Thierry Meyssan – possano competere con i miracoli di Santa Velina, protettrice dei pennivendoli, e di Santa Piagnona, protettrice dei creduloni irredimibili con la lacrimuccia sempre in canna, che in una democrazia sono formalmente i mandanti delle menzogne giustificatrici del terrorismo istituzionale.


ARTICOLO CORRELATO:

• Dal 10 settembre 2001 a oggi
15 anni di crimini

di Thierry Meyssan

 
 

 

ECONOMIA DEI TRASPORTI

L’Unione Europea fa litigare tra loro i forzati dei TIR

Gli ex Paesi dell’Est invadono la Francia con autisti pagati molto meno di quelli francesi e questi si difendono accusando gli aggressori di praticare il dumping sociale e invocando la difesa del governo. Che non può prendersela sul serio con un’UE di cui fa parte e alla quale ha del resto devoluto la propria sostanziale sovranità nazionale, nonostante e contro l’esito del referendum che bocciò il Trattato Europeo.


ARTICOLO CORRELATO, DAL QUOTIDIANO FRANCESE LE MONDE DEL 1° LUGLIO 2016

• In Francia i camionisti stranieri non potranno essere pagati con uno stipendio inferiore a quello legale


ARTICOLO CORRELATO DELL’8 SETTEMBRE 2008

• «Così la maledetta Unione Europea mi ha lasciato sul lastrico»

 
  ESSEN: DAL 13 AL 16 SETTEMBRE IL 71° CONGRESSO DEI GIURISTI TEDESCHI

Biopapà e doppie mamme impongono un adeguamento del codice civile

Al cuore del programma la discussione dell’ineludibile riforma del diritto di famiglia, per adeguarlo alle esigenze delle forme di procreazione e allevamento dei figli quali si vanno affermando da un paio di lustri e che annunciano ulteriori evoluzioni. Il ricorso alla donazione di sperma e di ovuli, nonché all’utero in affitto, se hanno contribuito a più che dimezzare le adozioni, esigono una regolarizzazione che, lungi dal configurarsi come uno snaturamento e dunque un attacco alla famiglia, in realtà la soccorrono. Si sacrifica la componente tradizionale e formale per salvare quella sostanziale, essenziale al perpetuarsi del capitalismo.

 
 

 

BANGLADESH: ENNESIMA STRAGE BIANCA STAMANE ALLA PERIFERIA INDUSTRIALE DI DACCA

33 morti nell’esplosione di una fabbrica che lavora anche per la Nestlè

Oltre 70 i feriti, di cui molti gravissimi. All’origine della tragedia lo scoppio di una caldaia, in un opificio chimico che produce imballaggi. Soltanto nell’ultimo lustro centinaia di dipendenti, in maggioranza donne, sono bruciati a morte, anche a causa del sovraffollamento e della mancanza di impianti di prevenzione e sicurezza. Le fabbrichette dove si lavora in condizioni di moderna schiavitù e che non di rado sono impiantate da imprenditori europei e giapponesi, collocano il Bangladesh al secondo posto, dopo la Cina, nella lista dei Paesi che prosperano sullo sfruttamento criminale della manodopera, secondo l’osservatorio mondiale sulla schiavitù.

 

Tra i pochi giornali che hanno diffuso la notizia, il tedesco Die Zeit:

Bangladesch: Viele Tote nach Feuer in Verpackungsfabrik

In einer Fabrik bei Dhaka ist ein Kessel explodiert. Mindestens 29 Menschen kamen im Feuer um. Westliche Unternehmen wie Nestlé gehören zu den Kunden.

 

ARTICOLO CORRELATO DEL 10 AGOSTO SCORSO:

Quelli che vanno a fare gli schiavisti nel terzomondo


ARTICOLO CORRELATO DEL 24 APRILE 2013:

1.135 morti e oltre 1.500 feriti nel crollo dei laboratori tessili del Rana Plaza, vicino Dacca

 
  I MINACCIOSI PAVONI DI HANGZHOU

G20, venti di guerra

L’evento si spiega soprattutto con esigenze mediatiche: imporre a livello planetario l’agenda della globalizzazione. Il messaggio, rivolto ai Paesi esclusi come agli antagonisti di ogni latitudine, è: possiamo litigare su tutto tranne che sul primato dell’economia di mercato, imperniato sul dollaro; chi non s’inchina a questo dogma è un eretico avviato al rogo, come la reproba Corea del Nord. Il G20 è dunque una Norimberga perenne dove si ribadisce la gogna per chi preserva, o ambisse coltivare, ambizioni socialiste o alternative alla valuta dominante, dunque al predominio degli USA, modestamente condizionato dalla cooptazione di Russia e Cina in ruolo economicamente, militarmente e (quasi) ideologicamente subalterno.

DA RÉSEAU VOLTAIRE :

G20

di Thierry Meyssan

 
 

 

PROPOSTA DI RIFORMA DEL DIRITTO DI SUCCESSIONE

«Chi eredita un bottino rubato è giusto erediti anche le colpe del ladro»

È un’affermazione che collide con il principio della responsabilità penale, sempre personale. Ma anche le enormi fortune che, passando di genitori in prole e privilegiando anche quella che non ha meriti, stride con il principio delle uguali opportunità di partenza che devono essere offerte alle nuove generazioni. Resoconto di una disputa al monastero laico di Schwarzesdorf.


ARTICOLO CORRELATO DEL 6 MARZO 2007, DA BRESCIA:

• Perché i discendenti dei minatori non si fanno indennizzare dagli eredi dei padroni della miniera?

 
  SCENARI A MEDIO TERMINE

Dopo Berlusconi

Il sistema di potere avviato dall’imprenditore d’Arcore è frutto di doti personali, quali l’intuito, l’ardimento e la capacità di stringere discutibili alleanze, ed è cementato da un patto con tutt’i partiti per condividere le rendite consensuali generate dal suo impero mediatico. In mancanza di eredi all’altezza, tale impero è destinato a frazionarsi e di conseguenza a compromettere il consociativismo che sottende e quindi a ridisegnare la mappa della telecrazia, comunque irreversibilmente sostitutiva della democrazia.

 
 

 

LOMBARDIA

I bianchi inscenano un islam di comodo per oscurare gli islamici scomodi

Era già accaduto anni fa, a Milano, allorché i mussulmani s’accinsero a creare un loro partito con cui presentarsi alle elezioni amministrative: furono battuti sul tempo da un partito musulmano fasullo, messo in piedi da arabi al servizio dei poteri forti cittadini ed enfatizzato da compiacenti giornali e tivù, che invece censurarono gli islamici autentici. In queste settimane si prepara la replica: avuto sentore che i mussulmani politicamente consapevoli si organizzano per esercitare i diritti politici, i soliti maneggioni si preparano a neutralizzarli e allertano i loro servi, cioè sedicenti “mediatori culturali”, provocatori d’ogni risma e, ovviamente, pennivendoli di regime.

La manipolazione mediatica finalizzata a mettere la sordina al dissenso e a l’altoparlante al consenso, ancorché artificiale e falso, è ricorrente in Italia. Ecco due esempi storicamente tra i più grezzi eppure di consolidato successo, giusto biasimo alla preponderante acrisia del popolo sovrano.

2003: Così il Corsera lincia i mussulmani

2008: Un libro di comodo per bruciare un libro scomodo

 

 

 

 

 

 


 

 

 

BRASILE

Telenovela, miseria e 35 partiti politici quasi tutti all’assalto delle casse statali

L’opinione pubblica è catechizzata da tivù e giornali controllati da un centinaio di famiglie, mentre i politicanti d’ogni colore si accaparrano poltrone nella pubblica amministrazione e nelle società controllate dallo Stato, a cominciare dal colosso petrolifero Petrobras. Così i poveri diventano sempre più poveri e le ricchezze del Paese sempre più appannaggio di oligarchi corrotti e irresponsabili. In un’intervista odierna a Le Monde la destituita presidentessa Dilma Rousseff sostanzialmente conferma, in una smentita sua malgrado confessoria, la nostra analisi dell’altro giorno.


L’INTERVISTA A LE MONDE

Dilma Rousseff: « A destituirmi è stata l’oligarchia brasiliana»

 
 

 

LE ELEMENTARI DEI FIGLI DI STRARICCHI

Maestra a domicilio

Neppure le scuole private più esclusive bastano a soddisfare l’esigenza genitoriale di addestrare una prole ritenuta predestinata a consolidare il primato economico e sociale della famiglia e dunque a scalare le vette del successo. Di qui l’arruolamento dei migliori educatori e l’allestimento di un’aula domestica per un singolo allievo. Quanto ai docenti, sono schiera quelli che, professionalmente validi eppur vessati da ministero dell’Istruzione disastrato e incosciente, sono disposti a barattare il ruolo di educatori autentici con una pingue mercede e la regressione al mestiere dell’aio, precettore-servo dei locupleti rampolli d’antan.

 
 

 

ANALISI DI UN MITO CREATO DA UNA CHIESA IN QUESTUA DI FEDELI E DI SOLDI, COMPLICI I GIORNALISTI PIGRI

Madre Teresa, prona a dittatori e criminali, nemica dei poveri

Volò ad Haiti per omaggiare il feroce despota Duvalier, che torturava e dissanguava il suo popolo; all’indomani della tragedia di Bophal, dove la multinazionale americana Unioncarbide gasò a morte migliaia di persone, predicò il perdono, cioè la rinuncia a chiedere il risarcimento dei danni e a punire i responsabili di un disastro colposo, da lei banalizzato a incidente dovuto a sfortuna; aprì monasteri e conventi in 120 Paesi, ovunque incassando donazioni faraoniche quanto segrete (soltanto sul conto del suo ufficio di New York furono scoperti 50 milioni di dollari), che mai furono utilizzati per aprire la benché minima struttura sanitaria, giacché si limitò ad assistere i moribondi con paliativi estranei alla scienza medica, mentre lei si curava nelle migliori cliniche private di tutto il mondo; fondatrice e timoniera di un Ordine ricchissimo, recitava la poverella, ruolo che riscuoteva donazioni e affascinava i media e nel quale non esitò a scadere nel ridicolo, come quando, non casualmente circondata da giornalisti, andò a un’udienza papalina in autobus e indossando veste miserrima, precisandone il prezzo. Ogni volta che ha preso la parola su qualche tema, si è sempre schierata a sostegno delle forze oscurantiste e reazionarie e contro i movimenti di emancipazione degli oppressi. Eppure rarissime sono le inchieste serie su tanto abuso della credulità popolare.

 
  PARALLELISMI STORICI

Recep Tayyip Erdogan come Adolf Hitler e Dilma Rousseff come Bettino Craxi

Il 27 febbraio 1933 il capo del nazismo indusse i seguaci a bruciare il Reichstag per trarvi pretesto all’abbattimento di quel che restava dello Stato di diritto; nel luglio scorso il presidente turco propiziò un golpe da burletta al fine di consolidare la dittatura e motivare una repressione di cui l’altro giorno, in tivù, il primo ministro Binali Yıldırım ha tirato le somme confessabili: oltre 75 mila passaporti confiscati, oltre 85 mila funzionari pubblici licenziati, oltre 4.500 associazioni messe fuorilegge, la liberazione di oltre 20 mila detenuti comuni per far posto ad altrettanti prigionieri, di cui solo una piccola parte è accusata di aver preso parte al golpe, il resto essendo oppositori politici. Negli anni Novanta l’ex primo ministro Bettino Craxi, condannato a più riprese per aver intascato tangenti, si dichiarò vittima d’un complotto. Disse che i finanziamenti illeciti erano indispensabili al funzionamento dei partiti e che dunque erano sacrosanti. Oggi l’ex presidente brasiliano si difende allo stesso modo: poiché ha incassato bustarelle al pari di molti colleghi di partito e d’opposizione, s’atteggia a capro espiatorio, giacché, argomenta, in un Paese dove il grosso dei politici è corrotto, la corruzione, per loro, è da ritenersi virtualmente legalizzata.

 
 

 

SCONVOLGENTE SERMONE DELL’ABATE DEL MONASTERO LAICO DI SCHWARZESDORF

«Scegli: o fai il genitore o fai l’elettore»

Questo l’assunto sviluppato dal predicatore: «Se il bene del figlio diventa l’obiettivo cui sacrificare l’intero mondo, padre e madre non possono scegliere i governanti ‒ e magari governare loro stessi ‒ giacché servire la comunità implica farsi carico in maniera equanime di tutte le sue componenti. Non ci si può attendere, da babbi e mamme degenerati nel ruolo belluino di feroce ed esclusiva difesa degli interessi della prole, né il perseguimento della giustizia sociale né l'appagamento di bisogni collettivi che sovrastano quelli della figliolanza». Logica la conseguenza argomentata dall’abate: la gestione della cosa pubblica va riservata a cittadini non zavorrati da esclusività affettive.

 
 

 

INCHIESTA SU BIZZARRIE CONTABILI IN ODOR DI CORRUZIONE

Perché la società finanziaria lombarda si fa amministrare da un ex muratore di 84 anni che vive nel Meridione?

E perché un impero economico di stazza nazionale è sorto su capitali di cui non ha mai giustificato la provenienza? E perché molti politicanti ereditano somme ingenti da “lontani parenti” o amici, tutti beneficati da conti aperti in paradisi fiscali? E perché molti investimenti in pubblicità coincidono con la costituzione di fondi neri oltre frontiera? Sono alcuni degli interrogativi cui uno Stato e un’opinione pubblica onesti, competenti e vigili dovrebbero dare risposta.

 
 

 

BRASILE: LA FALSA DEMOCRAZIA DEL PANEM ET CIRCENSES

Il parlamento dei corrotti rimpiazza il capo non abbastanza corrotto

Il sistema delle tangenti, con il quale politicanti e partiti scremano gli incassi dello Stato per comprarsi voti e ingrassare famiglia e amici, impera da sempre. Per vincere le elezioni, prima Luiz Lula e poi Dilma Rousseff si sono adattati a questo andazzo, cercando poi, una volta al governo, di conciliare progresso sociale e crescita economica, il che significa, in un’economia capitalista globalizzata, inchinarsi comunque ai diktat delle multinazionali del profitto. Forse si sono inchinati troppo poco. O forse valevano poco come manager e smistatori di tangenti. Quanto alla maggioranza povera del popolo sovrano, è divisa in tre schiere: quella che già rimpiange le briciole assistenziali incassate da Dilma e che il nuovo governo si appresta a negarle, quella che spera d’intascarne di più dal nuovo presidente, e quella che, non capendo chi le convenga sostenere, se ne sta a guardare.

 
 

 

MISTIFICAZIONI SUI MASSACRI ORDINARI DEL COLONIALISMO UMANITARIO SOSTENUTO DALLITALIA

Quando 400 mila morti pesano meno di poche centinaia

Così i politicanti, e i media al loro servizio, adottano opposti criteri per valutare le vittime di catastrofi naturali in gran parte inevitabili e le vittime di offensive belliche totalmente evitabili.

 

ARTICOLO SEGNALATO, SU WORLD SOCIALIST WEB SITE:

Turkey expands invasion of Syria

La Turquie poursuit son invasion de la Syrie

 

 

 

 

 

 

 

  LA TENDENZA A UN’INFORMAZIONE DI CLASSE

L’internet riservata agli ipersolventi. E quella destinata ai moderni calvinisti

La navigazione telematica diventa sempre più costosa, sia per le tariffe sia per i dispositivi elettronici di rapida obsolescenza. Ma gli oneri maggiori per l’utente derivano dalla consultazione di giornali e banche-dati di ottima qualità. Le migliori testate selezionano i lettori per censo: chi più paga, più legge articoli di vaglia, dunque più sa. Accanto e contro questa involuzione antiegalitaria e dunque antipopolare di stampo puramente mercantile, se ne sviluppa una seconda, parimenti elitaria ma di stampo idealista: la selezione dei lettori con criteri meritocratici, premessa all’aggregazione, alla formazione e al protagonismo sociale di cittadini etici.

 
  TELECRAZIA CONTRO DEMOCRAZIA

L’ultimo golpe italiano compie 22 anni

Negli anni Settanta le mafie della Penisola investirono quote ingenti dei loro bottini in un progetto che avrebbe dato i primi frutti soltanto nel 1994, affascinando tutt’i politicanti dell’epoca: aggregarsi in stile massonico, formando un virtuale partito unico che, esasperando l’influenza dell’oligopolio televisivo sulle masse, se ne sarebbe aggiudicato l’irreversibile consenso. Ecco le tappe salienti di un’offensiva oligarchica che, con l’armi della lusinga, del ricatto e della corruzione nonché negando voce e visibilità mediatica agli oppositori autentici, ha rinnegato la Costituzione e regredito il popolo a suddito irredimibile. Ed ecco le discrete fucine dove si forgiano gli aspiranti abbattitori dei golpisti.

 
 

 

MISERIE ALL’ITALIANA

Piccolo terremoto, grande esibizionismo da catastrofe

«Paesi distrutti», titolano i giornali. In realtà sono crollati grumi di caseggiati decrepiti, in gran parte disabitati ed edificati in epoche d’inconsapevolezze tecniche antisismiche. Il numero delle vittime dell’ultima scossa è inferiore a quello dei lavoratori che ogni due mesi vengono uccisi sui luoghi di lavoro, quasi sempre per colpa di padroni che non rispettano le norme antinfortunistiche o impongono ritmi produttivi eccessivi; oppure è inferiore a quello dei pendolari  che nello stesso periodo muoiono in incidenti stradali, vittime di un individualismo logistico insensato che disdegna la saggia alternativa dei trasporti pubblici, soprattutto su rotaia; oppure il numero delle vittime del terremoto è frazione infima degli italiani poveri che mensilmente sono condannati a morte da sanità pubblica vieppiù esclusivamente prona ai solventi. Ma queste ciclopiche tragedie, che nel corso dei decenni sono montate a stazza genocidaria, lasciano indifferente un popolo che reagisce soltanto alle chiamate emozionali dei media di regime. Così anche l’ultimo terremoto ha inscenato il rituale copione: dirette televisive sul patetico, elevazione a eroi di soccorritori che fanno il loro dovere, teatrino di politicanti che sfilano a recitare banalità del tipo «Siamo solidali con i terremotati» e invece sono lì a incassare il valsente mediatico del dolore altrui. Dal terremoto di Messina del 28 dicembre 1908, che uccise da 50 a 100 mila persone in Sicilia e Calabria, e via via lungo la filastrocca di scosse letali che cadenza l’assestamento d’una Penisola edificata in gran parte in zone sismiche, l’Italia ha tremato svariate decine di volte sempre mostrando al mondo vicende di promesse non mantenute e di ricostruzioni mancate, fitte di ruberie politico-mafiose acclarate da raffiche di inchieste giudiziarie che non hanno rimediato alla sconcezza di baraccopoli eterne. Eppure bastano l’urlo d’una sirena o il magone recitato da un figurante televisivo o l’impudica esibizione di cadaveri e dolenti per suscitare nel popolino emozioni che negano valutazioni ragionate.

 
 

 

RETROSCENA DEL RECENTE ACCORDO BELLICO TRA MOSCA E TEHERAN

Il discreto e incessante scavo della talpa iraniana

Reduce da due mandati presidenziali che avevano suscitato speranze in molti rivoluzionari in tutto il mondo, Mahmud Ahmadinejad, il cui candidato era stato sconfitto dai quisling dell’Occidente colonialista, sembrava definitivamente uscito di scena, relegato all’insegnamento universitario. Il suo giornale telematico, edito esclusivamente in farsi, sembrava l’innocuo canto d’un cigno isolato. Invece Ahmadinejad ha vivificato di analisi, riflessioni, ideali e proposte una rete che avviluppa il meglio dell’intellighenzia del Paese e riverbera aspirazioni e speranze su strati sempre più vasti della popolazione. E, mentre condiziona il governo attuale, ne propizia il ricambio.

 

LE OFFENSIVE POLITICHE E CULTURALI DI
AHMADINEJAD CHE SCONVOLSERO L’IMPERO OCCIDENTALE

Quando Teheran scalzava l’egemonia del dollaro e sbugiardava i falsi storici codificati da Hollywood

 

DOCUMENTI CORRELATI:

– 2005: La conferenza di Teheran Un mondo senza sionismo

– 2006: L’Iran inizia a vendere gas e petrolio in euro e organizza una Borsa degli idrocarburi alternativa a IPE e NYMEX

 

 

 

MATERIALI PER IL CONVEGNO DI SETTEMBRE, DA A CONTRE-NUIT:

• Les mythes fondateur de la politique américaine

par Roger Garaudy

Compendio storico alla relazione sull’antiamericanismo.

 

 

 

MALASANITÀ & MALACITTADINANZA

I medici che coltivano la miniera d’oro degli ipocondriaci e di coloro che non sanno invecchiare

Sfruttano le paure e l’ignoranza dei pazienti per appioppare accertamenti diagnostici e interventi chirurgici inutili e rischiosi, quando non dannosi; prospettano miracoli agli inguaribili e agli anziani, di cui alimentano l’illusione di contrastare la fisiologica decadenza, etichettandola come inceppo eliminabile o lenibile. Analisi di un fenomeno alimentato da simmetriche propensioni a malfare: di qui i cattivi terapeuti, di là solventi che barattano la sanità pubblica con il privilegio personale. Paradossalmente, rischia meno il paziente povero, disdegnato dai cacciatori di parcelle sontuose. In tanto squallore professionale ed etico brillano le stelle dei bravi medici e di ogni altro cittadino responsabile.

ARTICOLI CORRELATI:


18 GIUGNO 2015

Dal tricolore alla bandiera bianca

Se il primo dei diritti del cittadino è quello alla vita, e se il diritto di vivere implica vivere da sani, allora la sanità è la prima emergenza italiana. Gli ospedali pubblici, gli ambulatori pubblici, i medici e gli infermieri pubblici sono a Caporetto. Sconfitti da un parlamento che nega le cure ai malati poveri, eppure democraticamente eletto da un popolo di furbi che, egoisticamente lasciando affondare il servizio sanitario nazionale, non si rende conto di affogare se stesso.



3 GIUGNO 2015

Dottore in buona sanità

Un medico di prontosoccorso, insofferente a una gestione ospedaliera finalizzata a far quattrini, si è messo in proprio come consulente dei malati. Li aiuta a scegliere gli ospedali e gli specialisti migliori, e a farsi curare al meglio, rapidamente e gratis.

 
 

 

DEMOCRAZIE VIRTUALI

Analogie tra i golpe di De Gaulle, di Berlusconi, della Commissione Europea, del Pentagono e di Erdoğan

Popoli che subiscono i colpi di Stato, autentici o simulati che siano, non possono dirsi sovrani. E dunque non sono titolari di un potere che del resto non meritano. I golpisti hanno invece il sommo merito di smascherare la messinscena del suffragio universale, denudando i sedicenti cittadini dei panni di elettori e dunque di togliere ogni alibi alle masse pusillanimi.

 

 

 

DA RÉSEAU VOLTAIRE

La nuova dottrina strategica turca

Interpretando il colpo di Stato militare in Turchia come una manovra degli Stati Uniti contro Recep Tayyip Erdoğan, Thierry Meyssan propone una visione più vasta, integrando le dimissioni preventive di Ahmet Davutoğlu con la ripresa di relazioni commerciali con Israele, l’Iran e la Russia. In quest’ottica, anticipa quella che dovrebbe essere la nuova strategia turca.

di Thierry Meyssan


  CRISI D’IDENTITÀ DELLE TRUPPE ANTISOMMOSSA

Che noia, esser pagati per reprimere popoli che non si ribellano mai

A suo tempo il presidente Barack Obama richiamò in patria truppe dai fronti coloniali affinché si tenessero pronte a fronteggiare rivolte contro le iniziative inique del governo; la Commissione Europea s’è dotata da anni d’una milizia continentale che ha assorbito competenze e organici delle polizie nazionali, al fine di contrastare ribellioni contro i picconamenti degli Stati sociali e assistenziali. Precauzioni inutili, giacché di qua e di là dell’Atlantico coloro che erano temuti come cittadini coraggiosi e consapevoli si sono rivelati sudditi vilmente proni quanto colpevolmente indifferenti alla barbarie montante. Così i gendarmi, condannati a poltrire e consci di un’inutilità prodromo della disoccupazione, s’adattano a indossare i panni dei rivoltosi. Analisi di alcune operazioni sotto falsa bandiera spacciate dai media come attentati terroristici.

 
 

 

GLI ORDINI CHE PRESIDIANO IL DISORDINE

L’albo professionale come l’Indice dei reprobi

Si proclamano paladini della deontologia e mallevadori del valore e della probità degli associati. Ma spesso sono consorterie corporative, estranee all’etica, che svoglierebbero non pochi dall’aderirvi, se l’iscrizione all’Albo non fosse obbligatoria e per questo da taluni associata, come già l’iscrizione ai partiti autoritari d’anteguerra, a una sorta di Tessera del Pane. Rassegna degli Ordini preposti dai governi europei a garantire il buon esercizio dei liberi mestieri di rilevanza sociale.

 
  LA FORZA TRANQUILLA DELL’ITALIA CHE IN TELEVISIONE NON SI VEDE

Progettare il futuro con  penna e calamaio

Macchine da scrivere meccaniche, stampanti non elettroniche, corrispondenza cartacea e recupero della calligrafia e persino studio della stenografia. Cellulari sempre più spesso spenti o poco usati. Abiura della televisione. Comunicazioni sobrie e ponderate. Reazioni esasperate motivate dagli eccessi delle azioni che le hanno provocate. Gli italiani ostili alle invadenze e alle ipermodernità che compromettono il sensorio turbando l’autonomia critica stanno reagendo recuperando stili di vita agli antipodi dell’esibizionismo,  del voyeurismo, del consumismo forsennato e deteriore. Viaggio nei fortini sociali che fanno resistenza al Grande Fratello e si estraniano dalle follie di quanti se ne lasciano fagocitare.

 
  CONVEGNO AL MONASTERO DI SCHWARZESDORF

Un partito politico può aspirare a gestire la società come un monastero?

Il provocatorio quesito non vuole evocare le istituzioni totali del medioevo europeo, né quella prolungata dalla teocrazia tibetana sin quasi ai giorni nostri, ma proporre una declinazione della sovranità popolare all’insegna della competenza e della responsabilità individuali. La disputa, che si svolgerà soprattutto per relazioni e controrelazioni scritte, si svilupperà nell’arco di tre giorni. Il messaggio di presentazione è dell’abate della Comunità.

 
 

 

COMPETIZIONE ACCANITA TRA SFRUTTATORI DELLA CREDULITÀ POPOLARE

Oro, incenso e mitra

Investire in un nuovo luogo di culto senza il placet e la compartecipazione delle Chiese dominanti è rischioso, giacché implica scontrarsi con santuari e mecche radicati, che i gestori difendono con ogni mezzo. Ma se il colpo riesce, come a Medjugorje o nelle sigle evangeliche del Nord e del Sudamerica o nei templi del Sudest asiatico, il rendimento del capitale è iperbolico. Analisi di un settore economico in massima auge.

 
  LA PANDEMIA DEL PERIPATETISMO COMPULSIVO

Turisti, animali migratori

Spinti dalla noia o dalla depressione o dal desiderio di sensazioni belluine o dall'ansia di rifuggire una quotidianità sofferente, svolazzano di fuso in fuso alla ricerca del miglior paradiso terrestre al minor prezzo. Non sanno nulla dei luoghi in cui approdano o atterrano né vogliono sapere. Bivaccano in alberghi di lusso protetti da camuffati cavalli di Frisia presidiati da gendarmi e non gl’importa nulla delle tragedie dei popoli circostanti, che osservano senza vedere, con il distacco ebete e divertito di bimbi dinanzi a bancarelle di stranezze. Finché qualche movimento di liberazione locale presenta il conto.

 
 

 

ECONOMIA DEI TRASPORTI

Nuove Vie della Seta e Vie d’Acciaio ridisegnano il traffico merci

Complice il riscaldamento del pianeta, rompighiaccio russi s’aprono rotte polari che sminuiscono i transiti a Suez, a Panama e, in un futuro non lontano, quelli traverso il nuovo Canale del Guatemala, finanziato dai cinesi. I quali trasferiscono import ed export dai cargo attanagliati dagli Usa lungo le rotte del sudest asiatico ai binari che infittiscono il reticolo di collegamenti traverso l'Asia centrale, da Pechino ad Amburgo. E al Cremlino viene presentato il progetto che concreta il disegno di Lenin: un ponte ferroviario sullo Stretto di Bering. Ma le vestali della vecchia logistica non stanno a guardare e invocano l’intervento del Pentagono.

 
  LA CONQUISTA DEL DIRITTO ALLA SALUTE

Censiamo medici competenti e onesti. A beneficio di pazienti meritevoli

La sanità pubblica è allo sbando in tutta Europa e il popolo dei malati (attuali o potenziali) non vuole o non sa come porvi rimedio e garantirsi prevenzione, cura e assistenza adeguate. Neppure i soldi garantiscono più nulla, in conseguenza di troppi ospedali, medici e paramedici tesi al tornaconto e incapaci di ben operare. Il terrore di soccombere alla malasanità è dunque fondato e l’indifferenza del popolo dinanzi al picconaggio del diritto alla salute, mentre annuncia il sempre peggio, esime i samaritani autentici dal soccorrere tutti e sempre: la buona sanità sia appannaggio di chi se la merita, battendosi per essa. Su queste premesse vagisce la SORES, società di reciproco soccorso.

 
  OLIMPIADI E DINTORNI

Gli untori dell’agonismo

In una società etica lo sport sarebbe inteso unicamente come complemento agli ottimali sviluppo e mantenimento psicofisici dell'organismo, dunque un aspetto della conquista del diritto alla salute. Invece l’ecumene dei disvalori degenera lo sport ad agonismo, cioè a competizione infantile e avvilente che svoglia atleti e spettatori dall’impegno civile e dalle tensioni autenticamente solidaristiche, offrendo ai governi masse di sudditi incapaci di evolvere in cittadini. Una forgia di automi, con l’aggravante di alimentarsi di risorse sottratte ai bisogni primari dei popoli e di crogiolarsi nella corruzione.


ARTICOLO CORRELATO DEL 6 FEBBRAIO 2007:

• La Giovanna che blandisce i tifosi-elettori

 
 

 

L’EUROPA DELLE COSTITUZIONI AL MACERO

La Grandeur des putschistes

Dal golpe di Charles De Gaulle del 1958 alle leggi liberticide di François Hollande: gli ultimi sessant’anni di storia francese sono cadenzati da insulti alla Carta fondamentale e dal ricorrente calpestio dei diritti umani in patria come nelle (ex) colonie. Una marcia verso la barbarie, a braccetto di altri gestori del Vecchio Continente e sotto la ferula dei gestori del Nuovo..

INCHIESTA CORRELATA DI THIERRY MEYSSAN:


1 - IL COLPO DI STATO DEL 13 MAGGIO 1958

Quando lo stay-behind issò De Gaulle al potere

1958. La Francia della IV Repubblica s’impantana nella guerra d’Algeria. Il pericolo di un nuovo Fronte popolare nel territorio metropolitano, formato da radicali, socialisti e comunisti,  nonché il rischio che in Algeria il FLN prenda il potere, inducono gli americani a intervenire. Attuando il piano di un’agenzia americana, un reticolo clandestino costituito in buona parte da ex collaborazionisti e da militanti di estrema destra, organizzano un putchmilitare ad Algeri, la caduta della IV Repubblica e la conquista del potere assoluto da parte del generale De Gaulle.

 

2 - IL GOLPE DEI GENERALI DEL 21 APRILE 1961

Quando lo stay-behind voleva sostituire De Gaulle

L’opinione pubblica si aspetta che De Gaulle, innanzitutto, ristabilisca la pace in Algeria. “Il” generale si è implicitamente impegnato a tenere separata l’Algeria dalle altre colonie, consentendole di conservare lo statuto di Dipartimento francese. De Gaulle deve però rapidamente ridimensionare le proprie aspettative. A dispetto della loro portata, le operazioni militari sono destinate al fallimento. E, per di più, i riservisti del contingente e le loro famiglie non sono disposti a combattere per l’Algeria francese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EUROPÄISCHES LUMPENBÜRGERTUM

Quelli che vanno a fare gli schiavisti nel terzomondo

Accanto alle delocalizzazioni delle grandi imprese dal primomondo ai Paesi a basso costo di manodopera prospera un fenomeno integrativo: il veterocolonialismo, perpetrato da aziende parimenti multinazinali per il tramite di microimprenditori che lucrano esclusivamente su lavorazioni a bassissimo valore tecnologico aggiunto, in lager dove lo sfruttamento degli operai si connota di nuova schiavitù. Le voci dei sodalizi umanitari che denunciano le sofferenze degli schiavi non echeggiano su una stampa europea che, al contrario, aureola gli sfruttatori di benemerenze imprenditoriali se non addirittura sociali. Analisi di un fenomeno radicato e in massima auge, dilagante in comparti inediti.

 
 

 

KLOSTERLEBEN

Studia et labora

Spuntano forme inedite di monasteri laici, modelli di connivenza avanzata il cui archetipo, di matrice italo-germanica, è nato in Sudtirolo. Sono chiostri dagli accessi selettivi e dagl’imperativi scientifici ed etici che ereticano ogni forma d’irrazionalità e d’individualismo. Aborrono verità rivelate, riti, penitenze e preci. Incontro con l’abate della Comunità di Schwarzesdorf.

 
 

 

CONVEGNO DI STUDIO SU QUANTO RESTA DEL COMUNISMO EUROPEO

I marxisti del terzo millennio? Manna ideologica del neocapitalismo globale

Gli elettori comunisti sono scomparsi, condannati dal bombardamento mediatico del potere a smorire di consunzione ideale; dirigenti e teorici, invece di accettare la sfida mediatica dedicandosi a contrastare il pensiero unico dominante e a inventare nuove forme di resistenza alla globalizzazione, nobilitano la resa al capitalismo elevandola a strumento ineludibile per condividerne il progresso tecnico-scientifico. Così finiscono col plaudere a paesi come la Cina, divenuto il primo esportatore mondiale di lavoro servile, e col riconoscere che a spingere l’homo œconomicus non può essere che la molla del tornaconto.

 
 

 

I CONTENUTI PROGETTUALI DEL ROMANZO MATER HANNO ANIMATO DUE GRUPPI DI DISCUSSIONE

Dalla democrazia dei Greci a quella prossima ventura di Persepoli

«I miei figli, questi sconosciuti»

 
 

 

LA LUNGA MARCIA DEL GIORNALISMO ETICO

Comunicazione erga omnes o mirata?

Il 2 luglio 1999 nasceva lantesignano del Cronista: La Smonda, «controgiornale etico aziendale» curato dal sottoscritto, dal 1987 al 2008 redattore dell’Arnoldo Mondadori Editore. Disamina delle tappe di una ricerca collettiva che ha esteso l’iniziale fiammella, accesa per affermare la deontologia professionale dei comunicatori, al bracere che oggi alimenta l’aspirazione a rifondare l’universo mediatico.

 
 

 

SOMMARI SEMESTRALI

 

 

PRODUZIONE CARTACEA

 
lasmonda la smonda mafro obletter giancarlo scotuzzi hans defregger il cronista associazione giornalisti etici, Martha Fischer